27 gennaio 2014 – Il Giorno della Memoria

(0 commenti) | Commenta | Inserito il gen 27, 2014 in Blog, Dal mondo

Giornata-della-memoriaNo, non dimentico. Sicuramente oggi sono arrivato in ritardo nel pubblicare questo articolo, la giornata è quasi finita ma quel che conta non è tanto la giornata, è il ricordo, le sensazioni che provo e la tristezza sul mio viso.

Oggi è 27 gennaio. Oggi è il Giorno della Memoria. Una data, non solo una data e un giorno perchè l’atrocità compiuta non avrà mai una scadenza. Permane, si rinnova – purtroppo – e non va assolutamente accantonata o lasciata passare così, in silenzio, sottovoce, come se nulla sia accaduto.

Ogni anno da quando esiste Libera-mente in questo giorno è stato scritto qualcosa proprio per non dimenticare, per rendere omaggio a chi l’atrocità l’ha vissuta in prima in persona ed è e non è sopravvissuto.

Nei campi di stermino l’uomo ha raggiunto l’apice della sua crudeltà nei confronti dei suoi simili, di altri uomini che avevano tutto il diritto di vivere, di vivere il tempo ad ognuno concesso senza che ci fosse qualcun’altro che decidesse per loro quando farla finita e invece è successo.

La pazzia – si potrebbe definire in tanti altri modi – è stata compiuta con violenza, a volte, o con una lenta agonia. Privare l’uomo della più piccola libertà è il crimine più grande che i nazisti abbiano compiuto. Non essere certi di vedere nascere un nuovo giorno, di vedere il sole sorgere, è straziante. E’ accaduto.

Voglio ricordare il Giorno della Memoria con un passaggio tratta da uno dei cinque racconti contenuti in Prologo di uno stermino (Racconti yiddish dalla Polonia occupata) di Der Nister.

Cinque racconti, ne basterebbe uno solo per far rabbrividire e rivivere quegli atroci momenti.

Le truppe di Hitler, quando invasero la Polonia e giunsero al villaggio dove Rive Yosl Buntsyes viveva, intrapresero anche là, come ovunque, azioni contro la comunità ebraica. Innanzitutto promulgarono leggi speciali e imposero restrizioni umilianti, ad esempio gli ebrei non potevano camminare sui marciapiedi ma solo in mezzo alla strada e muniti di un segno in modo che fossero nettamente distinguibili dai non-ebrei; quindi emanarono decreti sull’autotassazione degli ebrei, di cui si doveva occupare direttamente lo Judenrat, all’inizio sembrava soddisfare solo i bisogni dei soldati, poi invece anche quelli del nuovo potere politico, rappresentato da personaggi locali, traditori del paese, con cariche più o mmeno importanti all’interno della dirigenza che facevano capo a funzionari delle cosiddette SS.

 

(pagina 106 – traduzione di Alessandra Luise)

Scritto da Mac La Mente

Tags : , , , ,

 

Nelson Rolihlahla Mandela (18 luglio 1918 – 5 dicembre 2013)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il dic 6, 2013 in Blog, Dal mondo

Ci sono uomini che lasciano il segno. Alcuni lo fanno in maniera negativa e spregevole per le azioni aberranti che compiono, altri, Uomini, per aver dedicato la vita a ideali per il bene di intere popolazioni e generazioni.

Nelson Mandela è tra questi Uomini.

Voglio ricordarlo con alcune frasi.

Addio Nelson! Mi mancherai!

1. Non vi è alcuna strada facile per la libertà.
2. L’educazione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie all’educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione. Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall’altra.
3. Se parli con un uomo in una lingua a lui comprensibile, arriverai alla sua testa. Se gli parli nella sua lingua, arriverai al suo cuore.
4. Dobbiamo usare il tempo saggiamente e continuamente renderci conto che il tempo è sempre maturo per fare il bene.
5. Io sogno di un’Africa in pace con se stessa.
6. A differenza di alcuni politici, posso ammettere un errore.

nelson-mandela

Tags : , , , , ,