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Cinema - Se chiudi gli occhi di Lisa Romano E' trascorso del tempo dalla visione e dall'uscita di questo film, due anni non sono molti ma sono tanti se si considerano tutti i lavori che mesi dopo mesi vengono presentati nelle nostre sale cinematografiche....

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Cinema – Se chiudi gli occhi di Lisa Romano

15 febbraio 2010 Nessun commento

E’ trascorso del tempo dalla visione e dall’uscita di questo film, due anni non sono molti ma sono tanti se si considerano tutti i lavori che mesi dopo mesi vengono presentati nelle nostre sale cinematografiche. Questa volta sono qui per presentare il primo lavoro da regista di Lisa Romano: Se chiudi gli occhi.

Il film, della durata di novanta minuti, è ambientato nella Siracusa dei giorni nostri e ha come protagoniste due donne: Veronica, una mamma single alle prese con la vita di tutti i giorni e Sara, l’amica del cuore, una persona estroversa e allo stesso tempo con tanti dubbi, incertezze e un po’ di sfortuna per gli affari di cuore.

Il film comincia con un incidente: Veronica, alla guida della sua auto, schiva per miracolo un frontale, la seconda automobile ha la peggio e finisce in mare. La donna, spaventata, scappa via e ritorna a casa profondamente turbata.

Dopo questa prima scena, la storia ha inizio.

Nell’auto finita in mare viene scoperto il corpo di una giovane donna morta a seguito di un intervento chirurgico andato male, il commissario (Nino Frassica) che indaga sulla vicenda ha, fin da subito, il sospetto che dietro a questo decesso ci siano un traffico d’organi e una serie di interventi fuorilegge.

Veronica nel frattempo racconta tutto a Sara perché non riesce a tranquillizzarsi, l’amica le consiglia di nascondere l’auto e di non parlarne con nessuno. Passano i giorni ma dell’incidente nessuno ne parla fino a quando non appare una notizia al telegiornale locale. Veronica è nuovamente turbata soprattutto perché il guidatore dell’altra auto è ancora vivo, è in ospedale e potrebbe riconoscerla.
I malviventi, intanto, decidono di aspettare che le acque si calmino.

La polizia prosegue le sue indagini e contatta un collaboratore infiltrato nei “bassi fondi”. Quest’ultimo aveva già preso parte ad un’altra indagine successivamente archiviata. Il nuovo commissario gli chiede di riallacciare quei rapporti avuti con la malavita e interrotti bruscamente. I fatti si sviluppano e così si presenta l’occasione di avere contatto con questa organizzazione criminale: a uno dei medici implicati serve un rene per un nuovo donatore. L’infiltrato viene scelto come prossima vittima e questo fa sì che l’operazione della polizia abbia inizio.

Ma cosa c’entra tutto questo con Veronica e Sara che nel frattempo proseguono la loro vita? Le storie si intrecciano quando Sara comincia ad uscire proprio con l’uomo sotto copertura – si innamora – e quando è lei stessa a vedere un identikit dell’amica, l’incidente ritorna in primo piano.

Veronica è ancora una volta sconvolta e lo è anche Sara che non vuole interrompere la sua relazione. Decidono di scappare. E lo fanno grazie al ritrovamento di un portafoglio con tutte le carte di credito, portafoglio che appartiene ad un uomo dell’associazione criminale…
E’ Veronica che ne assume le somiglianze, travestendosi.

Alla fine il traffico d’organi viene scoperto e le persone arrestate. Sara e Veronica con i loro cari ricominciano una nuova vita all’estero.

Se chiudi gli occhi è un film ben riuscito. L’intreccio tra le storie, anche se arrivati ad un certo punto si riescono ad intuire, è ben fatto, sembra il caso il vero protagonista e forse lo è. Gli attori interpretano e riescono a trasmettere i diversi stati d’animo che vivono molto bene. L’ambientazione è curata e il gioco di luci e ombre accresce il valore di questa pellicola rendendo accattivante la visione.

Informazioni sul film:

Titolo: Se chiudi gli occhi
Regia: Lisa Romano.
Interpreti: Giovanna Di Rauso, Anna Foglietta, Nino Frassica, Mehmet Gunsur, Ignazio Oliva.
Genere: Drammatico
Durata: 90 minuti
Nazionalità e anno: Italia – 2008

Di questo e di altri film parliamo sul forum nel topic: Ho visto…al cineforum.

Scritto da Mac La Mente

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Cinema – Across the Universe di Julie Taylor

13 agosto 2009 Nessun commento

Qualche giorno fa, parlando del film Once di John Carney, ho mostrato come la musica sia parte integrante del cinema e, in alcuni casi, soprattutto nei film musicali, riesca a sostituire le parole, i dialoghi e a descrivere i pensieri dei protagonisti. Il cinema è pieno di pellicole di questo tipo e, continuando su questo argomento, non posso fare a meno di citare un altro film degli anno 2000, Across the Universe di Julie Taylor del 2007.

Across the Universe è un film ambientato negli Anni ’60.
Il protagonista Jude, un ragazzo di Liverpool, decide di trasferirsi negli Stati Uniti per vivere nuove esperienze e per ritrovare il suo vero padre. Negli U.S.A. Jude incontra e si scontra con una realtà differente rispetto a quella cui è abituato: tocca con mano tutti i movimenti pacifisti che si oppongono alla guerra del Vietman, incontra e conosce persone e, anche se a Liverpool ha una fidanzata, si innamora di una ragazza – Lucy, sorella di un suo nuovo amico.

Trasferitisi nella Grande Mela, Jude e il suo amico fanno diverse amicizie e condividono una casa con la proprietaria dell’appartamento, una donna ambiziosa e ribelle che vuole fare la cantante, e con tante altre persone. Anche Lucy li raggiunge e va a vivere con loro. A New York la ragazza viene coinvolta nel movimento pacifista contro la guerra in Vietman. A Jude questo non piace molto perchè vede che lei è troppo coinvolta ed è anche un po’ geloso degli altri ragazzi.

A un certo punto l’amico di Jude deve partire per la guerra, Jude rimane solo e la sua gelosia per Lucy cresce, cresce a tal punto che una sera fa irruzione nel quartier generale pacifista e fa una scenata. Jude e Lucy si lasciano ma lui non si arrende perchè continua ad amarla e non riesce a dimenticarla. Un giorno, durante una protesta all’università, finisce perfino nei guai per prendere le difese di Lucy e a seguito di questo episodio è costretto a lasciare gli Stati Uniti.

Gli anni passano e Jude può fare finalmente ritorno in America, dove trova ad accoglierlo il suo amico ormai tornato dalla guerra, anche se la guerra in Vietnam non è ancora finita.
Un giorno i due ragazzi, girando per New York, si fermano ai piedi di un palazzo sul cui tetto vedono la loro ex-padrona di casa: la donna con il suo gruppo sta cantando e intrattenendo i passanti, incurante della polizia. Jude e il suo amico li raggiungono sul tetto e Jude si avvicina al microfono e comincia a cantare “All you need is love“. Lucy è per strada e sentendo la canzone fa di tutto per raggiungere il ragazzo ma, trovando la strada bloccata dalla polizia, sale sul tetto del palazzo di fronte. Ed è così che, grazie alla canzone, l’ex-coppia si ritrova.

Tutto il film viene raccontato attraverso le canzoni, la colonna sonora dominante è composta dai brani dei Beatles. I dialoghi ci sono, naturalmente, ma la potenza e la forza di Across the Universe stanno nella capacità di integrare e ampliare il discorso con la musica, musica che racconta i sentimenti e descrive i vari momenti del film.

Prima di concludere una piccola curiosità: nella pellicola ci sono anche Joe Cocker e Bono degli U2 che interpretano alcune canzoni dei Beatles.
Uno dei momenti più belli, secondo me, è quello in cui Jude appende a una tela delle fragole e queste fragole iniziano a “sanguinare”. La tela diverrà il simbolo che la padrona di casa-cantante utilizzerà per le canzoni: Strawberry fields forever.
Un ultimo particolare che merita di essere citato è il racconto, attraverso veri spezzoni di telegiornali dell’epoca, di quello che stava succendo in America e anche in Vietnam a causa della guerra.

Informazioni sul film:

Regia: Julie Taylor.
Genere: Commedia – Musicale
Nazione e Anno: USA 2007
Interpreti: Jim Sturgess, Evan Rachel Wood, Joe Anderson, Dana Fuchs, Martin Luther.

Scritto da Mac La Mente

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Cinema – Once di John Carney

24 luglio 2009 Nessun commento

Quando un film è ben fatto, ben diretto e ben interpretato non invecchia mai. E sono tanti i capolavori che il cinema ha prodotto e che ancora oggi conservano il loro fascino iniziale. Lungo, lunghissimo sarebbe l’elenco e tanti, tantissimi sarebbero i nomi che bisognerebbe citare! Senza andare troppo lontano, un film che secondo me ha queste caratteristiche è Once di John Carney del 2006.

Once è un film che dura poco più di 90 minuti, con attori non professionisti che recitano sì la loro parte, ma a volte danno l’impressione di improvvisare, di non ricordare le battute e di andare a ruota libera: questa sensazione rende l’intera storia raccontata ancora più vera e trasporta lo spettatore tra strade, luoghi, fino a farlo partecipare quasi ai dialoghi insieme agli attori.

Girato con una tecnica molto particolare, quella della telecamera a mano, in Once ogni scena, ogni luce della città è vera. Sembra essere un documentario, un documentario di un amore che sta per sbocciare tra due persone diverse tra loro ma che hanno una passione in comune: la musica. Già, perchè in Once tutto gira intorno alla musica e alla voglia che essa porta con sé, quella di comunicare ed emozionare.

La storia è ambientata in Irlanda e racconta di due persone che per puro caso si incontrano in una strada molto frequentata di Dublino. Lui è un ragazzo trentenne appena ritornato in patria, lavora nel negozio di famiglia e terminato il lavoro suona per strada; lei, invece, è una ragazza-madre immigrata dall’Europa dell’est, sogna di avere un pianoforte tutto suo e svolge diversi mestieri: colf, venditrice di fiori ecc. per andare avanti.

I due protagonisti inizialmente sono impacciati, cominciano a frequentarsi e a scambiarsi i propri sogni: tutto quello che non viene detto a parole, viene raccontato con la musica – vera protagonista del film.
Trascorso del tempo decidono di realizzare un demo ed è qui che nascono i problemi. Come fare a registrare? Dove trovare i soldi? Riescono ad avere un prestito dalla banca e successivamente incontrano altri artisti di strada, musicisti, che accettano di suonare con loro.

Nella sala di incisione – è per tutti loro la prima esperienza – sono pesci fuor d’acqua ma il suono c’è e con l’aiuto del fonico realizzano un buon lavoro: il cd è pronto per essere presentato.

Durante il film i due protagonisti vivono diversi momenti, i loro sentimenti affiorano ma entrambi non hanno la forza di scambiarsi quel loro primo bacio, quel bacio che potrebbe rovinare tutto e stravolgere i loro progetti: ed è così che alla fine si salutano normalmente anche se entrambi sanno che non si rivedranno più.

E i loro sogni? Il film non lascia capire se il ragazzo riuscirà a realizzare il suo sogno ma di sicuro, grazie a lui, la ragazza ora ha un pianoforte (che lui le ha regalato) e può suonare ogni volta che lo desidera.

Inizialmente quando lessi la recensione del film prima di andare a vederlo, vedendo che si trattava di un genere Romantico-Drammatico, pensai che non mi sarebbe piaciuto. Invece è stato il contrario! E’ un film molto molto bello dove la musica è la terza protagonista, una musica dolce, acustica, che riempie alla perfezione tutti i momenti del film.

Come detto in precedenza, i due protagonisti non sono degli attori professionisti ma veri musicisti e la colonna sonora è stata composta proprio del protagonista maschile – Glen Hansard – che è il cantante del gruppo irlandese The Flames.
Segnalo il video con alcune scene del film e la canzone portante della colonna sonora: Falling Slowly.

Informazioni:

Regia: Jim Carney
Genere: Drammatico
Durata: 91 minuti
Nazionalità e anno: Irlanda – 2006
Interpreti: Glen Hansard, Markéta Irglová, Bill Hodnett, Danuse Ktrestova.

Scritto da Mac La Mente

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Cinema – Un altro pianeta di Stefano Tummolini

18 aprile 2009 Nessun commento

Tempo fa, nell’ambito della rassegna organizzata dall’associazione Sguardi di cinema italiano, è stato presentato un film che consiglio di vedere, un film costato appena mille euro ma di difficile reperibilità perché non tutte le sale italiane l’hanno proiettato.
Il film si intitola Un altro pianeta ed è l’opera prima del regista Stefano Tummolini.
Uno dei motivi per cui è passato così poco nelle sale è dovuto alla sua bocciatura da parte della CEI per una scena di sesso tra due uomini.

Questa sequenza dura solo qualche minuto e in realtà non si vede assolutamente niente, ance se si immagina quello che accade: un rapporto orale tra individui dello stesso sesso. Penso che la presa di posizione dei vescovi non abbia una vera motiviazione. Paragonato a quello che si vede ogni giorno in tv, Un altro pianeta ha un senso e racconta una storia.

Fortunatamente non tutti partono prevenuti e infatti il film è stato presentato ad alcuni festival, prima al Festival del Cinema di Venezia e poi è approdato in America dove è stato scelto per rappresentare l’Italia al Sundance Film Festival, concorso cinematografico organizzato da Robert Redford, riscuotendo un notevole successo.

Un altro pianeta è ambientato a giugno, in spiaggia, sul litorale romano dove il protagonista Salvatore (Antonio Merone) va a prendere il sole e a trascorrere una giornata di relax.
Prima di arrivare al mare attraversa delle dune dove gli omosessuali si incontrano e hanno rapporti occasionali, anche lui è omosessuale e ha un rapporto velocissimo (il motivo della censura) con un ragazzo che successivamente rivedrà solo un’altra volta durante il corso della giornata.

Salvatore è una persona che sa quello che vuole, sembra non avere bisogno di nessuno e si porta dentro un dolore difficile da condividere con gli altri: la morte del suo fidanzato. E’ molto riservato, uno spirito libero, tanto libero che in spiaggia si mette a prendere il sole integrale disinteressandosi di quello che le altre persone possano pensare.
Prima di sdraiarsi però viene chiamato da un trio di ragazze per dar loro una mano con l’ombrellone. E’ così che Salvatore conosce questo gruppo di persone: Stella, Daniela, Eva e Raffaele. Con quest’ultimo ha un diverbio per via di uno scherzo poco simpatico ai danni di Daniela. Litigano e avviene subito una rottura nei rapporti appena creati, anche se alla fine il protagonista trascorrerà la maggior parte del tempo in compagnia del gruppo.

Salvatore cammina molto sulla spiaggia, incontra per la seconda volta il ragazzo con il quale ha avuto un rapporto ma non gli da’ confidenza perché ha notato un’altra persona – Cristiano – che l’ha colpita in modo particolare e che lui vorrebbe conoscere; però per timidezza non si presenta, fa finta di niente e prosegue per il suo giro.
L’incontro con Cristiano lo sconvolge al punto da avere una visione: lungo il bagnasciuga Salvatore immagino di vedere il suo ex-ragazzo che fa footing e che ride. Una lacrima d’emozione solca il suo viso abbronzato.

L’incontro successivo con Cristiano e la conoscenza tra i due avviene grazie alla comitiva di ragazze, è Stella a presentarli e a smascherare le abitudini sessuali non solo del ragazzo ma anche del protagonista.
Cristiano e Salvatore trascorro del tempo insieme, il ragazzo si allontana dal suo fidanzato (è il regista del film che interpreta questo ruolo) per rimane il più possibile con l’uomo, i due si baceranno ma non andranno oltre. Il bacio causa un’altra allucinazione nel protagonista uguale alla precedente.

La giornata prosegue. Il protagonista continua a camminare avanti e indietro sul litorale, quando si ferma è insieme alla comitiva. Apparentemente non è più solo, sembra essere andato al mare con le tre ragazze e con Raffaele e Cristiano. Parlano – lui sempre poco -, fanno il bagno insieme e litigano.
La lite scoppia perché Salvatore scopre che Cristiano è già fidanzato ma che il suo rapporto è basato sulla coppia aperta. Salvatore non tollera questo, la fedeltà verso la persona che si ama è per lui la cosa più importante e si allontana. Alla fine però i due si chiariranno e faranno pace.

La giornata sta per volgere al termine quando Daniela si sente male e sviene. Eva e Salvatore sono i primi a soccorrerla, la ragazza si riprende e chiede all’uomo di restare con lei, di passeggiare.
Parlano moltissimo i due, si confidano. Lei per prima dice di avere l’AIDS, lui dice la verità sul suo lavoro, aveva sempre risposto che faceva il poliziotto ed invece fa il fioraio. Ritornati sulla spiaggia scoprono che il resto della comitiva è andato via. Daniela e Salvatore rimangono ancora per un po’ a parlare e il protagonista ricorda una poesia che il suo ragazzo citava spesso e si emoziona.

Avviene un cambiamento? Forse. Daniela e Salvatore hanno un rapporto e l’uomo, nella scena finale, rivede il suo fidanzato correre e sorridere sul bagnasciuga, capisce finalmente il significato di quella visione: la felicità può ritornare da un momento all’altro.

Il film è molto bello, a me ha colpito e lo rivedrei davvero con piacere. E’ una storia che rimane e che lascia una bellissima sensazione a fine pellicola. I protagonisti sono veri, le loro storie quelle di tante altre persone. Il tema dell’omosessualità è messo in primo piano ma affrontato con leggerezza, senza retorica o chiusura di pensiero. Il film lascia a chi lo vede ottimi argomenti di riflessione.

Dati del film:

Regia: Stefano Tummolini
Interpreti: Antonio Merone, Lucia Mascino, Francesco Grifoni, Chiara Francini, Tiziana Avarista, Saschat, Mario Grossi – Pino
Genere: Drammatico
Nazionalità e Anno: Italia, 2008

Sito ufficiale del film…c’è anche il trailer!

Scritto da Mac La Mente

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Cinema – Fuga dal call center di Federico Rizzo

11 marzo 2009 4 commenti

L’associazione Sguardi di cinema italiano di Monopoli (Bari) ha dato il via, circa due mesi fa, alla 10/ma edizione della rassegna cinematografica omonima. Si tratta di una serie di appuntamenti cinematografici davvero interessanti, caratterizzata anche dalla presentazione di diverse anteprime nazionali, anteprime che hanno riscosso un notevole consenso da parte del pubblico e della critica. L’ultima di queste è stata proiettata il 6 marzo: il film Fuga dal call center del regista Federico Rizzo.

Della durata di 96 minuti, il film affronta un argomento di grande attualità: il precariato e lo sfruttamento delle risorse umane da parte dei call center. Nonostante il tema possa far pensare a un film pesante, Fuga dal call center, non lo è affatto. Il lavoro nei call center viene analizzato attraverso la storia di una giovane coppia che per andare avanti accetta di andare a lavorare in una di queste illusorie “fabbriche di lavoro”.

Gianfranco (Angelo Pisano), giovane laureato in vulcanologia, e Marzia (Isabella Tabarini), laureanda in giornalismo, si ritrovano a vivere insieme e a dover fare i conti con bollette da pagare e impossibilità di ottenere un prestito dalle banche perchè il loro lavoro non da’ garanzie. E tutto questo aggrava i rapporti della coppia al punto tale da provocarne la momentanea rottura.

Il film comincia con i festeggiamenti della laurea di Gianfranco. Dopo questo momento di felicità, il giovane comincia a guardarsi intorno per un lavoro e per costruirsi un futuro, si propone, senza alcun successo, a diversi istituti di ricerca. Il tempo passa ma il lavoro non arriva e Gianfranco comincia a cadere in depressione e a perdere l’entusiasmo iniziale. Ad aggravare questa sua situazione c’è anche il fatto che la donna con cui vive, Marzia, con il suo lavoro da cameriera, guadagna più di lui. Pur di trovare un lavoro, il giovane vulcanologo, presenta domanda in uno dei tanti call center della sua città. Il colloquio tra lui e il futuro capo è davvero surreale, junghiano – come viene definito dal datore di lavoro -, in quanto le domande rivolte ricevono spesso risposta dallo stesso capo. Per lui Gianfranco non è altro che uno di tanti, una figurina da collezionare – rara perchè vulcanologo – che andrà a finire insieme ad altri laureati, espressamente con lode, in una stanza buia e senza futuro.

Il giovane, ignaro di quello che lo aspetta, comincia a lavorare fiducioso e a fare amicizia con altri laureati presenti nel call center. Ma, all’arrivo della prima busta paga, comincia a pensare a quanto amara sia la situazione che sta vivendo, a dove sia finito: ha l’impressione di essere caduto in basso e ha paura di non riuscire a rialzarsi.

Per mostrare l’assurdità dell’ambiente dei call center, il regista ha una trovata particolare: paragona gli addetti a dei cavalli su cui altre persone, che li vedono attraverso dei video, scommettono su chi produrrà di più, chi arriverà primo, proprio come si fa nella corse. Una scena che viene ripetuta più volte nel film a sottolineare la mancanza di considerazione dimostrata dai datori di lavoro nei confronti di chi, per andare avanti, è costretto ad accettare di farsi sfruttare per 500 euro al mese.

Nel corso del film vengono presentate testimonianze di veri operatori dei call center che parlano della loro vita e delle loro sensazioni, del perchè abbiano accettato di lavorare in queste condizioni di precariato, dei dubbi che hanno e di come si vedono. Per queste scene, il colore del film cambia, diventa bianco e nero proprio come il futuro…

La giovane coppia cerca di andare avanti, Gianfranco trova un secondo lavoro e aumenta il numero di turni al call center pur di guadagnare qualche euro in più. Ma lo stress che accumula è tale che comincia ad avere allucinazioni e a non star bene, e anche la la sua stabilità psicologica subisce dei cambiamenti. D’altra parte anche Marzia alla fine, pur di guadagnare, accetta di andare a lavorare in un call center di una linea erotica. A causa di tutto questo, la coppia litiga furiosamente e i due ragazzi decidono di lasciarsi per un periodo, durante il quale Marzia scopre di essere incinta ma non lo fa sapere a Gianfranco.

Un giorno lei, presentandosi come giornalista, va a trovare Gianfranco durante l’orario di lavoro e con la scusa di un’intervista con tanto di telecamera gli rivolge delle domande. Alla fine i due ragazzi tornano insieme, o per lo meno si capisce così, perchè il finale del film lascia tutti con il fiato sospeso, giunge inaspettato.

Fuga dal call center mi è piaciuto tantissimo. Ne consiglio a tutti la visione, non solo per trascorrere una bella serata, ma perchè il tema – come ho detto all’inizio – è di grande attualità ed è affrontato in modo molto gradevole nonostante la sua amarezza. Ci sono momenti divertenti e altri più seri ma tutti rispecchiano e rispettano la situazione reale.
Alcune scene le assocerei al film Paz! Di Renato De Maria e altre, soprattutto il dialogo/intervista finale, al film Radiofreccia di Luciano Ligabue e al monologo che il suo protagonista – Freccia – fa una notte alla radio. Paragoni che non sminuiscono l’ottimo lavoro di Federico Rizzo anzi, a parer mio, lo rafforzano ulteriormente.

Dati del film:

Regia: Federico Rizzo
Interpreti: Angelo Pisani, Isabella Tabarini, Natalino Balasso, Luis Molteni, Paolo Pierobon, Peppe Voltarelli.
Genere: Commedia
Durata: 96 minuti
Nazonalità e anno: Italia 2009

Per concludere segnalo il sito ufficiale dedicato a Fuga dal call center.
Di questo e di altri film parliamo sul forum nel topic: Ho visto…al cineforum.

Scritto da Mac La Mente

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