Incipit – In nome della Madre di Erri De Luca

(0 commenti) | Commenta | Inserito il dic 18, 2013 in Blog, In Libreria, Incipit

madreIl Natale si avvicina e in questa settimana dedicheremo una serie di articoli “a tema” in attesa dell’evento più atteso (scusate il gioco di parole) dell’anno.

Il Natale è un giorno di festa per la nascita e l’arrivo sulla Terra di Gesù. Da sempre scrittori, artisti, musicisti e tanti tanti altri hanno dedicato un pensiero, opere e invenzioni ispirate a questo giorno.

Cominciamo con la letteratura e con un libro che personalmente mi ha toccato tanto e fatto riflettere. E’ la storia di Gesù ma anche di Maria, Giuseppe e di quello che hanno vissuto e compiuto prima dell’avvento.

E’ giovane Maria e viene trascinata in una realtà che in parte la sconvolge, l’arrivo di un figlio (quasi) inatteso che cambia la sua vita e quella del suo promesso sposo Giuseppe.

In nome della madre di Erri De Luca racconta tutto questo. Dall’annuncio alla nascita passando per il viaggio intrapreso, tra pensieri e dubbi che tutti gli uomini e le donne hanno, tra discriminazioni subite e gioie provate e trovate…

 

Incipit

Prima stanza

Glielo dissi il giorno stesso. Non potevo stare una notte con il segreto. Non trascorrerà intero il giorno sulla rottura della tua alleanza. Eravamo fidanzati. Nella nostra legge è come essere sposati, anche se non ancora nella stessa casa. Ed ecco che ero incinta.
La voce del messaggero era arrivata insieme a un colpo d’aria. Mi ero alzata per chiudere le imposte e appena in piedi sono stata coperta da un vento, da una polvere celeste, da chiudere gli occhi il vento di marzo in Galilea viene da nord, dai monti del Libano e del Golan. Porta bel tempo, fa sbattere le porte e gonfia la stuoia degli ingressi, che sembra incinta. In braccio a quel vento la voce e la figura di un uomo stavano davanti a me.
Nella nostra storia sacra gli angeli hanno un normale corpo umano, non li distingui. Si sa che sono loro quando se ne vanno- lasciano un dono e pire una mancanza. Neanche Abramo li ha riconosciuti alla querce di Memre, li ha presi per viandanti. Lasciano parole che sono semi, trasformano un corpo di donna in zolla di terra.

da In nome della madre di Erri De Luca – pagine 15 e 16 – edito da Feltrinelli

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