In ricordo di Richard Wright (1/2)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 23, 2008 in Artisti, Blog

In ricordo di Richard Wright (2/2).

“Una delle grandi peculiarità dei Floyd è la dinamica della musica, – riteneva Wright. – Raramente si ascolta quel tipo di dinamica in un concerto live, da piuttosto bassa a molto forte; ma l’avere un sottile bilanciamento tra suono basso e forte è stato il tratto dei Floyd fin da quando abbiamo iniziato. Per quanto mi riguarda questo potrebbe derivare dall’aver ricevuto una formazione musicale classica, dove le sinfonie hanno una dinamica enorme.

“A volte mi sedevo alle prove o al sound check e suonavo qualcosa, improvvisavo un po’. – ricordava Wright – e arrivava David e diceva “Cos’è? E’ davvero buono!” e io rispondevo “Non ne ho idea, non sono in grado di ripeterlo.” A volte suono qualcosa che non ho registrato, e non so da dove arrivi, perché le mie mani abbiano fatto quello che hanno fatto quello che hanno fatto, in che chiave fosse, niente. Per me suonare è come meditare – mi limito a suonare e non penso proprio a quello che sto facendo, lascio solo che accada. E quei momenti possono essere davvero, davvero preziosi”.
Richard Wright
(da un’intervista di qualche anno fa richiamata sul quotidiano britannico The Independent il 19 settembre 2008)

 

Nei giorni successivi alla morte di Richard Wright sono apparse decine e decine di articoli sulla stampa, tributi nelle radio e nelle tv di tutti il mondo, ricordi commossi e approfondimenti seri e documentati. In ritardo, forse, ma tutti hanno unanimamente riconosciuto il ruolo centrale del musicista all’interno dei Pink Floyd.

Tra i tanti commenti e ricordi letti in questi giorni, inserisco la mia traduzione di quelli più toccanti e significativi, quelli di chi ha creato con lui quello straordinario universo musicale chiamato Pink Floyd: David Gilmour, Nick Mason e Roger Waters.

Pubblico la traduzione dei tre interventi nel prossimo articolo.

Qui invece, per dare l’ultimo saluto a Richard Wright, voglio ricordarlo con una delle sue composizioni soliste più belle, Breakthrough, tratta dal suo bell’album solista del 1996 Broken China.
Il video è tratto da un concerto di David Gilmour al Meltdown Festival del 2002 (ripreso nel dvd David Gilmour in Concert), concerto cui Wright partecipò come ospite d’onore suonando le tastiere in Confortably Numb e suonando e cantando appunto Breakthrough.

Breakthrough – Richard Wright

Qui il testo e la traduzione di Breakthrough.

Scritto e tradotto da Vianne

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