Incipit – Tretrecinque di Ivano Fossati

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mar 27, 2014 in Blog, In Libreria, Incipit

downloadEppure suono la batteria. Eppure non lo sapevo. Eh sì, è un mondo diverso quello del chitarrista anche se entra in contatto con diversi musicisti che suonano altri strumenti.

Tretrecinque è un modello di chitarra Gibson, una chitarra elettrica che il protagonista dal romanzo – Vittorio Vicenti o Vic o Vincent, come lo chiamano in America – usa nel suo lavoro.

La storia raccontata da Ivano Fossati nel suo primo romanzo ripercorre la vita di Vittorio, è proprio lui che la racconta in prima persona, gli amori, le difficoltà, il dover fare i conti con la famiglia (con il padre soprattutto) e con una piccola realtà della provincia negli Anni ’60.

Non ho ancora terminato la lettura ma l’incipit lo riporto più che volentieri…

 

Incipit:

2010

Le feste si surriscaldano solo dopo mezzanotte, è così dappertutto. E accidenti se è vero. Io li osservavo quegli assatanati e non potevo credere ai miei occhi per come ci davano dentro a bere e a ballare. Zompavano come matti, si urlavano nelle orecchie, sudavano e si strusciavano fra loro. Diosanto, dovevate vederli anche quando erano già le due passate. Ma che gli fregava a quelli, la maggior parte di loro al mattino mica si alzava dal letto. Che avessero soldi in tasca, che fossero spiantati, oppure papponi, ladri, giornalisti, mignotte, cocainomani o attori, li trovavi lì, perché a quell’ora gira di tutto. E lo volete sapere? Sembravano felici.
Noi li facevamo ballare, scuotere il culo a nostro piacimento. “Shake it, baby shake it”. Potete credermi che i piedi non li tenevano più nelle scarpe. Gli facevamo sciogliere i sentimenti e anche il portafoglio. Più si agitavano più bevevano, e gli affari andavano benone per tutti. Qualcuno dovevano anche sbatterlo fuori di forza ma era così che doveva girare, il mestiere di un’orchestra è questo. Quando sei sul palco è come se avessi i mano l’acceleratore e il freno di tutta quella gente, puoi farli salire e scendere come sulle montagne. Puoi mandarli a casa esausti e ubriachi oppure raffreddare la serata e farla finire un’ora prima se il padrone te lo chiede. E qualche volte te lo chiede eccome

da Tretrecinque di Ivano Fossati – pagina 5 – Casa editrice Einaudi

 

Dati del libro:

Titolo: Tretrecinque
Autore: Ivano Fossati
Casa Editrice: Einaudi
Pagine e anno: 416 – 2014

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Il disco del mese – Anime salve di Fabrizio De André

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ago 23, 2008 in Artisti, Blog, Il disco del mese

Iniziamo da questo mese una rubrica dedicata alla presentazione di quelli che a nostro giudizio sono album fondamentali e imprescindibili, vere e proprie pietre miliari della storia della musica. Quei dischi senza i quali la musica e probabilmente anche noi non saremmo gli stessi.
La rubrica, come dice il titolo, avrà cadenza mensile e sarà dedicata ad autori italiani e stranieri scelti in base ai gusti e criteri di chi scrive.

Per iniziare questa rubrica abbiamo scelto di rendere omaggio a colui che consideriamo il Poeta-cantautore per eccellenza della musica italiana: il nostro primo disco del mese è Anime salve di Fabrizio De André.

 

Potrebbe essere presentato in diversi modi e con centinaia di forme diverse l’album di cui vorremmo parlare oggi e continuare a farlo anche in futuro, ma nessun commento sarebbe alla sua altezza perchè il valore che possiede e l’artista che l’ha realizzato sono difficili da descrivere e da catalogare. L’album in questione è il tredicesimo e ultimo lavoro prima della scomparsa del grande Fabrizio De André e si intitola Anime Salve.

Anime salve è un lavoro cominciato ben due anni prima della sua pubblicazione, il tempo impiegato per realizzarlo è stato così lungo perchè De André ha riarrangiato più volte i vari brani, li ha arricchiti di suoni, particolari che solo con un attento ascolto è possibile “gustare”, non solo, grazie anche alle due partecipazioni e collaborazioni illustri presenti – quella di Piero Milesi, già suo collaboratore per “Le Nuvole” e di Ivano Fossati, coautore della maggior parte dei testi e voce nei brani Anime SalveA cùmba – il lavoro finale è davvero di altissimo livello ed entra a pieno titolo in quegli album fondamentali da ascoltare per chi ama la musica cantautorale italiana e la scuola genovese.

E’ un album intenso, un lungo percorso cominciato anni prima con Crêuza de mä che trova in Anime salve una degna continuazione. Di natura multietnica, i brani sono diversi tra loro ma hanno un filo conduttore. L’ascolto non può che essere continuo, un peccato interromperlo, ci si fermerebbe a metà del viaggio.

Ben nove sono le tracce presenti:

  • Prinçesa
  • Khorakhanè (a forza di essere vento)
  • Anime salve
  • Dolcenera
  • Le acciughe fanno il pallone
  • Disamistade
  • A cùmba
  • Ho visto Nina volare
  • Smisurata preghiera

Il filo conduttore è quello degli “spiriti solitari”, i più vicini a De André, quelle figure presenti in molte altre canzoni e album del cantautore genovese. Prostitute, marinai, pescatori, popolazioni nomadi ma anche questioni di onore, trovano in Anime Salve uno scrigno che le contiene magnificamente e le fonde in un’alchimia unica e irripetibile.

Da molti considerato il testamento spirituale e musicale dello stesso Fabrizio De André – ricordiamo infatti che è l’ultimo album da lui registrato prima della scomparsa – Anime salve rappresenta ancora oggi un punto di partenza e non di arrivo, una strada – “la cattiva strada” – che De André ha percorso e attraverso la quale continua ad accompagnarci ogni volta che si ha la fortuna di ascoltarlo. Anime salve è “per chi viaggia in direzione ostinata e contraria” e non si ferma mai, non si preoccupa di non essere capito, ma va avanti mantenendo intatto il suo pensiero.

Un’analisi dettagliata dei brani si trova sul forum a questo link nel topic dedicato a Fabrizio De André ”Volammo davvero con…Fabrizio De André”.

Scritto da Mac La Mente

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