Pentagramma – How Wonderful You Are di Gordon Haskell (2/2)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il dic 10, 2008 in Artisti, Blog, La musica del tempo


Pentagramma – How Wonderful You Are di Gordon Haskell (1/2)

E’ una splendida ballad jazz, una canzone d’amore e d’amicizia che dice che ognuno di noi, per il semplice fatto di esistere, è un essere meraviglioso e degno di amore e attenzione e che c’è sempre qualcuno che è pronto a darci amore e attenzione.
Se non sappiamo trovare le parole per esprimere ciò che proviamo, per esprimere l’ammirazione davanti alla meraviglia che ogni essere umano è, la musica ci aiuta. Basta volerla ascoltare e lei esprimerà ciò che sentiamo e creerà quel magico feeling con chi prova i nostri stessi sentimenti e le nostre stesse emozioni.

Il brano, scritto da Haskell per una sua amica che, a detta dell’Autore, aveva pochissima autostima e che invece era una persona speciale, vuole ricordare a tutti che ognuno di noi ha un grande potenziale, magari nascosto, ma c’è e a volte basta una carezza per farlo emergere.

La musica, come il testo, è delicata e raffinata, impreziosita dalla splendida voce, morbida e calda di Gordon Haskell e arricchita da uno stupendo assolo di sax nella parte centrale.

Nell’articolo precedente ho detto che per molti versi How Wonderful You Are ricorda una bella favola di Natale.
Nel testo uno dei versi più belli ed evocativi (“somebody who is wishing on a star” “qualcuno che sta esprimendo un desiderio”) richiama i piccoli grandi miracoli che avvengono nelle fiabe e nelle credenze tradizionali del mondo anglosassone e che tante volte abbiamo visto nei film di Walt Disney e nei film dedicati ai miracoli natalizi: se si esprime un desiderio guardando una stella, questo desiderio si avvererà.

How Wonderful You Are
 
I go out most nights attracted by
the light
Listen to the jazz at Harry’s bar
And I know it won’t be long before
they play that song
Do you know how wonderful you are?
 
It’s a sentimental sound that make
me wanna fool around
With somebody who is wishing on a
star
I’ll pull my hat down low go up and
say hello
Do you know how wonderful you are?
 
I’ve always struggled with the art
of conversation
And there’ll be those for whom
the song has no appeal
But I know it works for me and
I’m sure you will agree
That it illustrates exactly how I feel
 
Things can happen fast and some
things are built to last
I’ve seen it all go down in Harry’s
bar
And though we’ve only just begun
this show will run and run
 
Do you know how wonderful you are?
Quanto sei meravigliosa
 
Quasi tutte le sere, attratto dalle
luci, vado
Ad ascoltare jazz all’Harry’s bar
E so che non ci vorrà molto prima
che suonino quella canzone
Sai quanto sei meravigliosa?
 
E’ un suono sentimentale che mi fa
venire voglia di passare il tempo
Con qualcuno che sta esprimendo
un desiderio
Mi calco per bene il cappello, mi
alzo e dico: ciao
Sai quanto sei meravigliosa?
 
Ho sempre avuto problemi con l’arte
della conversazione
E qui ci saranno persone per cui la
canzone non ha alcun fascino
Ma so che per me funziona e sono
sicuro che tu concorderai
Che esprime proprio come mi sento
 
Le cose possono accadere in fretta e
alcune cose sono fatte per durare
Le ho viste succedere tutte
all’Harry’s bar
E penso che noi abbiamo appena
cominciato e questa storia continuerà
e continuerà
Sai quanto sei meravigliosa?

Testo e musica di Gordon Haskell.

Scritto e tradotto da Vianne

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Pentagramma – How Wonderful You Are di Gordon Haskell (1/2)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il dic 9, 2008 in Artisti, Blog, La musica del tempo

In circostanze estreme vediamo la verità davanti ai nostri occhi. Proprio quando iniziamo ad accettare il cinismo come norma, la nostra umanità ci corre in aiuto, mostrandoci con grande chiarezza che tutti noi dipendiamo l’uno dall’altro per sopravvivere in questo mondo. Mostrandoci la grazia e la bellezza dell’altruismo. Mostrandoci che i veri eroi della vita non sono le celebrità che conquistano le pagine dei giornali, ma gli sconosciuti intorno a noi, l’umile uomo o donna della strada.
La forza più potente della Terra unisce lo sconosciuto che aiuta lo sconosciuto, quella forza che ciascuno di noi possiede come dono benedetto, anche se talvolta ce ne dimentichiamo: il desiderio innato di amare e di essere amati, e semplicemente seguendo i nostri più nobili istinti noi possiamo cambiare tutto.
E’ confortante sapere di essere meravigliosi

Gordon Haskell

Con queste parole, che rappresentano un vero inno all’amore e al riconoscimento del meglio che c’è in ogni essere umano, Gordon Haskell introduce nel booklet il suo bellissimo album Harry’s Bar, un album che, per la storia che racconta e per come è uscito, è un piccolo miracolo della discografia del 21° secolo.

Il disco, inizialmente autoprodotto da Haskell e solo in seguito allo strepitoso successo del singolo How Wonderful You Are prodotto e distribuito da una casa discografica maggiore, uscì nel 2002 ed ebbe meritato e grande successo in tutto il mondo. Dimostrando che è possibile fare e vendere ottima musica anche se si è al di fuori degli schemi e delle mode preparati a tavolino dagli uffici marketing delle major.

La storia di How Wonderful You Are, il brano principale del disco, e del suo autore, del resto, è una storia che ha del miracoloso e per molti versi sembra una bella favola natalizia da un film alla Walt Disney.

Nell’autunno del 2001 un quasi sconosciuto ultracinquantenne inviò alla BBC una sua canzone autoprodotta, un brano jazz che un giorno un conduttore radiofonico dell’emittente decise di provare a trasmettere.
Quel brano, How Wonderful You Are, piacque così tanto e suscitò immediatamente un tale entusiasmo di pubblico, da diventare la canzone più richiesta nelle radio britanniche e, senza quasi altra pubblicità oltre al passaparola, diventare la n° 2 nella classifica natalizia britannica di quell’anno, dietro la iperpubblicizzata e iperpromozionata Something Stupid di Robbie Williams e Nicole Kidman.

Il successo del brano colse talmente impreparati i giornalisti e gli addetti ai lavori, che inizialmente la stampa prese una cantonata colossale e presentò Gordon Haskell come uno sconosciuto signore che, alle soglie delle pensione, aveva deciso di tirar fuori dal cassetto i suoi sogni di gloria e di cimentarsi come cantante.
In quel momento nessuno degli esperti si accorse che Gordon Haskell era quel Gordon Haskell che negli anni ’60, oltre ad aver lavorato in gruppi minori, aveva lavorato come session man per Jimi Hendrix e aveva fatto parte dei King Crimson come voce negli album In the Wake of Poseidon del 1970 (nel brano Cadence and Cascade, in sostituzione di Greg Lake dopo che quest’ultimo era uscito dal gruppo per costiturie gli Emerson Lake & Palmer.) e Lizard del 1971.

Successivamente, per contrasti con Robert Fripp, Haskell uscì dai King Crimson e tentò con scarso successo una carriera solista.
A partire dagli anni ’80, sembra per problemi di debiti, si trasferì in Danimarca dove lavorò come cantante nei locali fino a quando, saldati i debiti, tornò in Gran Bretagna, dove continuò a lavorare come cantante e musicista nei locali, tentando nel contempo di emergere come autore di dischi autoprodotti.
Fino a quando, nel 2001, inatteso ma meritatissimo, arrivò il successo.

Successo che il musicista, insofferente dei canoni imposti dalle major discografiche, continua a vivere ai margini del mondo discografico, preferendo continuare a occuparsi della propria musica secondo il proprio stile, le proprie idee e i propri gusti e rifiutandosi di scendere a quei compromessi che impongono l’omogeneizzazione e la banalizzazione della musica in nome del profitto a tutti i costi.

(continua)

Scritto e tradotto da Vianne

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