Una frase, un rigo appena – Una specie di solitudine – I diari di John Cheever

(0 commenti) | Commenta | Inserito il gen 15, 2018 in 3 - La penna e la tela, Blog, In Libreria, Una frase, un rigo appena

9788807886218_0_0_1543_75Un piccolo passaggio, una pagina di diario in questo caso, da Una specie di solitudine – I diari di John Cheever che oltre a saper raccontare, sa raccontarsi…

Frammenti di una vita sicuramente vissuta, turbolenta a tratti, segnata dall’alcool e da tutto quello che questa dipendenza porta con sé, segnata da dubbi (tanti) e certezze (a volte troppo poche) sull’amore, sulla famiglia e sulla carriera.

Un libro che riporta e trasporta in pieno ai suoi anni dove ogni pagina, nonostante l’arrivo di nuove ristampe ed edizioni, sembra ingiallirsi per assecondare il tempo che fu. Davvero intenso. Da gustare.

Il passaggio parla di Hemingway e in poche parole, a volte più che sufficienti, rende omaggio all’uomo e all’artista-scrittore come solo Cheever avrebbe potuto fare…


Si è sparato Hemingway, ieri mattina. Era un grande uomo. Mi ricordo che camminavo per una strada di Boston dopo aver letto un suo libro, e il colore del cielo, il viso degli sconosciuti e gli odori della città mi sembravano come più vivi e drammatici. La cosa più importante che ha fatto per me è stato legittimare il coraggio virile, una qualità che prima di arrivare ai suoi libri avevo sentito esaltare solo dai capiscout e da altri che la facevano sembrare una cosa fasulla. Ci ha dato una visione immensa dell’amore e dell’amicizia, delle rondini e del rumore della pioggia. Non c’è mai stato, nella mia epoca, nessuno alla sua altezza.

(Una specie di solitudine – I diari – John Cheever – pagina 196 – Edito da Feltrinelli – Anno 2015)

Tags : , , , ,

 

Incipit – La parola contraria di Erri De Luca

(0 commenti) | Commenta | Inserito il gen 17, 2015 in Blog, In Libreria, Incipit

laparolacontraria#iostoconerri e con tutti coloro che non è detto debbano pensarla esattamente allo stesso modo, ma che trovano assolutamente ignobile l’accanimento dimostrato nei confronti dello scrittore a seguito della “questione TAV in Val di Susa”.

Accusato ingiustamente, dal mio punto di vista, di aver promosso l’uso della violenza e alimentato i dimostranti che si oppongono al progetto della TAV solo per aver espresso la sua opinione.

E De Luca ne La parola contraria racconta quanto la parola possa essere potente, come sia possibile accanirsi contro qualcuno senza che quel qualcuno abbia fatto niente in termini di azioni, come gli interessi (economici) siano più importanti del rispetto non solo dell’ambiente ma delle persone…

Il libro comincia così, con l’incipit che riporto qui di seguito, e continua spiegando e facendo riflettere il lettore che difficilmente riesce a staccarsi da queste pagine se non a lettura finita.

 

Incipit – La parola contraria di Erri De Luca

Da lettore non ho avuto influenze per la letteratura più attenta a temi sociali e politici. I labirinti eruditi di Borges mi hanno spalancato il terzo occhio, facendomi sporgere sulle profondità di saghe e di mitologie.
Alla stessa maniera ho letto le storie della Kolimà di Šalamov, imparando l’infinita pazienza e resistenza di un prigioniero ai lavoro forzati. La letteratura è un traguardo che non risponde a generi né a temi. Avviene, e quando avviene è festa per chi legge.

Da ragazzo sono diventato anarchico dopo la lettura di Omaggio alla Catalogna di George Orwell. Ho scelto la mia parte in quell’età che contiene tutte le possibilità. Non ho cambiato i sentimenti di quell’adesione.
La letteratura agisce sulle fibre nervose di chi s’imbatte nel fortunoso incontro tra un libro e la propria vita. Sono appuntamenti che non si possono prenotare né raccomandare. A ogn lettore spetta la sorpresa di fronte alla mescola improvvisa tra i suoi giorni e le pagine di libro.

Orwell non mi ha smosso un’unghia con il romanzo 1984, dove inventa il personaggio del Grande Fratello, citato a sproposito da un programma televisivo. Invece mi ha spostato la direzione della vita con gli anarchici spagnoli della Guerra civile, nella quale lui fu combattente volontario
può darsi che nella mia educazione emotiva napoletana ci fosse la predisposizione a una resistenza contro le autorità. Può darsi che c’entri quella città che avevo intorno a inculcarmi fraternità più con gli anarchici spagnoli che con i bolscevichi russi.
Omaggio alla Catalogna è stato il primo picchetto piantato di una mia tenda accampata fuori da ogni partito e parlamento.
La morte del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato il 15 dicembre 1969 dalla fine stra aperta del quarto piano della Questura di Milano, ha ribadito quel picchetto. Negli anni seguenti la mia generazione si è battuta per l’innocenza degli anarchici accusati della strage alla Banda dell’Agricoltura a Milano il 12 dicembre 1969. E vincemmo: gli anarchici furono scagionati. E perdemmo: nessun vero colpevole fu condannato.

da La parola contraria di Erri De Luca – pagine 15-17 – edizione La Feltrinelli

Dati del libro:
Titolo: La parola contraria
Autore: Erri De Luca
Genere: politica scienze politiche
Editore: La Feltrinelli
Data uscita: 14/01/2015
Pagine: 64

Tags : , , , ,

 

Cosa ho provato con La musica provata di Erri De Luca – parte 3/3

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 21, 2014 in Blog, In Libreria, Personal-mente

Prima di cominciare mi sembra giusto fare una piccola premessa: non sono impazzito, o per lo meno credo di non esserlo del tutto, ma chi mi conosce bene sa che sono pazzo dei libri e di tutti gli scritti di Erri De Luca ed è per questo che negli articoli che seguiranno (tre in totale) riporto alcuni frammenti tratti dalla sua ultima pubblicazione “La musica provata” – in particolare l’incipit e un passaggio che trovo significativo – per poi spostarmi, rimanendo sul posto, a sensazioni provate, pensieri e quant’altro durante la lettura del libro che ho praticamente divorato con fame famelica…l’aspettavo da tempo, come un sommozzatore aspetta il ritorno in superficie per riprendere a respirare dopo aver finito l’ossigeno nella sua bombola…

 

Questa è la premessa che riporterò in tutte e tre le parti. Altro arriverà in seguito…

 

gattiE finalmente è arrivato il momento di raccontare.
In precedenza ho lasciato spazio, come è giusto che sia, alle parole e ai ricordi dell’enciclopedia vivente Erri De Luca e alla sua musica provata. Le mie sono più che altro sensazioni legate alla lettura di quello che viene definito libro.

Ma cosa è un libro? Nel dizionario online della Garzanti (link) è definito così:

1. insieme di fogli, stampati o manoscritti, tenuti insieme secondo un dato ordine e racchiusi da una copertina

a me piace più la seconda definizione

2. (in botanica) la parte del tronco di un albero vicina alla corteccia, ricca di vasi fibrosi.

La musica provata è un insieme di vasi fibrosi che si intrecciano a formare un reticolo, una rete costituita da tante maglie dalle ampiezze e aperture più disparate, un sistema circolatorio il cui flusso di liquido all’interno ti cattura e trasporta lungo tutto il suo percorso dall’inizio alla fine.
Il fluido ne La musica provata è denso e corposo, melodico e drammatico, ricco di note sul pentagramma che si alternano a momenti di silenzio e a pause più o meno lunghe dove il tempo è dettato dalla riflessione.

Ho letto La musica prova in tutte le stanze della mia abitazione, anche in bagno – lo confesso – o nel piccolo spazio del ripostiglio, e l’ho fatto non solo perché non riuscivo a staccarmi dal libro ma per assorbire i suoni dell’ambiente circostante e incamerarli in ogni singola pagina dell’opera di Erri De Luca. Il risultato è stato sconvolgente. Ad ogni periodo, frase, citazione incontrata – sia essa un nome o il titolo di una canzone – ho ascoltato e ricevuto in cambio così tanti input (non mi viene altro termine da usare, l’informatico che è in me salta fuori sempre) che alla fine mi son sentito appagato, sazio di parole per aver mangiato così bene da non vedere l’ora di replicare e riassaggiare il prima possibile tutte queste pietanze prelibate…

E’ questo quello che ho provato leggendo e spero, lo spero davvero tanto, di aver fatto venire a voi anche fame. Nel caos che c’è intorno, dettato dalle frottole con le quali ci bombardano, ritagliarsi un proprio spazio per rigenerarsi è molto importante! Grazie Erri!

Solo ora mi rendo conto di aver paragonato il libro al cibo – e mi viene quasi da ridere – ma con entrambi, vivo.

Scritto da Mac La Mente

Tags : , , , ,

 

Una frase, un rigo appena: La musica provata di Erri De Luca – parte 2/3

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 21, 2014 in Blog, In Libreria, Una frase, un rigo appena

Prima di cominciare mi sembra giusto fare una piccola premessa: non sono impazzito, o per lo meno credo di non esserlo del tutto, ma chi mi conosce bene sa che sono pazzo dei libri e di tutti gli scritti di Erri De Luca ed è per questo che negli articoli che seguiranno (tre in totale) riporto alcuni frammenti tratti dalla sua ultima pubblicazione “La musica provata” – in particolare l’incipit e un passaggio che trovo significativo – per poi spostarmi, rimanendo sul posto, a sensazioni provate, pensieri e quant’altro durante la lettura del libro che ho praticamente divorato con fame famelica…l’aspettavo da tempo, come un sommozzatore aspetta il ritorno in superficie per riprendere a respirare dopo aver finito l’ossigeno nella sua bombola…

 

Questa è la premessa che riporterò in tutte e tre le parti. Altro arriverà in seguito…

 

Citazione:

Tenere la nuca ben appoggiata al muro.
Oggi è assai raro tra noi sapere a cosa si riferisce la raccomandazione. In caso di bombardamento aereo: la gran parte muore per l’urto violentissimo dell’aria spostata dall’esplosione. Allora basta un millimetro di distanza tra la nuca e il muro per sfracellarla.
Bisogna appoggiare con forza la testa alla parete. Questa è per me anche la raccomandazione per l’uso della poesia. Quando si sta con le spalle al muro, perché essa sia efficace e utile al bisogno non dev’esserci aria, distrazione, tra la testa e l’appoggia. Dov’è urgente la poesia, non c’è millimetro per altro.
Credo che succeda qualcosa di simile per chi ricorre alla preghiera.
Aggiungo questa nota alla musica provata perché nell’ultima primavera del 1900 stavo a Belgrado sotto la scarica di bombe, razzi e missili vari della Nato. C’ero andato per furia contro il mio paese che si metteva al servizio di bombardamenti di città. Ero avvilito dal clima favorevole a quelle spedizioni, dove famiglie di brave persone andavano spensierate nel fine settimana a fare il picnic intorno alla base di Aviano, da dove decollavano le formazioni aeree. L’informazione televisiva celebrava i decolli e i bombardamenti con i servizi d’apertura. Una guerra di lusso con i caduti da una parte sola, comodamente uccisi a casa loro

da La musica provata di Erri De Luca – pagine 85-87, edito da Feltrinelli

Dati del libro:

Titolo: La musica provata
Autore: Erri De Luca
Editore: Feltrinelli
Pagine e anno: 98 – 2014

Bombardamento su Belgrado

Bombardamento su Belgrado

Tags : , , , ,

 

Incipit: La musica provata di Erri De Luca – parte 1/3

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 21, 2014 in Blog, In Libreria, Incipit

Prima di cominciare mi sembra giusto fare una piccola premessa: non sono impazzito, o per lo meno credo di non esserlo del tutto, ma chi mi conosce bene sa che sono pazzo dei libri e di tutti gli scritti di Erri De Luca ed è per questo che negli articoli che seguiranno (tre in totale) riporto alcuni frammenti tratti dalla sua ultima pubblicazione “La musica provata” – in particolare l’incipit e un passaggio che trovo significativo – per poi spostarmi, rimanendo sul posto, a sensazioni provate, pensieri e quant’altro durante la lettura del libro che ho praticamente divorato con fame famelica…l’aspettavo da tempo, come un sommozzatore aspetta il ritorno in superficie per riprendere a respirare dopo aver finito l’ossigeno nella sua bombola…

 

Questa è la premessa che riporterò in tutte e tre le parti. Altro arriverà, in seguito…

 

71hSEjkJdFLIncipit de La musica provata di Erri De Luca

Cantami, o Diva, del Pelìde Achille/ l’ira funesta. Inizio così l’Iliade nella traduzione di Vincenzo Monti, che ho studiato al liceo. Monti non conosceva a sufficienza il greco e si servì di traduzioni in latino. A scuola s’imparava pure la strofetta ironica del rivale Pindemonte, che lo definì: Vincenzo Monti cavaliero/ gran traduttor dei traduttor d’Omero.
La memoria ha dei puntigli irritanti: perché non posso disfarmi di questa cianfrusaglia scolastica? Perché sono costretto a ricordare perfino Finché la barca va lasciala andare?
Non c’è modo di premere il tasto “cancella”.
Ho ripreso in mano il vecchio vocabolario di greco del liceo, pietosamente rilegato da mia madre prima che perdesse altri fogli allentati. Ho voluto controllare l’attacco dell’Iliade nella lingua di Omero e ho potuto verificare che, almeno con il primo verso, Vincenzo Monti cercò una fedeltà, senza aggiunte o mancanze.
Mi piace il verbo Cantami messo in apertura di poema, anche se in greco è la seconda parola, àeide.
Cantami: è un bel tu, schietto, come si usa tra divinità e mortali.
E’ commovente per me che Omero si dimetta subito dal rango di autore: Cantami dea. E’ lei l’autrice del canto. Lui sarà il copista, il redattore. Lui sarà il ripetitore. Di fronte all’umiltà di Omero ogni vanagloria d’autore è uno sberleffo. Il porta è chi si mette all’ascolto di un canto.
Ne può trascrivere le parole, ma la melodia? Il greco di Omero s’incarica della supplenza, fa sentire la musica, riesce. All’origine della comunicazione c’era il canto e la replica di un coro.
In queste pagine la musica è muta, un ricordo mischiato alle cose domestiche e selvatiche della vita svolta.

da La musica provata di Erri De Luca – pagine 13-15, edito da Feltrinelli

Dati del libro:

Titolo: La musica provata
Autore: Erri De Luca
Editore: Feltrinelli
Pagine e anno: 98 – 2014

Tags : , , , ,