Poesia: Disperati figli della spaventosa crisi del 2050 di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il lug 7, 2013 in Blog, Cristiano Torricella, Poesie della domenica

Ho atteso a lungo che arrivasse questa domenica per poter pubblicare la poesia di Cristiano Torricella intitolata Disperati figli della spaventosa crisi del 2050, e finalmente il momento è arrivato…

Penso che la crisi non debba aspettare il 2050 per manifestarsi, è ora, sotto i nostri occhi e per questo dobbiamo “ringraziare” i “signori” dei piani alti che avidamente e senza nessun rispetto hanno lucrato in maniera scellerata colpendo tutti i settori esistenti.

Questa poesia sarà anche una poesia fantascientifica d’autore, visionaria, thriller, teatrale (dramma), poesia epica, originalissima e di spaventosa attualità…ma fa paura!

 

Disperati figli della spaventosa crisi del 2050 di Cristiano Torricella

“Never again!” “Very terrible!”
così gridano, irosi, mostri ed orchi cittadini,
insieme ad una certa, Biancaneve aliena, meccanica,
atterriti, e disperati figli mutanti,
della spaventosa crisi culturale, ambientale ed epocale, del 2050!

Orrendi figli dell’incubo e della apocalittica paranoia,
che non ha più voglia di generare radiosi,
e spettacolari, arcobaleni atomici!

Un bimbo tremante, e solo prega, invano, nella fredda stanza piastrellata,
un bimbo tremante, e solo, senza più cultura,
che grida, atterrito, occhi di vetro, luminosi, accesi,
“mamma Milano, dell’orrido futuro, Io, piccin, ho Grande Paura!”

Agitando le piccole, fameliche, manine, adunche,
gridando: “pane e pace e lavoro, Patria mia, ho fame!”, invano,
e questo è tutto ciò che, ahimè, avanza, guasto e vivente, oggi, nel 2050,
del nostro amato e glorioso, un tempo sì grande, Popolo Sovrano!

No! Non sarebbe dovuto esistere, davvero, quest’orrore,
ma un giusto, e radioso, popolare, destino, futuro…
ma, di fatto, ce l’hanno messo, “loro”,
il popolino nostro, rendendolo pazzo e mutante,
cioè, in sintesi, con le spalle al muro…

Ben si sa, che un bimbo solo, e perso,
e smarrito, lì, tra i ruderi cadenti, dell’incultura,
non potendo più andare avanti,
mesto e sol, entropicamente, regredisce,
spaventato da un progresso tecnologico,
che, senz’anima e valori, ora, “impaura”!

Ma tutto questo, spaventoso, disastro culturale, attuale,
avrà anch’esso, prima o poi, un bel giorno,
giusta fine, e, doveroso, orrendo, funerale,
quest’alba atomica compresa,
sì cupa, tenebrosa e medioevale,
ch’oggi fa, d’ogni D.N.A, naturale o artificiale,
d’uomo, pianta, mostro di ferro od animale,
sol merce (radioattiva e mutante) andata a male…

ed a tutti noi, sparuto manipolo ribelle,
di vecchi disoccupati, d’orchi e di mostri, cittadini,
che, con coraggio estremo,
malamente meccanizzati,
vanamente, e strenuamente, lottammo,
contro chi volea predarci, del, natural, futuro,
gli arguti, occhiuti, Posteri, robotici, forse, faranno,
un domani, un sacro, infernal, monumento bianco,
così bello, puro ed ideale,
alla memoria di chi tutto perse,
in modo intellettuale,
fuorchè la sua rabbia,
in nome della sacra libertà di vivere liberi,
dell’etica, della speranza e del regno, futuro, dell’utopia morale….

e così, forse, restremo, per sempre, lì con voi,
noi, umili patrioti estinti,
ibernati corpi, dritti, sottovetro, congelati,
lì, nella, Vostra, fredda, lattea, digitale, Historia,
senza più memorie a bolle, da salvare,
nella Falsa Storia, di chi ha già vinto, culturalmente, la battaglia,
muti testimoni, di chi, la Storia Umana, eterno vincitore,
scrisse, Egli stesso, sempre, Poter nelle salde mani,
mistificando sempre, a suo favore,
perchè la Futura Storia, così come la Presente,
la scrive, solo e solamente, sempre,
mai chi è vinto, ma solo il vincitore…

Mai la scrive, un bimbo solo, che piange nel buio,
dominante e periglioso, dell’incultura….
bimbo, per sempre, privato, dei suoi preziosi ricordi,
e della stessa storia del popolo, suo,
e delle proprie, più, veraci, e profonde, radici,
sì aggrovigliate,
e dei suoi tanti, preziosi, dialetti, in estinzione,
e della stessa propria lingua,
e della stessa, propria, cultura….
sua, valida, e preziosa,
saggia protezione ed armatura….

Bimbo, oggi, inutile, persino, a se stesso, e piangente,
che, di lottare, così, nudo e crudo ed innocente,
contro le, orrende, e tenebrose, tenebre (di Asinnov),
HA PAURA!

 

Nota dell’autore, allegata a questa poesia fantascientifica:

“abbiate paura dell’uomo, e non della tecnologia e della scienza, che Io, scrittore e poeta, reputo neutrali. Di questo stupido uomo, che ha creato incredibili devastazioni e disastri a non finire: Hiroshima, Nagasaki, Seveso, Chernobyl, Fukushima, la bomba H, i termovalorizzatori cancerogeni, le discariche di rifiuti a cielo aperto vicino ai campi ed alle vigne, il tossico percolato, l’acqua all’arsenico, i bidoni di rifiuti radioattivi e tossici sepolti nei mari e nei fiumi, gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) che inquinano l’aria, il benzopirene e gli antiparassitari teratogeni, il DNA artificiale, gli O.G.M. (Organismi GENERICAMENTE Modificati), l’eutanasia e l’aborto legalizzato per convenienza sociale, le api africane assassine, la pecora Dolly e la cellula umana clonata, non uguale a quella naturale (e molto altro ancora, di peggiore…)”

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