Nuova categoria: Cortometraggi

(0 commenti) | Commenta | Inserito il dic 16, 2012 in Blog, Cortometraggi

Piccoli e grandi film concentrati in poco tempo, per qualcuno di essi si parla addirittura di secondi, che raccontano una storia, un’idea, un breve dialogo o scene di vita quotidiana e non, in una sola parola: cortometraggi.

A partire da oggi anche il blog dedica loro una categoria, per dar aria, farli conoscere e ammirare in tutta la loro intensità.

I cortometraggi sono divertenti, toccanti, sconvolgenti o divertenti, non c’è un unico termine per descriverli perchè tutti indistintamente hanno qualcosa di unico, di non catalogato o uniformato alla massa, a un determinato modo di fare film con trame preimpostate o storie già sentite da qualche altre parte.

Sono originali e offrono un intrattenimento diverso rispetto a quello che solitamente si è abituati a vedere.
Sono una forma d’arte, magari di arte in miniatura, ed è proprio per questo che vanno apprezzati. Non sono facili da realizzare, anche qui la tecnica è importante anzi, forse di più, perché durano meno di un film ma allo stesso tempo devono dire qualcosa.

E allora via ai cortometraggi! Ne segnaleremo tanti d’ora in poi.

Nel prossimo articolo partiamo, per il momento diciamo tutti insieme: Viva questi film in miniatura! :)

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Dialogo – The Blues Brothers di John Landis

(1 commento) | Commenta | Inserito il nov 19, 2012 in Blog, Cinema, Frammenti di cinema

Tra in film in cui la musica è protagonista e in cui si rende omaggio a un gruppo che sicuramente ha lasciato il segno, non si può non citare The Blues Brothers di John Landis con il mitico John Belushi e Dan Aykroyd.

Molti artisti di fama internazionale hanno preso parte alle riprese: James Brown, Ray Charles, Aretha Franklin…giusto per citarne alcuni, e l’effetto è assicurato! Risate, divertimento, battute esilaranti e momenti di caos con corse, inseguimenti e tanto tanto altro fanno sì che la pellicola scorra e attragga chiunque la guardi.

Il dialogo che riporto qui di seguito si svolge in macchina, Jack (John Belushi) è appena uscito di galera e la macchiana che lo porta in giro non gli piace, almeno inizialmente! ;)

 

Dialogo da The Blues Brothers

 

Jake: Che è questa?
Elwood: Questa che?!
Jake: Questa auto; che cavolo significa? Dov’è la Cadillac?

[nel frattempo usa l'accendisigari per accendere una sigaretta e lo getta dal finestrino]

Jake: La Cadi, dov’è la Cadi?
Elwood: La che?
Jake: La Cadillac che avevamo una volta, la Blues Mobile!
Elwood: Mhhh.. L’ho cambiata.
Jake: Hai cambiato la Blues Mobile con questa?!
Elwood: No… con un microfono!
Jake: Con un microfono!? … Va bene, hai fatto bene. E questa qui che è?
Elwood: Ah, un vero affare! L’ho presa a marzo all’asta della polizia municipale di Mount Prospect. Sì, facevano una svendita totale degli automezzi; praticamente le davano gratis.
Jake: Ah! Un pensiero molto carino. Il giorno che io esco di prigione, il mio unico fratello mi viene a prendere con una macchina della polizia!

[un ponte levatoio si sta alzando]

Elwood: Sul serio non ti piace?
Jake: No, non mi piace!

[ignorando il semaforo e le sbarre Elwood parte a tutta birra e salta sul ponte in movimento]

Jake: Però… va forte questa macchina.
Elwood: Ti credo, è della polizia! Motore truccato, sospensioni rinforzate, paraurti antistrappo, gomme antiscoppio e cristalli antiproiettile. E non c’è neanche bisogno dell’antifurto perché ho collegato tutti i contatti con la sirena. Allora, che ne dici? È la nuova Blues Mobile, o no?

[Jake si accende una sigaretta con l'accendino]

Jake: Rimettici l’accendino.

Scritto da Mac La Mente

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Cinema – Lorax, il guardiano della foresta di Chris Renaud, Kyle Balda

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ago 20, 2012 in Blog, Cinema

Sono andato al cinema. Non mi capitava da tempo per diversi motivi e uno tra questi è che i film, per lo meno gli ultimi realizzati e proiettati non mi attirano più di tanto. Uscito, ho discusso con un amico su due frasi: “E’ per mantenermi giovane” e lui: “E’ per tornare bambino”. Il fine ultimo credo sia molto simile e in ogni caso non cambia il mio pensiero su quello che ho visto: un cartone animato.

Guardare un cartone animato con occhi da adulto fa notare cose differenti rispetto a un bambino e magari l’analisi, piccola, che sto per fare sul film potrebbe risultare un po’ pesante o campata in aria ma ho notato queste cose, le ho pensate e ora le riporto su “carta” e le condivido volentieri.

Il film? Non ho ancora detto il titolo: Lorax, il guardiano della foresta di Chris Renaud, Kyle Balda, adattamento cinematografico di un libro per bambini scritto da Theodor Seuss GeiselDr. Seuss.
Uscito a giugno 2012 e della durata di 86 minuti, il cartone animato – non in 3d, per fortuna – ha dei bei colori, molto accesi e lucenti e tutti i personaggi sono realizzati proprio per un piccolo pubblico che sta attento durante la visione, si diverte, ride e spero capisca, o per lo meno intuisca, il significato che il film di animazione vuole lanciare: l’amore verso la natura e in particolare verso gli alberi, nostri importanti amici.

Eh sì! Nella città di Thneedville infatti alberi non ce sono, tutto è di plastica, l’aria pulita va comprata dall’azienda del cattivo Aloysius O’Hare: uomo d’affari senza scrupoli che all’insaputa di tutti controlla tutto con telecamere sparse per la città e al minimo segno di iniziativa personale si presenta di persona per scoraggiare e far cambiare idea al cittadino volenteroso di cambiamenti, illustrando conseguenze assurde che quella determinata azione potrebbe avere sulla vita di tutti.

Fortunatamente c’è chi non cambia idea: il piccolo Ted. Spinto dal desiderio di conquistare una ragazza e indirizzato dalla nonna su come fare e con chi parlare, esce fuori dalla città e incontra Once-ler – ex-cittadino, ora eremita a seguito di quello che ha fatto in passato.

Once-ler è stato il primo ad abbattere un albero e a incontrare Lorax il guardano della foresta, aveva fatto un patto con lui: rispettare la natura, ma l’ambizione è difficile da contrastare e all’abbattimento dell’ultimo albero Lorax va via, tutti vanno via e Once-ler si ritrova solo in un mondo ormai inquinato dalle fabbriche, grigio, cupo, un postaccio in cui vivere.

Once-ler racconta e alla fine regala a Ted l’ultimo seme dal quale nascerà un albero. Ted, dopo una serie di intoppi riesce a far cambiare idea agli abitanti del suo paese i quali, per fortuna, capiscono l’importanza degli alberi, il rispetto che questi meritano e, una volta cacciato il cattivo Aloysius O’Hare, tutto ritorna a splendere.

Lorax si ripresenta ed è soddisfatto di Once-ler anche se ha impiegato molto tempo per capire le conseguenze delle sue azioni. Ora, vivono tutti meglio grazie agli alberi.

Il film di animazione è davvero simpatico, Lorax ha un buffo accento inglese, a volte impacciato nei movimenti ma buono e saggio. E’ una guida da seguire e imitare per vivere meglio e per imparare il rispetto verso qualcosa di indifeso ma fondamentale.
Bisogna aprire gli occhi e ragionare con la propria testa, sempre, e non prendere per buono quello che ci propinano perchè un rovescio della medaglia c’è sempre!

 

 

Informazioni sul film:
Titolo: Lorax, il guardiano della foresta
Regia: Chris Renaud, Kyle Balda
Genere: Animazione
Anno e nazionalità: giugno 2012, USA
Durata: 86 minuti

Scritto da Mac La Mente

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Cinema – L’attimo fuggente di Peter Weir

(0 commenti) | Commenta | Inserito il giu 30, 2012 in Blog, Cinema, Frammenti di cinema

Decine e decine di volte avrò visto questo film e ogni volta che ne ho occasione lo riguardo per assaporare nuovamente la sua intensità, il suo splendore e rivivere momenti che ricordo con piacere.

E’ un film – capolavoro, sarebbe la giusta definizione – da conoscere a fondo e in ogni minimo dettaglio. quale è questo film? Ma Dead Poets Society, ovvero L’attimo fuggente, del regista Peter Weir.

Difficile scegliere una citazione in esso presente ma tra tutte, quella esposta dal professor Keating (Robin Williams) alla sua classe è quella che preferisco, poche parole ma di uno splendore senza limiti.

La poesia apre orizzonti, è cibo per l’anima ed esprime tutte quelle sensazioni che ci tengono in vita…proprio come dice il professor Keating.

Riporto così la citazione sia in versione originale che tradotta, entrambi presi dal film.

 

Citazione del Prof. Keating ne L’attimo fuggente

We don’t read and write poetry because it’s cute. We read and write poetry because we are members of the human race. And the human race is filled with passion. And medicine, law, business, engineering, these are noble pursuits and necessary to sustain life. But poetry, beauty, romance, love, these are what we stay alive for. (Prof. Keating)

Citazione del Prof. Keating ne L’attimo fuggente

Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita. (Prof. Keating)

 

Scena del film:

Scritto da Mac La Mente

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Monologo – L’avvocato del diavolo di Taylor Hackford

(2 commenti) | Commenta | Inserito il apr 19, 2012 in Blog, Cinema, Frammenti di cinema

A volte ritornano, anzi, non vanno mai via perchè intramontabili. Alcuni film sono così, unici, e questo grazie anche agli attori – che non sono semplici attori ma qualcosa di più – coinvolti nella loro realizzazione e che grazie alla magnifica interpretazione cui sono capaci rendono la trama, la storia raccontata ancora più bella, significativa e indimenticabile.

Questo è il caso de L’avvocato del diavolo, un film di Taylor Hackford e di uno dei personaggi presenti John Milton interpretato dal grande Al Pacino.

Molti film parlano di Dio e molti monologhi sono stati scritti pensando a Lui.

Il discorso – monologo – che Al Pacino interpreta in questo film è la visione di Dio da un altro punto di vista, quello del Diavolo che attacca la presenza dell’Essere Superiore narrando quasi i suoi punti deboli, quello che non fa perchè alla fine sta a guardare le azioni degli essere umani senza intervenire…

Riporto così il monologo sia in versione originale che tradotta, entrambi presi dal film.

 

Moonologo The Devil’s Advocate
[Discorso di John Milton]

“Well, I’ll tell ya, lemme give you a little inside information about God. God likes to watch. He’s a prankster. Think about it. He gives man instincts! He gives this extraordinary gift and then–what does he do? I swear–for his own amusement–his own private cosmic gag reel–he sets the rules in opposition. It’s the goof of all time! Look. But don’t touch! Touch. But don’t taste! Taste. Don’t swallow! And while you’re jumping from one foot to the next, he’s laughing his sick ing ass off!! He’s a tight ass, he’s a sadist, he’s an absentee landlord!! Worship that never!”

 

Monologo de L’avvocato del Diavolo
[Discorso di John Milton]

“Ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio: a Dio piace guardare! È un guardone giocherellone! Riflettici un po’: lui dà all’uomo gli istinti… ti concede questo straordinario dono e poi che cosa fa? Te lo giuro che lo fa per il suo puro divertimento, per farsi il suo bravo, cosmico, spot pubblicitario del film! Fissa le regole in contraddizione! Una stronzata universale! Guarda, ma non toccare… tocca, ma non gustare… gusta, ma non inghiottire! E mentre tu saltelli da un piede all’altro lui che cosa fa? Se ne sta lì a sbellicarsi dalle matte risate! Perché è un moralista, un gran sadico! È un padrone assenteista! Ecco che cos’è! E uno dovrebbe adorarlo? NO, MAI!”

Scritto da Mac La Mente

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