Incipit – Dietro le sbarre di Allan Guthrie

(0 commenti) | Commenta | Inserito il feb 16, 2014 in Blog, In Libreria, Incipit

41Hro1roMELFinalmente, finalmente ho finito di leggere questo libro, non ne potevo davvero più e il motivo è semplice: non mi è piaciuto.

Mosso dalla curiosità di conoscere uno scrittore scozzese, credo di essere inciampato nel suo lavoro meno riuscito. (Non sono il solo a dirlo, ho letto diverse opinioni a riguardo che han confermato la mia sensazione.)

E’ il primo libro che leggo, non so come siano gli altri, ma questo Dietro le sbarre di Allan Guthrie è di un ingarbugliato che dopo essere arrivato a metà sono rimasto senza fiato.

Ho portato a termine la lettura a fatica per via di cambiamenti improvvisi nel testo e nelle scene che tra loro ho trovato spigolosi.

L’incipit? Beh sì, quello può andare e infatti lo riporto ma il resto è meglio lasciarlo perdere…

 

Lunedì 14 settembre 1992

Nick Glass sollevò i gomiti dalla scrivania e si spostò indietro di qualche centimetro. L’alito dello strizzacervelli della prigione era dolce, come il latte caldo. Non proprio piacevole. Ma a Glass dava la nausea. Avrebbe chiesto di aprire una finestra, ma in quell’ufficetto minuscolo non ce n’erano.
John Riddell veniva in visita ogni settimana, di solito il lunedì, e l’odore era ogni volta peggiore. “Come ti stai ambientando?” chiese.
“A posto,” disse Glass, notando con soddisfazione che finalmente, quando inspirava, sentiva solo odore di lucido per mobili.
Riddell aprì la cartella di fronte a lui. “Hmmm,” disse annuendo. Si lasciò scivolare gli occhiali lungo il naso e fissò Glass. Era chiaramente un’espressione su cui si era esercitato. “Sei sicuro=”
Glass restituì lo sguardo a Riddell. Glass era bravo con gli sguardi. Aveva imparato nelle settimane precedenti. Non era l’unica cosa che avevo imparato.
“Tutto quello che dirai in questa stanza è riservato,” fece Riddell.
“Va bene,” disse Glass. Come se avesse importanza.
“Hai capito, Nick?”
“Non sono un bambino.”
Riddell si sporse in avanti. “Non volevo sembrare accondiscendente, scusa.”

da Dietro le sbarre di Allan Guthrie – pagina 9 – edito da Revolver

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