2050 – I-taglia del futuro: “Grande Speranza” o “Grande Paura” del domani? (seconda parte) di Cristiano Torricella (2/2)

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[Parte 1/2)]

Infatti, se veramente la vita di Roma “caput mundi” dipendesse da ciò che fanno oggi gli “ominidi” a Roma, si sarebbe già estinta da tempo immemorabile (spaccio di droga, “mafia capitale”, usura, racket, prostituzione, rumorosa movida alcoolica coatta e gratuito lancio di bottiglie di vetro contro ignari passanti incolpevoli, con corruzione dei costumi e “babele delle genti” e notturni incendi dolosi di impianti di trattamento dei rifiuti, di automobili e di motorini parcheggiati in strada, solo per citare qualche attività illecita che pare “andare alla grande” ultimamente anche da noi a Roma (e chi ne ha, più ne metta… ma Io mi fermo qui, per non infierire troppo sulla mia ex città natale…).

Così, per nostra fortuna, la fine del mondo odierno e delle nostre itale città – così come le vediamo e conosciamo oggi – è rimandata ad oltre il 2050, ad opera dell’imbecillità, della mancanza di senso civico e dell’avidità del fesso superuomo moderno – di fatto – “poco sapiens” ed, invece, “molto “avidus” (di questo statene certi…).

Ma fortunatamente – “Grande Speranza a Noi ed a Voi ” i boschi, le pinete, i monti, i fiumi, i laghi, le colline, i mari e le marmotte sopravviveranno lo stesso, visto anche che oggi le nuove centrali nucleari italiane, che volevano posizionare tra luoghi soggetti a segnalato dissesto idrogeologico, criminalità organizzata, vulcani e zone sismiche soggette a terremoti (che “noantri noi dell’italo popolino memore di Chernobyl” non facemmo loro costruire, votando compatti contro il nucleare al referendum popolare, in tempi non sospetti) di fatto e di grazia, non esistono.
La pioggia e la neve continuano – e continueranno – a cadere sull’Italia, anche se l’umanità futura si dimostrasse, spesso o a volte… – più imbecille, presuntuosa, arrogante ed avida di quella attuale (e ce ne vuole!)

E sulle note degli Edenbridge e del loro brano “Far Out Of Reach” scrivo di getto quanto segue: Roma “caput mundi” resterà per sempre – tra l’altro – fregandosene ampiamente di tutti noi!

Perché Roma è Roma ed i partiti politici no, solo banderuole temporanee mosse dal… Ponentino!

Resteranno sempre e comunque le Dolomiti, i quadri di Modigliani, i versi di De Scalzo, nonostante la diffusa ignoranza e la palese umana avidità e la grande presunzione – come genere umano – di essere, noi umani, assai superiori alle piante ed agli animali: e questa è proprio… la Grande Speranza, per il futuro prossimo venturo dell’uomo supertecnologico moderno che governerà il mondo, che sia proprio così (Amen!).

Il futuro farebbe invece certamente assai di più “Grande Paura”, se pensassimo – erroneamente, anche per un solo istante – che esso dipenda totalmente e soltanto dall’uomo supertecnologico moderno (fortunatamente per Voi e per Noi, non è affatto così, almeno fino ad oggi!)

La vita delle piante e di animali e batteri e virus continuerà – comunque – anche dopo di noi, anche se gli “imbecilli supertecnologici umani” fossero capaci di creare veramente, con la loro super-presuntuosa insipienza e follia, un reale disastro nucleare a Milano nel 2050 ed oltre (cerca su Google “2050 – disastro nucleare a Milano”, se vuoi tremare un poco e/o riderci su… ).

Il Mosè di Michelangelo – fortunatamente – non chiede mai il “permesso di esistere” (in doverosa carta bollata protocollata) – esiste di per sé e se qualche idiota tenta di distruggerlo, lo arrestano

Così, la mitica “Grande Paura degli U.F.O.” non impedirà che noi italiani si debba comunque andare a lavorare per vivere anche in futuro, né che la nostra vita quotidiana sia stravolta da strani “rapimenti alieni”, mentre viaggiamo in metropolitana, prendiamo l’autobus o l’automobile (a Roma, ultimamente, il problema vero è: quanti autobus s’incendiano da soli, mentre li… usiamo?).
Riusciranno a costruire, un domani, dei robot pensanti che sappiano governare decentemente la megalopoli di Roma del futuro, al posto degli inutili managers umani strapagati? (se non li vedo, questi robot intelligenti, Io, certamente, non ci credo…)

Il cervello umano si rivelerà, in futuro, troppo complesso per essere riprodotto in laboratorio dagli scienziati e la mappa genetica del cervello ricavata sarà ritenuta uno schema troppo elementare?

Potranno, gli imbecilli, imbelli, rozzi, beoti e decerebrati “Nani del Potere” rubare veramente i tuoi sogni più segreti, le tue più recondite fantasie, le tue radici storiche ed i tuoi migliori ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, come suggerito da certi film di fantascienza esterofili, che anticipano tremendi e bui tempi futuri da brivido, che, per ora, non sono realizzabili a breve termine, almeno qui da noi, cioè in Italia, visto che, a Roma, hanno difficoltà persino a “tappare le buche stradali” ed a liberare le strade dai puzzolenti rifiuti civici?

Di cosa avere “Grande Paura”, dunque, se non dell’egoismo e dell’immutabile egocentrismo umano, che tutto sa, tutto capisce solo lui, tutto vuole gestire ed insegnare agli altri, a lui inferiori e quasi succubi di grado?

In cosa cercare, dunque, “Grande Speranza”, se non in ciò che è naturale, non umano e cosmico?

Per fortuna, all’ ”homo-faber” sono state date le chiavi della conoscenza del Bene e del Male ma non – ancora per poco? – l’Onnipotenza Supertecnologica, con cui creare “macchine a sua immagine e somiglianza”, altrimenti Egli le avrebbe già create per… schiavizzarci tutti quanti!

Lungi da noi il crederci – come umani – degli Dei Onnipotenti, manipolando DNA ricombinato, atomi ed embrioni umani-giocattolo, visto che la razza umana, spesso, è come “insensata” e che, nel corso di millenni di storia, del tutto documentata e documentabile, ha, di fatto, scatenato guerre mondiali, “roghi di streghe”, Inquisizioni tardo-medioevali, guerre di religione e disastri chimici, sociali e nucleari come niente fosse, quasi che un demone interiore divorasse l’anima umana rosicchiandola… da dentro!

Seveso, Chernobyl e Fukushima avranno insegnato qualcosa a questo “decerebrato sottotipo di uomo supertecnico”, che si pone al di sopra del Creato e che incolpa gli altri dei propri fallimenti?
Ma se l’uomo è rimasto più o meno lo stesso, psichicamente ed interiormente, dall’uomo di Neandertal ad oggi, in fondo non è anche perché, geneticamente, sono presenti – anche in moltissimi di noi – ancora i geni del… Pitecantropo e/o del “Lupo Mannaro” o… dell’Antropofago?

E quest’uomo qui, proprio questo, che ruba, uccide e fa prepotenze al prossimo, mirando al massimo guadagno ed alla minima fatica e sforzo, sia mentale che fisico, ma non ancora adeguatamente evoluto mentalmente e spiritualmente, proprio lui vorrebbe dirigere il necessario cambiamento futuro e controllare – lui stesso, tale infame – in futuro l’atomo, la fisica quantistica, i robot, i droni, l’ I.A. (l’Intelligenza Artificiale) e lo spazio cosmico, nonché la vita umana stessa e/o persino quella extraterrestre?

Pazzi umani supertecnologici, che non sanno quello che fanno!

Pentitevi e cospargetevi il capo di – medioevale, quaresimale e romanaccia – cenere di pentimento e di umiliazione! – grida il mio Savonarola Nero, mio fantasioso personaggio musical-teatrale!
Mano al “gatto a nove code” ed ai flagelli! – dicono i frati della Confraternita della Bona Morte!

Battetevi il dorso presso “Ponte Mollo”, o sinistri penitenti incappucciati! – dice il Frate Nero

Il “Sommo Pentimento di Dio”, vostro ed altrui, solo lui è foriero (portatore) di Grande Speranza!

Ed il 666 è già lì, che bussa e viene a rubarVi l’anima, a causa dei Vostri Umani e Recidivi Peccati Mortali!

La nostra fortuna è, però, che, probabilmente, questo sottotipo d’uomo (assai diffuso sulla Terra, peraltro) per fortuna non avrà forse mai né le capacità né i mezzi né il consenso popolare generalizzato per creare i disastri culturali, sociali, ambientali, economico-politici che ha in mente (lo spero anche per il futuro di Voi lettori…)

La demoniaca tentazione dell’uomo supertecnologico moderno sarebbe probabilmente quella di tentare di sostituirsi a tutto ciò che esiste, cioè sia a Dio che alla Natura, nell’umanissimo tentativo di “migliorare” – tentativo probabilmente fallimentare, per fortuna – ciò che, in realtà a molti di noi, più sensati di lui, va già “benone” e di ricreare il già perduto Paradiso Terrestre, mentre ciò che probabilmente riuscirebbe invece a creare sarebbe solo una sorta di nuovo Inferno su questa Terra, ben peggiore di quello odierno? (evviva i Lacuna Coil, il cui bel brano rock-melodico “The Ghost Woman And The Hunter” sto ascoltando in cuffia, con somma gioia, in questo momento).

E, sulle meravigliose note musicali metal-rock-sinfoniche dei Nightqueen del brano “Power Infusion” mi sembra doveroso premettere, per chiarità d’esposizione e d’intenti e sobria onestà verso i miei 4 lettori online, che, al momento, le mie particolarissime previsioni d’autore sul futuro prossimo venturo sono necessariamente limitate al 2050 ed oltre ed all’Italia in particolare, ma che, per ovvi motivi che immaginerete facilmente, dal 2100 in poi, Io stesso, scrivente autore, non posso prevedere nulla di preciso e perciò non saprei che dirVi in merito ad ulteriori sviluppi futuri, visto che, in quella lontanissima data (il 2100), probabilmente si saranno perdute anche le mie stesse tracce vitali ed anche questi stessi articoli pubblicati online su Internet, ai posteri ciò piacendo!

Premesso anche che, fino al 2050, il pianeta Terra esisterà ancora, anche se inquinato; che la fine del mondo – così come lo conosciuto oggi – sarà avvenuta silenziosamente, grazie ad epocali cambiamenti di stile di vita ed alle novelle scoperte scientifiche del futuro prossimo venturo; che gli extraterrestri alieni non saranno sbarcati alla conquista del pianeta Terra (magari, conoscendoci meglio, forse ci avrebbero caldamente… evitato) e che i robot e le macchine non ci avranno schiavizzato e resi mezzi umani e mezzi “macchine da soma”, (il termine “robot” deriva infatti, etimologicamente, dal cecoslovacco “robota”, che significa, per l’appunto, “lavoro forzato” e “lavoro di fatica”), che scrivere, allora ed ancora, del futuro 2050 ed oltre, in così poche righe?

Ma il tiranno spazio- tempo, anche questa volta, non mi è bastato per scrivere e narrare tutto ciò che avrei voluto dirVi, condividendolo con Voi sconosciuti online!
E, giacché, Io autore, scrivo perché ho cose importanti e distopiche da dire al mondo attuale,

(affinché poi non dica, in futuro, che Io non avevo avvertito chiaramente, ammonito, scritto e detto in tempo utile…) agli italiani intelligenti ed a tutti coloro che sono interessati a vivere nel futuro prossimo venturo su questo nostro così meraviglioso e così travagliato pianeta Terra, sulle note dell’ultima canzone power-metal, che sta passando in cuffia, adatta al commiato, “Immortal” degli Shadowlcon, Vi saluto con un latino “ad maiora” e Vi dò appuntamento al terzo seguito di questo mio insolito e distopico articolo sperimentale “sui generis” (che, invero, sarebbero dovuto finire qui ma che, invece, per mancanza di spazio-tempo e conseguenti ragioni contingenti, proseguirà online nuovamente su queste pagine appena sarà possibile.

“Non abbiate… Paura!” – non diceva così un “Grande Papa di Roma”, oggi ormai scomparso?

(continua nella terza parte dell’articolo, a Dio piacendo…)

Marino Laziale (RM) – Anno Domini 16/08/2019
“Qui l’ho immaginato e qui… l’ho scritto!”
Cristiano Torricella, futurologo del 2050 ed oltre

 

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2050 – I-taglia del futuro: “Grande Speranza” o “Grande Paura” del domani? (seconda parte) di Cristiano Torricella (1/2)

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Come promesso all’autore Andrea Z Mac, rieccomi qui, da un lontano paese collinare dei Castelli Romani, in quel di Marino, a qualche decina di chilometri da Roma “caput mundi”, a scrivere il seguito del mio precedente articolo neofuturista, intitolato “2050 – I-taglia del futuro: “Grande Speranza” o “Grande Paura” del domani?”, questa volta incentrando l’attenzione proprio sulla “Grande Speranza dell’Imminente Futuro Prossimo Venturo del 2050 ed oltre”!

Da tempo immemorabile ho deciso di scrivere questi articoli divulgativi neofuturisti esclusivamente per la distopica, interessante e lungimirante rubrica neofuturista “2050” del blog www.libera-mente.net, che (tutto merito di Andrea!) ospita i miei distopici, dissidenti e divulgativi articoli, tutti scritti in Italia, ai bellissimi e decentrati Castelli Romani, cioè a Marino centro storico.

Scritti libera-mente (mi si perdoni il – per me inevitabile ed irresistibile – letterario gioco di parole…) senza alcuna promessa di guadagno o pretese di avere qualsivoglia altro in cambio, se non la personale e libera “soddisfazione intellettuale” di potermi esprimere attraverso la difficile arte della scrittura, al meglio che posso, narrando ciò che gli altri non Vi dicono e probabilmente non Vi diranno mai, per ovvi (loro) interessi di parte, per “quieto vivere” ma anche a causa di conflitti e condizionamenti politico-economico-istituzionali-commerciali interni (essendo Io, invece, differentemente da loro, un italo autore indipendente, della cui scelta vado ovviamente fiero…).

Articoli neofuturisti, questi miei, che, altrimenti, non avrebbero avuto mai voce in capitolo, rifiutati dai giornali con una scusa o con l’altra, risultando dissonanti e disallineati (politicamente ed economicamente) rispetto alla “costante mistificazione e distorsione mediatica” che molti mass-media, politicamente legati al “Bieco Potere di Roma e di Milano” (e non solo…) tentano di propinare all’opinione pubblica, assecondando servilmente ogni bieca richiesta del Potere (perciò, per me, libero autore dissidente, anche solo il fatto di poterli pubblicare qui, senza censure di sorta, è, per me, fonte di Grande Soddisfazione Personale e, da qui, perciò, anche di “Grande Speranza” per il futuro prossimo venturo, in rapido arrivo… (attenti, si è nascosto dietro l’angolo, lì dietro)

Mentre ascolto online in cuffia, tramite Shoutcast, scrivendo queste mie, un gruppo metal, i “Divine Ascension”, di cui segnalo il brano “The final stand” a chi ama questo particolare genere musicale (ma anche gli Skiltron di “Through The Longest Way”, in stile metal-folk-musica irlandese ed altri brani e gruppi musicali appartenenti al “metal”, che citerò ogni tanto qui di seguito…).

Iniziamo subito con qualche buona notizia per l’ignaro, sudato ed accaldato lettore d’agosto!

Innanzitutto – a contrastare ed a smentire certe ipotesi futuristiche-pessimistico-messianico-fantascientifiche, del tutto sballate, sul mondo in cui viviamo ed in cui vivremo in futuro, se il nostro comune pianeta Terra non finirà né ora, né mai, non è certo grazie alla bravura di noi bipedi terrestri, che inquiniamo, sprechiamo e litighiamo spesso ed ovunque si volga lo sguardo, per cose futili e spesso dannose (non ci limitiamo a questo – è vero? . ma facciamo anche di peggio, sia alla Natura che a piante ed animali, nevvero, o signori? Chi ha mangiato spazzatura, ultimamente? )

E, così, mentre ascolto il brano “Cry Just A Little” degli Avantasia – altro che Pu-po nostrano – penso che, purtroppo, noi italiani siamo ancora oggi capaci di “morire di fame e di piangerci addosso, inconsapevolmente seduti su un forziere pieno d’oro, che potrebbe sfamarci fino alla fine dei tempi e dei nostri giorni, perché fondamentalmente non lungimiranti, ignoranti, avidi, egoisti e non pianificatori, ognuno preso per conto suo a coltivare il proprio melenso e ristretto orticello privato e, perché no… anche stupidamente competitivi, inutilmente combattivi ma mai abbastanza collaborativi tra di noi del popolino!

Perché scrivo metaforicamente tutto questo, metafora che produce, insieme, “Grande Speranza” e “Grande Paura”, lo spiegherò “nero su bianco” ed a chiare lettere, tra poco qui di seguito.

I retaggi, i fasti, le vestigia ed i monumenti del millenario rigoglioso passato dell’Italia e dell’Europa intera sono una “Grandissima Speranza e Fortuna”, che bisognerebbe “meritarsi agendo rettamente ed eticamente”, oggi ed in special modo un domani, visto i problemi immensi che ci stanno per arrivare addosso, che richiedono statisti, “menti illuminate” e “progettisti di futuro”…
Ma l’uomo supertecnologico moderno è, spesso e purtroppo, un “Uomo-Lupo-Avido-Predatore” che, pertanto, si fa beffa di Dio, della Natura e degli stessi uomini: perciò mi chiedo quali incredibili benefici dovrebbero nascere da questo suo stupido orgoglio e “scelta suicida”, che non vuole cambiare i privilegi e l’esistente sociale, che si basano sulla disuguaglianza economica di massa.
L’uomo supertecnologico moderno sarà capace di cambiare la propria anima interiore così come cambierà tuta da lavoro, abiti anti-infortunistici e la “maschera di scena”, in ufficio o al lavoro?
Questa è la vera scommessa da vincere, il dubbio da abbattere, l’incubo da sconfiggere e l’insonne ed atroce dilemma, senza i quali tutta la nostra tecnica e le competenze scientifiche che possediamo potrebbero generare mostri, fantasmi ed O.G.M. (Organismi Genericamente Modificati per errore).

Grandissima Speranza Fortunata è, invece, quella di vivere e di nascere in Italia, folkloristica terra di musica, gastronomia, pittura, scultura, arte e cultura, che ci è stata “regalata dalla nascita”, visto che non abbiamo mai fatto nulla per meritarci tale eredità fortunata, se non il fatto di nascere e di vivere “nel posto giusto al momento giusto”, liberi da guerre tribali, epidemie, fame, sete, desertificazione e napalm, zanzare malariche, serpenti a sonagli, coccodrilli e/o scorpioni velenosi.

Noi italiani, in particolare, “giochiamo in casa” e “vinciamo a tavolino”, visto che abbiamo la straordinaria fortuna di vivere in un piccolo lembo di terra così straordinario, vario, straricco d’arte e di cultura, pieno di vestigia e di monumenti e di musei e di bellezze paesaggistico-naturali, che non ne esistono di posti uguali al mondo, vivendo, purtroppo, tutto questo “ben di Dio” spesso inconsapevolmente ed anche colpevolmente dimenticandosene (povertà culturale dell’itale genti).

Se poi (loro) cementificano, delinquono, bruciano rifiuti ed inquinano, di chi sarà la colpa, sempre la mia?

Oppure la colpa sarà del “padre della lingua italica”, cioè di…. Dante Alighieri?

O della celebre Infiorata di Genzano di Roma, che si ripete, ai Castelli, da circa 250 anni, con circa 350.000 fiori che vengono stesi nella centralissima via Belardi, nella giornata del Corpus Domini?

La fortuna e la Grande Speranza che abbiamo (in particolare noi italiani d’oggi e di domani) è che, per fortuna, il futuro prossimo venturo non dipende – del tutto – totalmente da noi (meno male, eh?)

Ci siamo un bel “peso”, vero?

Dopodomani noi stessi “passeremo la mano” ma il Colosseo ed il “Cupolone” di San Pietro non “passeranno” mai di moda ed esisteranno eterna-mente sempre, anche quando i robot cammineranno tenendosi per mano in un futuro non certo poi così remoto, anche a Roma centro!

Mentre i droni agricoli, volando sopra i campi coltivati dell’Agro Romano, dirigeranno i… trattori!

Potremmo proseguire nell’errore, noi uomini imperfetti e fallaci, ed, a torto, sprecare e corrompere il mondo intero, sprecando il nostro prezioso tempo di vita ad inseguire potere e denaro, presi da “volontà di potere”, “inciuciando” e creando altre e peggiori ingiustizie di quelle attuali, ma Roma ed I Castelli Romani (loro) non “passeranno” mai, così come Milano, Verona, Vieste, Genova, Torino, Venezia, che – nonostante noi – ci sopravviveranno e cresceranno ancora ed a dismisura!

Impedire di valorizzare i grandissimi tesori che abbiamo sparsi ovunque, nella bellissima penisola italiana, fuori-terra e sottoterra, è miope, criminale e sbagliato; e quando, prima o poi, come tutti, anche noi futuri vegliardi di fine ‘900 “usciremo finalmente di scena”…largo ai futuri giovani e donne del giovanile pianeta Terra del futuro, sperando che Essi – almeno loro – amino (più di quanto abbiamo fatto noi, ominidi degeneri, storicamente da dimenticare… ) l’arte e la cultura!.

Ciò nonostante, la nostra penisola è così ricca d’arte, di storia e di cultura, che i “Barbari Imbecilli Politicanti del Potere di fine ‘900 ed oltre” non riusciranno mai a distruggere completamente e totalmente il nostro immenso patrimonio artistico e culturale ultra-millenario, che “giace” in Italia, nonostante alcuni lo svendano, distruggano, esportino illegalmente o imbrattino con scritte oscene.

E se la beffa (oltre al danno) e la mistificazione culturale sembrano imperare, nel presente 2019, quasi ovunque, insultando, di fatto, l’ “intellighentia culturale” del nostro italo popolo – ormai ex sovrano a casa propria – il crudo futuro in arrivo non perdona la folle presunzione di chi si crede veramente, a torto, “super-uomo e super-genio”, volendo pertanto normare e “blindare” ogni cosa che abbia un nome (Internet compreso), ogni insetto che respiri ed ogni foglia che cada dal platano che si affaccia con i suoi rami sul romano Lungotevere dei Sassoni, nei pressi degli storici Castel Sant’Angelo e Ponte Sant’Angelo (viva gli Equilibrium del brano “Aus ferner Zeit!” e la loro musica metal-rock-folk-progressive, che ci “liberano la mente” dalla futura scadente burocrazia romana, dai futuri favoritismi politici e dalle future raccomandazioni lavorative nella P.A…. )

Sarebbe, infatti, veramente preoccupante e riduttivo, se il destino di Roma e dell’Italia intera dipendesse, oggi ed in futuro, dalle imperfette ed avide menti umane di questi biechi nanerottoli malvagi, che sempre più spesso litigano su tutto e bisticciano per soldi, potere, poltrone politiche, gloria e “successo mortale”, dimenticandosi che… “la loro e la nostra vita è così breve che, tra poco più di cinquant’anni, saranno e saremo già tutti morti” mentre, invece, al contrario di noi comuni mortali di fine ‘900 ed oltre, i sommi imperatori romani Traiano, Tiberio, Costantino, Tito, Massenzio, Vespasiano e Nerone imperatore vivranno per sempre, nei libri di storia romana e sulle spalancate bocche, piene di meraviglia, dei futuri turisti stranieri in rapida visita a Roma!

“Salvate Roma!” – leggo drammaticamente sui giornali allarmistici odierni – ma Roma “caput mundi” non ha certo bisogno di essere salvata dagli stessi uomini che la inquinano, la sporcano e “la offendono” con la loro bassetta ed inettitudine, pensando solo a fare soldi ed ai “fatti loro”, lasciando marcire nel degrado e nell’incuria mille opere d’arte, parchi, pubbliche piazze e strade!
Ominidi che “vivono Roma” (ma anche tante altre bellissime città italiane) in spregio alla stessa città che li ospita, coprendola di cemento abusivo e riducendola a parcheggio, seppellendola di spazzatura, tra un rincorrersi di topi, cornacchie, gabbiani, scarafaggi e vermi immondi, tra la stupefatta ed attonita meraviglia dei turisti provenienti da tutto il mondo, attirati dalle meraviglie di Roma centro storico, che non capiscono perché ciò tutto sia consentito “da chi di dovere”!

[continua...]

Marino Laziale (RM) – Anno Domini 16/08/2019
“Qui l’ho immaginato e qui… l’ho scritto!”
Cristiano Torricella, futurologo del 2050 ed oltre

 

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