Incipit – American Gods di Neil Gaiman

(0 commenti) | Commenta | Inserito il apr 8, 2011 in Blog, In Libreria, Incipit

Tra gli scrittori moderni ce n’è uno in particolare che riesce a colpirmi sempre con il suo stile sia per le parole utilizzate che per le descrizioni di personaggi e luoghi di un’America lontana e quasi dimenticata. E’ Neil Gaiman.

Autore sicuramente di talento – tra i libri da leggere c’è Coraline, da cui hanno tratto un film – Gaiman ad ogni racconto o romanzo riesce a dare quel tocco di originalità e di personalità che non sempre è facile ottenere…

In questo periodo sto leggendo American Gods ed è proprio di questo lavoro che vorrei citare l’incipit, come assaggio, per poi, a lettura completata, raccontare meglio il libro.

Incipit:

Era in prigione da tre anni, Shadow. E siccome era abbastanza grande e grosso e aveva sufficientemente l’aria di uno da cui è meglio stare alla larga, il suo problema era più che altro come ammazzare il tempo. Perciò faceva ginnastica per tenersi in forma, imparava i giochi di prestigio con le monete e pensava un sacco a sua moglie e a quanto la amava.
L’aspetto più positivo del fatto di essere in prigione, secondo lui – forse l’unico aspetto positivo – era una certa sensazione di sollievo. Sollievo all’idea di aver toccato il fondo. Non si doveva più preoccupare di essere preso, perché era già stato preso. Non aveva più paura di ciò che avrebbe potuto riservargli il futuro, perché il passato ci aveva già provveduto.

(Traduzione: Katia Bagnoli)

Dati del libro:

Titolo: American Gods
Autori: Neil Gaiman
Casa editrice: Mondadori
Anno: 2003
Pagine: 523

Scritto da Mac La Mente

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Libri – Il giorno che scambiai mio padre con due pesci rossi di Neil Gaiman

(0 commenti) | Commenta | Inserito il dic 18, 2009 in Blog, In Libreria

A volte capita, e lo si fa con piacere, di rileggere favole e storie che ci hanno accompagnato durante il periodo della fanciullezza. E se queste storie vengono lette, rinnovate o scoperte in tarda età, cioè quando si è più grandi e non si ha molto spazio per sognare, cosa succede? Il risultato è lo stesso perché le favole e le fiabe hanno il dono di riportare indietro nel tempo e di rallegrarci per un po’, per uno spazio di tempo uguale alla durata della storia stessa…
E’ questo quello che mi è successo dopo aver letto una storia scritta da Neil Gaiman e illustrata da Dave McKean: Il giorno che scambiai mio padre con due pesci rossi.

Poco più di 60 pagine, tanti disegni e dialoghi ridotti al minimo ma incisivi, sono le caratteristiche di questo libro molto curato anche nei dettagli: a partire dalla grossa copertina di cartone rigida e indistruttibile proprio come la storia che contiene.

Il giorno che scambiai mio padre con due pesci rossi ha per protagonisti un bambino e la sua sorellina; quest’ultima è una personcina che la sa lunga, che impartisce consigli e che sa già come andrà a finire quello che il fratellino ha intenzione di fare. La sorellina è una specie di “grillo parlante” – giusto per far un paragone con la favola di Pinocchio. Altro personaggio naturalmente presente nella storia è il padre dei due ragazzi. E’ lui che viene scambiato dal figlio per due pesci rossi. All’inizio sembra uno scambio impari ma in realtà è solo il primo di una lunga serie perchè il papà non è molto simpatico e attivo, sta fermo lì a leggere il giornale e non fa altro ed è per questo che avvengono altri scambi: con una chitarra, una maschera di scimmia, e un coniglio. Il ragazzino è costretto in pratica ad andare a trovare tutti i suoi amici che a loro volta hanno provveduto a scambiare il padre con qualcos’altro fino a quando non si arriva all’ultimo scambio e al ritrovamento del genitore comodamente seduto nella gabbia del coniglio.
Il ragazzino felice di aver ritrovato il padre lo porta via, lui, l’adulto, non fa una piega e continua a leggere il giornale. Arrivati a casa è ora della punizione e della promessa che una cosa del genere non si verificherà più:

Ragazzino: “Quando ha finito di rimproverarmi mi ha fatto promettere con la mano sul cuore che non avrei mai – mai – più scambiato papà con qualcosa…con qualsiasi cosa.
E io ho promesso.
Così non posso più farlo.
Ma… “

La fine non è assolutamente scontata e quando arriva l’ultima delle tavole realizzate da McKean le poche parole di Gaiman risuonano in modo angusto, cupo, perchè in realtà il ragazzino protagonista non ha imparato assolutamente niente, è pronto a ripetersi e ha già scelto la sua vittima.

Il giorno che scambiai mio padre con due pesci rossi è un libro spensierato, una storia che si legge in fretta, ben scritta, che alla fine lascia un sorriso e il piacere di aver trascorso un po’ di tempo in un mondo surreale dove tutto può succedere: anche scambiare un genitore con dei pesci rossi. Ottimo lavoro di Gaiman e di McKean. Il tratto dei disegni non è molto definito, quasi schizzato e i colori accesi sembrano trasmettere luce quando in realtà la storia è cupa. Bel contrasto.

Dati del libro:
Testi: Neil Gaiman
Illustrazioni: Dave McKean
Pagine: 64
Anno di pubblicazione: 2004
Casa editrice: Mondadori

Scritto da Mac La Mente

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