Punti di vista: Cristiano Torricella – sfratti di fine ‘900 nella Roma dei rioni

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 17, 2017 in Blog, Cristiano Torricella, Punti di vista

L’Amico Cristiano Torricella non è nuovo tra le pagine di Libera-mente, a lui è dedicata una categoria e una serie di altri testi che potete trovare tra le nostre pagine, basta cercare un po’! ;)
Questa volta il testo, assolutamente inedito che ci ha inviato arrivato direttamente dal suo archivio privato, lo segnalarlo in Punti di vista perchè racconta quel che anni or sono è accaduto e che ha avuto la possibilità – ahimé, storia triste -di toccare con mano.
Argomento che ancora oggi, a distanza di anni è vivo…e già questo dovrebbe dar da pensare…pensateci!


Titolo completo dello scritto è: Cristiano Torricella – sfratti di fine ‘900 nella Roma dei rioni (sfratti all’Esquilino, a via Merulana, a Monti, al Celio, a San Giovanni in Laterano ed a San Clemente dal 1970 al 1994)

Alla memoria degli sfrattati nostri concittadini romani
dei rioni del centro storico di Roma, dal 1970 ad oggi:
“ che, lasciar, così, tutto su due piedi: lasciar parenti e amici…
lasciar local dialetto (di rione) e luoghi cari e ricordi antichi,
gettando tutto quanto, per emigrare altrove, con buste e scatoloni, chissà dove,
a ricominciar tutto daccapo, fuori dal rione nostro e fuori Roma, è così… dura!”
(Cristiano Torricella – citazione citabile)

 

Rammento ancor, come se fosse ieri l’altro, nonostante oggi Io sia più a Pomezia (RM) che al primo rione Monti,
antichi smunti visi di donne scarmigliate, affrante e irose, quasi allupate, il cui parlar dialetto stretto è oscuro e ignoto;
strillanti pupi in fasce, maltenuti in grembo, di sotto a lampadine fioche, nei bassi prospicienti a San Clemente, a Roma;
drammatica umanità perdente casa, senza vergogna d’essere spogliata, che tutto perde al volo e resta… niente;
indifese prede de li vil speculator, bottegai profittator, venienti su dal “porco volgo”, di case e profitti assai… ghiottoni!

“Traite, fili de puta!” – come già scritto abbasso e sotto, in su l’antiquo pitto muro, a San Clemente chiesa e sotterranei,
li cittadin, de Roma, “for de casa”; fatene, così, sì “Granne Scempio Granne”, gettandoli, “de fora”, in su la strada!
A du’ passi, dar Coliseo gremito de turisti e de… passanti! A du’ passi, da via Merulana e da la Santa Scala… Laterana!
Che par n’abbasti mai, a li speculator mordaci, d’oggi, sanza più religgione, d’aruvinà ‘a gente perbene pè… danaro!
“Cornuti diavolacci! Infami! Magnaccia e… li mortacci!” – queste son ciò… ch’il volgo addice ad Essi e… maledice!

Io, poè incolpevole de tutto ‘st’odio popolare, sol ciò che Issi addicheno trascrivo – Io, che c’entro? -
ma son pur’Io, de Roma dei rioni nostra antiqui, odierno cittadino ed abbitante, de quell’Oppio Colle, nostro vanto;
pertanto, romanamente e socialmente, debbo dar voce, carta e penna a chi non puote – poveraccio – gnente,
e tramandare ai Posteri Lor Storia, “pore mie genti mie”, da li rion de Roma sì cacciati a viva forza, come cani,
quasi che per trent’anni ed oltre, li cari affitti – o pigion salate – ‘sti “Pori Cristi in croce” non l’avesser mai pagati!
O Profittatori de ‘i più deboli, guai a Voi, che lassù c’è ‘n Dio Gigante, che veglia… con costanza, sopra a ‘i poveri!
Che chiederà, a ognun che Sora Barocca Morte torre e preda, lo conto final, a l’Univerzal Giudizzio, a discrezzione!

Di tal, incresciosi, fatti, addimenticati da la pubblica opinione, Io, poè de Roma, debbo pè forza scrivene memorie,
giacché se n’è già persa, oggi e troppo in fretta, ogni memoria historica, già oggi, ch’ancor costoro viveno ner monno;
penza quanno che sarian già morti, come saria fin troppo facile, pè i Ricchi e i Potenti, di tacitar costoro con un dito;
eppur furono pianti e ugne e parolacce e grida forti, e “pora historia” di popolo romano, tal bruto volgo offeso e vinto,
sloggiato da le case cò la forza pubblica, che fecer fagotto ‘n fretta, cò derrate alimentari e cento pore buste de la spesa,
tra lagrime, che scenne ai bimbi ed all’anziani, mentre “le femmine” porta via tutto er monno in su le… spalle!

Così sfrattorno, via da Roma “Capital d’Italia”, tutti li cittadini invisi al “Pubblico Potere dei… Ricconi”;
via da Esquilino, Monti, Celio, via di San Giovanni in Laterano e San Clemente, a Roma, li “poracci”;
romane e romanesche genti e stirpi, senza casa, e annisciun giornal, di parte e dei padroni, l’aricconta!
Pè fà spazio e largo a chi ci ha… i soldi! Pè facce l’hotel, li residences, li studi d’architetti, l’uffici e li… palazzi!
E a mia me par, pure e a onta – correggime si toppo! – ch’annisciun poeta (vivo) – de bella nostra Roma popolare –
finora n’ha parlato o scritto mai, d’isse genti sfratte, offese e… vinte! Addunque, cosa… aspetto? Che aspettare?

Sicchè, presa mia penna in man, del tempo – ch’Iddio donommi – fò tesoro ed, ivi, ne lasso, ai Posteri, memoria,
Io poè, che quivi scrivo e pongo, a “memoria aeterna”, le “roman perdute gesta” de le “perdute genti” de la… historia!
Perdute e perse genti, ma non ancora “domite”, s’Io scrivo! Via da lo storico palazzon de la via di Lodovico il Muratori!
Via da la Merulana via, ch’ebbe, addopo a quel noto “fattaccio brutto”, quest’altro… de li sfratti… sì peggiore!
Impalcature edili, odor di calce fresca! Murator che vanno e vengono, di sotto! Cartelli di protesta e… parolacce!
La “plebea romana gente” si difende come può, ma è una lotta… impari! Con avvocati e soldi vince… il ricco!

Via da la Vittorio piazza, ebbra di bancarelle e di “mercato umano”, le “perdute genti”, sfrattate, vanno in strada;
e, quivi, nun ce s’aritroveno pè gnente; e s’accampeno e bivaccheno pè poco; che poi li sloggian via… dai marciapiedi;
sfrattati tutti, anche quarche sfortunato compagno mio de scola; via da li popolar palazzoni granni e grossi, senzameno;
via da Roma centro; da li monumenti antichi e dai rioni; chi va a le periferie de Roma; artri a Ostia o “fuori regione”;
via, pè sempre, da li due popolari caseggiati enormi, coi grandi portoni, di fronte a lo spedale de i soldati, a Celio rione;
via da via Labicana, tra Colle Oppio e via Lodovico Muratori, che lì, indò le palme svettan, alte, ce vengono… i Zignori!

Poi li due popolari caseggiati enormi, coi portoni, li hanno, dopo poco, demoliti, lascianno tutto quanto in… abbandono;
ma che se fa così, visto che ce mancheno ‘e case, propio ar Celio e a Roma? Rovine de palazzi, erbe, monnezza e topi.
Ce vanno, a fasse i buchi, chi se droga. E’ ‘na vergogna proprio, st’abbandono! A due passi, due, dar Coliseo de Roma!
Capitalista violenza urbana, che scacci chi ha bisogno de ‘na casa e, addopo, tanto urbano spazio… ammorbi e sprechi!
Così è ‘sta “brutta storia”, a l’occhi de i romani de’ rione, che, de Celio o Monti sono, è ‘a stessa historia, pressappoco!

Verranno, poi, ner tempo, altri futuri sfratti, ancora, a Roma, ammanco troppo in là, ammanco in troppo tempo diluiti;
che già ce fanno vede “sorci verdi”, a noi der popolo de Roma e ne danno de grattacapi, preoccupazzioni e grane vere;
ormai desueto l’equo canon popolare, lo “caro affitti” impazza e sfratta e viene; vano pagar inutile pigione per trent’anni almeno, per, poi addopo, essere sfrattati tutti, come cani; minacciati de levacce luce e acqua, mentre rompon, li muratori, con fragore, bagni e maioliche de sopra, a li solai e pure ar quinto piano, indò l’inquilini antichi so… spariti!

Vil denar contante, per cui l’omo fa cose d’ogni genere e natura, anche le più turpi e più spregevoli, per lo vil denaro;
senza rimorso di coscienza alcuno; minaccian di sfratto li vecchi e li malati e pur le anziane vedove, in malmodo secco;
nessun riguardo per li capelli bianchi; nessun riguardo per lo Natale, già imminente; bussano a le porte, li… padroni!
Sol pè l’portafoglio pieno! Senza troppi convenevoli o riguardo, per chi qui visse e pagò, da inquilino onesto!
Via di qui! Al più presto! La casa è roba nostra e ve ne diamo un’altra! Dove? Lasciate libero il locale a fine mese!

Così svuotorno, li popolar rion di Roma, di centinaia di famiglie urbane, rendendo tal rioni nostra “impopolari e cari”;
sicché, molti di lor non tornaron mai più a Roma; alcun di lor son morti o si son fatti vecchi e malati, ormai dimenticati;
ma Io son vivo e vegeto e – giovane poeta di rione – tramando ai Posteri questo “fattaccio brutto”, che, in futuro, spero,
nelle facoltà universitarie sia ben studiato, tal vasto dramma d’appartamenti e di case abbandonate, pria demoliti e, poi, si sa, ristrutturati, sì tirati a nuovo e riaffittati al triplo prezzo dell’affitto precedente calmierato, giacché, da un vecchio appartamento, ci si ricavava poco o niente, lasciando il “popolin romano” a viverci in affitto, senz’affittarlo ai benestanti forestier, quivi giunti, a Roma “caput mundi”, che tradisce e sfratta il suo stesso popolo per… soldi!

(fine della prima parte – continua)

Cristiano Torricella


Nota al presente testo inedito monticiano

Prima parte del testo inedito, da me scritto, in un attimo di tempo libero, nel 1994, su una panchina del parco di Colle Oppio a Roma, a due passi dal Colosseo e dalla “Domus Aurea” di Nerone – genere: poesia drammatica di denuncia sociale e testo di canzone di protesta contro gli sfratti che storicamente avvennero nei rioni del centro storico di Roma (rioni già citati per nome, nel testo, da me autore) tra il 1970 ed il 1994.

Importante documento, di tipo poetico-narrativo-storico, inerente fatti urbanistici realmente accaduti a Roma centro storico, oggi dimenticati dagli stessi rionali “romani de Roma”, accadimenti storico-urbanistici di cui Io stesso fui testimone storico “di rione”, prima da bambino e poi, successivamente, in gioventù e tuttora.

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Nota odierna del 10/10/2017 – trascrizione da manoscritto cartaceo ed invio via e-mail al blog libera-mente.net
Questo mio testo storico romano di fine ‘900 (mio testo inedito del 1994) è tratto dall’archivio cartaceo A.L.T. – Archivio Letterario (privato) Torricella e vado ad inviarlo via e-mail, dopo averlo trascritto da cartaceo, ad Andrea Macchia per l’eventuale pubblicazione (di esso) nella rubrica “Poesie della domenica” del blog libera-mente.net, se ed ove possibile. Grazie Andrea Z Mac!


Graie a te, Cristiano, per avercelo segnalato, aspetto la continuazione e nel frattempo ti saluto con è tra noi: Ad Majora! ;)

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Buon compleanno Libera-mente.net! Undici anni!

(3 commenti) | Commenta | Inserito il lug 16, 2017 in Blog, Comoda-mente

In questi anni è accaduto qualcosa, qualcosa che non so spiegare, primo perchè non sono un fisico, filosofo o altro, oltre e non averne, il fisico intendo, secondo perchè la sensazione è comune a molte persone con cui interagisco quotidianamente o ad intervalli di tempo…già, di tempo, è proprio questo che è cambiato: il suo incedere, procedere, scorrere, andare avanti e tornare indietro ecc…

Ho l’impressione di aver scritto solo ieri e invece l’intervallo è di ben trecentosessantacinque giorni, un giro completo della Terra intorno al Sole, una rivoluzione, un anno! Incredibile!

Un anno fa ero qui, eri qui, eravate qui e festeggiavamo tutti insieme il decimo compleanno di Libera-mente.net e oggi? Oggi dieci più uno, undici, il numero di cornuti, dicono, lo sono! Questo sì, a differenza del “fisico”! Ehhhehe…

Mi piace pensare al “dieci più uno” perchè dopo un po’ di anni, di tempo – ari-eccolo l’amico tempo, torna sempre – i giorni che formano i mesi e i mesi che formano gli anni non si contano più o per lo meno sarebbe bello se così fosse…

“Quanti anni hai? Mah, saranno trenta e alcuni mesi…” – ne ho trent’otto e questo significa che Libera-mente.net è nato nel 2006, wow! Sembra un’eternità!

Spero che citando l’anno di nascita a qualcuno siano tornati alla mente un vortice di ricordi non solo legati alla nostra piccola comunità ma a un discorso più ampio che è la vita.
Undici anni rappresentano una buona fetta di vita se riferiti all’universo “internettiano” – parola che ho scoperto non esistere…mah come?! Petaloso sì e internettiano no? Va bene, lasciamo stare… – e ancor di più se si pensa a tutti i cambiamenti avvenuti del mondo tecnologico, sociale, politico… sono tanti sì, undici.

Eeeeh stop!

Rileggo un attimo e mi correggo su una piccola cosa: l’espressione “dieci più uno” è simpatica da dire ma non mi rispecchia, preferisco undici anni perchè, come dissi tempo fa, sono fiero di tutti i capelli che non ho e di tutti i peli bianchi della mia barba che ho.

Non c’è niente di “vergognoso” nell’età che avanza, non si può fermare, è così, prendere o lasciare. Ed io, questi undici anni me li tengo ben stretti, conservati in un preziosissimo scrigno della mia mente magari non più “libera” (spensierata, meglio) come un tempo ma di sicuro arricchita di momenti, esperienze e conoscenze che grazie a tutti voi, attraverso Libera-mente.net, avete contribuito a far fluire in un posto solo, a non perdersi nello spazio (“internettiano”) e così facendo a far crescere, sviluppare e soprattutto pensare (è giusto che la mente pensi) che di un oggetto, di un determinato argomento, non esiste il giusto e lo sbagliato, non ci sono solo fronte e retro ma che la parte superiore, inferiore e il/i lato/i a volte contano di più e sono indispensabili al fine di una visione completa e non frammentata, chiara e non scura (mi viene in mente un episodio: la materia oscusa e non oscura…ahahahah – scusate, so che molti non capiranno, è un ricordo che mi porto dentro legato ad un errore di battitura! ;) ).

[…]

Eccomi, può sembrare che non mi sia mosso e invece a titolo informativo quello che state per leggere è arrivato dopo, non c’è andata senza ritorno, torno indietro e riprendo il filo (intricato) del discorso.

Libera-mente.net ha compiuto undici anni.

Ne è passata di acqua sotto i ponti, quante volte è stata girata la clessidra eppure la sabbia continua a scorrere e continuerà ancora e ancora… Non è una minaccia questa, ve l’assicuro, è la voglia di andare, di raccontare storie, impressioni, fatti e soprattutto di scrivere e parlare…

Libera-mente.net è un forum, un blog, ok, si scrive per comunicare ma se prestate bene attenzione potete sentire la sua voce, fatta di mille voci di tutte le persone che ci sono (o sono passate) anche se per un semplice “Ciao!” e che in quel momento hanno pensato di scrivere…è questa la benzina che alimenta Libera-mente.net: il pensiero e come diceva Lucio Dalla:

“E’ chiaro / Che il pensiero dà fastidio / Anche se chi pensa / E’ muto come un pesce / Anzi un pesce / E come pesce è difficile da bloccare / Perché lo protegge il mare / Com’è profondo il mare…”

Io sono un tonno, tu? :D

Buon compleanno Libera-mente.net!
Augurissimissimi!
Auguri a tutti noi!

:)

(Grazie a Officine080 FabLab Monopoli per incisione e taglio laser del logo)

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4 giugno 2017 – Anticipo d’estate

(0 commenti) | Commenta | Inserito il giu 5, 2017 in 6 - Tempo libero, Blog, Tempo libero e Hobby

Prima di lasciare la parola alle foto che sto per inserire, e spero possano far piacere, due parole di presentazione spontanee sono il minimo che possa fare…

Sottotitolo dell’articolo potrebbe essere “A volte ritornano” perchè è passato del tempo dall’ultima volta che mi son fatto un giro dalle parti del mare – qui dove abito è a due passi due – e nonostante il “famoso primo bagno” personalmente manca da circa cinque anni, trovo rilassante invece camminare, osservare l’acqua, il sole e naturalmente il mare…e allora click! Foto!

Ehmmm…che altro dire?! No, niente, tutto qui, due parole giusto per scrivere qualcosa…favello, sfarfallo, bofonchio, son fuori di sicuro…fate finta che non abbia scritto niente, meglio le foto, sì sì! ;)

Altre fotine di una domenica molto molto calda sono sull’album caricato su Flickr a questo indirizzo: Scatti Vari… (link)

Ciaoooooo! ;)

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Buon 10° Compleanno Libera-mente.net! 2006 – 2016

(6 commenti) | Commenta | Inserito il lug 16, 2016 in Blog, Comoda-mente

La storia si ripete, periodicamente, con cadenza indefinita ma puntale come un orologio.
Da bambino ad anziano non c’è molta differenza, solo un spazio temporale nel mezzo espresso in anni con diverse sfumature di colori, alternanze di nuvole e sole, caldo e freddo; entrambi hanno tanto da imparare, bisogno d’aiuto per camminare, capire (o prestare attenzione, ricapire) il giusto e lo sbagliato, anche se il giusto e lo sbagliato sono soggettivi e dipendono da punti di vista differenti, facce della stessa moneta, zenit e nadir, vertice e base in un triangolo.
Criptico? Assolutamente. Invecchiato? Anche. Indurito e più critico (o cinico) ma fondamentalmente sempre lo stesso: sognatore fantasioso che resta a guardare, analizza, conteggia, a volte agisce ma sempre per migliorare e mai per guastare, non “rottamatore volta-bandiera” o ago di bussola che punta sempre a nord disinteressandosi del sud-est-ovest. Non è facile osservare a trecentosessanta gradi ma ci provo lo stesso dato che sono immerso nello spazio e lo spazio per definizione è tridimensionale, non lineare e neanche piano; qualcosa sfugge alla visuale limitata dell’occhio ma non è detto che non arrivi all’orecchio, al tocco sfiorando il palmo delle mani o attivando altri sensi…e se questo non avviene, beh, ecco che a compensare questa mia mancanza arrivano in soccorso e in aiuto altre persone e punti di vista differenti, complementari, supplementari, ad integrazione della svista e ad arricchimento della propria persona-conoscenza-realtà.

Sognatore fantasioso, dicevo poc’anzi, di qualcosa cominciata anni fa, dieci per la precisione, 2006-2016, quasi un’eternità – o forse lo è, il tempo è relativo – se riferita a quello che viene definito “l’universo virtuale” o “di internet, dei computer”; universo che generalmente non si riesce a toccare ma solo a sfiorare attraverso i tasti di una tastiera o con le dita della mano (tocco, touch) e vedere attraverso un monitor…eppure per me tutto questo è diverso, io queste cose le vivo, è sempre stato così, così nel 2006, 2007, 2008, fino ad oggi che compio dieci anni. Dieci? Hai capito benissimo. Dieci come gli anni di Libera-mente.net; anni “virtuali”, naturalmente, ma neanche più di tanto perchè non trovo differenza, quello che viene codificato in uno e zero è reale come me, te e tutte le persone presenti ancora oggi che arricchiscono queste pagine con i loro pensieri. Le rotelle girano, posso rallentare, accelerare, cigolare o essere ben oliate ma non si fermano mai. Le rotelle girano nel nostro cervello, in uno dei muscoli più importanti insieme al cuore – e in Libera-mente cervello e cuore si fondono – non solo per me è così, è così per tutte le persone di questa piccola comunità decennale che io ringrazio di cuore e con tutto il mio essere per esser qui e continuare ad esserci… Grazie!

Queste parole e questa mia digressione dal tema – cosa che mi viene sempre naturale, vado “fuori” con una capacità disarmante – spero riescano a far intuire, se non completamente ma almeno in parte, l’emozione che provo in questo momento e l’abbraccio collettivo che rivolgo a tutti voi, miei Amici, compagni d’avventura, “Liberamentiani” nel giorno del nostro decimo anniversario.

Libera-mente.net 2006 – 2016! Auguriiiii! :)

Non avrei mai pensato di arrivare così lontano, il mondo è cambiato in questi dieci anni e non mi riferisco solo a quello che accade e che vediamo accadere sotto i nostri occhi, ci sarebbe tanto da dire da questo punto di vista ma c’è tanto da dire anche se ci si sofferma al tecnologico, ai computer e ai bit, anche gli uno e gli zero cambiano nonostante siano “solo due valori”, si combinano e in questi dieci anni hanno dato vita a quel che nel video vado a rappresentare perchè noi c’eravamo e ci siamo e ci saremo quando altro verrà introdotto, spero per migliorare, senza confondere il mezzo con il fine e viceversa e con l’augurio più sentito di Buon Compleanno Libera-mente.net ma soprattutto a tutti voi!, vi saluto e vi lascio alla visione di alcune immagini montate al meglio delle mie capacità – qui molto limitate – ma che spero facciano pensare all’evoluzione (o meno) di questi dieci anni…

Auguri a tutti! Auguri Amici Miei! Grazie per esserci e se portate una torta o un po’ da bere, attenti, Mac è goloso e ne approfitta sempre molto volentieri! Ehehehe…

Auguriiiiiiiiiiiiii! :)

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Personal-mente: Caro diario

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ago 27, 2008 in Blog, Personal-mente

Hai mai preso un foglio di carta e cominciato a scarabocchiare? E se le cose che hai scritto con la penna o con la matita non sono solo schizzi ma frasi, parole e pensieri riguardanti quello che hai fatto durante il giorno, le sensazioni che hai provato dopo che ti è successo qualcosa, sai che cosa significava? Hai scritto una pagina del tuo diario, un momento della tua vita.

Il diario in questi anni è uno dei pochi oggetti che, nonostante il trascorrere del tempo, resta lì, in attesa che qualcuno catturi l’attimo e racconti un proprio avvenimento. Linfa vitale per il diario.

Si è trasformato, è vero, non è più lo stesso per molti di noi. In passato è stato un quaderno, un libro segreto con il lucchetto ben custodito in qualche luogo, ora, visto e considerato lo sviluppo di questi ultimi anni, è diventato un supporto elettronico un blog, proprio come questo anche se gestito diversamente!

Il diario può cambiare forma, può contenere fatti più o meno personali ma quello che non cambierà mai è il suo scopo: catturare l’attimo. Attimo che si ripeterà e rivivrà a distanza di tempo ogni volta che la pagina verrà sfogliata, attimo che nel 2000 può essere condiviso con una comunità così vasta da essere inimmaginabile.
Sicuramente non è facile per tutti aprirsi, c’è a chi viene naturale e a chi no, per il semplice fatto di sapere che quello che verrà scritto in un luogo elettronico potrà essere letto da perfetti sconosciuti… un rischio o un piacere, dipende.

Caro Diario… generalmente si cominciava così anni fa, con questa formula magica di apertura ad un universo vasto come la mente e la propria vita.

Caro Diario, anche se non aggiornato quotidianamente, ce l’abbiamo anche noi sul forum in questa discussione. null

Scritto da Mac La Mente

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