Graphic Novel – La neve se ne frega di Luciano Ligabue (1/2)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il gen 3, 2010 in Blog, In Libreria

Qualche mese fa ho parlato di una tra le graphic novel più belle che abbia mai letto e visto: L’approdo di Shuan Tan. Ritorno ora sull’argomento e su questo particolare genere di fumetto con una storia tutta italiana scritta da Luciano Ligabue e ispirata al suo libro La neve se ne frega. Questo romanzo è stato trasformato in graphic novel da Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli.

La neve se ne frega presenta delle tavole che già ad una prima occhiata danno l’idea di essere molto curate sia nei colori che nei tratti di matita, le sfumature sono delicate e anche i contorni delle vignette per i dialoghi sono ben definiti.

In questo articolo racconterò una parte della storia e nel prossimo, oltre a impressioni personali, finirò di parlare delle gesta dei due protagonisti: DiFo e Natura.

La storia – chi ha letto il libro la conoscerà di sicuro – è molto particolare ed è ambientata in un futuro dove la società ha studiato un modo per vivere e per controllare ogni singola vita, dalla nascita fino alla morte. Ne La neve se frega i protagonisti nascono vecchi – lui ha 79 anni e lei 81 – e man mano che il tempo passa ringiovaniscono secondo un processo controllato dalla tecnologia del periodo.

DiFo e Natura sono nati per stare insieme, formano una coppia perfetta che però è soggetta alle regole imposte dal modello-piano Vidor: tutta la loro vita è osservata e giudicata attraverso telecamere presenti ovunque. Il piano Vidor impone a ciascun componente della coppia di avere un numero prestabilito di adulteri. Questa regola non piace per niente a DiFo il quale, dopo una discussione con il suo capo, finisce in galera perché non sopporta l’idea che Natura debba tradirlo in maniera programmata. Come punizione viene messo in isolamento.
Ritornato a casa, ritrova la sua dolce compagna trasformata: Natura ha la pancia gonfia. La coppia allora si rivolge a un dottore che scopre il vero motivo dell’ “anomalia” ma non da’ spiegazioni ai due, DiFo insiste ma non c’è niente da fare.

Qualche tempo più tardi, si presentano in casa dei due protagonisti degli uomini che hanno il compito di risolvere il problema di Natura, la cui pancia è cresciuta sempre più: la donna è sottoposta ad un intervento. Alla fine, la sua pancia ritorna normale.

DiFo e Natura successivamente vengono convocati davanti alla commissione che ha il compito di valutare l’accaduto e di evitare eventuali ripetizioni perché l’avvenimento è considerato troppo anomalo, non può essere spiegato anzi, tutto viene messo a tacere.

La coppia cerca di tornare alla vita di tutti i giorni ma la pace è sconvolta da un messaggio che DiFo riceve e che Natura osserva. Litigano per la prima volta nella loro vita.

La storia va avanti e vede i nostri due protagonisti ad una festa dove Natura si ubriaca e DiFo, alontanatosi dal gruppo, viene avvicinato da un’altra donna che lo provoca in modo abbastanza evidente.

La festa continua…

[...continua...]

Scritto da Mac La Mente

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Graphic Novel – L'approdo di Shaun Tan

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 25, 2009 in Blog, In Libreria

Negli ultimi mesi ho parlato diverse volte di fumetti e mi sono soffermato sulla capacità che questa forma d’arte ha di meravigliare, far sognare e rivivere insieme ai protagonisti la storia raccontata. Ma non ci sono solo i fumetti, un’altra forma grafica di particolare effetto e che nel corso di questi anni continua ad affascinare e a evolversi e che in un certo senso influenza anche i fumetti classici (per lo meno quelli che siamo abituati a vedere) è rappresentata dalle graphic novel.

Le graphic novel sono delle storie più lunghe, quasi dei romanzi, che si concludono con la fine del volume, non ci sono (salvo casi rari) seguiti: è questa la differenza sostanziale con i fumetti. Ma non solo, questa nuova forma d’arte unisce ai dialoghi dei disegni sicuramente più curati ed espressivi, tavole che parlano da sole, a volte anche senza l’ausilio delle parole.

E’ proprio di questo ultimo caso che vorrei parlare in questo articolo, raccontando una delle più belle graphic novel pubblicate in questi ultimi anni: L’approdo di Shaun Tan.

Realizzata nel 2006 con il titolo originale The Arrival e distribuita in Italia dalla Elliot Edizioni nel 2008, L’approdo nel corso di questi anni ha vinto numerosissimi premi e ricevuto diversi riconoscimenti:

- Libro dell’anno 2007 per il Children’s Book Council Australia
- Libro dell’anno 2007 per il New York Times
- Miglior graphic novel per il Washington Post
- Vincitore del Fauve d’Or al Festival Internazionale de la Bande Dessinèe di Angoulême

E devo dire che questi premi se li merita tutti perchè la storia che viene raccontata attraverso le tavole è meravigliosa e non ha bisogno di parole. Già, perchè L’approdo è una graphic novel interamente realizzata da disegni, senza dialoghi, e sono proprio le tavole a parlare e a raccontare quello che può spingere un uomo a partire, a voltare le spalle (momentaneamente) alla sua famiglia e viaggiare verso una meta e un luogo sconosciuti, senza conoscere la lingua, senza avere una casa né una famiglia e con un futuro incerto…

L’approdo è la storia di un uomo e del suo viaggio, ma potrebbe essere la storia di chiunque perchè siamo tutti pellegrini, viaggiatori e emigranti quando lasciamo la nostra casa e i nostri affetti in cerca di qualcosa di meglio, qualcosa che può darci una nuova spinta a ricominciare.

Sfogliando le pagine ogni tavola ci parla, ogni sfumatura di colore fa lo stesso e alla fine viviamo le stesse sensazioni e gli stessi stati d’animo del protagonista: gioia e tristezza, felicità e angoscia che trovano ne L’approdo un’alchimia e un’unione perfetta.

Al protagonista non mancano le esperienze, il viaggio in sé è già qualcosa di duro da affrontare e avviene con un mezzo particolare: una specie di cabina telefonica ancorata a un pallone. L’uomo arriva a destinazione e si confonde tra la folla perché altri come lui sono partiti per questo “viaggio della speranza” – proprio come avveniva anni fa per gli emigranti che dall’Europa si spostavano nel “nuovo mondo”, in America.
Al protagonista non mancano incontri strani con esseri viventi mai visti o con altre persone. Tra queste in particolare con una donna con la quale scambia le proprie esperienze e condivide il dolore per l’essere solo, ma solo fino a un certo punto, perché un giorno la famiglia si riunisce di nuovo e la pace ritorna tra le mura domestiche in questa città dove si decide di ricominciare…

L’approdo è un libro che mi ha quasi sconvolto e l’ha fatto senza l’utilizzo della parola, solo sfogliandolo mi ha trasportato in un mondo nuovo tutto da esplorare e scoprire. Non posso far altro che consigliarne la “lettura” e di immedesimarsi nel protagonista: il viaggio sconvolgerà all’inizio ma alla fine regalerà una sensazione di quiete e di pace mai provate prima.

Dati della graphic novel:

Titolo: L’approdo
Autore: Shaun Tan
Pagine: 128 illustrate
Casa Editrice: Elliot
Anno: 2008

Scritto da Mac La Mente

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Fumetti – La vera storia di Novecento con Topolino

(2 commenti) | Commenta | Inserito il ago 5, 2009 in Blog, In Libreria

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare del capolavoro cinematografico La leggenda del pianista sull’oceano (1998) di Giuseppe Tornatore! Sono sicuro che siano davvero pochi, così come sono sicuro che chi prima e chi dopo abbia letto il libro Novecento di Alessandro Baricco da cui è stato tratto il film.

Sia la trasposizione cinematografica che il libro originale sono densi di emozioni e fanno sognare non solo i più grandi ma anche i più piccini. E’ proprio a loro che dedico questo articolo.

Segnalo infatti un omaggio che la Disney ha fatto al film con la realizzazione di una versione a fumetti uscita qualche mese fa e tuttora reperibile in edicola. Il fumetto si chiama La vera storia di Novecento e inizialmente fu inserito nel n° 2737 di Topolino del 13 maggio 2008. Ora invece a partire dal 30 aprile il libro è stato ripubblicato in una versione più curata, a un prezzo maggiorato (6,90 euro) e in un formato più grande dello storico Topolino. Certo, chi ha avuto la fortuna di acquistare Topolino quella settimana ha speso poco, mentre chi acquisterà il volume separato spenderà di più ma quello che resta alla fine è la magia di una storia senza tempo, bellissima, dove i personaggi a fumetti ripercorrono le gesta di quelli del film, adeguando per l’occasione il loro linguaggio ad un pubblico più giovane.

Il fumetto della Disney è scritto da Tito Faraci con la consulenza di Alessandro Baricco, mentre le tavole sono del disegnatore Giorgio Cavazzano.

Prima di cominciare a raccontare vorrei dire che dopo aver letto questa versione, ma anche durante la lettura, ho rivissuto i momenti presenti sia nel libro che nel film e mi sono commosso, adoro entrambi e consiglio la lettura del romazo e la visione del film!

Le tavole del fumetto, grazie anche alla presenza di personaggi storici – come Topolino, Minnie e Pippo – sono realizzate con colori molto allegri che si fondono molto bene con le nuvolette dei dialoghi, dialoghi che rispecchiano le frasi originali e i passaggi presenti nel libro.

La vera storia di Novecento ha come protagonisti il pianista Pippo e l’amico trombettista Topolino. E’ quest’ultimo che racconta la storia a Minnie. All’inizio non si riesce a capire il perché della presenza femminile e questa è la differenza più grande rispetto alla versione cinematografica. Infatti nel film non c’è una figura femminile, il trombettista racconta tutto ad un vecchio venditore di dischi nel cui negozio viene ritrovata un’incisione rara eseguita dal pianista. Anticipo che anche il finale è diverso e adattato ad un pubblico giovane.

Anche Pippo, come Novecento, non scenderà mai dal Virginian (la nave dove è cresciuto) e non scomparirà con un grande botto insieme alla nave, come nel film, ma resterà in attesa della costruzione di un nuovo Virginian dove i tre si trasferiranno e continueranno a suonare insieme. Già, perché Minnie sarà la nuova cantante dell’orchestra. E piacerà anche a Topolino!

Nel fumetto si rivive la sfida che il pianista ha con il presunto inventore del jazz, il momento in cui “cade un quadro” ovvero quando Pippo decide di scendere dalla nave, anche se alla fine non lo fa mai perché ad ogni porto trova una scusa: “Mi manca il cappello”, “Mi manca il cappotto”, “Non ho messo la canottiera” e così via. Scuse che non sono presenti nel libro ma che vanno benissimo all’interno del contesto fumettistico in cui ci troviamo e che rendono la storia più piacevole.

E’ un buon lavoro, di gradevolissima lettura e sono sicuro che molti molti ragazzi dopo averlo letto vorranno conoscere il libro di Baricco e vedere il film di Tornatore.

Scritto di Mac La Mente

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