Incipit – Il valzer lento delle tartarughe di Katherine Pancol

(0 commenti) | Commenta | Inserito il dic 15, 2011 in Blog, In Libreria, Incipit

Proseguendo il nostro viaggio di conoscenza dell’autrice francese Katherine Pancol, oggi segnalo il secondo incipit della trilogia da lei scritta con l’inizio del libro Il valter lento delle tartarughe.

La storia prosegue, la vita dei protagonisti si evolve e viene analizzata con diverse sfumature, con alti e bassi che si affrontano ogni giorno, con l’alternanza di momenti di felicità a momenti tristezza ma non ci si ferma mai, si va avanti per la propria strada…

Anche questo libro, come il precedente, è ambientato tra Parigi, Londra e New York, città care ai diversi protagonisti del romanzo che fanno da filo conduttore intrecciando le loro vite.

Qui di seguito riporto l’incipit sia in lingua originale, in francese, che nella traduzione italiana.

 

Incipit di La Valse lente des tortues

- Je viens chercher un paquet, déclara Joséphine Cortès en s’approchant du guichet de la poste, rue de Longchamp, dans le seizième arrondissement de Paris.
- France ou étranger?
- Je ne sais pas.
- À quel nom?
- Joséphine Cortès … C.O.R.T.E.S …
- Vous avez l’avis de passage?
Joséphine Cortès tendit l’imprimé jaune “Vous avez reçu un colis”.
- Une pièce d’identité? demanda, d’un ton las, l’employée, une fausse blonde au teint brouillé qui clignait des yeux dans le vide.
Joséphine sortit sa carte d’identité et la posa sous les yeux de la préposée qui avait entamé une conversation sur un nouveau régime chou rouge, radis noir avec une collègue. L’employée s’empara de la carte, souleva une fesse puis une autre et descendit du tabouret en se frottant les reins.
Elle se dandina vers un couloir et disparut. L’aiguille noire des minutes progressait sur le cadran blanc de l’horloge. Joséphine eut un sourire embarrassé pour la file d’attente qui s’allongeait derrière elle.
C’est pas de ma faute si mon colis a été remisé dans un endroit où on ne le trouve pas, semblait-elle s’excuser en courbant l’échine. Pas de ma faute s’il est allé à Courbevoie avant d’être entreposé ici. Et puis d’abord, d’où peut-il bien venir? Peut-être Shirley, d’Angleterre? Elle connaît ma nouvelle adresse pourtant. Cela ressemblerait à Shirley d’envoyer ce fameux thé qu’elle achète chez Fortnum & Mason, un pudding et des chaussettes fourrées pour que Je puisse travailler sans avoir froid aux pieds. Shirley dit toujours qu’il n’y a pas d’amour mais des détails d’amour. L’amour sans les détails. ajoute-t-elle, c’est la mer sans le sel, le bulot sans la mayonnaise, le muguet sans les clochettes. Shirley lui manquait. Elle était partie vivre à Londres avec son fils, Gary.

da La Valse lente des Tortues di Katherine Pancol, pagine 13-14, pubblicato da LGF

 

Incipit di Il valzer lento delle tartarughe

“Devo ritirare un pacco”, dichiarò Joséphine Cortès avvicinandosi allo sportello dell’ufficio postale di rue de Longchamp, nel sedicesimo arrondissement di Parigi.
“Francia o estero?”
“Non lo so”
“Nome?”
“ Joséphine Cortès… C.O.R.T.E.S…
“Ha l’avviso di giacenza?”
Joséphine Cortès porse la cartolina gialla che la avvertiva della mancata consegna del pacco.
“Un documento d’identità?” domandò stancamente l’impiegata, una bionda tinta con l’aria sbattuta che strizzava gli occhi nel vuoto.
Joséphine tirò fuori la carta d’identità e la posò sotto gli occhi dell’addetta allo sportello, che nel frattempo aveva intavolato una conversazione con una collega a proposito di una nuova dieta di cavolo rosso e rafano. L’impiegata prese il documento con un gesto brusco, sollevò prima una coscia poi l’altra, e scese dallo sgabello sfregandosi le reni.
Si avviò ciondolando verso un corridoio e sparì. La lancetta dei minuti avanzava sul quadrante bianco dell’orologio appeso al muso. Joséphine rivolse un sorriso imbarazzato alla fila che si allungava dietro di lei.
Non è colpa mia se hanno tenuto il mio pacco in deposito in un posto dove io non vivo più, sembrava dire a mo’ di scusa con la schiena curva. Non è colpa mia se è finito a Courbevoie prima di arrivare qui. E poi, chissà da dove viene? Forse Shirley, dall’Inghilterra? Shirley però sa il mio inirizzo nuovo. Sarebbe proprio da lei mandarmi quel tè lussurioso che compra da Fortnum & Mason, un pudding e dei calzini imbottiti per lavorare senza prendere freddo ai piedi. Shirley dice sempre che non esiste l’amore, esistono i dettagli dell’amore. L’amore senza i dettagli secondo lei è come il mare senza il sale, le lumache senza la maionese, il mughetto senza i campanellini. Le mancava Shirley. Era andata a vivere a Londra con suo figlio Gary.

da Il valzer lento delle tartarughe di Katherine ancol, pagine 11-12, pubblicato da Dalai Editore

 

Dati del libro:

Titolo: Il valzer lento delle tartarughe
Autrice: Katherine Pancol
Traduzione dal francese: Roberta Corradin
Casa editrice: Dalai Editore
Pagine e anno: 602, 2011

Scritto da Mac La Mente

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