Incipit – Martin il romanziere di Marcel Aymé

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mag 21, 2017 in Blog, In Libreria, Incipit

Bello! Bello! Bello!
E potrei continuare all’infinito a scriverlo e mi verrebbe facile farlo pensando e ricordando le storie, i racconti, contenuti in una antologia di uno scrittore fino a qualche tempo fa sconosciuto e che ora invece è tra i miei preferiti: Marcel Aymé.

Il libro Martin il romanziere pubblicato dalla casa editrice L’orma Editore è tra le scoperte più gradite di questo ultimo periodo, un libro che letteralmente mi ha stupito non solo per lo stile e la capacità di raccontare dello scrittore – superlativa – ma per le storie, il loro evolversi e concludersi in maniera del tutto inaspettata, storie che fanno sorridere, a volte, e pensare “ma come gli è venuto in mente” (mi riferisco ad Aymé) di immaginare un’ambentazione e una serie di personaggi così fuori dal comune: geniale!

Senza dilungarmi troppo, giusto incuriosire, lascio le parole al Romanziere e al racconto d’apertura del libro: La carta del tempo.

 

martinLa carta del tempo di Marcel Aymé

Estratti dal diario di Jules Flegmon

10 febbraio. Nel quartiere corrono voci assurde a proposito di nuove restrizioni. Per far fronte alla carestia e ottimizzare il rendimento degli elementi industriosi della popolazione, si starebbe procedendo all’eliminazione fisica dei consumatori improduttivi: vecchi, pensionati, ereditieri, disoccupati e altre bocche inutili. Tutto sommato mi sembra che potrebbe essere una misura abbastanza giusta. Incontrato poco fa davanti casa il mio vicino Roquenton, quel focoso settuagenario che ha sposato, l’anno scorso, una giovane di ventiquattro anni. Era soffocato dall’indignazione: “che importanza ha l’età” esclamava “se posso ancora rendere felice la mia bambolina”!. Con parole elevate, gli ho suggerito di accettare con gioia e orgoglio il sacrificio della propria persona a favore della comunità.

12 febbraio. Non c’è fumo senza arrosto. [...]

 

Dati del libro:
Titolo: Martin il romanziere
Autore: Marcel Aymé
Traduzione e cura: Carlo Mazza Galanti
Casa editrice: L’orma editore
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 205

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Gran rifiuto ad adempiere al contratto truccato del 2050 di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il apr 2, 2017 in 3 - La penna e la tela, Blog, Cristiano Torricella

Intro in rima in omaggio a Cristiano Torricella, o per lo meno ci provo! ;)

Il Buon Cristiano mi ha inviato,
in un tempo che per mancanza di tempo
è già passato (poco tempo fa, a parer mio),
un suo testo inedito e “truccato”,
in cui cita me e Libera-mente
insieme ad altrettanta gente
che per visione, e convinzione,
diversa dalla mia,
chiude la porta alla poesia
e al pensiero libero che ci sta dietro – e dentro
che troverà sempre spazio
in questo posto
perchè siamo fatti per pensare
in maniera indipendente e di sicuro
Libera-mente!

 

Gran rifiuto ad adempiere al contratto truccato del 2050, di Cristiano Torricella
(poesia di denuncia sociale contro le “Caste dell’Arte”, scritta in neodialetto italo-romanesco)

Mi rifiuto di apparire “a gratis”, ner 2050, di nuovo, sulle scene
per questa ital società, si bara e ria, senza cultura,
che tutto ci promette, bara e mai… mantiene!

Sì contente, le Invidiose Politike Serpi Intellettuali, sibilan tra i denti:
“Povera e Giusta Fine è… questa, per Ogni Artista Indipendente Libero…
che non blandisca bene i… Ricchi ed i… Potenti!”.

Pagatemi Voi, Voi, dunque, e non Io, da oggi,
o vili Caste D’Arte Prezzolate e Finanziate Bene,
sì m’arubbate… pè Vostre Fregnacce Culturali Eccelse…
di concorsi letterari a premi ed… altro, fatto da Voi…
er prezzioso tempo mio mortale… e la salute mia…
oppur… si a Voi ‘n ve va…. famo… ‘n ber gnente!

Sicchè, Io poè metropolitan, dimissionario da li mia fin novecenteschi versi,
un dì, vinto ed emarginato dal… Potere Politiko di Roma e di… Milano,
rovesciato a l’incontrario er “paradigma der vincente” a vostro danno,
insegnatomi da Voi, in questo mondaccio infame, autoreferenziale e… prepotente…
che ci umilia – e sfianca – tutti i Santi Giorni… cò burocrazzia, tasse e.. gabelle…
invio oggi, da li Castelli Belli “for de porta”,‘sta “mia flebil voce” solo ad… Andrea.

Mettenno Libera-mente punto net,
levannoVe importanza e… tempo mio,
tra i primi posti de “Quelli che conteno ner… monno”,
prima de li Potenti e Ricchi de la Terra e de li… Politiki,
e … a li “politikanti ignoranti dotti artisti”, invece… all’ultimo!

E gnente de gnente, invece, mannerò più – a gratis – Io, poè…
a tutti quell’artri, ch’ammanco conosco, che me chiedon, Loro, a ortranza…
altri miei testi “a gratis” e… mie poesie…. e de partecipà, a spese mia, a “questo e quest’artro”…
che si je và de mette online, a Isso, blogger Andrea… bontà sua,
Isso me pubblica, quanno che Lui ci ha tempo, ‘sti quattro miei… versi!

A giornal e Tv, perciò, gnente più aggratis…
che nun meritano, ammanco, ch’Io ce perda tempo e che je scriva e-mails…
e si vorranno – ancor, da me – quarcosa che Io scrivo o dico…
da oggi, pè tutt’Issi Lor, è finita ‘a pacchia… è a… pagamento!

Che de le Caste… d’Arte… so, Issi, Li Maestri Eccelzi…
che rubbeno, a l’Artisti Veri Indipendenti, spazzio e nome… a ortranza…
Issi, ‘sti vecchi marpion, sì ammanicati… cò… i Lor politiki,
vili e prezzolati servi e lecchin… solo pè riempì lor lauta… panza
ch’oggi se so messi tutti a scrive – pure loro? – i granni libbri grossi, cò… ‘e dediche ai… politiki…
e se so messi a fà – ma chi? Addavero? Loro? Che ‘n sanno addirige ammanco più… se stessi? -
pien di vanità… assetati di Potere… “Lor Gran Sapienti” di… Teatro, Musica, Poesia e… Cultura…
l’Ignoranti Direttori Artistici… de l’altri!

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Poesia – Testaccio, rione mio di oggi e di una volta di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il nov 14, 2016 in 3 - La penna e la tela, Blog, Cristiano Torricella, Poesie della domenica

Avete mai frugato nei vostri cassetti? Suppongo di sì, a me capita spesso e quante cose trovo!, trovo fotografie e monetine, pacchetti di sigarette usati e qualche volta anche mozziconi, cartoline che avrei dovuto spedire e altre ricevute e ogni oggetto è un ricordo, amaro o dolce, conta poco, tutto insieme fa quel che sono oggi senza rimpianti e ripensamenti.

E se tra fogli vecchi e ormai ingalliti spunta un qualcosa, una poesia in questo caso, di cui ci si era dimenticati? La risposta è semplice, è un inedito e per noi di Libera-mente un regalo che l’autore – Cristiano Torricella – ci ha donato…uno scorcio di rione – Testaccio, Roma – che con il tempo è cambiato.
Bello ritornarci nonostante tutti i cambiamenti di questi anni, i ricordi lo ricordan diverso e un po’ di nostalgia affiora e allora ci si perde nei pensieri…

Buona lettura amici miei e Grazie Cristiano per il regalo! :)

Roma - Testaccio

Testaccio, rione mio di oggi e di una volta
(poesia inedita in lingua italiana)
di Cristiano Torricella

Ben dodici anni dopo, siamo andati, da Laura,
a mangiare a Testaccio, a Roma mia
e non sembrava, affatto, che fosse così cambiato,
questo rione antico, nostro e mio…
e invece… ragazzi, mi sa che anch’Io mi son sbagliato!

La piazza è – indubbia-mente – la solita,
con la sua antica Chiesa ed il suo solito Teatro…
però, qualcosa non mi torna affatto come al solito…
in questa Grande Festa “di paese”
che c’è oggi, qui, al rione “nostro”!

“Cosa c’è che non va, o poeta romanesco?
Sei te che sei sbagliato o che non ti ci ritrovi affatto?
Niente è cambiato, qui… è tutto uguale….. come ai tempi tuoi…
che il tempo, qui a Testaccio, sembra proprio che si sia fermato!

Lo senti questo dialetto nostro
e questo “nostro romano eloquio”,
in piazza e in strada?

Lo senti, il tappezziere nostro,
che, nella sua solita bottega,
spara grossi chiodi – lunghi un dito – nei divani?

Li vedi i giardinetti nostri, hodie,
tutti strapieni di “Nostra Vera Gente”
e di Romani?”

Ma il poeta, un che la sapeva lunga,
così gli rispondeva, a quello, sì placido e oltraggioso:
“o uomo di Roma, ma che mi stai prendendo in giro per davvero?

Ma che… ci sei…(per davvero) oppur…. ci fai?
Adesso te ne domando due (di cose)
in modo che noi due ci capiamo meglio!

Dove son finite le vecchie bancarelle “zozze”
del popolare mercato di Testaccio…
con le ambulanti grida di una volta (dei bancarellari) nostre,
a far “rional fiera” e tanta confusione?

Aò… o romano finto… com’è che adesso tu non rispondi niente, eh?
E questo fontanone, albo e candido, che l’hanno ripulito così bene…
non stava, prima, altrove, là dove finisce il viale, al Lungotevere?

O Testaccio mio, rione bello …. dimmi, almeno tu, la verità…
tu che ti sei dato…. questa mano di belletto…. sì costoso e più moderno….
dimmelo a me, tra me e te… a quattrocchi: …. chi te l’ha fatto fà?

O Testaccio mio, oggi così tanto “altolocato”,
con tutti questi moderni – e nuovi – “notturni localetti prelibati”…
non provarci neanche, tu, a servirmi, pure a me,
“oriundo popolan di Roma mia sparita di ier l’altro…”
come se pur’Io fossi, qui, come quest’altri,
uno stranier turista o un forestiero!

O Testaccio mio bello, di una volta,
allora sì tanto pieno di sporcizia, ma oggi…. spudorato…
non provarci più, a farmi tutte queste sviolinate addosso,
per spillarmi soldi dal panciotto,
…. ch’Io, poeta, ieri, affatto, non son nato……

Che, a Roma mia, Io vi nacqui e, per trent’anni, vi ho abitato…
sicchè – chiosando in fretta, qui, poeta, a farla breve…
Testaccio è sempre Lui, però… diciamolo…
ora che ha fatto i soldi, un pò è cambiato!

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Racconto per ragazzi – Paura del buio di Ray Bradbury

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 31, 2016 in 3 - La penna e la tela, Blog, Fiabe, In Libreria

Non sarà spaventoso, dell’orrore, “Halloween-iano” ma poco importa, un racconto è un racconto e se la Notte è la protagonista, basta immaginazione, fantasia, e può anche trasformarsi in un racconto dell’orrore in questa notte di Halloween! ;)

Paura del buio fa parte di una antologia per ragazzi – Accendi la notte (Switch on the Night) – scritta da Ray Bradbury.

 

Accendi la notte di Ray Bradbury

Accendi la notte di Ray Bradbury

 

Paura del buio di Ray Bradbury

C’era una volta un ragazzo cui non piaceva il buio.
Amava lanterne e lampade, torce e candele, fiammate e fasci di luce.
Ma non amava il buio, cioè la Notte. Non amava per niente gli interruttori della luce, perché gli interruttori spegnevano le luci gialle, quelle verdi e quelle bianche, le luci dell’ingresso, le luci di tutta la casa. Non avrebbe voluto per nessuna ragione toccare l’interruttore. E non sarebbe mai andato a giocare fuori, al buio.
Una notte, il ragazzo si aggirava tutto solo per la casa.
Mio Dio, che splendore di luci! Sembrava che la casa fosse in fiamme!
Tutto a un tratto sentì un tocco alla finestra.
Una ragazza stava là in piedi in mezzo alle luci bianche, le luci brillanti, le luci dell’ingresso, le luci piccole, le luci gialle, le luci calde.

Il mio nome è Oscuro – disse. Aveva i capelli scuri, gli occhi scuri, e indossava un vestito scuro e scarpe scure.
Ma il suo viso era bianco come la luna.
Tu sei triste e solo -disse. -Ti presenterò alla Notte e diventerete amici.
E spense una luce del portico.
Lo vedi – gli disse. – Non si è spenta la luce.
No! Semplicemente si è accesa la Notte. Tu puoi accendere e spegnere la Notte, proprio come puoi accendere e spegnere la luce.
E con Io stesso interruttore! Quando tu accendi la Notte, accendi anche i grilli!
E accendi le rane. E accendi le stelle! Chi può sentire i grilli e le rane con le luci accese? Nessuno. Chi può vedere le stelle e la luna con le luci accese?
Nessuno. Capisci che cosa stavi perdendo? Hai mai pensato di accendere i grilli e le rane? Hai mai pensato di accendere le stelle e l’immensa luna?
No – disse il ragazzo.
Bene, prova! – disse Oscuro.
E così fecero. Andarono su e giù per le scale per accendere la Notte.
Per accendere l’oscurità. Per far vivere la Notte in ogni stanza.
In quel momento il ragazzo fu davvero felice.

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Prefazione di Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mag 21, 2016 in 3 - La penna e la tela, Blog, In Libreria, Incipit

Su suggerimento di una cara amica ho cominciato a leggere poco tempo fa, un paio di giorni, un libro di un autore che avevo già sentito, era un nome noto, e adesso so il perchè: Douglas Adams ha curato il Doctor Who, fantastico! Confermo di essere un disastro con i nomi…eheheheh!

Ritornando al libro, dicevo, ho cominciato a leggerlo e non posso far altro che dirle Grazie! perchè è fantastico, surreale, comico e immensamente trascinante.

E’ Guida galattica per autostoppisti – il ciclo completo che inizia con una prefazione scritta dall’autore e che riporto in parte qui di seguito e continua in maniera superlativa.

 

guidagalattica

 

Prefazione:

Guida alla Guida
ovvero, qualche inutile nota dell’autore

La storia della Guida galattica per autostoppisti è orma così complicata che ogni volta che la ripercorro mi contraddico da solo e quando riesco a imbroccarla vengo citato a sproposito. L’uscita di questo volume è quindi parla l’occasione ideale per chiarire tutto o almeno per distorcerlo in via definitiva. Qualunque osservazione errata sarà fatta qui, io la considererò errata uno volta per sempre.
L’idea del tutolo era germogliata nel 1971, mentre me ne stavo ubriaco a pancia in su in un prato a Innsbruck, in Austria. Non ero ubriaco fradicio: avevo solo il tipo di sbronza che può prendersi un autostoppista squattrinato che, dopo due giorni di digiuno, decida di tracannare due belle Gossel forti. Si trattava, insomma, di una lieve incapacità di reggersi sulle gambe.
Viaggiavo con una copia molto logora della Hitch Hiker’s Guide to Europe (Guida all’Europa per gli autostoppisti) di Ken Walsh, che avevo preso a prestito da qualcuno. Anzi, visto che è in mio possesso dal 1971 il libro è ormai da considerarsi rubato. Non avevo invece Europe on Five Dollars a Day (come si intitolava allora), perché cinque dollari erano roba da capitalisti.
La notte prese a calare sul prato, che mi girava intorno lentamente. Mi chiesi dove andare, quale posto costasse e vorticasse meno di Innsbruck e non mi trattasse come mi aveva trattato Innsbruck quel pomeriggio. Avevo camminato per la città alla ricerca di un particolare indirizzo, e poiché mi ero completamente perso mi ero fermato a chiedere informazioni a un passante. Sapevo che, data la mia ignoranza del tedesco, poteva essere un’impresa ardua, ma non mi sarei amai aspettato una tale difficoltà di comunicazione. Mentre lo sconosciuto e o tentavamo di capirci, mi ero reso conto che di tutti gli abitanti di Innsbruck cui avrei potuto chiedere informazioni avevo scelto proprio quello che, oltre a non parlare né inglese né francese, era anche sordomuto. Esprimendo a gesti le mie sincere scusa, mi era congedato da lui e pochi minuti dopo,. Su un’altra stra, avevo fermato un altro passante domandandogli le stesse cose. Ma anche lui era risultato sordomuto, ed era stato a quel punto che avevo comprato le birre.

da Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams – pag 7 e 8

 

Dati del libro:

Titolo: Guida galattica per autostoppisti – il ciclo completo
Autore: Douglas Adams
Casa Editrice: Mondadori
Anno pubblicazione: 2012
Pagine: 844

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