Il Giorno della Memoria e quel che provo…

(0 commenti) | Commenta | Inserito il gen 27, 2013 in Blog, Dal mondo

giorno_della_memoria_800_800-2Il 27 gennaio 1945 è una data che nessuno potrà mai dimenticare.

L’orrore, il genocidio nazista, lo sterminio di un popolo sono avvenimenti di così siffatta crudeltà che a sessantotto e più anni dall’accaduto continuano a suscitare pianto nel cuore.
E’ abominevole quel che è successo, ingiustificabile, senza senso, agghiacciante e al sol pensiero non si può restare indifferenti.

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza per ricordare l’orrore dell’uomo sull’uomo, affinché questo non si ripeta mai più. Mai e poi dovrà ripetersi ed è necessario – anche se triste – ricordare per poter lottare, ora e in futuro, contro tutti i pregiudizi e i soprusi che una razza “superiore” (superiore a chi?) crede di poter compiere nei confronti di altre genti.

Oggi non ho vissuto. Mi sono fermato, ho riletto testimonianze di uomini e donne sopravvissuti all’Olocausto, ho riletto chi ha narrato l’orrore dei campi di concentramento e di quello che ha subito.

Oggi non ho vissuto, il mio cuore si è fermato, ha pianto, si è spezzato in mille, milioni di frammenti tanti quanti le vittime dell’Olocausto.

Oggi non ho vissuto, ma non solo oggi, perché non riesco a dimenticare – e mai potrò farlo – nomi come Auschwitz, Birkenau, Monowitz (giusto per citarne alcuni) dove l’orrore ha preso vita e si è diffuso nel mondo, dove s’è consumato il crimine più efferato e violento che si possa immagine, dove uomini e donne hanno perso la vita.

Il Giorno della Memoria deve far riflettere come il potere di pochi condiziona, in maniera indissolubile, la vita di molti.
Il Giorno della Memoria è solo un giorno ma quel che rappresenta e porta con se deve valere sempre!
Il Giorno della Memoria ricorda il passato ma insegna al futuro.

Andrea

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27 gennaio – Giorno della Memoria

(1 commento) | Commenta | Inserito il gen 27, 2012 in Blog, Dal mondo

Come avvenuto negli anni passati e in questo stesso giorno, mi fermo un attimo a pensare, a ricordare e non riesco a dimenticare quello che l’uomo è stato capace di fare ad altri uomini e quello che altri uomini hanno visto una volta entrati nel campo di sterminio di Auschwitz.

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria, e anche se ci penso spesso, e non solo in questa data, pubblico ora questo breve articolo in onore chi non c’è più, di chi ha vissuto atrocità inimmaginabili, di chi ha sofferto e non è più tornato.

Tra le pagine più scure della nostra storia l’Olocausto occupa un posto di rilievo e mai e poi mai dovrà ripetersi. La storia insegna alle generazioni future ma allo stesso tempo si dice che si ripete ed è questa la cosa più preoccupante di tutte. Spero si sbagli questa volta e ciò che è stato rimanga una tragica, triste e disumana parentesi…

Ricordo, e non posso far altro perchè non l’ho vissuto, ho letto tanto, questo sì, e un’idea me la sono fatta ma non riesco davvero a immaginare la situazione per come è stata.

Riprendo le parole che ho scritto un anno fa e che in questo giorno assumono più forza…per non dimenticare…

La Shoah è stata raccontata da chi l’ha vissuta ed è sopravvissuto, da chi ha raccolto testimonianze durante le permanenza nei campi di concentramento, la paura, l’ansia del giorno dopo, il non poter fare progetti a lungo termine, vivere la giornata pregando quasi di farsi finita per non soffrire più.

27 gennaio – Il Giorno della Memoria

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27 gennaio – La Giornata della Memoria

(1 commento) | Commenta | Inserito il gen 27, 2011 in Blog, Dal mondo

Ricorre una data importante importante oggi, una data che tutti dovrebbero ricordare e mai dimenticare: 27 gennaio del 1945 i cancelli del campo di concentramento sito nella città di Oświęcim – in tedesco Auschwitz – vennero aperti e quello che si trovò dentro fu spaventoso.

Storia terribile di uomini e donne vissuta sulla propria pelle. Uomini che commisero violenza e portarno morte verso altri uomini.

Tutto il mondo ha deciso di dedicare questa data, il 27 gennaio, alla memoria dell’Olocausto.

Riporto nuovamente, a distanza di un anno dall’ultimo articolo, il testo che parla del riconoscimento di questa giornata tra quelle importanti e da non dimenticare:

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »

La Shoah è stata raccontata da chi l’ha vissuta ed è sopravvissuto, da chi ha raccolto testimonianze durante le permanenza nei campi di concentramento, la paura, l’ansia del giorno dopo, il non poter fare progetti a lungo termine, vivere la giornata pregando quasi di farsi finita per non soffrire più.

Nel giorno della memoria ricordiamo le vittime dell’Olocausto con l’incipit di Se questo è un uomo di Primo Levi:

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Scritto da Mac La Mente

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27 gennaio – Il Giorno della Memoria

(2 commenti) | Commenta | Inserito il gen 27, 2009 in Blog, Dal mondo

Il 27 gennaio del 1945 quando le truppe sovietiche avanzando verso Berlino arrivarono presso la città polacca di Oświęcim – in tedesco Auschwitz – si ritrovarono di fronte ad uno dei peggiori spettacoli che occhi umani abbiano mai visto: un luogo creato allo scopo di sterminare il maggior numero di persone.

Una storia terribile da ricordare e che ancora oggi colpisce per la sua inumanità e crudeltà.

Tutto il mondo ha deciso di dedicare questa data, il 27 gennaio, alla memoria dell’Olocausto. Anche l’Italia con la legge n.211 del 20 luglio 2000 ha aderito a questa proposta internazionale di commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »

Da subito dopo la fine della guerra la Shoah è stata raccontata da chi l’ha vissuta ed è sopravvissuto, il ricordo è stato ripreso e tramandato attraverso tutte le forme d’arte: letteratura, cinema, teatro, pittura e anche musica.

E proprio le parole di un cantante-cantautore ho scelto per ricordare questa data, la canzone Auschwitz di Francesco Guccini.
Auschwitz è una canzone riflessiva, con un andamento lento e solenne che fa immaginare quegli uomini morti ma mai dimenticati, le loro sofferenze, i loro passi deboli e il loro camminare incerto.

In questo giorno commemoriamo anche noi le vittime dello sterminio e ci uniamo a chi quell’orrore l’ha vissuto, a chi non è sopravvissuto, a chi non vuole dimenticare perchè ci si continua a chiedere come sia possibile che gli uomini possano decidere di commettere un simile sterminio.

Nel giorno della memoria ricordiamo le vittime dell’Olocausto con

Auschwitz di Francesco Guccini
 
Son morto con altri cento, son morto ch’ ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento….
 
Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento…
 
Aschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…
 
Io chiedo come può l’uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…
 
Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…
 
Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…
 
Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…

Sul forum è dedicato un topic al Giorno della memoria.

Scritto da Mac La Mente

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