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	<description>...le rotelle girano...</description>
	<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 00:52:50 +0000</pubDate>
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		<title>Libri - Lenin. Dalla Pravda a Prada: storie da una rivoluzione - di Anna Jampol&#8217;skaja e Marco Dinelli</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 00:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mac la mente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In Libreria]]></category>

		<category><![CDATA[Anna Jampol'skaja]]></category>

		<category><![CDATA[Guerra fredda 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[La Russia ai tempi di Celentano (URSS)]]></category>

		<category><![CDATA[Lenin. Dalla Pravda a Prada: storie da una rivoluzione]]></category>

		<category><![CDATA[Marco Dinelli]]></category>

		<category><![CDATA[Russia]]></category>

		<category><![CDATA[Unione Sovietica]]></category>

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		<description><![CDATA[A 17 anni dall&#8217;implosione dell&#8217;Unione Sovietica e nonostante la miriade di saggi, libri e articoli di storici e giornalisti che ce ne hanno raccontato la storia, la vita politica, lo spaventoso sistema autoritario e repressivo, poco o nulla sappiamo della vita quotidiana dei suoi abitanti. Come si vestivano, cosa mangiavano, cosa studiavano a scuola, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A 17 anni dall&#8217;implosione dell&#8217;Unione Sovietica e nonostante la miriade di saggi, libri e articoli di storici e giornalisti che ce ne hanno raccontato la storia, la vita politica, lo spaventoso sistema autoritario e repressivo, poco o nulla sappiamo della vita quotidiana dei suoi abitanti. Come si vestivano, cosa mangiavano, cosa studiavano a scuola, che musica ascoltavano, quali erano i loro miti? Insomma, come vivevano i russi in Unione Sovietica?<br />
Allo stesso modo poco sappiamo - anzi, fatte le debite proporzioni e considerando l&#8217;esistenza delle tv satellitari e di internet, forse ancora meno - della vita quotidiana in Russia negli anni Novanta e nei primi anni Duemila.</p>
<p><a href="http://i36.tinypic.com/atqi9t.jpg"><img alt="" src="http://i36.tinypic.com/atqi9t.jpg" class="alignright" width="160" height="253" /></a><strong>Il volume Lenin. Dalla Pravda a Prada: storie da una rivoluzione</strong>, scritto a quattro mani dalla studiosa russa di cultura italiana <strong>Anna Jampol&#8217;skaja</strong> e dallo studioso italiano di cultura russa <strong>Marco Dinelli</strong>, è un volume utile e prezioso, oltre che di gradevolissima lettura, perché ci aiuta a conoscere proprio questi aspetti trascurati, o poco conosciuti al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori, del complesso pianeta Russia.</p>
<p>Si tratta infatti di un saggio divulgativo articolato in brevi articoli a sfondo autobiografico tesi ad accompagnarci in un viaggio nel tempo per mostrarci le varie sfaccettature della vita di tutti i giorni nella Mosca degli ultimi tre decenni.</p>
<p>I due autori ci portano in mondi che conoscono bene non solo per esperienza diretta – parlano di realtà in cui sono vissuti e che hanno vissute – ma che per ognuno di loro hanno anche significati particolari.<br />
Infatti Anna Jampol&#8217;skaja nella prima parte, “<strong>La Russia ai tempi di Celentano (URSS)</strong>”, parla dell&#8217;Unione Sovietica della sua infanzia e della sua adolescenza negli anni &#8216;70 e &#8216;80.<br />
E Marco Dinelli nella seconda parte, “<strong>Guerra fredda 2.0</strong>”, racconta la Russia post sovietica dove, per studio prima e per lavoro poi ha scelto di trasferirsi a vivere.</p>
<p>Questa peculiarità, insieme al fatto che gli autori non siano degli storici ma dei docenti di letteratura e traduttori, fa sì che il libro non sia solo un saggio ma anche una bella raccolta di racconti.<br />
Tutti gli articoli sono costruiti e scritti come piccole cronache di vita vissuta, ora buffe, ora ironiche, ora stralunate, ora più amare e ciniche. Leggendole si ride, si riflette, si sorride, si scuote la testa, proprio come si farebbe sentendo raccontare da un bravo e vivace narratore le sue esperienze di vita quotidiana in un luogo dove non siamo mai stati.</p>
<p>Così, davanti ai nostri occhi vediamo scorrere, tracciate con tocco leggero e con quell&#8217;understatement che caratterizza tanta tradizione del racconto russo soprattutto del Novecento, le immagini di due mondi tra loro, allo stesso tempo, vicinissimi e distanti anni luce.</p>
<p><strong>Il primo mondo</strong>, quello raccontato da Anna Jampol&#8217;skaja, è un mondo paradossale e contraddittorio dove l&#8217;ironia, l&#8217;umorismo e, soprattutto, una straordinaria arte di arrangiarsi e di fare di necessità virtù sono le uniche armi per sopravvivere.</p>
<p>Un mondo in cui, attraverso le sue parole, vediamo l&#8217;onnipresenza di statue, lapidi e immagini di Lenin; e quella delle lunghe file davanti ai negozi.<br />
In cui sentiamo risuonare le note del “<em>Lago dei cigni</em>” ogni volta che muore un “pezzo grosso”; e in cui, insieme a lei e a milioni di altri bambini russi, ci annoiamo mortalmente il giorno dei funerali di Brežnev, costretti a seguire a scuola per un&#8217;intera giornata Il lago dei cigni e le cerimonie trasmesse dalla tv.</p>
<p>Un mondo in cui la vediamo partecipare alle “lezioni di lavoro” obbligatorie a scuola: i corsi dedicati alla preparazione del minestrone o alla riparazione del ferro da stiro; la pulizia della scuola; il tirocinio nelle fabbriche e nelle fattorie.<br />
E se mentre la narratrice adolescente pulisce la scuola finiscono gli stracci, come lei non ci stupiamo se, per lavare la statua di Lenin dell&#8217;atrio, vediamo la bidella consegnarle come straccio un suo grosso, vecchio reggiseno.</p>
<p>Un mondo in cui, con l&#8217;autrice adolescente, siamo ossessionati dalla paura di una guerra e di un attacco nucleare e, a scuola, la vediamo seguire le lezioni di addestramento militare:<br />
“<em>La maschera antigas non la sopportava nessuno. A scuola la mettemmo solo una volta ma fu più che sufficiente.</em> [...]<br />
<em>Provate un po&#8217; a immaginare la scena. Un&#8217;aula di scuola con una ventina di banchi. Dietro ogni banco, due allievi. Con la maschera antigas. Piccoli elefanti con una corta proboscide alla quale era attaccato un grosso barattolo verde. Silenzio totale, visto che quell&#8217;aggeggio impediva qualsiasi comunicazione. Per quarantacinque minuti. Addestramento militare.</em>” (pp. 46 - 47) </p>
<p><strong>Il secondo mondo</strong>, quello raccontato da Marco Dinelli, è un mondo più sfuggente e difficile da descrivere, molto più ambiguo e contraddittorio perché è un mondo in transizione, dove accanto al nuovo coesistono tanti aspetti del vecchio, in una duplice trasformazione da mondo sovietico a mondo degli oligarchi degli anni &#8216;90; e da questo al mondo di Putin degli anni 2000.<br />
Un mondo dove la caduta delle vecchie regole, insieme al grande entusiasmo iniziale per la libertà, la gioia di vivere, la scoperta della sessualità libera, ha portato anche a un&#8217;assenza di regole dove tutto sembra lecito. E all&#8217;esasperazione del mito dei soldi facili, della dolce vita, del lusso sfrenato, della megalomania degli arricchiti “nuovi russi” degli anni &#8216;90.</p>
<p>E&#8217; un mondo che, per dirla con le parole usate da Dinelli stesso in un&#8217;<a href="http://www.infinitestorie.it/frames.speciali/speciali.asp?ID=674">autointervista</a>, ricorda molto il nostro visto in uno specchio deformante.<br />
Quando leggiamo le sue descrizioni di uomini che si sono immensamente arricchiti in poco tempo e che non pagano le tasse; di ragazzi che si fanno comprare la patente e l&#8217;esame d&#8217;ammissione all&#8217;università dai genitori; di docenti universitari che non si fanno scrupoli ad accettare regali dai genitori degli studenti, come non pensare a quello che si legge sulle cronache giudiziarie italiane quando scoppia uno dei nostri tanti scandali?</p>
<p>Negli ultimi 30 anni tutto è cambiato ad una velocità sorprendente ma quello che rimane uguale e che rende unica la Russia in Europa, ci dice Dinelli, è la sua energia, la sua capacità di sognare e di avere il mito di se stessa:<br />
“<em>Prima c&#8217;era stato il sogno del comunismo, poi, finito quel sogno, ne era cominciato un altro, quello dei soldi e della dolce vita. Poi si aggiungerà, più tardi, durante il primo decennio del nuovo secolo, quello della stabilità. E non ci si riesce a svegliare.<br />
Però questa pulsione, quest&#8217;energia che si libera negli spazi sconfinati della Russia, terra, come l&#8217;America, di mitologie e megalomanie, questa capacità di sognare e di osare, dicevo, è una cosa che noi europei non abbiamo più</em>” (p. 170).</p>
<p>E cosa può illustrare meglio il sogno russo, il percorso della Russia da se stessa a se stessa, del mito dei propri uomini politici?<br />
30 anni fa l&#8217;URSS viveva nel mito, più o meno imposto, di Lenin. Oggi in quello, orgogliosamente rivendicato, di Putin, il potente politico divenuto anche sex symbol per le donne russe..<br />
In URSS le ragazze sognavano Adriano Celentano e ne cantavano le canzoni.<br />
In Russia oggi le ragazze cantano una canzone che dice che vogliono un uomo come Putin.</p>
<p><strong>Autori:</strong> Anna Jampol&#8217;skaja – Marco Dinelli<br />
<strong>Titolo:</strong> Lenin. Dalla Pravda a Prada: storie da una rivoluzione<br />
<strong>Editore:</strong> TEA 2008, Collana Neon!, pp. 186</p>
<p><em>Scritto da Vianne</em></p>
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		<title>Ambiente - Nucleare sì o no?</title>
		<link>http://www.libera-mente.net/blog/2008/11/18/ambiente-nucleare-si-o-no/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 01:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mac la mente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dalla terra alla luna]]></category>

		<category><![CDATA[centrali nucleari in Italia]]></category>

		<category><![CDATA[energia rinnovabile in Francia]]></category>

		<category><![CDATA[Nucleare sì o no?]]></category>

		<category><![CDATA[sondaggio Demos]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; trascorsa una settimana dall&#8217;anniversario del referendum che ventun&#8217;anni fa – l&#8217;8 e il 9 novembre 1987 – interessò e mise gli italiani davanti alla scelta se continuare o meno sulla strada del nucleare e se far parte di quella cerchia di paesi (come la Francia) che ancora oggi producono, sviluppano e sfruttano questa fonte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://i36.tinypic.com/2di4jn4.gif"><img alt="" src="http://i36.tinypic.com/2di4jn4.gif" class="alignleft" width="213" height="201" /></a>E&#8217; trascorsa una settimana dall&#8217;anniversario del referendum che ventun&#8217;anni fa – l&#8217;8 e il 9 novembre 1987 – interessò e mise gli italiani davanti alla scelta se continuare o meno sulla strada del nucleare e se far parte di quella cerchia di paesi (come la Francia) che ancora oggi producono, sviluppano e sfruttano questa fonte di energia.</p>
<p>L&#8217;argomento da allora non ha cessato di far discutere, tante e diverse sono le opinioni di fronte alla domanda “<em>Nucleare sì o nucleare no?</em>” e oggi, a distanza di tempo, è tornato di grande attualità. La posizione del nostro paese è divisa, c&#8217;è chi ha sempre sostenuto il nucleare ritenendolo in grado di produrre grandi quantità di energia e di soddisfare il fabbisogno e chi, invece, si è sempre opposto.<br />
L&#8217;attuale governo e alcuni membri dell&#8217;opposizione, in particolare Pierferdinando Casini dell&#8217;UDC, si sono espressi a favore di un eventuale reinvestimento in questo tipo di energia.<br />
E gli italiani cosa ne pensano? Dai risultati dei diversi sondaggi emerge che i cittadini sono divisi in due.</p>
<p>Secondo un sondaggio della <a href="http://www.demos.it/a00231.php">Demos</a> risulta che:</p>
<p><strong>-</strong> 47% favorevole al ritorno del nucleare in Italia;<br />
<strong>-</strong> 44% contrario al ritorno del nucleare;<br />
<strong>-</strong> 9% non ha espresso opinioni.</p>
<p>Questi dati rappresentano l&#8217;esito a livello nazionale davanti alla prospettiva di centrali nucleari in Italia. Le percentuali cambiano – e di molto – davanti alla prospettiva di avere una centrale nucleare nella propria provincia: in questo caso diminuisce il numero dei favorevoli. L&#8217;opinione cambia anche in base alla fascia d&#8217;età. I giovani, in particolare tra i 25 e i 44 anni, sono i più sfavorevoli al ritorno del nucleare.</p>
<p>Ma il nucleare è davvero quella fonte di energia in grado di soddisfare il nostro fabbisogno? Una centrale nucleare è davvero così sicura? Le risposte a queste domande sono puramente personali ed in entrambi i casi mi permetto di dire no, spiegando naturalmente i motivi della mia posizione.</p>
<p>Innanzitutto, parlando di nucleare ripenso immediatamente al disastro di Černobyl&#8217; e alle conseguenze che ancora oggi subiamo, perché le radiazioni nucleari non sono ancora esaurite, le polveri generate, pur essendo state assimilate dall&#8217;atmosfera ed essendo meno dannose di vent&#8217;anni fa, sono tuttavia presenti. Non solo, il nucleare comporta un impatto ambientale notevole, sia per le dimensioni delle centrali, mastodontiche, vere e proprie cattedrali nel deserto che rovinerebbero il già poco verde che abbiamo; sia per l&#8217;inquinamento generato dai materiali utilizzati per la loro realizzazione. Questa è la ragione del mio primo <strong>no</strong>.</p>
<p>Motivo più tecnico invece è la caratteristica principale del nucleare: non è una fonte energetica rinnovabile, non si trova in natura, va prodotta. I materiali che permettono di svilupparla sono altamente tossici – uranio, plutonio, torio – e immessi in determinate strutture vengono alterati nella loro forma atomica. Per produrre energia nucleare si “spezzano” gli atomi, e dalla loro successiva collisione nasce questa energia, in seguito immagazzinata in apposite strutture. L&#8217;alterazione molecolare, la fusione o fissione - come le chiamano gli scienziati - a seconda che si operi uno scontro o una unione, non è sempre un procedimento controllabile, la quantità di energia potrebbe non essere catturata a dovere e metterebbe a rischio l&#8217;incolumità dell&#8217;impianto e delle persone. Questa è la ragione del mio secondo <strong>no</strong>.</p>
<p>Un ulteriore e non meno importante aspetto da prendere in considerazione è che l&#8217;energia prodotta non soddisferebbe il nostro attuale fabbisogno, sarebbe troppo bassa. </p>
<p>Alla luce di tutte queste considerazioni sono contrario al nucleare in Italia e se avessi potuto votare quel famoso referendum, avrei votato no.</p>
<p>Riflessione conclusiva: mentre noi ci chiediamo se costruire o meno costose centrali nucleari, è di poche ore fa la notizia che la Francia progetta di realizzare entro il 2011 una centrale solare in ognuna delle sue regioni e di realizzare entro il 2020 oltre 6.000 centrali eoliche che andrebbero ad aggiungersi alle 2.000 già esistenti.<br />
Fonte: <a href="http://www.lemonde.fr/planete/article/2008/11/17/borloo-presente-son-plan-pour-les-energies-renouvelables_1119741_3244.html">Le Monde</a></p>
<p>Di nucleare parliamo anche sul forum nel topic <a href="http://www.libera-mente.net/forum/nucleare-si-o-no-t1017.html">Nucleare sì o no?</a></p>
<p><em>Scritto da Mac La Mente</em></p>
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		<item>
		<title>Informatica – Rimuovere virus Win32.Invalid.A@mm</title>
		<link>http://www.libera-mente.net/blog/2008/11/15/informatica-%e2%80%93-rimuovere-virus-win32invalidamm/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 20:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mac la mente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Informatica e Web]]></category>

		<category><![CDATA[falsa mail Microsoft]]></category>

		<category><![CDATA[rimuovere Win32.Invalid.A@mm]]></category>

		<category><![CDATA[Win32.Invalid.A@mm]]></category>

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		<description><![CDATA[Come sappiamo ci sono sempre nuovi virus, ogni giorno le minacce informatiche crescono sempre di più ed è necessario essere continuamente aggiornati.
Tempo fa ho parlato del virus Pacex.gen e dei procedimenti necessari alla sua rimozione nell’articolo Rimuovere il virus Pacex.gen, questa volta voglio segnalare il virus Win32.Invalid.A@mm che si sta diffondendo in questo ultimo periodo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sappiamo ci sono sempre nuovi virus, ogni giorno le minacce informatiche crescono sempre di più ed è necessario essere continuamente aggiornati.<br />
Tempo fa ho parlato del virus <em>Pacex.gen</em> e dei procedimenti necessari alla sua rimozione nell’articolo <a href="http://www.libera-mente.net/blog/2008/10/17/informatica-%e2%80%93-rimuovere-il-virus-pacexgen/">Rimuovere il virus Pacex.gen</a>, questa volta voglio segnalare il virus <strong><strong>Win32.Invalid.A@mm</strong></strong> che si sta diffondendo in questo ultimo periodo attraverso delle mail fasulle. Queste mail sono inviate da un fantomatico amministratore di Microsoft, il quale invita gli utenti ad accedere al sito per poter scaricare l&#8217;ultimo aggiornamento di sicurezza – una patch – per Internet Explorer 7.</p>
<p>Naturalmente il sito non è quello di Microsoft e chiunque clicchi sul link indicato dalla mail non solo non scarica questo aggiornamento, ma viene reindirizzato su siti dai contenuti dubbi dove, man mano che prosegue la navigazione, viene infettato.<br />
All&#8217;interno di questi siti infatti partono in automatico dei file che si installano in determinate cartelle del nostro pc e aprono porte di comunicazione che consentono al creatore del virus di infettare e controllare i nostri spostamenti durante la navigazione.</p>
<p><a href="http://i35.tinypic.com/2laehyw.jpg"><img class="alignleft" src="http://i35.tinypic.com/2laehyw.jpg" alt="" width="211" height="185" /></a>La mail inviata si presenta come nell’immagine in figura, è probabile che aprirla non comporti alcuna infezione ma in ogni caso, poiché è meglio prevenire che curare, se ne sconsiglia la lettura.</p>
<p>Ma vediamo in dettaglio quali effetti sarebbero generati se il malcapitato destinatario seguisse tutte le istruzioni contenute nella mail.</p>
<p>La prima azione che svolge il virus <em>Win32.Invalid.A@mm</em> è quella di scaricare nella cartella Windows del pc un file chiamato <strong>services.exe</strong>, seguito da un altro file con estensione <strong>.bat</strong>. L&#8217;azione combinata dei due file disattiva come prima cosa il firewall interno di Windows, lasciando in questo modo all’autore del virus via libera alla lettura delle nostre informazioni personali. Ma non è tutto. Dopo aver inserito questi file, vengono create delle chiavi maligne all&#8217;interno del registro di sistema. Le chiavi create sono quattro:</p>
<p>[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOTFWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersione\<br />
services]del=””</p>
<p>[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Policies\Microsoft\WindowsFirewall\<br />
StandardProfile]EnableFirewall=0&#215;00000000</p>
<p>[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Policies\Microsoft\WindowsFirewall\<br />
DomainProfile]EnableFirewall=0&#215;00000000</p>
<p>[HKEY_CORRENT_USER\Software\Microsoft\InternetExplorer\Desktop]id=&#8221;431010237682&#8243; host=&#8221;127.0.01&#8243;</p>
<p>Win32.Invalid.A@mm può essere rimosso con una scansione del proprio antivirus aggiornato con le ultime definizioni di virus disponibili. Attualmente però non tutti gli antivirus hanno i file necessari alla sua rimozione nelle librerie degli aggiornamenti automatici. In questo caso, per essere sicuri di non averlo o di averlo rimosso dopo la scansione, è sufficiente verificare che nella directory principale di Windows (<strong>Risorse del computer – Disco locale – Windows</strong>) non sia presente il file services.exe. Nel caso ci fosse, bisognerà cancellarlo. Fatto questo, bisognerà accedere al registro di sistema e cancellare le chiavi.</p>
<p>Per accedere al registro, andare su <strong>Start -&gt; Esegui</strong>, digitare <strong>regedit</strong> e premere OK. Navigando tra le varie chiavi, cancellare quelle dannose citate in precedenza e ripetere una scansione per controllare che tutto sia tornato alla normalità.</p>
<p><strong>Attenzione</strong>: operare direttamente sulle chiavi di registro è un&#8217;azione delicata, il minimo errore porterebbe all&#8217;instabilità del sistema e nel caso peggiore al non funzionamento della macchina.</p>
<p>Ed ecco qui una scheda riassuntiva del virus:</p>
<p><strong>Pericolosità</strong>: Media<br />
<strong>Danni causati</strong>: Medi<br />
<strong>Diffusione</strong>: Media<br />
<strong>Segni particolari</strong>: Il trojan attacca il sistema spacciandosi per una patch di Internet Explorer 7.</p>
<p>Ha parlato di questo virus anche la rivista Win Magazine nel suo ultimo numero di Dicembre 2008, in un articolo intitolato “<em>La trappola nel browser</em>”.</p>
<p>Di Win32.Invalid.A@mm e altri virus parliamo sul forum nel topic <a href="http://www.libera-mente.net/forum/virus-la-piaga-di-internet-t492.html">Virus, la piaga di internet</a>.</p>
<p><em>Scritto da Mac La Mente</em></p>
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		<item>
		<title>Cinema - Il seme della discordia di Pappi Corsicato</title>
		<link>http://www.libera-mente.net/blog/2008/11/13/cinema-il-seme-della-discordia-di-pappi-corsicato/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 00:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mac la mente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

		<category><![CDATA[Alessandro Gassman]]></category>

		<category><![CDATA[Caterina Murino]]></category>

		<category><![CDATA[Heinrich von Kleist]]></category>

		<category><![CDATA[Il seme della discordia]]></category>

		<category><![CDATA[Isabella Ferrari]]></category>

		<category><![CDATA[La marchesa von O]]></category>

		<category><![CDATA[Michele Venitucci]]></category>

		<category><![CDATA[Pappi Corsicato]]></category>

		<category><![CDATA[recensione]]></category>

		<category><![CDATA[Valeria Fabrizi]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato all&#8217;ultimo Festival del cinema di Venezia e uscito nelle sale dal 5 settembre 2008, Il seme della discordia è l&#8217;ultimo lavoro del regista napoletanto Pappi Corsicato, conosciuto al pubblico per lavori come Chimera del 2001 e I buchi neri del 2007. Il cast è di tutto rispetto e tra gli attori protagonisti vediamo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://i35.tinypic.com/2e0k2fb.jpg"><img alt="" src="http://i35.tinypic.com/2e0k2fb.jpg" class="alignleft" width="186" height="264" /></a>Presentato all&#8217;ultimo Festival del cinema di Venezia e uscito nelle sale dal 5 settembre 2008, <strong>Il seme della discordia</strong> è l&#8217;ultimo lavoro del regista napoletanto <strong>Pappi Corsicato</strong>, conosciuto al pubblico per lavori come <em>Chimera</em> del 2001 e <em>I buchi neri</em> del 2007. Il cast è di tutto rispetto e tra gli attori protagonisti vediamo la presenza di Alessandro Gassman – figlio del grande Vittorio Gassman – di Caterina Murino, Isabella Ferrari, Valeria Fabrizi e Michele Venitucci.</p>
<p>Della durata di poco meno di un&#8217;ora e mezza, Il seme della discordia è ispirato alla novella di <strong>Heinrich von Kleist</strong>, &#8220;<em>La marchesa von O</em>&#8220;, e racconta la storia di una coppia, Veronica e Mario, alle prese con la vita di tutti i giorni e con avvenimenti che, in un modo e nell&#8217;altro, possono sconvolgere in negativo e in positivo lo scorrere del tempo.</p>
<p>Veronica (<strong>Caterina Murino</strong>) è proprietaria di un negozio di abbigliamento, è una bella donna, sempre alla moda e che non passa assolutamente inosservata quando cammina per strada, ha un fascino che cattura l&#8217;altro sesso, anche se a lei questo non interessa perchè innamorata del marito Mario (<strong>Alessandro Gassman</strong>). Mario è rappresentante di fertilizzanti e per lavoro è costretto a passare la maggior parte del tempo fuori casa, suscitando anche qualche sospetto – di presunte relazioni extra coniugali – nella suocera. Luciana (<strong>Valeria Fabrizi</strong>), la mamma della ragazza, dà una mano alla figlia nel negozio e insiste affinchè la coppia abbia un bambino perchè è forte in lei il desiderio di diventare nonna. Ripetutamente incita la figlia alla gravidanza, commuovendosi, e dicendo che in un certo senso, le deve un nipotino o una nipotina.<br />
Spinti dall&#8217;insistenza della donna a far aumentare il numero dei componenti della famiglia, Veronica e Mario, che già in passato avevano provato ad avere un figlio senza riuscirci, si sottopongono – a distanza di qualche giorno l&#8217;uno dall&#8217;altra – ad un test di fertilità. In attesa dei risultati, la vita va avanti, Mario si assenta nuovamente da casa e Veronica, una sera, viene aggredita e rapinata da due individui mascherati. Viene ritrovata e aiutata dall&#8217;agente in servizio nel quartiere e decide di non sporgere denuncia e di non raccontare a nessuno, né al marito, né a sua madre, né tantomeno all&#8217;amica fidata (<strong>Isabella Ferrari</strong>), l&#8217;accaduto.</p>
<p>Nei giorni successivi, arriva il risultato del test di Veronica che, con grandissima soddisfazione della madre, scopre che in lei tutto è normale e che può avere figli. Durante i lavori di allestimento del nuovo negozio di Veronica in vista della sua inaugurazione, quest&#8217;ultima sviene. Tornata a casa, fa un test di gravidanza e scopre di essere incinta; allo stesso tempo però arrivano i risultati di Mario e lui viene a sapere di essere sterile! Come è possibile? Questa notizia sconvolge la vita della coppia, lei non crede al risultato e lui l&#8217;accusa di aver avuto una relazione extra coniugale e se ne va da casa.</p>
<p>Giorni difficili attendono Veronica, lei non sa cosa fare, si confida con la mamma e con l&#8217;amica che cercano di rincuorarla e le dicono di non preoccuparsi, che tutto si sistemerà per il meglio e che Mario ritornerà&#8230; Nel frattempo Mario si consola tra le braccia delle sue amanti, lui sì che aveva delle relazioni extra coniugali con le mogli dei suoi clienti!<br />
Veronica continua a ripensare agli ultimi avvenimenti e vuole svelare il mistero della sua gravidanza. Pensa e ripensa, alla fine giunge alla conclusione che la risposta sia da cercare nel giorno dell&#8217;aggressione. Comincia a pensare di essere stata violentata dai suoi aggressori e si rivolge alla guardia giurata che l&#8217;ha ritrovata per saperne di più ma quest&#8217;ultima, Gabriele (<strong>Michele Venitucci</strong>), non riesce o non vuole ricordare i particolari, l&#8217;unica cosa che ricorda è un&#8217;ombra.<br />
Indagando per conto suo, Veronica riesce a ritrovare i due aggressori che confessano di averla derubata ma dichiarano di non avere abusato di lei. Per esclusione, Veronica comprende che l&#8217;unica persona che può averlo fatto è proprio la guardia giurata con cui intanto aveva fatto amicizia. E infatti lui che un giorno le confessa di aver abusato di lei perchè invaghito e innamorato. Lei rifiuta di credergli e lo caccia via minacciando di denunciarlo alla polizia.</p>
<p>Veronica e Mario si ritrovano davanti all&#8217;ospedale, lei ha abortito e lui ha un&#8217;occhio nero perchè picchiato dal marito di una sua amante. Si promettono, d&#8217;ora in avanti, di raccontarsi tutto e di dire sempre la verità.</p>
<p>Il film di Corsicato è una commedia che si tinge di giallo, con momenti in cui la risata nasce spontanea per alcuni atteggiamenti e di battute dei protagonisti. Grazie alla misteriosa gravidanza e ai risvolti della storia, c&#8217;è spazio per l&#8217;imprevisto e l&#8217;inaspettato, che accompagnano lo spettatore fino allo svelamento del mistero. Punto di forza del film è proprio la capacità di riuscire a catturare l&#8217;attenzione dello spettatore nel susseguirsi degli eventi.</p>
<p><strong>Dati del film:</strong></p>
<p><strong>Regia:</strong> Pappi Corsicato.<br />
<strong>Interpreti:</strong> Alessandro Gassman, Caterina Murino, Isabella Ferrari, Valeria Fabrizi, Michele Venitucci.<br />
<strong>Genere e durata:</strong> Commedia, 85 minuti.<br />
<strong>Nazionalità e anno:</strong> Italia, 2008</p>
<p><em>Scritto da Mac La Mente</em></p>
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		<title>Pentagramma - Light My Fire dei Doors (2/2)</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 00:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mac la mente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Artisti]]></category>

		<category><![CDATA[La musica del tempo]]></category>

		<category><![CDATA[Cover]]></category>

		<category><![CDATA[Ed Sullivan Show]]></category>

		<category><![CDATA[Light My Fire]]></category>

		<category><![CDATA[testo e traduzione di Light My Fire]]></category>

		<category><![CDATA[The Doors]]></category>

		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Pentagramma - Light My Fire dei Doors (1/2)
Light My Fire, com&#8217;è noto, è un inno alla passione sensuale.
Il testo, apparentemente semplice, è costituito da due strofe e un ritornello. Nella seconda parte del brano le due strofe vengono invertite – prima la seconda e poi la prima - a creare una struttura a specchio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.libera-mente.net/blog/2008/11/10/pentagramma-light-my-fire-dei-doors/">Pentagramma - Light My Fire dei Doors (1/2)</a></p>
<p><strong>Light My Fire</strong>, com&#8217;è noto, è un inno alla passione sensuale.<br />
Il testo, apparentemente semplice, è costituito da due strofe e un ritornello. Nella seconda parte del brano le due strofe vengono invertite – prima la seconda e poi la prima - a creare una struttura a specchio e circolare, ben fusa a quella della musica, che sottolinea a sua volta tale struttura con la ripetizione dell&#8217;intro di organo all&#8217;inizio del brano, all&#8217;inizio della seconda parte e alla fine, subito prima della chiusura.</p>
<p>A livello lessicale è basato sulla ripetizione del termine “<em>fire</em>”, fuoco, nel ritornello (non si dimentichi che la canzone nasce dedicata all&#8217;elemento naturale fuoco) e sulla rima del suono di “fire” nelle strofe: <em>liar</em>, <em>higher</em>, <em>mire</em>, <em>pyre</em>.</p>
<p>Un discorso a parte va fatto per la seconda strofa, non a caso scritta da Jim Morrison. Questa strofa si differenzia dal resto del testo per la presenza di immagini e termini più pregnanti e di ascendenza letteraria e religiosa: “<em>wallow in the mire</em>”, rotolarsi nel fango, è un&#8217;espressione proverbiale e biblica per indicare coloro che cadono nel peccato; e “<em>funeral pyre</em>”, pira funebre, rimanda alle tradizioni funebri indiane e di altre religioni.</p>
<p>Il testo è quindi molto meno semplice di quanto possa apparire ed è perfettamente funzionale all&#8217;alchimia del brano. I suoi trasparenti doppi sensi che rimandano in modo esplicito alla sessualità (con un possibile triplo senso implicito riferito alla droga), le ripetizioni di parole, le rime si fondono con la musica per creare insieme un vero e proprio incendio sonoro che esprime sinesteticamente l&#8217;inesprimibile, a parole, incendio dei sensi.<br />
Incendio dei sensi che peraltro rimanda, per i riferimenti della seconda strofa, a qualcosa di oscuro e primordiale, all&#8217;antico legame Amore e Morte, Eros e Thanatos.</p>
<p>Light My Fire è così una canzone incendiaria e spettrale, oscura e illuminata da vampe di fuoco, parla di sesso e di esperienze estreme, di amore e morte.<br />
E&#8217; un brano che con la sua alchemica fusione di elementi musicali provenienti da tradizioni e scuole diverse e con il suo iconoclastico accostamento di riferimenti religiosi e funebri alla più viscerale esaltazione della sessualità e dell&#8217;eccesso, si colloca in primissimo piano tra le canzoni che hanno rivoluzionato il mondo della musica e hanno cambiato il modo di fare rock.</p>
<p><a href="http://i34.tinypic.com/vr5a2u.jpg"><img class="alignright" src="http://i34.tinypic.com/vr5a2u.jpg" alt="" width="215" height="214" /></a>Di Light My Fure esistono 3 versioni ufficiali, diverse per la durata della sezione centrale strumentale: la <strong>versione album</strong>, così come creata dai Doors, lunga 7:06.<br />
La <strong>versione radio</strong>, lunga 4:40, priva di metà della parte strumentale.<br />
E la <strong>versione singolo</strong>, lunga solo 3:07 e priva di gran parte della sezione centrale, pubblicata dalla casa discografica qualche mese dopo l&#8217;uscita dell&#8217;album e mai amata dai Doors</p>
<p>La versione suonata nei concerti era invece molto più lunga, durava in media una decina di minuti e in alcuni live arrivò anche a 15 e 20 minuti. Quella del video che propongo dura 9:59</p>
<p>Prima di inserire il testo due parole sull&#8217;ultimo verso della prima strofa, quello che contiene l&#8217;esplicito doppio senso.<br />
In inglese “<em>get high</em>” significa “<em>diventare euforico</em>” e, nello slang, assume il senso di “<em>eccitarsi</em>” con palese riferimento alla sessualità, ma è anche usato in relazione all&#8217;uso di droga. “<em>Get much higher</em>” significa quindi “<em>eccitarsi (sessualmente) molto di più</em>”, ma può rimandare anche all&#8217;idea di sovreccitazione a seguito dell&#8217;assunzione di droga.<br />
Non stupisce quindi che per l&#8217;esecuzione del brano in uno spettacolo televisivo nel settembre 1967, l&#8217;Ed Sullivan Show, ai Doors sia stato chiesto di cambiare quel verso e di sostituirlo col più innocente “get much better”, “andare molto meglio”. Cosa che loro non fecero e Jim Morrison cantò in diretta live l&#8217;invito all&#8217;eccitazione dei sensi. Suscitando l&#8217;ira del conduttore Ed Sullivan che troncò gli accordi per ogni loro possibile futura apparizione nel suo show.</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><strong>Light My Fire</strong></p>
<p>You know that it would be untrue<br />
You know that I would be a liar<br />
If I was to say to you<br />
Girl, we couldn&#8217;t get much higher.<br />
&nbsp;</p>
<p>Come on baby, light my fire<br />
Come on baby, light my fire<br />
Try to set the night on fire.</p>
<p>The time to hesitate is through<br />
No time to wallow in the mire.<br />
Try now we can only lose<br />
And our love become a funeral pyre.<br />
 </p>
<p>Come on baby, light my fire<br />
Come on baby, light my fire<br />
Try to set the night on fire, yeah.</p>
<p>[solos]</p>
<p>The time to hesitate is through<br />
No time to wallow in the mire.<br />
Try now we can only lose<br />
And our love become a funeral pyre.<br />
 </p>
<p>Come on baby, light my fire<br />
Come on baby, light my fire<br />
Try to set the night on fire.</p>
<p>You know that it would be untrue<br />
You know that I would be a liar<br />
If I was to say to you<br />
Girl we couldn&#8217;t get much higher.<br />
 </p>
<p>Come on baby, light my fire<br />
Come on baby, light my fire<br />
Try to set the night on fire.</p>
<p>Try to set the night on fire.<br />
Try to set the night on fire<br />
Try to set the night on fire<br />
Try to set the night on fire.</td>
<td> </td>
<td> </td>
<td> </td>
<td><strong>Accendi il mio fuoco</strong></p>
<p>Sai che sarebbe falso<br />
Sai che sarei un bugiardo<br />
Se ti dicessi,<br />
Ragazza, che non possiamo eccitarci<br />
molto di più</p>
<p>Forza piccola, accendi il mio fuoco<br />
Forza piccola, accendi il mio fuoco<br />
Prova a dar fuoco alla notte</p>
<p>Il tempo dell&#8217;esitazione è finito<br />
Non è tempo di rotolarsi nel fango<br />
Prova, ora possiamo solo perdere<br />
E il nostro amore diventare una<br />
pira funebre</p>
<p>Forza piccola, accendi il mio fuoco<br />
Forza piccola, accendi il mio fuoco<br />
Prova a dar fuoco alla notte, yeah</p>
<p>[strumentale]</p>
<p>Il tempo dell&#8217;esitazione è finito<br />
Non è tempo di rotolarsi nel fango<br />
Prova, ora possiamo solo perdere<br />
E il nostro amore diventare una<br />
pira funebre</p>
<p>Forza piccola, accendi il mio fuoco<br />
Forza piccola, accendi il mio fuoco<br />
Prova a dar fuoco alla notte</p>
<p>Sai che sarebbe falso<br />
Sai che sarei un bugiardo<br />
Se ti dicessi,<br />
Ragazza, che non possiamo eccitarci<br />
molto di più</p>
<p>Forza piccola, accendi il mio fuoco<br />
Forza piccola, accendi il mio fuoco<br />
Prova a dar fuoco alla notte</p>
<p>Prova a dar fuoco alla notte<br />
Prova a dar fuoco alla notte<br />
Prova a dar fuoco alla notte<br />
Prova a dar fuoco alla notte</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="<!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6O6x_m4zvFs&amp;rel=0&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;autoplay=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/6O6x_m4zvFs&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=d6d6d6&amp;amp;color2=f0f0f0&amp;amp;border=0&amp;amp;fs=1&amp;amp;autoplay=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></a></p>
<p><strong>Cover</strong><br />
Il successo e la portata rivoluzionaria del brano sono evidenziati anche dalla gran quantità di cover che ne sono state ininterrottamente fatte.</p>
<p>La prima, e probabilmente più famosa e meglio riuscita cover è quella acustica realizzata da Josè Feliciano nel 1968, solo un anno dopo l&#8217;uscita dell&#8217;originale. Da allora tantissimi altri artisti e gruppi si sono cimentati nelle più diverse letture e interpretazioni del brano, da quella soul di Stevie Wonder, all&#8217;omaggio rock dei Led Zeppelin, a quella reggae-pop degli UB40, alla versione disco di Amii Stewart, fino a quella metal degli Amorphis. Tra le tante altre cover ricordo ancora quelle di Nancy Sinatra, Shirley Bassey, le Baccara, i Beastie Boys, i Massive Attack. Fino alla più recente e commercialmente famosa – e a mio giudizio una delle meno riuscite –, quella di Will Young nel 2002.</p>
<p>Ne sono stata fatte anche due versioni in italiano, una nel 1968 dal gruppo Gli innominati, intitolata “Prendi un fiammifero”. E una, a mio parere veramente brutta!, nel 1970 da Nicola di Bari col titolo “Dammi fuoco”.<br />
Tutte le versioni citate sono ascoltabili su Youtube.</p>
<p><em>Scritto e tradotto da Vianne</em></p>
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		<title>Pentagramma - Light My Fire dei Doors (1/2)</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 00:09:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mac la mente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Artisti]]></category>

		<category><![CDATA[La musica del tempo]]></category>

		<category><![CDATA[Jim Morrison]]></category>

		<category><![CDATA[John Coltrane]]></category>

		<category><![CDATA[John Densmore]]></category>

		<category><![CDATA[Light My Fire]]></category>

		<category><![CDATA[My Favorite Things]]></category>

		<category><![CDATA[Ray Manzarek]]></category>

		<category><![CDATA[Robby Krieger]]></category>

		<category><![CDATA[The Doors]]></category>

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		<description><![CDATA[Pentagramma - Light My Fire dei Doors (2/2)
Light My Fire è probabilmente il brano più conosciuto dei Doors e il più trasmesso ancora oggi dalle radio di tutto il mondo.
Scritta nel 1966 e pubblicata a gennaio del 1967 nel folgorante album d&#8217;esordio del gruppo, The Doors, è la canzone che ha lanciato sulla scena del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.libera-mente.net/blog/2008/11/11/pentagramma-light-my-fire-dei-doors-22/">Pentagramma - Light My Fire dei Doors (2/2)</a></p>
<p><a href="http://i38.tinypic.com/33e75tl.jpg"><img class="alignleft" src="http://i38.tinypic.com/33e75tl.jpg" alt="" width="218" height="218" /></a><strong>Light My Fire</strong> è probabilmente il brano più conosciuto dei <strong>Doors</strong> e il più trasmesso ancora oggi dalle radio di tutto il mondo.<br />
Scritta nel 1966 e pubblicata a gennaio del 1967 nel folgorante album d&#8217;esordio del gruppo, <strong>The Doors</strong>, è la canzone che ha lanciato sulla scena del grande rock americano e internazionale 4 ragazzi che fino a quel momento avevano suonato solo nei locali più o meno underground di Los Angeles: il cantante e “poeta maledetto” <strong>Jim Morrison</strong>, il tastierista <strong>Ray Manzarek</strong>, il chitarrista <strong>Robby Krieger</strong> e il batterista <strong>John Densmore</strong>.</p>
<p>Nato quasi per caso, il brano ha delle peculiarità che lo rendono unico nel panorama musicale e anche tra i lavori dei Doors.<br />
La prima e più importante peculiarità sta nell&#8217;essere totalmente frutto di uno dei più riusciti lavori d&#8217;equipe dei componenti della band, risultato di una magica alchimia.<br />
Durante il lungo periodo di gavetta nei locali i Doors avevano iniziato a suonare le loro canzoni e, nell&#8217;estate del 1966, volendo fare il salto di qualità, si erano dati il compito di scrivere nuovi brani per una certa data. Ma a quella data nessuno di loro aveva preparato niente. Tranne il chitarrista Robby Krieger, che aveva scritto una strofa e un ritornello per una canzone dedicata a uno dei 4 elementi naturali, il fuoco. Su quella base, che piacque subito a tutti, intervennero con un entusiastico lavoro di gruppo tutti e quattro; in particolare, Manzarek ne costruì l&#8217;inconfondibile intro di organo e Jim Morrison ne scrisse la seconda, splendida strofa. E nel giro di poche ore quei quattro ragazzi poco più che ventenni composero per intero quella che sarebbe diventata una delle canzoni simbolo del rock.</p>
<p>Per comprendere appieno la portata di questo brano straordinario, che divenne all&#8217;epoca un vero e proprio inno generazionale, non bisogna dimenticare il quadro storico e culturale in cui si colloca.<br />
Negli Stati Uniti sono gli anni d&#8217;oro delle controculture giovanili, della rivoluzione culturale che sta cambiando il volto della società e di tutte le arti. Sono gli anni degli hippy e dei figli dei fiori, del pacifismo e della protesta contro la guerra nel Vietnam; delle contestazioni alle ipocrisie e al perbenismo in nome di un nuovo modo di vivere e di concepire il mondo e i rapporti interpersonali; della rivoluzione sessuale in nome di una sessualità libera da ogni pregiudizio. E sono gli anni delle droghe, vissute come strumento di amplificazione sensoriale e percettiva e di espansione delle coscienze.</p>
<p>In ambito musicale tutto questo si ritrova nella straordinaria stagione che culminerà nel concerto epocale di Woodstock e che, solo per fare qualche nome, vede tra i suoi protagonisti Jimi Hendrix e Janis Joplin, i Greatful Dead e i Jefferson Airplane, i Velvet Underground.</p>
<p>E, naturalmente, i Doors, il gruppo che fin dal nome (ispirato a un verso di <strong>William Blake</strong> “<em>If the doors of perception were cleansed every thing would appear to man as it is, infinite</em>” “<em>Se le porte della percezione fossero sgombre ogni cosa apparirebbe all&#8217;uomo quale essa è, infinita</em>” e al titolo di un libro dello scrittore <strong>Aldous Huxley</strong>, “<em>Le porte della percezione</em>”, sugli effetti della mescalina), esprime la volontà di espandere la musica al di là delle porte della percezione per cogliere il senso infinito delle cose: musica psichedelica e testi poetici e visionari per accedere all&#8217;infinito.</p>
<p>In Light My Fire tale volontà di espansione è perfettamente riuscita. E&#8217; un brano potentissimo, un rock-blues incendiario caratterizzato a livello musicale da una straordinaria alchimia di jazz, blues, musica orientale e ritmi indiani, surf, rock psichedelico e musica classica. Ha ottimi soli di chitarra e organo e uno dei più stupendi duetti strumentali del rock, il dialogo-amplesso tra le tastiere di Manzarek e la chitarra di Krieger nella parte centrale.<br />
Un brano che nei modelli ispiratori usati per la sua creazione fonde la grande tradizione classica con le più innovative esperienze della musica contemporanea: infatti l&#8217;intro di organo è basato sulla musica di Bach; mentre gli assoli della parte centrale, la progressione armonica e il duetto organo-chitarra sono ispirati a <em>My Favorite Things</em> di <strong>John Coltrane</strong> e al suo duetto sax-piano con McCoy Tyner nello stesso brano. John Coltrane, genio del jazz, ammirato da Manzarek e Krieger che, con Light My Fire hanno voluto rendergli omaggio.</p>
<p>Come ho già anticipato, alchimia è la parola che meglio esprime, a mio parere, il senso di Light My Fire.<br />
Alchimia nel lavoro del gruppo, alchimia musicale, alchimia di immagini e di significati, come emerge ancora meglio dal testo e dalla fusione (<a href="http://www.libera-mente.net/blog/2008/11/11/pentagramma-light-my-fire-dei-doors-22/">v. prossimo articolo</a>) - fusione alchemica, appunto – testo/musica.</p>
<p><em>(Continua)</em></p>
<p><em>Scritto da Vianne</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libri - Il Giorno del Ringraziamento di Truman Capote</title>
		<link>http://www.libera-mente.net/blog/2008/11/06/libri-il-giorno-del-ringraziamento-di-truman-capote/</link>
		<comments>http://www.libera-mente.net/blog/2008/11/06/libri-il-giorno-del-ringraziamento-di-truman-capote/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 01:40:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mac la mente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In Libreria]]></category>

		<category><![CDATA[Biblioteca di Repubblica-L'Espresso]]></category>

		<category><![CDATA[Il Giorno del Ringraziamento]]></category>

		<category><![CDATA[Short Stories]]></category>

		<category><![CDATA[The Thanksgiving Visitor]]></category>

		<category><![CDATA[Truman Capote]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le tante iniziative presenti in edicola ultimamente mi sono imbattuto nella collana curata da Repubblica e L&#8217;Espresso intitolata Short Stories.
L&#8217;iniziativa è molto interessante perchè offre la possibilità di leggere lo stesso racconto sia in versione originale che tradotta.
Le Short Stories, infatti, sono racconti con il testo a fronte, racconti brevi di grandi scrittori. Arrivata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le tante iniziative presenti in edicola ultimamente mi sono imbattuto nella collana curata da Repubblica e L&#8217;Espresso intitolata <strong>Short Stories</strong>.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è molto interessante perchè offre la possibilità di leggere lo stesso racconto sia in versione originale che tradotta.<br />
Le Short Stories, infatti, sono racconti con il testo a fronte, racconti brevi di grandi scrittori. Arrivata finora alla 14-esima uscita, ogni venerdì, la collana ha proposto scrittori come <em>Hernest Hemingway, Truman Capote, John Fante, Virginia Woolf, Herman Melville</em> e altri. Leggere un testo in originale permette di conoscere le espressioni tipiche inglesi e americane, i modi di dire, gli intercalari che non possono essere adeguatamente resi in traduzione.</p>
<p>Il volume che voglio rappresentare è il secondo della serie ovvero <strong>Il Giorno del Ringraziamento</strong> di <strong>Truman Capote</strong>.<br />
Di questo e di altri volumi si parla anche sul forum nella discussione intitolata <a href="http://www.libera-mente.net/forum/libri-con-testo-a-fronte-t1000.html">Libri con testo a fronte</a>.</p>
<p>Prima di cominciare a raccontare il contenuto del libro, vorrei citare alcune frasi di Capote tratte dal suo lavoro <em>Musica per camaleonti</em> e riportate nella prefazione, frasi che mi hanno colpito particolarmente:</p>
<p><em>“Quando Dio ti concede un dono, ti consegna anche una frusta; e questa frusta è predisposta unicamente per l&#8217;autoflagellazione”. C&#8217;è tutto il segreto della scrittura – più in generale, della scrittura – dietro a questa battuta. E c&#8217;è tutto Capote, l&#8217;uomo che si divertiva a dichiarare: “Sono un alcolizzato. Sono un tossicomane. Sono un omosessuale. Sono un genio”.</em></p>
<p><a href="http://i38.tinypic.com/m7vwb7.jpg"><img alt="" src="http://i38.tinypic.com/m7vwb7.jpg" class="alignleft" width="192" height="221" /></a>&#8220;<strong>Il Giorno del Ringraziamento</strong>”, pubblicato nel 1968, è ambientato nell&#8217;America della Grande Depressione, periodo dell&#8217;infanzia dello scrittore.</p>
<p>La storia parla di un bambino <em>Buddy</em> - da molti considerato un alter ego dello scrittore - che si trova ad affrontare, per la prima volta nella sua vita, il Male. Il Male è rappresentato da un altro ragazzo, più grande di lui, il dodicenne Odd Henderson, che abita nel suo stesso paese e che si comporta a scuola e fuori con arroganza e prepotenza.<br />
<em>Odd Henderson</em> è il classico bullo ripetente, che frequenta la stessa classe di Buddy e che ha preso in completa antipatia il protagonista. Buddy è la sua vittima preferita e subisce le angherie del ragazzo più grande senza capirne il perchè.</p>
<p>Buddy abita in una casa insieme a suo <em>zio B.</em> e insieme a una sua amica, la <em>signorina Sook</em>, una donna alla quale confida e racconta tutto quello che gli succede. La signorina Sook, è una donna ingenua, buona e pensa che ci sia del buon in tutte le persone e non crede a quello che le racconta Buddy su Odd. Per questo decide di invitare a pranzo Odd e la sua famiglia – non il padre perchè è in galera – per il Giorno del Ringraziamento. Buddy è sconvolto dall&#8217;invito e non è d&#8217;accordo. La sola idea di ritrovarsi nelle grinfie di Odd in uno spazio ristretto come le mura di una casa lo riempie di terrore. Ma la decisione ormai è presa.</p>
<p>Il Giorno del Ringraziamento arriva e arrivano anche gli ospiti tra cui Odd Henderson.<br />
Buddy inizialmente lo evita, fa di tutto per non incrocialo, si rifugia in cucina dove trova Miss Sook che, con la scusa di far compagnia al cane e occuparsi degli ultimi preparativi, non si è ancora presentata agli ospiti; in realtà Miss Sook in queste occasioni, che pure ama, si sente un pesce fuor d&#8217;acqua. Ma poi insieme i due raggiungono gli ospiti e Miss Sook accompagna Buddy da Odd. Quest&#8217;ultimo però non gli dedica attenzione perchè conquistato e affascinato dal suono di pianoforte e dalla presenza di una ragazza.</p>
<p>E Buddy? Cosa fa? Lui si rifugia nella sua “piccola isola felice”, il ripostiglio del bagno, quel ripostiglio dove ha l&#8217;abitudine di rifugiarsi quando vuole pensare e star solo. Da lì, non visto, vede arrivare Odd che, credendosi solo, si mette in tasca un cammeo di Miss Sook trovato su una mensola. Buddy a questo punto non sa se uscire e gridare oppure aspettare il momento opportuno per smascherare l&#8217;indole cattiva del ragazzo. Sceglie di aspettare.</p>
<p>Quando tutti sono a tavola Buddy, dopo aver sentito tante complimenti rivolti da Miss Sook a Odd, esplode: “<em>Non è un bravo ragazzo, è un ladro, ha rubato anche il tuo cammeo in bagno!</em>”. Nel gelo che si crea lo zio B. rimprovera Buddy e Miss Sook, per smorzare i toni e dimostrare che le parole di Buddy sono false, va in bagno e al ritorno afferma che il cammeo è ancora lì. Ma a questo punto Odd tira fuori il cammeo, confessa di averlo rubato e se ne va. Anche Buddy fugge a rifugiarsi in una baracca lì vicino.<br />
Si sente tradito e non riesce a capire perchè la sua amica abbia mentito. Rimane a lungo nella baracca, solo, fino a quando non viene trovato da Miss Sook che lo convince a uscire spiegandogli che Odd si comporta male perchè ha dei problemi ed è senza affetti. I due fanno pace e si giurano eterna amicizia.</p>
<p>Passano gli anni, Buddy è cresciuto, Miss Sook invecchiata e Odd ha trovato lavoro in campagna. Un giorno i tre si ritrovano in giardino dove una vasca piena di fiori coltivati da Miss Sook deve essere trasportata in casa. Odd è l&#8217;unico che riesce nell&#8217;impresa e dopo averla compiuta, si allontana silenziosamente, più silenzioso di quando si era avvicinato.</p>
<p>Termina così questo libro che si legge velocemente e che trasporta negli anni del&#8217;infanzia dell&#8217;autore. Scritto in tono colloquiale, ha un ritmo discorsivo, l&#8217;unico momento di concitazione è quello dell&#8217;accusa rivolta da Buddy a Odd a tavola.<br />
Lo stile di Capote è diretto. Fatti, azioni dei protagonisti sono raccontati senza giri di parole e questo permette al lettore di seguire senza grosse difficoltà anche il testo originale.</p>
<p><strong>Autore:</strong> Truman Capote<br />
<strong>Titolo:</strong> Il Giorno del Ringraziamento - The Thanksgiving Visitor.<br />
<strong>Editore:</strong> La biblioteca di Repubblica-L&#8217;Espresso, 2008<br />
<strong>Pagine:</strong> 71<br />
<strong>Tradotto da</strong>: Mariapaola Déttore, testo oiginale a fronte.</p>
<p><strong>Scritto da Mac La Mente</strong></p>
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		<title>Sport – Formula 1 stagione 2008</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 00:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mac la mente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Altri sport]]></category>

		<category><![CDATA[Campionato costruttori]]></category>

		<category><![CDATA[Ferrari]]></category>

		<category><![CDATA[Formula 1]]></category>

		<category><![CDATA[Hamilton]]></category>

		<category><![CDATA[Massa]]></category>

		<category><![CDATA[Raikkonen]]></category>

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		<description><![CDATA[La stagione 2008 della Formula 1, cominciata ben nove mesi fa, il 14 Marzo 2008, si è conclusa oggi dopo 18 gare. In questi mesi abbiamo gioito, pianto, festeggiato e ci siamo rattristati; abbiamo vissuto insieme ai suoi protagonisti tutte queste sensazioni e ora, quello che rimane, è l&#8217;attesa di un nuovo inizio perchè in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La stagione 2008 della Formula 1, cominciata ben nove mesi fa, il 14 Marzo 2008, si è conclusa oggi dopo 18 gare. In questi mesi abbiamo gioito, pianto, festeggiato e ci siamo rattristati; abbiamo vissuto insieme ai suoi protagonisti tutte queste sensazioni e ora, quello che rimane, è l&#8217;attesa di un nuovo inizio perchè in questa stagione, nonostante la speranza del trionfo di Massa e della Ferrari – che in parte c&#8217;è stato – sia stata viva fino all&#8217;ultima curva del <strong>Gran Premio di Interlagos (Brasile)</strong>, tutto è finito.</p>
<p><a href="http://i36.tinypic.com/ajsfi0.jpg"><img class="alignleft" src="http://i36.tinypic.com/ajsfi0.jpg" alt="" width="172" height="215" /></a>Da tifoso ferrarista, del <em>cavallino rampante</em>, resta un po&#8217; d&#8217;amaro in bocca perchè, nonostante <strong>Massa</strong> abbia tagliato per primo il traguardo in Brasile, questo non è servito, i punti in più necessari alla vittoria finale e al titolo di campione del mondo non sono arrivati. E&#8217; stato <strong>Hamilton</strong> sulla sua <strong>McLaren-Mercedes</strong> ad avere la meglio, chiudendo al quinto posto questo Gran Premio e trionfando alla fine di un solo punto nella classifica generale.<br />
La <strong>Ferrari</strong> comunque ha vinto il <strong>titolo costruttori</strong> dimostrando ancora una volta la sua superiorità, dimostrando che la squadra e gli uomini che ne fanno parte sono davvero una grande famiglia e insieme sono invincibili.</p>
<p>Nel corso dei nove mesi di questa stagione ci sono stati degli alti e bassi, ci sono stati errori che alcuni, facendo il paragone con il passato della scuderia, consideravano un segno di debolezza, di una rottura interna e della fine di un ciclo di successi. Invece la Ferrari ha avuto la forza di rialzarsi e di andare avanti, di recuperare, di migliorare e di competere contro avversari che in diverse occasioni hanno dovuto chinarsi di fronte alla sua bandiera rossa con scudo giallo e cavallo nero.</p>
<p>Per la casa automobilistica italiana quella del 2008 è stata in generale una stagione importante. Importante sia perchè consapevole della forza di cui era dotata, forza nota tanto alla squadra e ai suoi due piloti, quanto agli avversari. E sia perchè consapevole che comunque nulla era scritto, cosciente delle difficoltà che sarebbero arrivate e che di fatto hanno influenzato il risultato e impedito a Massa di festeggiare. In questo campionato, spesso e non volentieri, è intervenuto il “<em>fattore s</em>” (sfiga) che, nonostante fosse messo in conto – è difficile disputare una stagione perfetta – è stato molto più presente del previsto ed è stato determinate per l&#8217;esito finale. Non bisogna abbattersi per questo e la Ferrari sicuramente non lo farà. E&#8217; pronta per ricominciare.</p>
<p>I due piloti, Massa e Raikkonen, hanno sempre dato il massimo e non potevano concludere questo 2008 meglio di come hanno fatto. Nel Gran Premio del Brasile hanno disputato una gara perfetta, non hanno sbagliato niente, guida e strategie nei 71 giri del gran premio sono state di altissimo livello.<br />
Le condizioni meteo di questa gara, pioggia all&#8217;inizio e asciutto dopo, avrebbero fatto sorgere dubbi sull&#8217;esito e sul risultato a chiunque ma non a loro. Concentrazione e voglia di farsi valere hanno avuto la meglio. Certo, il risultato personale, il titolo, non è arrivato ma in questo ha avuto un gran peso il “<em>fattore s</em>” accennato in precedenza. <em>C&#8217;est la vie</em>.</p>
<p>Da tifoso ferrarista, considerando tutto quello che c&#8217;è stato e che ho vissuto, non posso che dire: <strong>Viva la Ferrari!</strong></p>
<p>Queste le classifiche iridate del Mondiale di Formula 1 2008:</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><strong>Piloti</strong></p>
<p>1. Lewis Hamilton (Gbr) McLaren-Mercedes, 98 punti;<br />
2. Felipe Massa (Bra) Ferrari, 97;<br />
3. Kimi Raikkonen (Fin) Ferrari, 75;<br />
4. Robert Kubica (Pol) BMW-Sauber, 75;<br />
5. Fernando Alonso (Spa) Renault, 61;<br />
6. Nick Heidfeld (Ger) BMW-Sauber, 60;<br />
7. Heikki Kovalainen (Fin) McLaren-Mercedes, 53;<br />
8. Sebastian Vettel (Ger) Toro Rosso, 35;<br />
9. Jarno Trulli (Ita) Toyota, 31;<br />
10. Timo Glock (Ger) Toyota, 25;<br />
11. Mark Webber (Aus) Red Bull, 21;<br />
12. Nelsinho Piquet (Bra) Renault, 19;<br />
13. Nico Rosberg (Ger) Williams, 17;<br />
14. Rubens Barrichello (Bra) Honda,<br />
11; 15. Kazuki Nakajima (Jpn) Williams, 9;<br />
16. David Coulthard (Gbr) Red Bull, 8;<br />
17. Sebastien Bourdais (Fra) Toro Rosso, 4;<br />
18. Jenson Button (Gbr) Honda, 3.</td>
<td> </td>
<td><strong>Costruttori </strong></p>
<p>1. Ferrari, 172 punti;<br />
2. McLaren, 151;<br />
3. BMW-Sauber, 135;<br />
4. Renault, 72;<br />
5. Toyota, 57;<br />
6. Toro Rosso, 39;<br />
7. Red Bull, 29;<br />
8. Williams Toyota, 26;<br />
9. Honda, 14.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;
<td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Di Formula 1 parliamo anche sul forum nel <a href="http://www.libera-mente.net/forum/formula-1-t26.html">topic dedicato</a>.</p>
<p><em>Scritto da Mac La Mente</em></p>
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		<title>Felice Halloween!</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 20:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mac la mente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comoda-mente]]></category>

		<category><![CDATA[Felice Halloween]]></category>

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		<description><![CDATA[Un augurio personalizzato per festeggiare la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre. La notte di Halloween, la notte delle streghe e dei morti che in questa occasione tornano a farci visita.
E&#8217; un pensiero scritto in rima da me per voi!  
Che sia grande o piccolino
in questa notte non esser biricchino,
in giro ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un augurio personalizzato per festeggiare la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre. La notte di Halloween, la notte delle streghe e dei morti che in questa occasione tornano a farci visita.</p>
<p>E&#8217; un pensiero scritto in rima da me per voi! <img src='http://www.libera-mente.net/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Che sia grande o piccolino<br />
in questa notte non esser biricchino,<br />
in giro ci son tante streghe<br />
che con le loro scope colorate<br />
vanno a cacca di beghe,<br />
sono affamate!</em></p>
<p><em>Nella poca luce della strada<br />
in una zona desolata,<br />
c&#8217;è un fantasma col lenzuolo<br />
stai attento, bada!<br />
Lui non è un galantuomo,<br />
urla, ride e sbraita.</em></p>
<p><em>Non è finita amico mio<br />
ed è per questo che ti consiglio<br />
di portati dietro un po&#8217; di aglio,<br />
coi fantasmi e con le streghe<br />
ci son vampiri svolazzanti<br />
che fan tremare tutti quanti&#8230;</em></p>
<p><em>Una zucca intagliata<br />
è diventata il simbolo di questa serata&#8230;</em></p>
<p><em>Se questi esseri ti vengon a cercare,<br />
non cominciare a tremare,<br />
non far loro uno scherzetto,<br />
ma in loro compagnia<br />
gustati un bel dolcetto<br />
e la notte volerà via! </em></p>
<p><strong>Buon Halloween a tutti!</strong> <img src='http://www.libera-mente.net/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://i36.tinypic.com/21o3hus.jpg"><img class="aligncenter" src="http://i36.tinypic.com/21o3hus.jpg" alt="" width="381" height="264" /></a></p>
<p><em>Scritto da Mac La Mente</em></p>
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		<item>
		<title>Il Giorno dei Morti e Halloween (4/4)</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 01:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mac la mente</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Punti di vista]]></category>

		<category><![CDATA[commemorazione dei defunti]]></category>

		<category><![CDATA[Dolcetto o scherzetto]]></category>

		<category><![CDATA[Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi - Halloween]]></category>

		<category><![CDATA[Halloween]]></category>

		<category><![CDATA[Il Giorno dei Morti]]></category>

		<category><![CDATA[istituzione di Ognissanti]]></category>

		<category><![CDATA[Jack-O-Lantern]]></category>

		<category><![CDATA[Ray Bradbury - L'albero di Halloween]]></category>

		<category><![CDATA[Samhain]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Giorno dei Morti e Halloween (1/4)
Il Giorno dei Morti e Halloween (2/4)
Il Giorno dei Morti e Halloween (3/4)
In merito alla celebrazione del giorno dei morti un discorso particolare merita il mondo celtico, sia per le conseguenze della sua cristianizzazione sul calendario delle feste religiose; sia per la persistenza della sua festa più importante – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.libera-mente.net/blog/2008/10/28/il-giorno-dei-morti-e-halloween-14/">Il Giorno dei Morti e Halloween (1/4)</a><br />
<a href="http://www.libera-mente.net/blog/2008/10/29/il-giorno-dei-morti-e-halloween-24/">Il Giorno dei Morti e Halloween (2/4)</a><br />
<a href="http://www.libera-mente.net/blog/2008/10/30/il-giorno-dei-morti-e-halloween-34/">Il Giorno dei Morti e Halloween (3/4)</a></p>
<p>In merito alla celebrazione del giorno dei morti un discorso particolare merita il mondo celtico, sia per le conseguenze della sua cristianizzazione sul calendario delle feste religiose; sia per la persistenza della sua festa più importante – quella che oggi chiamiamo Halloween - anche dopo la conversione; e sia per la diffusione, oggi più massiccia che mai, dell&#8217;evoluzione di quella sua antica festa.</p>
<p><strong>Il mondo celtico</strong><br />
La notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre cadeva la più importante festa celtica, la <strong>festa di Samhain</strong>. Era la notte del Capodanno celtico e veniva festeggiata con vivaci celebrazioni popolari mentre i druidi compivano riti propiziatori e divinatori e offrivano doni alle divinità e ai defunti.<br />
Nelle case venivano spenti i focolari per essere poi riaccesi col fuoco proveniente dai fuochi sacri accesi dai druidi.</p>
<p><a href="http://i34.tinypic.com/f251t3.jpg"><img class="alignleft" src="http://i34.tinypic.com/f251t3.jpg" alt="" width="173" height="152" /></a>In quella notte in tutto il territorio si accendevano inoltre grandi falò che, oltre ad avere funzione propiziatoria per il nuovo anno, servivano a tenere lontana la malvagia influenza delle streghe e i brutti scherzi dei folletti malintenzionati. Perché si credeva che in quella notte che segnava il passaggio dal vecchio al nuovo anno i confini tra l&#8217;aldilà e l&#8217;al di qua si assottigliassero e gli spiriti potessero passare sulla terra.</p>
<p>Quella era la notte in cui i morti tornavano nelle loro case per scaldarsi e rifocillarsi e per comunicare con i vivi.<br />
Da questa credenza nasceva l&#8217;abitudine di aggiungere un posto a tavola durante la cena e di lasciare cibo sul desco e frutta e latte sulla soglia di casa per i propri cari trapassati, oltre a quella di accendere grandi torce sulle strade per illuminare il loro cammino.</p>
<p><strong>La festa di Ognissanti e la Commemorazione dei defunti</strong><br />
Le celebrazioni e i festeggiamenti per la festa di Samhain erano talmente radicate tra la popolazione che all&#8217;epoca della cristianizzazione dell&#8217;Irlanda nel V secolo, la Chiesa decise di non abolire la festa ma di assorbirla nel proprio ambito, appropriandosene e dandole significato cristiano.<br />
E per questo motivo, per sostituire un rito cristiano a quello pagano, papa Gregorio II nell&#8217;835 spostò la festa di Ognissanti, che fino allora cadeva nel periodo della Pentecoste, da maggio al 1° novembre.</p>
<p>Un secolo dopo, resasi conto che in tutta Europa persistevano le celebrazioni pagane in onore dei defunti, la Chiesa decise di inglobare anche quelle nel proprio ambito: nel 998 Odilo, abate di Cluny, istituì il 2 novembre come giorno dedicato alla Commemorazione cristiana dei Defunti.</p>
<p><strong>Halloween e i suoi riti</strong><br />
Nonostante la cristianizzazione, in ambito irlandese e scozzese e successivamente, a seguito della massiccia emigrazione irlandese a metà del XIX secolo, americano, i festeggiamenti secolari e carnevaleschi la notte di Ognissanti non cessarono, anzi si intensificarono,<br />
Tanto che i rituali che oggi associamo abitualmente ad Halloween e perfino il nome della festa si svilupparono in età medioevale e moderna.</p>
<p>Per esempio, le <strong>processioni di bambini mascherati</strong> che la notte di Halloween girano per le case dicendo &#8220;<em>Trick or treat</em>&#8221; (“<em>Dolcetto o scherzetto</em>”), deriverebbero dalla tradizione dell&#8217;immaginario medioevale di incontri tra vivi e morti e delle processioni di morti e di scheletri diffuse in tutte le leggende europee e ben attestate nelle letterature e nell&#8217;iconografia di quei secoli.</p>
<p><strong>La zucca - Jack-O-Lantern</strong><br />
Il motivo della <strong>zucca-lanterna</strong> affonda le sue radici nella più antica tradizione, ma la sua evoluzione è avvenuta in età post-cristiana.<br />
Nell&#8217;antico mondo celtico, la notte di Samhain gli uomini percorrevano le strade recando grandi torce per impedire a streghe e folletti di avvicinarsi alle case e alle fattorie.<br />
Successivamente in Irlanda, in luogo delle torce, si usarono come lanterne per tenere lontani gli spiriti grosse rape intagliate a forma di volti mostruosi e scavate per ospitare un lume.<br />
Gli irlandesi emigrati negli XIX secolo negli Usa non trovando le rape le sostituirono con le zucche, che divennero da allora le lanterne rituali della festa.</p>
<p><a href="http://i38.tinypic.com/69j1p4.jpg"><img class="alignright" src="http://i38.tinypic.com/69j1p4.jpg" alt="" width="140" height="231" /></a>Secondo un&#8217;altra tradizione, la rapa-lanterna deriverebbe dalla leggenda irlandese di <strong>Jack-O-Lantern</strong>, un malfattore che la notte di Ognissanti sfidò Satana a salire su un albero su cui, a insaputa di Satana, aveva inciso una croce. Il diavolo si trovò così intrappolato sull&#8217;albero e poté scendere solo promettendo a Jack di non farlo entrare all&#8217;Inferno dopo la morte.<br />
Dopo morto Jack non poté entrare in Paradiso per i suoi peccati ma neppure all&#8217;Inferno per via del suo patto col diavolo. Così fu costretto a vagare per sempre nell&#8217;oscurità e, per farsi luce, prese un tizzone donatogli dal diavolo e lo mise dentro una rapa scavata per farlo durare di più.</p>
<p>Come ho accennato sopra, lo stesso nome Halloween, evoluzione dell&#8217;antica festa celtica di Samhain, è nato solo in età moderna.<br />
<em>Halloween</em> è la forma contratta moderna dell&#8217;espressione inglese “<em>All Hollow Even</em>” che significa “<em>Vigilia di Ognissanti</em>” (All Hollows “Ognissanti”)<br />
Secondo i dizionari, tale espressione sarebbe attestata solo a partire dal XVIII secolo, 1300 anni dopo la cristianizzazione dell&#8217;Irlanda.</p>
<p> </p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Conclusioni</strong><br />
La commemorazione dei defunti è un elemento centrale di tutte le tradizioni rituali europee e mediterranee.<br />
Halloween, come ho detto all&#8217;inizio e come ho cercato di mostrare con un serie di esempi, non è una festa inventata da Hollywood e dai produttori di maschere.<br />
Al contrario, è una festa che affonda le sue radici nel ricchissimo patrimonio culturale, religioso e mitologico delle tradizioni agricole e pastorizie europee e che, coi suoi rituali, simboleggia l&#8217;eterno ciclo di morte e rinascita che è alla base stessa della vita.</p>
<p>Certo, quella che conosciamo oggi e che si è affermata in Italia negli ultimi anni è anche una festa d&#8217;importazione da oltreoceano, giunta più per interessi commerciali e attraverso strategie di marketing che per diffusione spontanea.<br />
Ma ciò non significa che sia una festa da rifiutare o da respingere. Halloween, così come è oggi, può divenire un&#8217;occasione di arricchimento e di consapevolezza, oltre che di recupero di riti e tradizioni che rispondono a esigenze psicologiche profonde dell&#8217;uomo davanti al mistero della vita e della morte.</p>
<p>Perché ciò accada sarebbe preferibile non vivere Halloween come forma di colonizzazione. Ne&#8217; <em>celebrarla</em> come una festa molto <em>trendy</em> nata negli <em>States</em> e arrivato finalmente anche da noi.<br />
Si tratta invece di festeggiarla sapendo che è la festa per il Giorno dei Morti e intuendo che i suoi riti sono gli stessi compiuti per secoli dai nostri antenati. E magari intuendo, se non sapendo, che quando un bambino suona alla nostra porta la sera del 31 ottobre dicendo “<em>dolcetto o scherzetto</em>”, non sta solo imitando il suo coetaneo di Los Angeles visto in un telefilm. Ma sta rivivendo quello stesso antico rito propiziatorio fatto per secoli dai bambini sardi, dai ragazzi abruzzesi, dai contadini pugliesi e dai mendicanti emiliani in occasione della stessa festa.</p>
<p> </p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Letture</strong><br />
La bibliografia sulle tradizioni culturali, antropologiche e folcloristiche è sterminata, esistono migliaia di studi e di siti che si occupano dell&#8217;argomento e non è questa la sede per indicarne e commentarne anche solo alcuni titoli.<br />
Mi limito pertanto a segnalare due libri, un saggio e un romanzo, dedicati specificamente al tema della celebrazione del Giorno dei Morti nella consuetudini europee e italiane e nella loro odierna evoluzione.</p>
<p><a href="http://i37.tinypic.com/2jfwv2g.jpg"><img class="alignleft" src="http://i37.tinypic.com/2jfwv2g.jpg" alt="" width="140" height="214" /></a><strong>Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi</strong><br />
<strong>Halloween</strong>.<br />
<em>Nei giorni che i morti ritornano. Tutte le sorprese di una festa più antica e italiana di quanto pensiate</em><br />
Einaudi 2006, pp. 358</p>
<p><a href="http://www.eraldobaldini.it/halloween.htm">Saggio di carattere divulgativo</a> ma molto accurato e preciso e scritto in modo molto chiaro, Il testo parte dalla constatazione dell&#8217;odierna diffusione delle celebrazioni di Halloween in Italia, diffusione dovuta principalmente all&#8217;influenza di cinema, tv e libri provenienti dagli Usa. Ma dimostra subito dopo come queste celebrazioni abbiano in realtà radici profonde e antichissime in tutta la tradizione popolare italiana ed europea e come, pertanto la festa dei Morti sia un patrimonio comune che va ben al di là del mondo celtico e delle sue derivazioni.</p>
<p><a href="http://i36.tinypic.com/149xvmc.jpg"><img class="alignright" src="http://i36.tinypic.com/149xvmc.jpg" alt="" width="150" height="213" /></a><strong>Ray Bradbury</strong><br />
<strong>L&#8217;albero di Halloween</strong><br />
Mondadori 2005, pp. 124<br />
(or. The Halloween Tree, 1972, traduzione di Annalisa Mancioli)</p>
<p><a href="http://www.librimondadori.it/web/mondad ... 8880453826">E&#8217; un romanzo per bambini</a> – ma godibile anche dagli adulti – scritto da Bradbury con l&#8217;intento pedagogico di illustrare le radici culturali e popolari di Halloween. In un viaggio fantastico nel tempo e nello spazio alla ricerca di un amico scomparso la notte di Halloween, i bambini protagonisti della storia vengono a conoscere le credenze sulla morte e le usanze e tradizioni delle antiche civiltà europee e mediterranee, pagane e cristiane relativa alla celebrazione del Giorno dei Morti.</p>
<p><em>Scritto da Vianne</em></p>
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