Pentagramma – Breakthrough di Richard Wright

(2 commenti) | Commenta | Inserito il ott 10, 2008 in Artisti, Blog, La musica del tempo

Qualche giorno fa per ricordare e onorare Richard Wright ho inserito il video di una delle sua canzoni soliste più belle, Breakthrough, nell’esecuzione al Meltdown Festival del 2002.
In quell’occasione però non ne ho postato il testo. Lo faccio ora e vi aggiungo anche la mia traduzione.
Si tratto di un testo veramente molto, molto bello e poetico e credo valga davvero la pena leggerlo per apprezzare ancora di più la stupenda interpretazione di Richard Wright nel video ricordato sopra.

Breakthrough è il brano conclusivo dell’ottimo lavoro solista di Wright Broken China del 1996. L’album è un concept sul tema della depressione, il male oscuro da cui qualche tempo prima era stata colpita la moglie del musicista.
Il tema del male dell’anima risuona nelle note tristi e dolenti che caratterizzano il disco, disco che però si chiude sulle note di speranza di Breakthrough, il momento della svolta che consente di uscire dal buco nero per tornare alla vita.
Nell’album questa canzone era cantata da Sinead O’Connor, ospite speciale del cd e interprete anche di un altro brano, Reaching for the Rail. Molto brava la O’Connor ma, personalmente, trovo molto più intensa e profonda la versione interpretata da Richard Wright.

Di questo, come di tutti i brani di Broken China, autore della musica è Richard Wright e autore del testo è Anthony Moore.

   
Breakthrough Svolta
   
I can take or leave it, won’t be the woebegone Posso prendere o lasciare, non sarò l’afflitto
Don’t need a model universe to hang your pictures on. Non ho bisogno di un universo modello per appenderci i tuoi ritratti.
You hide somewhere, you die somewhere Ti nascondi da qualche parte, muori da qualche parte
And then this senseless thought, E poi questo pensiero insensato,
By hating more you’re feeling more Che odiando di più sentirai di più
And that’s how you get caught. Ed è così che ti fai catturare.
   
They’re never going to make it easy Non renderanno mai le cose facili
Of this you can be sure. Puoi starne certo.
I greet you from your wilderness, Ti accolgo dalla tua terra desolata,
I’ll stay inside your door. Starò dentro la tua porta,
There’s no cage or prison, they have no fence too tall, Non c’è gabbia né prigione, non hanno steccati troppo alti.
You die more times that anyone, there’s still no place to fall. Muori più volte di chiunque altro, non c’è ancora un luogo dove cadere.
   
They’re never going to keep it simple Non renderanno mai le cose semplici,
This comes down from above. Le fan cadere dall’alto,
I have no helm, no secret realm, Io non ho il comando, non ho un regno segreto,
I dream to be at the heart of love, a part of love. Sogno di stare nel cuore dell’amore, una parte d’amore.
   
I bet you can conceal it, but that’s just a dead-end track, Scommetto che puoi dissimulare, ma farlo è una strada senza uscita,
I’ll cover you like the driven snow and then I’ll bring you back. Io ti coprirò come candida neve e ti riporterò indietro.
You’ll see! you feel like, you feel like a banner, Vedrai! Ti sentirai, ti sentirai come un vessillo,
Unfurled and gently blown, Spiegato e spinto dolcemente dal vento,
   
And there before your opening eyes E lì, davanti ai tuoi occhi che si aprono
The self you’ve never known. Il te stesso che non hai mai conosciuto.
   
They’re never going to make it easy Non renderanno mai le cose facili
Of this you can be sure. Puoi starne certo.
You feel untied, beatified Ti senti slegato, pieno di gioia
And loved for evermore E amato per l’eternità.
   

Altri articoli dedicati a Richard Wright sul blog:
E’ morto Richard Wright
In ricordo di Richard Wright (1/2)
In ricordo di Richard Wright (2/2)

Scritto e tradotto da Vianne

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In ricordo di Richard Wright (1/2)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 23, 2008 in Artisti, Blog

In ricordo di Richard Wright (2/2).

“Una delle grandi peculiarità dei Floyd è la dinamica della musica, – riteneva Wright. – Raramente si ascolta quel tipo di dinamica in un concerto live, da piuttosto bassa a molto forte; ma l’avere un sottile bilanciamento tra suono basso e forte è stato il tratto dei Floyd fin da quando abbiamo iniziato. Per quanto mi riguarda questo potrebbe derivare dall’aver ricevuto una formazione musicale classica, dove le sinfonie hanno una dinamica enorme.

“A volte mi sedevo alle prove o al sound check e suonavo qualcosa, improvvisavo un po’. – ricordava Wright – e arrivava David e diceva “Cos’è? E’ davvero buono!” e io rispondevo “Non ne ho idea, non sono in grado di ripeterlo.” A volte suono qualcosa che non ho registrato, e non so da dove arrivi, perché le mie mani abbiano fatto quello che hanno fatto quello che hanno fatto, in che chiave fosse, niente. Per me suonare è come meditare – mi limito a suonare e non penso proprio a quello che sto facendo, lascio solo che accada. E quei momenti possono essere davvero, davvero preziosi”.
Richard Wright
(da un’intervista di qualche anno fa richiamata sul quotidiano britannico The Independent il 19 settembre 2008)

 

Nei giorni successivi alla morte di Richard Wright sono apparse decine e decine di articoli sulla stampa, tributi nelle radio e nelle tv di tutti il mondo, ricordi commossi e approfondimenti seri e documentati. In ritardo, forse, ma tutti hanno unanimamente riconosciuto il ruolo centrale del musicista all’interno dei Pink Floyd.

Tra i tanti commenti e ricordi letti in questi giorni, inserisco la mia traduzione di quelli più toccanti e significativi, quelli di chi ha creato con lui quello straordinario universo musicale chiamato Pink Floyd: David Gilmour, Nick Mason e Roger Waters.

Pubblico la traduzione dei tre interventi nel prossimo articolo.

Qui invece, per dare l’ultimo saluto a Richard Wright, voglio ricordarlo con una delle sue composizioni soliste più belle, Breakthrough, tratta dal suo bell’album solista del 1996 Broken China.
Il video è tratto da un concerto di David Gilmour al Meltdown Festival del 2002 (ripreso nel dvd David Gilmour in Concert), concerto cui Wright partecipò come ospite d’onore suonando le tastiere in Confortably Numb e suonando e cantando appunto Breakthrough.

Breakthrough – Richard Wright

Qui il testo e la traduzione di Breakthrough.

Scritto e tradotto da Vianne

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