Prefazione di Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mag 21, 2016 in 3 - La penna e la tela, Blog, In Libreria, Incipit

Su suggerimento di una cara amica ho cominciato a leggere poco tempo fa, un paio di giorni, un libro di un autore che avevo già sentito, era un nome noto, e adesso so il perchè: Douglas Adams ha curato il Doctor Who, fantastico! Confermo di essere un disastro con i nomi…eheheheh!

Ritornando al libro, dicevo, ho cominciato a leggerlo e non posso far altro che dirle Grazie! perchè è fantastico, surreale, comico e immensamente trascinante.

E’ Guida galattica per autostoppisti – il ciclo completo che inizia con una prefazione scritta dall’autore e che riporto in parte qui di seguito e continua in maniera superlativa.

 

guidagalattica

 

Prefazione:

Guida alla Guida
ovvero, qualche inutile nota dell’autore

La storia della Guida galattica per autostoppisti è orma così complicata che ogni volta che la ripercorro mi contraddico da solo e quando riesco a imbroccarla vengo citato a sproposito. L’uscita di questo volume è quindi parla l’occasione ideale per chiarire tutto o almeno per distorcerlo in via definitiva. Qualunque osservazione errata sarà fatta qui, io la considererò errata uno volta per sempre.
L’idea del tutolo era germogliata nel 1971, mentre me ne stavo ubriaco a pancia in su in un prato a Innsbruck, in Austria. Non ero ubriaco fradicio: avevo solo il tipo di sbronza che può prendersi un autostoppista squattrinato che, dopo due giorni di digiuno, decida di tracannare due belle Gossel forti. Si trattava, insomma, di una lieve incapacità di reggersi sulle gambe.
Viaggiavo con una copia molto logora della Hitch Hiker’s Guide to Europe (Guida all’Europa per gli autostoppisti) di Ken Walsh, che avevo preso a prestito da qualcuno. Anzi, visto che è in mio possesso dal 1971 il libro è ormai da considerarsi rubato. Non avevo invece Europe on Five Dollars a Day (come si intitolava allora), perché cinque dollari erano roba da capitalisti.
La notte prese a calare sul prato, che mi girava intorno lentamente. Mi chiesi dove andare, quale posto costasse e vorticasse meno di Innsbruck e non mi trattasse come mi aveva trattato Innsbruck quel pomeriggio. Avevo camminato per la città alla ricerca di un particolare indirizzo, e poiché mi ero completamente perso mi ero fermato a chiedere informazioni a un passante. Sapevo che, data la mia ignoranza del tedesco, poteva essere un’impresa ardua, ma non mi sarei amai aspettato una tale difficoltà di comunicazione. Mentre lo sconosciuto e o tentavamo di capirci, mi ero reso conto che di tutti gli abitanti di Innsbruck cui avrei potuto chiedere informazioni avevo scelto proprio quello che, oltre a non parlare né inglese né francese, era anche sordomuto. Esprimendo a gesti le mie sincere scusa, mi era congedato da lui e pochi minuti dopo,. Su un’altra stra, avevo fermato un altro passante domandandogli le stesse cose. Ma anche lui era risultato sordomuto, ed era stato a quel punto che avevo comprato le birre.

da Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams – pag 7 e 8

 

Dati del libro:

Titolo: Guida galattica per autostoppisti – il ciclo completo
Autore: Douglas Adams
Casa Editrice: Mondadori
Anno pubblicazione: 2012
Pagine: 844

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Libri – Incipit di Croce senza amore di Heinrich Böll

(0 commenti) | Commenta | Inserito il feb 9, 2011 in Blog, In Libreria, Incipit

Confesso di essere un po’ di parte mentre scrivo questo articolo perchè Heinrich Böll è tra i miei scrittori preferiti ed è per questo che volta dedico a lui l’articolo inserendo l’incipit del primo libro che ha scritto: Croce senza amore.

Ci sono voluti diversi anni prima che il manoscritto raggiungesse il giusto successo perché lo stesso Böll, prima, e l’editore dell’epoca poi, accantonarono l’idea di pubblicarlo in quanto ritenuto “scomodo” per il tema trattato. Fortunatamente con gli anni ha visto la luce e rimane il capolavoro che è.

Croce senza amore tratta principalmente due temi: il cristianesimo e il nazioalsocialismo narrando le vicende ed i pensieri attraverso le gesta della famiglia Bachem dove due componenti della famiglia non accettano le posizioni del giovane Hitler, il secondogenito, infatti, si iscrive di getto al partito, rinnega la famiglia e si trova scaraventato in guerra.

Croce senza amore nasconde nelle sue parole e nel titolo due simboli, rappresentati appunto dalla croce, quella cristiana e quella nazista incompatibili tra loro.

Incipit:

La croce sul coro della St. Marienkirche sembrava ondeggiare nella nebbia come la polena sulla prua di una nave; sembrava inabissarsi e salire, farsi strada a fatica attraverso i frutti, mentre la nebbia le passava davanti in nuvole dense quasi come fumo e si dileguava verso il cielo…
Vicino a un carretto di libri ai piedi del coro alto e ripido c’erano due ragazzini, il più giovane dei quali osservava affascinato il gioco della nebbia: aveva rovesciato il capo all’indietro e guardava in su, con la testa che quasi gli girava, ma affascinato dalla spettacolo grandioso; il maggiore dei due rovistava instancabile nel mucchio di libri…
“Ma guarda, Christoph!” esclamò il piccolo all’improvviso, gli diede una spinta e attirò il suo sguardo verso l’alto. E allora contemplarono entrambi quello strano ondeggiare, a lungo… finché il sole, che a oriente diventava sempre più forte, scacciò la nebbia… e il coro della chiesa con la croce si fermò, senza più ondeggiare…

Dati del libro:
Titolo: Croce senza amore
Autore: Heinrich Böll
Casa editrice: Mondadori
Pagine – anno: 332 – 2002

Scritto da Mac La Mente

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Libri – Incipit de La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano

(0 commenti) | Commenta | Inserito il dic 28, 2010 in Blog, In Libreria, Incipit

In occasione del Natale e delle feste natalizie arrivano diversi regali e tra questi, molto graditi, anche dei libri. Alcuni di loro non avrei mai pensato di leggerli perchè oltre le mie capacità – adoro i piccoli libri e sto lontano dai Best Sellers – ma il regalo è sempre gradito e così, dopo un po’ di tempo, ho deciso di affrontare la sfida” e di cominciare a leggere La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano.

Sono ancora all’inizio, non so cosa mi aspetta in questo libro ma nel frattempo inserisco l’incipit e vado avanti…

Incipit:

Alice Della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la gamba nervosamente, come a dire su, sbrigati. Odiava la calzamaglia di lana che la pungeva sulle cosce, le moffole che non le lasciavano muovere le dita, il casco che le schiacciava le guance e puntava con il ferro sulla mandibola e poi quegli scarponi, sempre troppo stretti, che la facevano camminare come un gorilla.
“Allora, lo bevi o no questo latte?” la incalzò di nuovo il padre.
Alice ingurgitò tre dita di latte bollente, che le bruciò prima la lingua, poi l’esofago e lo stomaco.
“Bene. E oggi fai vedere chi sei” le disse-
E chi sono?, penso lei.
Poi la spinse fuori, mummificata nella tuta da sci verde, costellata di gagliardetti e delle scritte fluorescenti degli sponsor. A quell’ora faceva meno dieci gradi e il sole era solo un disco un po’ più grigio della nebbia che avvolgeva tutto. Alice sentiva il latte turbinare nello stomaco, mentre sprofondava nella neve con gli sci in spalla, che gli sci bisogna portarseli da soli, finchè non diventi talmente bravo che qualcuno li porta per te.

Dati del libro:

Titolo: La solitudine dei numeri primi
Autore: Paolo Giordano
Casa Editrice: Mondadori
Pagine – anno: 304 – 2008

Scritto da Mac La Mente

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