Poesia – Io genio del mandala di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mag 6, 2012 in Blog, Cristiano Torricella, Poesie della domenica

Prima domenica del mese di Maggio e primo appuntamento con la nostra rubrica “Poesie della domenica“.

Questo giorno è un po’ diverso dagli altri per un motivo che spero all’autore, Cristiano Torricella, faccia piacere perchè oltre a segnalare un’altra sua opera tratta dal libro Poesie in dialetto romanesco di fine ‘900 del Rione Monti di Roma – un libro che consigliamo per vivere e riassaporare un passato molto toccante – e ringraziarlo per la disponibilità verso Libera-mente.net, informo lui e tutti voi che è nata una nuova categoria dedicata proprio a Cristiano Torricella dove è possibile trovare al suo interno tutte le opere finora pubblicate sul nostro blog.

Categoria – Cristiano Torricella: un elenco più selettivo per reperire prima le opere dell’autore.

E ora…spazio alla poesia e ai ricordi con i versi di Io genio del mandala.

Kawase Hasui (1883-1957) , Matsushima Futagojima, dalla serie “Raccolta di panorami del Giappone orientale” (Nihon fukei shu higashi Nihon hen), 1933 – Museo Nazionale d'Arte Orientale - Roma

 

Io genio del mandala

Cristiano Torricella

 

“Pregate per me e per voi,
perché io sia il pane nutriente di chi ha fame,
e pace per chi vive guerra e povertà,
perché se io sono solo un uomo,
avrò assai bisogno delle vostre preghiere”
- pensò nel suo cervello quell’uomo,
che io ero.

“Fai entrare la tua mente nei cerchi concentrici
del cosmico mandala” – sussurrò mentalmente,
all’uomo, il mandala della sala tibetana del
Museo Nazionale Orientale di Roma.

Seguito ho il tuo consiglio, oltrepassai la tela
ed ora?
chi sei tu?
chi sarò io, dopo la mutazione?
qual è il sesto senso, di questo nostro
incontro?

“Io sono il genio buono di tutte le cose
contenute nel mandala – rispose,
mentalmente. il genio del mandala -
volete proprio che io assuma il mio aspetto terrifico
e diventi luce?

Siete proprio sicuri,
che non sarete colti
da terrore?

Io sono per la brutta gente senza cervello
che teme solo il dolore e la paura
ma tu non sei dei loro – mi disse -
fammi spazio,
ed indossa questa mia armatura!”

E, da allora,
io non so più se sono solo un uomo,
o, se, in me,
dorme il genio del mandala!

da Poesie in dialetto romanesco di fine ‘900 del Rione Monti di Roma di Cristiano Torricella

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