Incipit – Malastagione di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mar 4, 2011 in Blog, In Libreria, Incipit

Francesco Guccini è tornato e in buona compagnia! Insieme a Loriano Macchiavelli, infatti, hanno dato vita a un libro che si legge tutto d’un fiato: Malastagione.
Un giallo dei nostri giorni che affida le indagini a un ispettore della forestale, Marco Gherardini detto Poiana, il quale si trova a dover fare i conti con gli abitanti del piccolo paese emiliano dove tutti sanno tutto di tutti e le voci circolano a una velocità allucinante trasportate dal vento.

Per stuzzicare la lettura, ne vale davvero la pena, inserisco le prime righe del romanzo, l’incipit.

Capitolo I
Adùmas, un cinghiale e un piede

Stirò le gambe, che cominciavano a formicolare alle giunture. Era seduto su un cuscino naturale di soffice muschio in un avvallamento del terreno, la schiena appoggiata a un tronco di castagno. Non sapeva di preciso quanto avrebbe dovuto aspettare. Anni prima non avrebbe scelto quella posizione, ma si sarebbe seduto su un ramo a forcella. L’età, anche se non era poi così avanzata, ormai lo costringeva a scelte più comode.
Portò alla bocca una fiaschetta d’argento piena di grappa (dono di scambio di un grato ristoratore locale) e bevve un sorso. La posò e la mano sinistra gli corse istintivamente al taschino per cercare la sigaretta. Dopo un sorso di grappa, una sigaretta ci voleva proprio, però non in quel momento. Era controvento, ma per non correre rischi…
La mano destra era appoggiata mollemente sul fucile, un Beretta calibro 12 a doppia canna parallela, caricato con munizione spezzata, vale a dire cartucce con nove pallettoni. Pensava di sparare a distanza ravvicinata, ma preferiva andare sul sicuro e non aveva caricato con cartucce a palla.

Da Malastagione di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli – edito da Mondadori – pagina 9

Dati del titolo
Titolo: Malastagione
Autori: Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli
Casa editrice: Mondadori
Anno: 2011
Pagine: 305

Scritto da Mac La Mente

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27 gennaio – Il Giorno della Memoria

(2 commenti) | Commenta | Inserito il gen 27, 2009 in Blog, Dal mondo

Il 27 gennaio del 1945 quando le truppe sovietiche avanzando verso Berlino arrivarono presso la città polacca di Oświęcim – in tedesco Auschwitz – si ritrovarono di fronte ad uno dei peggiori spettacoli che occhi umani abbiano mai visto: un luogo creato allo scopo di sterminare il maggior numero di persone.

Una storia terribile da ricordare e che ancora oggi colpisce per la sua inumanità e crudeltà.

Tutto il mondo ha deciso di dedicare questa data, il 27 gennaio, alla memoria dell’Olocausto. Anche l’Italia con la legge n.211 del 20 luglio 2000 ha aderito a questa proposta internazionale di commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »

Da subito dopo la fine della guerra la Shoah è stata raccontata da chi l’ha vissuta ed è sopravvissuto, il ricordo è stato ripreso e tramandato attraverso tutte le forme d’arte: letteratura, cinema, teatro, pittura e anche musica.

E proprio le parole di un cantante-cantautore ho scelto per ricordare questa data, la canzone Auschwitz di Francesco Guccini.
Auschwitz è una canzone riflessiva, con un andamento lento e solenne che fa immaginare quegli uomini morti ma mai dimenticati, le loro sofferenze, i loro passi deboli e il loro camminare incerto.

In questo giorno commemoriamo anche noi le vittime dello sterminio e ci uniamo a chi quell’orrore l’ha vissuto, a chi non è sopravvissuto, a chi non vuole dimenticare perchè ci si continua a chiedere come sia possibile che gli uomini possano decidere di commettere un simile sterminio.

Nel giorno della memoria ricordiamo le vittime dell’Olocausto con

Auschwitz di Francesco Guccini
 
Son morto con altri cento, son morto ch’ ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento….
 
Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento…
 
Aschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…
 
Io chiedo come può l’uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…
 
Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…
 
Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…
 
Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…

Sul forum è dedicato un topic al Giorno della memoria.

Scritto da Mac La Mente

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