Libri – Incipit di Montedidio di Erri De Luca

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ago 17, 2010 in Blog, In Libreria, Incipit

Apprezzo sempre più Erri De Luca come scrittore, ogni suo libro ha qualcosa che mi colpisce e che mi rimane dentro, mi arricchisce ed è per questo che continuo con il segnalare e riportare un incipit tratto da uno dei suoi libri. A differenza de “Il peso della farfalla”, Montedidio è ambientato nel napoletano, in un paesino dove la vita scorre abbastanza tranquilla.

E’ un ragazzino il protagonista della storia, un ragazzo a cui viene regalato un boomerang e che si allena tantissimo al lancio dell’oggetto. Aspetta il giorno della festa del paese, i fuochi, perchè ha paura di far rumore e crede che il boomerang voli via e non torni indietro – come invece accade.

L’intero racconto narra quindi della sua vita, i pensieri che ha, i sacrifici che fa, la sua famiglia e gli amori, l’unico amore che trova e che viene ricambiato da una ragazzina sua vicina di casa…

Il libro comincia così:

“‘A iurnata è ‘nu muorzo,” la giornata è un morso, è la voce di mast’ Errico sulla porta della bottega. Io stavo già là davanti da un quarto d’ora per cominciare bene il primo giorno di lavoro. Lui arriva alle sette, tira la serranda e dice la sua frase d’incoraggiamento: la giornata è un morso, è corta, diamoci da fare. Ai vostri comandi, gli rispondo, e così è andata. Oggi scrivo la prima notizia per tenere conto dei nuovi giorni. Non sto più a scuola. ho fatto tredici anni e babbo mi ha messo a lavorare. E’ giusto, è ora. L’istruzione obbligatoria va fino alla terza elementare, lui mi ha fatto studiare fino alla quinta perché ero malatino e poi così avevo un titolo di studio migliora. Qua intorno i bambini vanno a lavorare pure senza scuola, babbo non ha voluto. Fa lo scaricatore al porto, non ha studiato, solo adesso sta imparando a leggere e scrivere alle lezioni serali della cooperativa degli scaricatori. Parla il dialetto e ha soggezione dell’italiano e della scienza di quelli che hanno studiato. Dice che con l’italiano uno si difende meglio. Io lo conosco perché leggo i libri della biblioteca, ma non lo parlo. Scrivo in italiano perché è zitto e ci posso mettere i fatti del giorno, riposati dal chiasso del napoletano.

Da Montedidio di Erri De Luca - pubblicato da Feltrinelli – pagina 7

Scritto da Mac La Mente

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