Speciale Venezia – Disastro ambiental-cultural-climatico di Venezia e dei suoi lagunari dintorni… di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il nov 17, 2019 in 2050, Blog, Cristiano Torricella, Punti di vista

Speciale Venezia – Disastro ambiental-cultural-climatico di Venezia e dei suoi lagunari dintorni…
di Cristiano Torricella autore – speciale articolo unico – scritto a Marino (RM) – Castelli Romani, domenica 16/11/2019, alle ore 04:30 del mattino

DOVEROSA PREMESSA
(a questo speciale articolo inedito d’autore, penultima “fatica intellettuale” che precede il mio ultimo articolo d’addio, come autore, a questa pregevole rubrica “2050” del blog www.libera-mente.net di Andrea Macchia, che qui ringrazio per la sua disponibilità ed a cui auguro “buona fortuna letteraria”…).

“Il pensiero come l’oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare”
(da: Lucio Dalla – “Com’è profondo il mare” – citazione citabile)

“Mare che non ti ha mai dato tanto
Mare che fa bestemmiare
Quando la sua furia diventa grande
E la sua onda è un gigante
La sua onda è un gigante”
(da: Pierangelo Bertoli – “Pescatore” – citazione citabile)

Inizia così, con due note citazioni poetico-musicali dedicate al mare, da due grandi cantautori italiani di fine ’900 ormai scomparsi, il mio speciale articolo di oggi, dedicato al mare, alla splendida “città d’arte” di Venezia devastata dalle maree ed al suo popolo di benemeriti, laboriosi ed onesti itali cittadini, soccorsi da quelle stesse istituzioni che (talvolta) hanno ignorato le loro sacrosante richieste (primo fra tutte… il completamento del costosissimo MOSE antionde).

Perchè proprio Io, scrittore locale e cittadino di Roma e del Lazio, mi schieri dalla parte dei veneti alluvionati (veneti che in passato, a fine ’900, non sono mai stati teneri con noi “terroni da Firenze in giù”) è motivato nelle righe seguenti, trattandosi non solo di Venezia ma anche dei suoi lagunari dintorni (Murano, Burano, isole ed isolette, eccetera), di cui si parla poco ed a torto.

Venezia e laguna veneta sono Italia, turismo ed arte che esportiamo nel mondo intero e sotto questa itala bandiera Venezia milita e si riconosce, nonostante alcuni beceri campanilismi (razzisti?) con cui qualcuno vorrebbe dividere l’italo popolo in buoni o cattivi, in neri o bianchi, in veneti o romani, anziché unirlo propositivamente insieme (“divide et impera” per fare i propri porci comodi, nevvero?).

Perchè Venezia danneggiata dal mare siamo anche noi del popolino romano, anche se abitiamo altrove e se parliamo un diverso dialetto, perchè Venezia è città patrimonio dell’umanità e la cultura e l’arte uniscono, abbattendo i muri.

Perchè Venezia è anche popolo onesto e laborioso, che pesca, che coltiva la terra e che si suda il pane commerciando, oltre che Cristianesimo, Medio Evo, Historia, Repubbliche Marinare, Festival del cinema (a guisa di Roma, che è anche “Antichi Romani”, “Cupolone” e “Papi di Roma”…) ma soprattutto… lo scrivo qui in lettere maiuscole, per la sua estrema importanza… MARE!

Mare da amare e non da inquinare con i veleni di Porto Marghera (come fatto a fine ’900 dall’operaismo militante).

Mare e laguna e gondole e vaporetti, senza cui Venezia non è… Venezia!

Mare che non vuole ricevere i liquami fognari delle calli o gli idrocarburi dei vaporetti, nonchè le umane immondizie (plastiche, legni, barche rotte, ruote di scorta di automobili, batterie esauste, reti da pesca, eccetera) gettate alla rinfusa nei fondali dei canali di Venezia, che rialzano anche i fondali.

Mare che chiede considerazione, rispetto, gentilezza e sviluppo sostenibile.

Anche perchè, senza manutenzione, i canali si ostruiscono, la sabbia si deposita sul fondo e sui rottami, i canali non dragati si alzano di livello, se nessuno vi pone mano in tempo, se non ci sono soldi per dragare i fondali.

E poichè il mare è nato prima della comparsa dell’uomo sulla Terra, Esso ha personalità e memoria e può – talvolta – ricordarlo all’uomo in modo anche violento e senza scrupoli, “vendicandosi” sull’uomo che si dimentica di lui.

Perchè il mare, che dà nutrimento e vita ad alghe, pesci ed uomini, può divenire “mare amaro”, molto amaro, se non lo si rispetta e lo si inquina e poi (colpevolmente ed ignorantemente) lo si …ignora, unendo il danno alla beffa.

I cambiamenti climatici apportano il “carico da 90” ed il disastro è… servito!

Perchè non tutti amano e rispettano il mare ed anche perché le “leggi del contrappasso e del karma” esistono ed agiscono tuttora, in questo nostro finito e limitato pianeta Terra, anche per ciò che riguarda gli uomini ed il mare.

Perchè il mare – e chi abita al mare lo sa bene – muta forma ed aspetto repentinamente e mostra la sua faccia oscura e pericolosa “al semplice mutar del vento”, ma chi abita nelle metropoli spesso ciò lo dimentica facilmente.

Vento marino estivo, che gonfia le vele delle barche e che rinfresca piacevolmente il viandante accaldato, che ammira il panorama e scatta foto (lo stesso turista irrispettoso, che getta bottiglie di plastica in acqua fuori bordo?).

Vento che può, di colpo, a novembre inoltrato, divenire vento impetuoso, che porta piogge copiose, spinge in avanti le maree e crea danni immensi, sollevando spruzzi d’acqua salmastra e schiantando le barche sugli scogli, mentre nella Roma ministeriale e burocratica si continuano a fare… cruciverba.

Mare che – anche in mancanza di vento – può entrare in casa, di notte, mentre dormi dopo le fatiche quotidiane compiute per vivere o sopravvivere, e devi afferrare al volo le tue povere cose e metterti in salvo, mentre il piano terra si allaga rapidamente e si può anche morire affogati, se non ti svegli in tempo!

Anche se non hai nessuna colpa del fatto che (Lorsignori) non hanno completato il MOSE, meraviglia tecnologico-ingegneristica d’avanguardia, che avrebbe dovuto proteggerVi e proteggerti dall’alta marea di Venezia, ma siamo – si sa – in I-taglia e, iniziata un’opera pubblica, non sempre la si termina…

Anche se sei un cittadino onesto, laborioso e previdente, che corre dei pericoli, in mare aperto, tutti i giorni, visto che tu lo conosci molto bene il mare, perchè fai, di mestiere e per professione… il pescatore!

Ma anche il MOSE potrebbe forse rivelarsi un costoso “bluff ingegneristico”, se non funzionasse a dovere in futuro (se mai lo completeranno, visto l’andazzo…)

Intanto, come succede in I-taglia, è costato tanto ma per ora… non funziona!

“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”.
(da: Dante Alighieri – Divina Commedia – Inferno – canto ventiseiesimo – versi 112-120 – citazione citabile)

“Virtute e canoscenza, non ignoranza e povertà culturale, che poi generano disastri ambientali ed idrogeologici annunciati, povertà reale e regresso materiale!” – mi verrebbe da dire a questi emeriti imbecilli, incapaci e potenti.

Con il senno di poi, si sarebbe dovuto considerare (fantasiosamente?) Venezia come città in simbiosi con il Mare, in cui il mare è – altresì – protagonista e comandante supremo, Doge e “Re ed Imperatore della laguna veneta”.

Una città, Venezia, che di mare vive e prospera, rendendola – proprio il mare – fragile città d’arte unica al mondo – ma che di mare e d’acqua alta può anche – ahimè – perire, se l’insipienza, l’imperfezione e la stupidità dell’uomo prevale!

Ma negli immensi e biechi Palazzi del Potere e nelle stanze dei bottoni di Roma e di Milano (anche maxonico-deviate…) il mare – ahimè – non c’è e non ci sarà mai a dire la sua, a chiedere prevenzione e fondi, fino al disastro annunciato!

Là dove dibattono, con violenza verbale e grida ed altri indecorosi spettacoli per l’italo cittadino pagante, importantissime altre (loro) cose – di poca o di nessuna importanza per Venezia e per i Veneti, ma anche per gli Emiliano-Romagnoli e per i Liguri – come la spartizione immeritocratica delle poltrone, l’essere più di destra o di centro o di sinistra (che oggi si è assai imborghesita e difende i ricchi anziché i poveri, come faceva un tempo), l’inutile atavico odio perenne tra vecchi fascisti e vecchi bolscevichi in via d’estinzione (quanti, ancora oggi, possono dirsi fascisti degli anni ’20 o, al contrario, partigiani? Forse solo i novantenni…).

Ma anche “esosi giochi di fantasia elettorale” a spese dell’italo contribuente supertassato dall’ultima manovra finanziaria, con l’invenzione di nuovi partiti (inutili e costosi), di nuovi referendum popolari e di nuove elezioni ed alleanze e liste improponibili, a volte comprendenti anche dei pregiudicati.

Nonché, per finire la pietosa fotografia dell’imbelle ed imbecille I-taglia d’oggi e del futuro 2050 (se non cambia “status quo”, ma è quasi impossibile che cambi…) “l’eterno ritorno del seppellito operaismo militante” (di fine ’900).

Stupido ed anacronistico operaismo militante d’altri tempi (talvolta anche sindacale…) che già allora negava la lungimirante coscienza ecologica di cui noi giovani studenti ecologisti di fine ‘900 eravamo già forniti (ma allora i tempi non erano maturi…) nonché ancora oggi nega e combatte i coraggiosi giovani d’oggi che protestano in piazza contro i cambiamenti climatici e l’uso dei combustibili fossili che inquinano la Terra e l’auspicato ed auspicabile cambiamento definitivo e sviluppo eco-compatibile ed eco-sostenibile chiesto a gran voce da molti.

L’unico vero italo sviluppo (turismo, servizi a domicilio, agro-alimentare, arte e cultura, spettacolo, artigianato, commercio a chilometro zero…) che garantisce futuro e piena occupazione all’Italia!

Altro che continuare a produrre antieconomico ed inutile carbone in Sardegna, solo per far lavorare i minatori, inquinando l’aria ed a produrre acciaio a Taranto, garantendo – udite udite – uno “scudo penale” agli inquinatori dell’aria, del suolo e del mare, nonostante si provochino tumori e decessi all’inerme popolazione ivi residente, anziché riprogettare nuove forme di sviluppo e di bonifica ambientale definitiva (forse non ne sono capaci…).

Non trovate anche Voi, o miei quattro intelligenti lettori (giacché solo a Voi Io scrivente autore dissidente ormai mi rivolgo, autore scomodo, non schierato politicamente, utopico e distopico, dissonante e dissidente rispetto all’opportunistico e carrieristico “marasma amebatico informe mutante, politico ed economico, prodotto dall’Europa monetaria dei Potenti e delle lobbies, oggi esistente”…) che tutto ciò faccia invece regredire l’Italia ai vecchi tempi di “mani pulite” e della Prima Repubblica, anziché traghettarci verso un futuro di creazione di nuovi posto di lavori per i giovani e per chi emigra all’estero, senza fermare la “fuga dei cervelli” e dei “capaci”, anzi incentivandola assai?

Così tutto questo “vecchiume” ed ignoranza culturale non può che produrre, di conseguenza, ennesimi disastri, grazie anche alla sottovalutazione del mare ai confini del delta del Po, di cui ci si accorgerà troppo tardi, cioè a danni fatti.

Ma non erano importanti, fino a ieri, per questi ignavi ed ignobili teatranti, solo i voti, gli inciuci, i privilegi della casta, le raccomandazioni politiche e le nomine dei sottosegretari, sui cui si litigava feroci e che i telegiornali amplificavano?

Il mare no, Esso può benissimo aspettare pazientemente il suo turno nel “salotto buono”, tra feste mondane di Palazzo e costosi ricevimenti ufficiali, mentre la povertà culturale genera di nuovo la povertà reale del popolo, distruggendo storici e centenari monumenti, facendoci passare per… imbecilli!

Ma il mare non prende ordini dai troppi uomini in cravatta, con portaborse al loro seguito, figli di una politica sprecona, mantenuti dalla collettività pagante.

Il mare che circonda (per tre quarti) lo stivale italiano non aspetta pazientemente in fila il proprio turno, con “il cappello in mano”, come dal dottore (se poi avverranno immani disastri idrogeologici, si provvederà alla bisogna, se ed ove serva pagare i danni ai colpiti da alluvioni, smottamenti e frane, incendi, valanghe e/o fumi tossici o altro, in modo da calmare gli animi).

Non vota, il mare, e non siede in “Parlatorio”, ove mancano la fantasia ed il coraggio di cambiare rotta e percorso e ci si dilunga con sterili e contrapposti dibattiti, lunghi e noiosi, votando, talvolta, anche delle leggi autoreferenziali, (verso l’uomo della strada spesso ingiuste, astruse ed incomprensibili, anche di tipo pensionistico-privilegiato) perché lì – in “Parlatorio” – anche le esigenze ed i “desiderata” dell’italo uomo della strada contano – di fatto – poco o niente.

Leggi tagliate su misura per le classi dirigenti del paese (altro che democrazia del popolo, popolo sovrano e libertà d’espressione), che periodicamente aumentano l’importo delle (loro) laute ed esose pensioni e dei (loro) immeritati vitalizi e privilegi di casta, disinteressandosi (è modo gentile ed educato di narrare tali incresciosi fatti, che evita adirate e bieche volgarità popolari…) di Venezia e della sua “acqua alta”.

Ma anche delle “terre dei fuochi” campane, dell’immondizia che marcisce al Sole e dei topi di Roma “caput mundi” e delle discariche che inquinano le falde acquifere con il percolato (anche) nel territorio dei Castelli Romani (Castelli Romani uguale “futuro immondezzaio di Roma Metropoli selvaggia”?), dando priorità ad emerite fesserie e stupidi cavilli burocratici di parte e di fazioni.

Ma il mare, inquinato dall’uomo ed emarginato dall’agenda politica dei Potenti, si rialza in piedi e “se ne frega” dell’agenda politica del giorno.

Scombina, di colpo, tutti gli impegni giornalieri dei politici e li fa correre sul posto a vedere che succede ed a conteggiare i danni (perché Essi hanno, ora, delle reali pubbliche responsabilità da adempiere, che i disastri obbligano a non procrastinare oltre…) visto che ora bisognerà risarcire a breve (anche per tacitare la sorda rabbia popolare, che va montando nel popolino pagante, ormai indisposta a votare i “soliti volti noti”, se Essi non si faranno vivi immediatamente e se non risarciranno tutti i danni subiti a breve).

Anche perché quell’acqua salmastra, di cui si blatera nei telegiornali “del dolore” d’oggi, che provoca tanta rabbia e tanti danni a piccoli imprenditori, commercianti, agricoltori e pescatori, è “acqua marina pulita”?

E perché mai dovrebbe essere “acqua pulita”, visto che dovrebbe essere prima depurata dai veleni ed immondizie che vi si scaricano dentro quotidianamente, in spregio alla Natura, al mare stesso ed alla raccolta differenziata, da parte di barche e di navi di passaggio, dei maleducati vacanzieri e di taluni esercizi commerciali che ancora scaricano in laguna i (loro) reflui fognari nei canali?

Tra le sirene d’allarme e le campane delle chiese di Venezia e delle isole vicine, allora, che suonano a distesa per segnalare al popolo preoccupato ed ansioso l’imminente arrivo della piena della marea della laguna veneta, quell’acqua marina salmastra corrode così tanto gli storici monumenti perché non è soltanto pura e semplice acqua, ma “acqua immonda”.

Acqua marina che contiene solventi, detergenti, detersivi, idrocarbuti e polveri, scarichi fognari, immondizie ed animali morti trascinati lì dalla forza dell’acqua.

Acqua marina che crea caos, anarchia, disordine e danni, da rimuovere al più presto perché altamente corrosiva per colonne e statue, pavimenti e portici.

Perché non ci deve essere mezzo metro d’acqua in un supermercato, progettato per altre esigenze, con i carrelli della spesa che fanno “sci nautico” nell’acqua salmastra, mentre gli incassi giornalieri crollano vertiginosamente.

Allora ci si arrangia come si può, con molta buona volontà (magari imprecando, in veneto stretto, contro il Governo ed i “politicanti latri” ed il MOSE) mente si cerca di aspirare la tanta acqua con le idrovore e si pulisce in fretta, con fatica e con caparbietà, lottando contro le maree, che, però, purtroppo, poi tornano di nuovo a fare nuovi danni, annullando il lavoro fatto.

E’ una lotta impari, quella tra l’uomo ed il mare, che l’uomo supertecnologico moderno perde senza alcuna possibilità d’appello, perché impreparato ad affrontare la furia del mare e delle sue maree.

Perché una consapevole ed efficace politica di prevenzione dei disastri ambientali non s’improvvisa all’ultimo e nel tempo libero da altri impegni, ma si mette in agenda prima, si stanziano notevoli fondi e si fa prevenzione seria.

Internet e social networks, smartphones, palmari, televisori LCD e notebook non fanno altro che condividere ed amplificare il disastro ambientale annunciato, rendendolo globale e glocale insieme, senza se e senza ma.

Il “villaggio globale” assiste così al penoso spettacolo messo in scena dall’incapacità e dalla mancata prevenzione dei disastri idrogeologici in atto in I-taglia, mediante la visione di filmati ed immagini nude, crude ed imparziali.

Sicché il disastro climatico-cultural-ambientale di Venezia e dintorni non può essere sottaciuto o censurato, a livello globale e glocale, dai mass media del mondo intero.

Perché i soldi pubblici debbono sempre esserci, in grande quantità, per i “Signori Politicanti e per i loro funzionari politici ed i loro servi e lacchè”, mentre dovranno essere sempre pochi per le forze dell’ordine, per i Vigili del Fuoco e per le guardie forestali (corpo militare soppresso, utile al territorio ed alle persone, oltre che alla prevenzione degli incendi, da ripristinare presto…).

Così il “disastro Venezia” diventa “Grande Paura a Voi!” (anziché “Grande Speranza nel prossimo futuro del 2050 ed oltre”) e pressante e pesante monito per tutti gli italiani onesti e laboriosi, uomini e donne di buona volontà, che vedono aprirsi, davanti ai propri occhi, grazie ai telegiornali, ad Internet ed agli smartphones, drammatici scenari di miseria e di desolazione, di ingenti danni e di distruzione, di mancata prevenzione e di colpevole incuria istituzionale, che caratterizzano i paesi del Terzo Mondo e non certo i paesi industriali del G7.

E qualcuno – forse più lungimirante degli altri, tacitamente si domanda e chiede: “a quando toccherà anche a noi?” (dopo le frane, i terremoti, gli incendi boschivi, le discariche a cielo aperto, l’inquinamento industriale di fiumi, laghi e mari ed il crollo di ponti e di viadotti che caratterizzano, purtroppo oggi e sempre più spesso, il nostro povero e martoriato dai cambiamenti climatici “paese I-taglia”)!

Arrivederci dunque al prossimo articolo di dicembre, l’ultimo di quest’anno 2019, che concluderà tutti i temi ecologici e sociali, da me fin qui trattati.

Dopo il quale, chi mi succederà – ed è una bella sorpresa che non posso certamente svelare ora ai lettori – avrà penna e pieno campo libero per narrare ciò che d’importantissimo ha da dirci, a noi del blog ed al mondo odierno.

Proprio ed esclusivamente solo qui, in questa benemerita rubrica “2050” del blog di Andrea, in cui si sta già preparando ad apparire e… scrivere!

Buona domenica a tutti (anche se l’Arno – dice ora la tv – minaccia nientemeno che la città di Firenze e c’è l’allerta meteo in ben undici regioni italiane…)

Statemi bene e, prudenzialmente, evitate gli spostamenti se non necessari.

 

Cristiano Torricella futurologo italiano icona piccola da allegare ad articoloCristiano Torricella, futurologo italiano del 2050 ed oltre

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2050 – I-taglia del futuro: “Grande Speranza” o “Grande Paura” del domani? (seconda parte) di Cristiano Torricella (2/2)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 20, 2019 in 2050, Blog, Cristiano Torricella, Punti di vista

[Parte 1/2)]

Infatti, se veramente la vita di Roma “caput mundi” dipendesse da ciò che fanno oggi gli “ominidi” a Roma, si sarebbe già estinta da tempo immemorabile (spaccio di droga, “mafia capitale”, usura, racket, prostituzione, rumorosa movida alcoolica coatta e gratuito lancio di bottiglie di vetro contro ignari passanti incolpevoli, con corruzione dei costumi e “babele delle genti” e notturni incendi dolosi di impianti di trattamento dei rifiuti, di automobili e di motorini parcheggiati in strada, solo per citare qualche attività illecita che pare “andare alla grande” ultimamente anche da noi a Roma (e chi ne ha, più ne metta… ma Io mi fermo qui, per non infierire troppo sulla mia ex città natale…).

Così, per nostra fortuna, la fine del mondo odierno e delle nostre itale città – così come le vediamo e conosciamo oggi – è rimandata ad oltre il 2050, ad opera dell’imbecillità, della mancanza di senso civico e dell’avidità del fesso superuomo moderno – di fatto – “poco sapiens” ed, invece, “molto “avidus” (di questo statene certi…).

Ma fortunatamente – “Grande Speranza a Noi ed a Voi ” i boschi, le pinete, i monti, i fiumi, i laghi, le colline, i mari e le marmotte sopravviveranno lo stesso, visto anche che oggi le nuove centrali nucleari italiane, che volevano posizionare tra luoghi soggetti a segnalato dissesto idrogeologico, criminalità organizzata, vulcani e zone sismiche soggette a terremoti (che “noantri noi dell’italo popolino memore di Chernobyl” non facemmo loro costruire, votando compatti contro il nucleare al referendum popolare, in tempi non sospetti) di fatto e di grazia, non esistono.
La pioggia e la neve continuano – e continueranno – a cadere sull’Italia, anche se l’umanità futura si dimostrasse, spesso o a volte… – più imbecille, presuntuosa, arrogante ed avida di quella attuale (e ce ne vuole!)

E sulle note degli Edenbridge e del loro brano “Far Out Of Reach” scrivo di getto quanto segue: Roma “caput mundi” resterà per sempre – tra l’altro – fregandosene ampiamente di tutti noi!

Perché Roma è Roma ed i partiti politici no, solo banderuole temporanee mosse dal… Ponentino!

Resteranno sempre e comunque le Dolomiti, i quadri di Modigliani, i versi di De Scalzo, nonostante la diffusa ignoranza e la palese umana avidità e la grande presunzione – come genere umano – di essere, noi umani, assai superiori alle piante ed agli animali: e questa è proprio… la Grande Speranza, per il futuro prossimo venturo dell’uomo supertecnologico moderno che governerà il mondo, che sia proprio così (Amen!).

Il futuro farebbe invece certamente assai di più “Grande Paura”, se pensassimo – erroneamente, anche per un solo istante – che esso dipenda totalmente e soltanto dall’uomo supertecnologico moderno (fortunatamente per Voi e per Noi, non è affatto così, almeno fino ad oggi!)

La vita delle piante e di animali e batteri e virus continuerà – comunque – anche dopo di noi, anche se gli “imbecilli supertecnologici umani” fossero capaci di creare veramente, con la loro super-presuntuosa insipienza e follia, un reale disastro nucleare a Milano nel 2050 ed oltre (cerca su Google “2050 – disastro nucleare a Milano”, se vuoi tremare un poco e/o riderci su… ).

Il Mosè di Michelangelo – fortunatamente – non chiede mai il “permesso di esistere” (in doverosa carta bollata protocollata) – esiste di per sé e se qualche idiota tenta di distruggerlo, lo arrestano

Così, la mitica “Grande Paura degli U.F.O.” non impedirà che noi italiani si debba comunque andare a lavorare per vivere anche in futuro, né che la nostra vita quotidiana sia stravolta da strani “rapimenti alieni”, mentre viaggiamo in metropolitana, prendiamo l’autobus o l’automobile (a Roma, ultimamente, il problema vero è: quanti autobus s’incendiano da soli, mentre li… usiamo?).
Riusciranno a costruire, un domani, dei robot pensanti che sappiano governare decentemente la megalopoli di Roma del futuro, al posto degli inutili managers umani strapagati? (se non li vedo, questi robot intelligenti, Io, certamente, non ci credo…)

Il cervello umano si rivelerà, in futuro, troppo complesso per essere riprodotto in laboratorio dagli scienziati e la mappa genetica del cervello ricavata sarà ritenuta uno schema troppo elementare?

Potranno, gli imbecilli, imbelli, rozzi, beoti e decerebrati “Nani del Potere” rubare veramente i tuoi sogni più segreti, le tue più recondite fantasie, le tue radici storiche ed i tuoi migliori ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, come suggerito da certi film di fantascienza esterofili, che anticipano tremendi e bui tempi futuri da brivido, che, per ora, non sono realizzabili a breve termine, almeno qui da noi, cioè in Italia, visto che, a Roma, hanno difficoltà persino a “tappare le buche stradali” ed a liberare le strade dai puzzolenti rifiuti civici?

Di cosa avere “Grande Paura”, dunque, se non dell’egoismo e dell’immutabile egocentrismo umano, che tutto sa, tutto capisce solo lui, tutto vuole gestire ed insegnare agli altri, a lui inferiori e quasi succubi di grado?

In cosa cercare, dunque, “Grande Speranza”, se non in ciò che è naturale, non umano e cosmico?

Per fortuna, all’ ”homo-faber” sono state date le chiavi della conoscenza del Bene e del Male ma non – ancora per poco? – l’Onnipotenza Supertecnologica, con cui creare “macchine a sua immagine e somiglianza”, altrimenti Egli le avrebbe già create per… schiavizzarci tutti quanti!

Lungi da noi il crederci – come umani – degli Dei Onnipotenti, manipolando DNA ricombinato, atomi ed embrioni umani-giocattolo, visto che la razza umana, spesso, è come “insensata” e che, nel corso di millenni di storia, del tutto documentata e documentabile, ha, di fatto, scatenato guerre mondiali, “roghi di streghe”, Inquisizioni tardo-medioevali, guerre di religione e disastri chimici, sociali e nucleari come niente fosse, quasi che un demone interiore divorasse l’anima umana rosicchiandola… da dentro!

Seveso, Chernobyl e Fukushima avranno insegnato qualcosa a questo “decerebrato sottotipo di uomo supertecnico”, che si pone al di sopra del Creato e che incolpa gli altri dei propri fallimenti?
Ma se l’uomo è rimasto più o meno lo stesso, psichicamente ed interiormente, dall’uomo di Neandertal ad oggi, in fondo non è anche perché, geneticamente, sono presenti – anche in moltissimi di noi – ancora i geni del… Pitecantropo e/o del “Lupo Mannaro” o… dell’Antropofago?

E quest’uomo qui, proprio questo, che ruba, uccide e fa prepotenze al prossimo, mirando al massimo guadagno ed alla minima fatica e sforzo, sia mentale che fisico, ma non ancora adeguatamente evoluto mentalmente e spiritualmente, proprio lui vorrebbe dirigere il necessario cambiamento futuro e controllare – lui stesso, tale infame – in futuro l’atomo, la fisica quantistica, i robot, i droni, l’ I.A. (l’Intelligenza Artificiale) e lo spazio cosmico, nonché la vita umana stessa e/o persino quella extraterrestre?

Pazzi umani supertecnologici, che non sanno quello che fanno!

Pentitevi e cospargetevi il capo di – medioevale, quaresimale e romanaccia – cenere di pentimento e di umiliazione! – grida il mio Savonarola Nero, mio fantasioso personaggio musical-teatrale!
Mano al “gatto a nove code” ed ai flagelli! – dicono i frati della Confraternita della Bona Morte!

Battetevi il dorso presso “Ponte Mollo”, o sinistri penitenti incappucciati! – dice il Frate Nero

Il “Sommo Pentimento di Dio”, vostro ed altrui, solo lui è foriero (portatore) di Grande Speranza!

Ed il 666 è già lì, che bussa e viene a rubarVi l’anima, a causa dei Vostri Umani e Recidivi Peccati Mortali!

La nostra fortuna è, però, che, probabilmente, questo sottotipo d’uomo (assai diffuso sulla Terra, peraltro) per fortuna non avrà forse mai né le capacità né i mezzi né il consenso popolare generalizzato per creare i disastri culturali, sociali, ambientali, economico-politici che ha in mente (lo spero anche per il futuro di Voi lettori…)

La demoniaca tentazione dell’uomo supertecnologico moderno sarebbe probabilmente quella di tentare di sostituirsi a tutto ciò che esiste, cioè sia a Dio che alla Natura, nell’umanissimo tentativo di “migliorare” – tentativo probabilmente fallimentare, per fortuna – ciò che, in realtà a molti di noi, più sensati di lui, va già “benone” e di ricreare il già perduto Paradiso Terrestre, mentre ciò che probabilmente riuscirebbe invece a creare sarebbe solo una sorta di nuovo Inferno su questa Terra, ben peggiore di quello odierno? (evviva i Lacuna Coil, il cui bel brano rock-melodico “The Ghost Woman And The Hunter” sto ascoltando in cuffia, con somma gioia, in questo momento).

E, sulle meravigliose note musicali metal-rock-sinfoniche dei Nightqueen del brano “Power Infusion” mi sembra doveroso premettere, per chiarità d’esposizione e d’intenti e sobria onestà verso i miei 4 lettori online, che, al momento, le mie particolarissime previsioni d’autore sul futuro prossimo venturo sono necessariamente limitate al 2050 ed oltre ed all’Italia in particolare, ma che, per ovvi motivi che immaginerete facilmente, dal 2100 in poi, Io stesso, scrivente autore, non posso prevedere nulla di preciso e perciò non saprei che dirVi in merito ad ulteriori sviluppi futuri, visto che, in quella lontanissima data (il 2100), probabilmente si saranno perdute anche le mie stesse tracce vitali ed anche questi stessi articoli pubblicati online su Internet, ai posteri ciò piacendo!

Premesso anche che, fino al 2050, il pianeta Terra esisterà ancora, anche se inquinato; che la fine del mondo – così come lo conosciuto oggi – sarà avvenuta silenziosamente, grazie ad epocali cambiamenti di stile di vita ed alle novelle scoperte scientifiche del futuro prossimo venturo; che gli extraterrestri alieni non saranno sbarcati alla conquista del pianeta Terra (magari, conoscendoci meglio, forse ci avrebbero caldamente… evitato) e che i robot e le macchine non ci avranno schiavizzato e resi mezzi umani e mezzi “macchine da soma”, (il termine “robot” deriva infatti, etimologicamente, dal cecoslovacco “robota”, che significa, per l’appunto, “lavoro forzato” e “lavoro di fatica”), che scrivere, allora ed ancora, del futuro 2050 ed oltre, in così poche righe?

Ma il tiranno spazio- tempo, anche questa volta, non mi è bastato per scrivere e narrare tutto ciò che avrei voluto dirVi, condividendolo con Voi sconosciuti online!
E, giacché, Io autore, scrivo perché ho cose importanti e distopiche da dire al mondo attuale,

(affinché poi non dica, in futuro, che Io non avevo avvertito chiaramente, ammonito, scritto e detto in tempo utile…) agli italiani intelligenti ed a tutti coloro che sono interessati a vivere nel futuro prossimo venturo su questo nostro così meraviglioso e così travagliato pianeta Terra, sulle note dell’ultima canzone power-metal, che sta passando in cuffia, adatta al commiato, “Immortal” degli Shadowlcon, Vi saluto con un latino “ad maiora” e Vi dò appuntamento al terzo seguito di questo mio insolito e distopico articolo sperimentale “sui generis” (che, invero, sarebbero dovuto finire qui ma che, invece, per mancanza di spazio-tempo e conseguenti ragioni contingenti, proseguirà online nuovamente su queste pagine appena sarà possibile.

“Non abbiate… Paura!” – non diceva così un “Grande Papa di Roma”, oggi ormai scomparso?

(continua nella terza parte dell’articolo, a Dio piacendo…)

Marino Laziale (RM) – Anno Domini 16/08/2019
“Qui l’ho immaginato e qui… l’ho scritto!”
Cristiano Torricella, futurologo del 2050 ed oltre

 

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2050 – I-taglia del futuro: “Grande Speranza” o “Grande Paura” del domani? (seconda parte) di Cristiano Torricella (1/2)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 20, 2019 in 2050, Blog, Cristiano Torricella, Punti di vista

Come promesso all’autore Andrea Z Mac, rieccomi qui, da un lontano paese collinare dei Castelli Romani, in quel di Marino, a qualche decina di chilometri da Roma “caput mundi”, a scrivere il seguito del mio precedente articolo neofuturista, intitolato “2050 – I-taglia del futuro: “Grande Speranza” o “Grande Paura” del domani?”, questa volta incentrando l’attenzione proprio sulla “Grande Speranza dell’Imminente Futuro Prossimo Venturo del 2050 ed oltre”!

Da tempo immemorabile ho deciso di scrivere questi articoli divulgativi neofuturisti esclusivamente per la distopica, interessante e lungimirante rubrica neofuturista “2050” del blog www.libera-mente.net, che (tutto merito di Andrea!) ospita i miei distopici, dissidenti e divulgativi articoli, tutti scritti in Italia, ai bellissimi e decentrati Castelli Romani, cioè a Marino centro storico.

Scritti libera-mente (mi si perdoni il – per me inevitabile ed irresistibile – letterario gioco di parole…) senza alcuna promessa di guadagno o pretese di avere qualsivoglia altro in cambio, se non la personale e libera “soddisfazione intellettuale” di potermi esprimere attraverso la difficile arte della scrittura, al meglio che posso, narrando ciò che gli altri non Vi dicono e probabilmente non Vi diranno mai, per ovvi (loro) interessi di parte, per “quieto vivere” ma anche a causa di conflitti e condizionamenti politico-economico-istituzionali-commerciali interni (essendo Io, invece, differentemente da loro, un italo autore indipendente, della cui scelta vado ovviamente fiero…).

Articoli neofuturisti, questi miei, che, altrimenti, non avrebbero avuto mai voce in capitolo, rifiutati dai giornali con una scusa o con l’altra, risultando dissonanti e disallineati (politicamente ed economicamente) rispetto alla “costante mistificazione e distorsione mediatica” che molti mass-media, politicamente legati al “Bieco Potere di Roma e di Milano” (e non solo…) tentano di propinare all’opinione pubblica, assecondando servilmente ogni bieca richiesta del Potere (perciò, per me, libero autore dissidente, anche solo il fatto di poterli pubblicare qui, senza censure di sorta, è, per me, fonte di Grande Soddisfazione Personale e, da qui, perciò, anche di “Grande Speranza” per il futuro prossimo venturo, in rapido arrivo… (attenti, si è nascosto dietro l’angolo, lì dietro)

Mentre ascolto online in cuffia, tramite Shoutcast, scrivendo queste mie, un gruppo metal, i “Divine Ascension”, di cui segnalo il brano “The final stand” a chi ama questo particolare genere musicale (ma anche gli Skiltron di “Through The Longest Way”, in stile metal-folk-musica irlandese ed altri brani e gruppi musicali appartenenti al “metal”, che citerò ogni tanto qui di seguito…).

Iniziamo subito con qualche buona notizia per l’ignaro, sudato ed accaldato lettore d’agosto!

Innanzitutto – a contrastare ed a smentire certe ipotesi futuristiche-pessimistico-messianico-fantascientifiche, del tutto sballate, sul mondo in cui viviamo ed in cui vivremo in futuro, se il nostro comune pianeta Terra non finirà né ora, né mai, non è certo grazie alla bravura di noi bipedi terrestri, che inquiniamo, sprechiamo e litighiamo spesso ed ovunque si volga lo sguardo, per cose futili e spesso dannose (non ci limitiamo a questo – è vero? . ma facciamo anche di peggio, sia alla Natura che a piante ed animali, nevvero, o signori? Chi ha mangiato spazzatura, ultimamente? )

E, così, mentre ascolto il brano “Cry Just A Little” degli Avantasia – altro che Pu-po nostrano – penso che, purtroppo, noi italiani siamo ancora oggi capaci di “morire di fame e di piangerci addosso, inconsapevolmente seduti su un forziere pieno d’oro, che potrebbe sfamarci fino alla fine dei tempi e dei nostri giorni, perché fondamentalmente non lungimiranti, ignoranti, avidi, egoisti e non pianificatori, ognuno preso per conto suo a coltivare il proprio melenso e ristretto orticello privato e, perché no… anche stupidamente competitivi, inutilmente combattivi ma mai abbastanza collaborativi tra di noi del popolino!

Perché scrivo metaforicamente tutto questo, metafora che produce, insieme, “Grande Speranza” e “Grande Paura”, lo spiegherò “nero su bianco” ed a chiare lettere, tra poco qui di seguito.

I retaggi, i fasti, le vestigia ed i monumenti del millenario rigoglioso passato dell’Italia e dell’Europa intera sono una “Grandissima Speranza e Fortuna”, che bisognerebbe “meritarsi agendo rettamente ed eticamente”, oggi ed in special modo un domani, visto i problemi immensi che ci stanno per arrivare addosso, che richiedono statisti, “menti illuminate” e “progettisti di futuro”…
Ma l’uomo supertecnologico moderno è, spesso e purtroppo, un “Uomo-Lupo-Avido-Predatore” che, pertanto, si fa beffa di Dio, della Natura e degli stessi uomini: perciò mi chiedo quali incredibili benefici dovrebbero nascere da questo suo stupido orgoglio e “scelta suicida”, che non vuole cambiare i privilegi e l’esistente sociale, che si basano sulla disuguaglianza economica di massa.
L’uomo supertecnologico moderno sarà capace di cambiare la propria anima interiore così come cambierà tuta da lavoro, abiti anti-infortunistici e la “maschera di scena”, in ufficio o al lavoro?
Questa è la vera scommessa da vincere, il dubbio da abbattere, l’incubo da sconfiggere e l’insonne ed atroce dilemma, senza i quali tutta la nostra tecnica e le competenze scientifiche che possediamo potrebbero generare mostri, fantasmi ed O.G.M. (Organismi Genericamente Modificati per errore).

Grandissima Speranza Fortunata è, invece, quella di vivere e di nascere in Italia, folkloristica terra di musica, gastronomia, pittura, scultura, arte e cultura, che ci è stata “regalata dalla nascita”, visto che non abbiamo mai fatto nulla per meritarci tale eredità fortunata, se non il fatto di nascere e di vivere “nel posto giusto al momento giusto”, liberi da guerre tribali, epidemie, fame, sete, desertificazione e napalm, zanzare malariche, serpenti a sonagli, coccodrilli e/o scorpioni velenosi.

Noi italiani, in particolare, “giochiamo in casa” e “vinciamo a tavolino”, visto che abbiamo la straordinaria fortuna di vivere in un piccolo lembo di terra così straordinario, vario, straricco d’arte e di cultura, pieno di vestigia e di monumenti e di musei e di bellezze paesaggistico-naturali, che non ne esistono di posti uguali al mondo, vivendo, purtroppo, tutto questo “ben di Dio” spesso inconsapevolmente ed anche colpevolmente dimenticandosene (povertà culturale dell’itale genti).

Se poi (loro) cementificano, delinquono, bruciano rifiuti ed inquinano, di chi sarà la colpa, sempre la mia?

Oppure la colpa sarà del “padre della lingua italica”, cioè di…. Dante Alighieri?

O della celebre Infiorata di Genzano di Roma, che si ripete, ai Castelli, da circa 250 anni, con circa 350.000 fiori che vengono stesi nella centralissima via Belardi, nella giornata del Corpus Domini?

La fortuna e la Grande Speranza che abbiamo (in particolare noi italiani d’oggi e di domani) è che, per fortuna, il futuro prossimo venturo non dipende – del tutto – totalmente da noi (meno male, eh?)

Ci siamo un bel “peso”, vero?

Dopodomani noi stessi “passeremo la mano” ma il Colosseo ed il “Cupolone” di San Pietro non “passeranno” mai di moda ed esisteranno eterna-mente sempre, anche quando i robot cammineranno tenendosi per mano in un futuro non certo poi così remoto, anche a Roma centro!

Mentre i droni agricoli, volando sopra i campi coltivati dell’Agro Romano, dirigeranno i… trattori!

Potremmo proseguire nell’errore, noi uomini imperfetti e fallaci, ed, a torto, sprecare e corrompere il mondo intero, sprecando il nostro prezioso tempo di vita ad inseguire potere e denaro, presi da “volontà di potere”, “inciuciando” e creando altre e peggiori ingiustizie di quelle attuali, ma Roma ed I Castelli Romani (loro) non “passeranno” mai, così come Milano, Verona, Vieste, Genova, Torino, Venezia, che – nonostante noi – ci sopravviveranno e cresceranno ancora ed a dismisura!

Impedire di valorizzare i grandissimi tesori che abbiamo sparsi ovunque, nella bellissima penisola italiana, fuori-terra e sottoterra, è miope, criminale e sbagliato; e quando, prima o poi, come tutti, anche noi futuri vegliardi di fine ‘900 “usciremo finalmente di scena”…largo ai futuri giovani e donne del giovanile pianeta Terra del futuro, sperando che Essi – almeno loro – amino (più di quanto abbiamo fatto noi, ominidi degeneri, storicamente da dimenticare… ) l’arte e la cultura!.

Ciò nonostante, la nostra penisola è così ricca d’arte, di storia e di cultura, che i “Barbari Imbecilli Politicanti del Potere di fine ‘900 ed oltre” non riusciranno mai a distruggere completamente e totalmente il nostro immenso patrimonio artistico e culturale ultra-millenario, che “giace” in Italia, nonostante alcuni lo svendano, distruggano, esportino illegalmente o imbrattino con scritte oscene.

E se la beffa (oltre al danno) e la mistificazione culturale sembrano imperare, nel presente 2019, quasi ovunque, insultando, di fatto, l’ “intellighentia culturale” del nostro italo popolo – ormai ex sovrano a casa propria – il crudo futuro in arrivo non perdona la folle presunzione di chi si crede veramente, a torto, “super-uomo e super-genio”, volendo pertanto normare e “blindare” ogni cosa che abbia un nome (Internet compreso), ogni insetto che respiri ed ogni foglia che cada dal platano che si affaccia con i suoi rami sul romano Lungotevere dei Sassoni, nei pressi degli storici Castel Sant’Angelo e Ponte Sant’Angelo (viva gli Equilibrium del brano “Aus ferner Zeit!” e la loro musica metal-rock-folk-progressive, che ci “liberano la mente” dalla futura scadente burocrazia romana, dai futuri favoritismi politici e dalle future raccomandazioni lavorative nella P.A…. )

Sarebbe, infatti, veramente preoccupante e riduttivo, se il destino di Roma e dell’Italia intera dipendesse, oggi ed in futuro, dalle imperfette ed avide menti umane di questi biechi nanerottoli malvagi, che sempre più spesso litigano su tutto e bisticciano per soldi, potere, poltrone politiche, gloria e “successo mortale”, dimenticandosi che… “la loro e la nostra vita è così breve che, tra poco più di cinquant’anni, saranno e saremo già tutti morti” mentre, invece, al contrario di noi comuni mortali di fine ‘900 ed oltre, i sommi imperatori romani Traiano, Tiberio, Costantino, Tito, Massenzio, Vespasiano e Nerone imperatore vivranno per sempre, nei libri di storia romana e sulle spalancate bocche, piene di meraviglia, dei futuri turisti stranieri in rapida visita a Roma!

“Salvate Roma!” – leggo drammaticamente sui giornali allarmistici odierni – ma Roma “caput mundi” non ha certo bisogno di essere salvata dagli stessi uomini che la inquinano, la sporcano e “la offendono” con la loro bassetta ed inettitudine, pensando solo a fare soldi ed ai “fatti loro”, lasciando marcire nel degrado e nell’incuria mille opere d’arte, parchi, pubbliche piazze e strade!
Ominidi che “vivono Roma” (ma anche tante altre bellissime città italiane) in spregio alla stessa città che li ospita, coprendola di cemento abusivo e riducendola a parcheggio, seppellendola di spazzatura, tra un rincorrersi di topi, cornacchie, gabbiani, scarafaggi e vermi immondi, tra la stupefatta ed attonita meraviglia dei turisti provenienti da tutto il mondo, attirati dalle meraviglie di Roma centro storico, che non capiscono perché ciò tutto sia consentito “da chi di dovere”!

[continua...]

Marino Laziale (RM) – Anno Domini 16/08/2019
“Qui l’ho immaginato e qui… l’ho scritto!”
Cristiano Torricella, futurologo del 2050 ed oltre

 

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2050 – I-taglia del futuro: “Grande Speranza” o “Grande Paura” del domani? (prima parte) di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mag 1, 2019 in 2050, Blog, Cristiano Torricella, Punti di vista

“Solo questione di soldi, per un futuro migliore.
C’è chi preferisce rovinare il futuro ai propri figli, che rinunciare a qualche spicciolo.
Esiste una frase che dice: “pago quattro monete oggi, per poterne pagare una domani”.
All’uomo non interessa.”
(Luana Pessina – prefazione al romanzo “2050 – disastro nucleare a Milano
di Cristiano Torricella – Edizioni Simple – prima edizione: 2012 – pagina 5)

Ciò scrive argutamente Luana Pessina, giovane scrittrice lombarda, nella sua prefazione al mio romanzo edito nel 2012, censurato dal “potere della casta” perché troppo “pro itali liberi cittadini”.

Ho voluto iniziare citando l’autrice Pessina, che, secondo me, ha colto nel segno, centrando appieno il problema (italo problema tragico e paradossale, riguardo alla visione del proprio futuro…).

“Solo questione di soldi, per un futuro migliore”: tutto qui e nulla da eccepire a livello pragmatico.

Solo una ”questione di soldi” ci separa da un futuro migliore per noi e per i nostri figli e parenti.

E’ dunque etico inquinare drasticamente il mondo, al solo scopo di guadagnare di più?

Si può dunque corrompere e/o delinquere, per guadagnare moltissimo?

Quanto costa la medicina “X” o quanto si percepisce di pensione: la vita è riducibile a … soldi?

Cosa saresti pronto – anche di disonesto, o cittadino del futuro 2050 ed oltre – a fare per i soldi?

Emarginare e calpestare gli altri? Già lo fanno… e lo faranno ancora nel prossimo futuro!

Mentire e spergiurare? Già lo fanno… e lo faranno ancora nel prossimo futuro!

Rubare (corruzione, peculato, usura, tangenti, eccetera)? Già lo fanno… e…

Truffare il prossimo e falsificare? Già lo fanno… e lo faranno ancora nel prossimo futuro!

Ciò che è etico e morale quanto importa, nella “Summa Decadentia Immorale” del 2050 ed oltre?

Solo una ”questione di soldi”, al cui cospetto (“del Dio Denaro”) tutto si svaluta e si svilisce?

“Fare soldi”: pensiero corrente ed assillante, al cui cospetto tutto passa in secondo (o terzo) piano?

Pensiero diffuso in tutti gli strati sociali, che vorrebbe condizionare e/o “comprare” gli… umani?

Ambiente, cultura, energia, educazione scolastica e sanità diventeranno “soldi” e non più servizi?

Venderanno medicinali costosi inutili (ma lo scopo primigenio non era quello di guarire il malato)?

Si guarderà alla politica come ad un “facile modo” per guadagnare tantissimi soldi senza lavorare?

E’ possibile svolgere il lavoro di medico solo per guadagnare, disinteressandosi di curare la gente?

E’ possibile, per un informatico di lungo corso, non curarsi dei sistemi operativi ma solo dei soldi?

E’ possibile essere dei contadini a cui non interessano né i campi coltivati né le le piante orticole?

Cercando solo di fare soldi – chiedetevelo ora – non si va dritti, forse, verso il baratro annunciato?

Con il sacrificio, la pazienza, lo studio e l’intelligenza – cose che non si comprano – ci si salverà?
Il “bivio di scelta” sembra essere, dunque, questo: soldi o no … avere o essere… possedere (o no)?

Solo una “maledetta questione di spiccioli” che mi porta a chiedermi (questa domenica alle ore 05:30 del mattino, in quel di Marino (RM) – Castelli Romani, ove ormai risiedo da quasi vent’anni…): 2050 – I-taglia del futuro: “Grande Speranza” o “Grande Paura” del domani?

Cosa aspettarci – di bene o di male – dall’ “invecchiata I-taglietta” tricolore del 2050 ed oltre?

“Grande Speranza” o, au contraire…. “Grande Paura” (a causa di una nazione “poco lungimirante”)?

Riecheggia forse, in queste (mio) dissidente dubbio di libero intellettuale culturalmente estraneo alla politica militante (per questo mai finanziato da partiti politici e lobbies) il disperato grido (dell’oggi anziano) italo cittadino onesto e laborioso, oggi ormai invecchiato e stanco di decenni di lotte e di sconfitte sociali, ormai sconfitto, tacitato, mortificato ed emarginato dal potere (che mercifica e corrompe l’individuo debole, magari – forse – anche più intelligente della massa, ma economicamente e socialmente più debole “di fatto” e, dunque, teoricamente, da tutelare)?

Vecchia I-taglia nemmeno più tanto opulenta come nel passato, visto che sta tagliando servizi essenziali (come ad esempio, la sanità pubblica) per continuare a foraggiare la “casta del potere”?

Vecchie istituzioni meno credibili, meno democratiche e meno rappresentative rispetto al recente passato di metà ‘900 (come mi dicono alcuni anziani del ‘60, di cui qui trascrivo i “loro” pensieri)?

Quanto noi stessi siamo, oggi, ancora veramente liberi di scrivere e/o pensare ciò che ci pare, come privati cittadini, visto che, a quasi ogni mia frase o periodo, segue un prudenziale punto interrogativo? (come diventerebbe questo mio articolo “futurista”, se, ad esso, togliessimo tutti i punti interrogativi? Provateci Voi, o lettori, se ciò v’incuriosisce e se volete…)

Oligocrazia o, invece, vera democrazia, quella italiana d’oggi ed i-tagliana del futuro 2050 ed oltre?

Peggioramento in atto, dovuto alla reale pochezza ed alla reale povertà culturale dei partiti politici, dei managers e della casta, che sicuramente genererà reale povertà futura nel 2050 ed oltre… o no?

Cosa aspettarci, allora, dalla vecchia I-taglia tricolore del futuro prossimo venturo in rapido arrivo?

“Grande Speranza” o, invece, au contraire…. legittima, motivata e prevedibile… “Grande Paura“?

Vogliamo tentare, allora ed ora, qualche plausibile futura previsione, premesso tutto ciò già detto?

L’I-taglia del futuro 2050 (I-taglia che tutto taglia, anche il necessario, al “popolino”… e scusate il grottesco ed umoristico gioco di parole…) sarà molto probabilmente l’I-taglia delle prostate ingrossate, degli oculisti e degli occhiali, delle ernie del disco, delle pasticche contro l’ipertensione, dei “vecchi rimbambiti”, dei diabetici, dei cardiopatici, dei malati cronici e degli operati negli ospedali, nonché l’I-taglia degli “ospizi in cui ti picchiano se non obbedisci” (ma ciò non era facilmente prevedibile – sia a livello sociale che statistico – e non lo si sapeva già da lungo tempo?)?

Nel 2050 ed oltre l’uomo sarà già sbarcato sul “pianeta rosso” Marte e ritornato nuovamente sulla Luna a fare nuovi esperimenti scientifico-spaziali, “coltivazioni lunari” e…“business astronautico”?

Avremo (finalmente) le auto elettriche nelle strade delle principali città italiane e dei veicoli senza conducente (i primi veicoli a motore programmabili, guidati da un computer di bordo “assistivo”?)?

La genetica, la medicina e le scienze applicate del futuro avranno fatto i “passi da gigante” promessi, in modo da fornirci nuovi farmaci “miracolosi” e nuove soluzioni iper-tecnologiche personalizzate, inaugurando, di fatto, la “grande stagione della medicina rigenerativa individuale dei super-vecchi”, a base di cellule staminali, chirurgia mini-invasiva ed integratori dietetici per senior?

Internet “delle macchine” sarà diventata così insostituibile (magari non si chiamerà più nemmeno Internet…) e le donne del 2050 ed oltre (che avranno preso il potere assai prima del nel 2050) governeranno – proprio loro – questo (nostro) povero paese ridotto alla povertà ed ormai in sfacelo?

I cambiamenti climatici colpiranno – ormai sempre più drasticamente – tutta la penisola italiana e si correrà – tardivamente – a chiudere la porta del recinto quando quasi tutti i buoi sono già scappati?

Il “nucleare pulito” – sorpresa! – avrà già messo i suoi “impianti sperimentali” ovunque nelle principali città i-tagliane, nonostante le (inutili) proteste locali di parte dell’itala popolazione, venendo altresì spacciato, tale “nucleare pulito”, come – udite, udite! – “energia rinnovabile”?

Il Potere – “Grande Paura a Voi!” – ci “attenzionerà” e ci spierà anche online (dovremmo crederci)?

Ci toccherà, in questa “I-taliaccia” del 2050, proprio a noi “liberi autori”, di mascherarci per poter narrare, recitando per il popolo, più per arte-terapia catartica (personale e sociale) che per… soldi?

Un sordido futuro a fosche tinte apocalittiche, con “commedianti girovaghi del 2050” tutti presi ad auto-rappresentarsi catarticamente sul bieco “palc’oscenico del 2050 ed oltre”, attorniati da un pubblico ignorante e rozzo, che “non legge libri ma li scrive, riconoscendo anche le figure colorate” come voluto e pianificato, a tavolino, dal sordido e potente potere di casta che sovrasta il popolino?

Non recitano già, forse quotidianamente, i (nostri?) politici, nel “teatrino della politica”, la…parte?

Non recitano, forse, i superpagati manager aziendali (messi apposta per fallire banche ed aziende)?

Produce speranza, tutto ciò o, invece ed inesorabilmente “Grande Paura e Futura Ignorantia”?
Rifletteteci su, di grazia, o miei (4) intelligenti lettori e….. buon pro Vi faccia!
(continuerà nella seconda parte dell’articolo…)

Cristiano Torricella, futurologo ed autore

 

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2050 – Italia: energie “pulite” e scoperte tecnico-scientifiche ignorate, insabbiate o non usate per “non dar troppo fastidio” di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il feb 23, 2019 in 2050, Blog, Cristiano Torricella, Punti di vista

(articolo inedito di Cristiano Torricella, futurologo italiano – Marino Laziale (RM)- 28/01/2019)

Le scoperte tecnico-scientifiche odierne possedute dall’Europa (alla data in cui scrivo, 28 gennaio 2019) sono tantissime e rendono ormai ingiustificabile l’attuale “gap energetico” italiano.

Perché si continua, di fatto ed indefessamente, a bruciare carbone e/o combustibili fossili per produrre energia, inquinando sempre più l’aria “bene comune” delle maggiori città italiane, Roma e Milano in primis, come già si faceva nel passato (cioè nel secolo scorso, a fine ‘900)?

Smog cittadino, PM 10 ed I.P.A. (Idrocarburi Policiclici Aromatici) che si respirano anche a Roma megalopoli non hanno però confini geografici ed ancora non esistono (ad oggi) vigili urbani che dirigano il traffico delle nuvole (a meno che la famigerata, U.E. non li inventi in futuro. :) ).

L’aria inquinata che opprime, come una cappa venefica, le principali metropoli italiane (da Roma a Milano, da Bologna a Torino), di fatto, si disperde inevitabilmente e lentamente in atmosfera e ci “ritorna indietro” nei polmoni e nel cibo, anche piovendo giù dal cielo come venefica pioggia acida e/o riproponendosi nuovamente come smog cittadino visibile anche a diversi chilometri di distanza.

Da Marino Laziale e dai Castelli Romani, nel caso della “Capitale d’Italia”, cos’è quella “cappa marrone” che vediamo sospesa su Roma, se non venefico smog che “uccide” mezza Roma?

Non sarebbe opportuno (anche a vantaggio delle future generazioni) passare a tecnologie di produzione e/o di consumo di energia “pulite”, più eco-sostenibili ed eco-compatibili degli attuali idrocarburi (i soliti, usati dalla fine del ‘900 fino ad oggi), dimenticando per un attimo le pressioni politico-economiche delle lobbies del carbone, del petrolio e dell’energia nucleare (nucleare che ci riproporranno nei prossimi decenni – detto tra noi – molto prima del fatidico 2050 di cui scrissi)?

In questi decenni di povertà culturale di fine ‘900 ho visto e ripetutamente sentito in televisione, strombazzate come un’adeguata panacea per i mali energetici del nostro paese, varie minacce di “regresso energetico” (anziché di futuro progresso tecnico-scientifico a livello energetico) che, di fatto, ci rendono (ancora nel 2019) dipendenti dai combustibili fossili esteri (petrolio e gas in primis), facendo leva sull’ignoranza, sulla paura e sull’insabbiamento del progresso tecnologico.

Importanti personaggi politici che proponevano di costruire nuove centrali nucleari in una nazione – la nostra – altamente sismica ed in perenne stato di disastro idro-geologico: ha un senso logico, ciò?

Lobbies di tipo “operaistico-sindacale” che difendevano l’indifendibile (cioè l’acronistica estrazione del carbon fossile) per non far perdere centinaia di posti di lavoro, anziché aiutare le aziende ad investire sul futuro, creando nuovi posti di lavoro nei futuri settori eolico e/o solare.

Colpevole non finanziamento e non sviluppo produttivo di promettenti nuove tecnologie “di punta” che avrebbero permesso – da decenni ed anche in Italia – di produrre e/o di consumare energia in modo meno inquinante e meno costoso, con indubbi vantaggi economici e sociali (ed anche di salute…) per “noi del popolino” (ed allora… spaventiamo il popolo con “visioni drammatiche”).

Atavico rifiuto a-culturale (di massa) del telelavoro, delle scienze applicate e del presente progresso tecnologico, che rallentano ed indeboliscono ancor di più un paese, ormai lontano temporalmente dal passato secolo del ‘900, ma di cui non si vede un rapido scatto verso il futuro prossimo venturo.

Un paese, il nostro, con innumerevoli problematiche arretrate, ereditate dal passato e dalla mal-politica di fine ‘900: dal ritardo scientifico-tecnologico alla burocrazia, alle tasse elevate, all’emigrazione, ai mille problemi del Sud Italia, alla disoccupazione di massa, agli sprechi di denaro pubblico, al debito pubblico, al dissesto idro-geologico in atto sul territorio ed alla mancata prevenzione dei disastri (annunciati), alla corruzione, alla criminalità dilagante, all’inverno demografico”, al progressivo invecchiamento della popolazione, eccetera).

Così ho purtroppo dovuto vedere, crescendo di età e mille volte, ridursi progressivamente, in Italia, le opportunità e le possibilità di un futuro migliore e più equo per tutti, a vantaggio dei soliti noti.

Meno trasporto merci e/o passeggeri (sia ferroviario che marittimo) a tutto vantaggio dell’inquinante (dipendente dai carburanti esteri) trasporto stradale su gomma, con la conseguente creazione dei gravi problemi di traffico ed inquinamento che abitualmente subiamo in metropoli grandi come Roma (tra cui l’esponenziale aumento delle malattie cardiovascolari e respiratorie, allergie comprese, dovute principalmente all’inquinamento dell’aria causato, guarda caso, dal massiccio consumo (e respirazione) di idrocarburi nocivi ed altamente inquinanti per l’uomo).

Ed allora, che cosa aspettarci di migliore e/o di positivo, per il fatidico anno 2050 ed oltre?

Allora sorge spontanea la domanda dell’uomo della strada: “il futuro prossimo venturo sarà ancora una volta, in Italia, la ripetizione e la stantia riedizione del miope passato energetico di fine ‘900, già da noi vissuto in prima persona per decenni nonché sentito e già visto replicarsi mille volte in televisione e sui giornali, con i problemi di smog e di traffico che ormai conosciamo a menadito?”.

Oltretutto, il parziale e ritardato passaggio alle energie rinnovabili “pulite” ha distrutto sul nascere, fino ad oggi, migliaia di ulteriori nuovi posti di lavoro che si sarebbero potuti creare in Italia (evitando così, al contempo, l’emigrazione all’estero di migliaia di persone disoccupate, giovani ed anziani, come accade quando mancano adeguati incentivi alla riconversione energetico-produttiva).

Creando, di fatto ed invece (già accaduto nelle grandi città d’Italia) migliaia di malati cronici cardiovascolari e respiratori, che già affollano i padiglioni ospedalieri di cardiologia e pneumologia.

L’uomo tecnologico moderno di oggi e del 2050 è così avido, immorale e folle? Possibile?

A meno che il vero obiettivo non fosse questo, cioè di farli ammalare, per poi vendere… le cure?

Qualche disinformato (o malevolo?) potrebbe obiettare che finora non esistono, nei paesi occidentali, soluzioni alternative all’uso del petrolio, della benzina e del gas naturale per far viaggiare gli autoveicoli, per produrre energia e per far lavorare le fabbriche, per riscaldare ed illuminare case e ministeri, per far funzionare computer ed uffici e tutto quanto occorre per far marciare spedita l’opulenta, complessa e burocratica società occidentale (che a me non piace così com’è).

E che, per giunta, se smettessimo di colpo d’inquinare, tutto il mondo produttivo si fermerebbe di botto, gettando tutti quanti, noi compresi – udite, udite! – nella disoccupazione produttiva, nella povertà morale e materiale e, per giunta, relegando tutti noi in una sorta di preistoria delle palafitte primitive, della clava e delle frecce di ossidiana!

Grande Paura a Voi! Non volete consumare più petrolio e gas naturale per non inquinare?

Ed ecco, allora, a Voi servita, la peggiore soluzione alternativa che esiste: l’energia nucleare!

Che non inquina l’aria con il piombo né con il benzene né con il PM 10, però… uccide uguale!

Peccato, però, che alcune informazioni odierne (che fornirò in chiusura del mio articolo) smentiscono categoricamente questo regresso tecnologico imminente dovuto alla mancanza del petrolio e del gas naturale.

Regresso “teatrale” con il quale alcuni “esperti” sembrerebbe volerci quasi spaventare, per riportarci indietro al passato novecentesco, anziché verso il futuro 2050 ed oltre, probabilmente per i soliti interessi economici oligarchici di lobby e di parte che, opulentemente, li finanziano.

Sicché, forse, vogliamo parlare qui, invece, di “auto ad acqua” (maggiori notizie in merito a tale auto-prototipo si trovano in un interessante articolo, firmato da Roberto Graziosi, pubblicato su “Focus” a gennaio 2017, da pag. 39 in poi).

Auto elettrica che già esiste, il cui nome è “Quantino”.

Costruita sperimentalmente in Europa dalla società Nanoflowcell del Liechtenstein ed alimentata da una “batteria a flusso” che produce energia elettrica tramite una miscela di liquidi e di sali, emettendo, alla fine del processo – sembrerebbe – solo vapore acqueo o acqua, senza inquinare l’aria ed il cielo delle itale metropoli.

Però il costo di esercizio (dell’auto), a livello di carburante, sarebbe così spaventosamente basso da far accapponare la pelle a qualsiasi venditore di carburanti del mondo, in quanto il prezzo dei liquidi ionici che tale “batteria a flusso” usa sarebbe – udite… udite! – di soli 10 centesimi di euro al litro (dieci litri di liquidi costerebbero, dunque, un euro? – troppo poco per qualsiasi venditore…).

Che fine farebbero le odierne e petrolifere tangenti? Che fine farebbero le accise sui carburanti?

Che fine farebbero le onerose percentuali?

Dato uno scenario del genere, chi avrebbe veramente interesse ad…innovare?

E se, in questo modo, con l’auto ad acqua, si risolvessero definitivamente sia il problema dell’inquinamento dell’aria nelle città italiane che quello dei costi di alimentazione e di funzionamento delle macchine elettriche (furgoni, carrelli elevatori, trilaterali e ad altre macchine)?

Non sarebbe – economicamente parlando – ancora peggio?

Chi avrà il coraggio di utilizzare questo modo di produrre energia elettrica a basso costo, inventato dallo svizzero La Vecchia, ricercatore chimico, inventore e brillante imprenditore del futuro?

Chi garantisce che gli amministratori pubblici – in special modo quelli romani – vogliano davvero risolvere i problemi di viabilità urbana e di smog in modo così ecologico, anziché obbligare i cittadini romani (e non) all’ennesimo “blocco del traffico-paralisi viaria-domenica ecologica” di turno, che tanto piace ad alcuni, come avviene ormai quasi mensilmente a Roma anche nel 2019?

Veramente vorremmo che le scoperte tecnico-scientifiche attuali siano davvero applicate alla vita quotidiana di migliaia di persone abitanti nelle maggiori città italiane, Roma e Milano in primis?

Ci siamo chiesti cosa comporterebbe veramente una rivoluzione “etica e morale” del genere?

Ci posti la domanda se coloro che hanno vissuto – fino ad oggi – di rendita e di sprechi lo permetterebbero o se invece sarebbero – come già fecero in passato – pronti a reagire in malo modo?

 

Cristiano Torricella futurologo italiano icona piccola da allegare ad articoloCristiano Torricella, futurologo italiano del 2050 ed oltre

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Caro Diario: aggiornamento 4.0!

(0 commenti) | Commenta | Inserito il feb 17, 2019 in 8 - Liberi Pensieri, Blog, Personal-mente

L’auto-celebrazione, l’egocentrismo e il narcisismo non fanno assolutamente parte del mio carattere e non sono aspetti che mi interessano più di tanto anche se in questo momento, per te che stai leggendo o sei semplicemente capitato per caso su questo testo, tramite combinazione di parole sul motore di ricerca – troppo spesso influente e invasivo, depistante per quanto riguarda i contenuti e discriminatorio tra il vero e il falso -, può sembrare il contrario visto che sto parlando di me.

17 02 1979 o semplicemente 17 02 79. Comunque li si consideri questi tre numeri sono miei (e di chi è nato in questo giorno, ovviamente), miei non in senso stretto del termine (vedi possedere), ma come punto di partenza di un conteggio sicuramente cominciato prima…
Numeri legati al calendario, alla vita e alla morte, a un matrimonio o un incidente, a un furto o a una vittoria, vari sono gli eventi che in questo momento ignoro, vari sono gli aspetti, mattina, sera, pioggia o sole e semplicemente un giorno come tanti altri, tutto va bene…

I tre numeri citati sono numeri primi, io per primo (sembra quasi un gioco di parole) non ci avevo mai fatto caso fino a questo momento, numeri primi che oggi “compiono” per me quarant’anni.

Cambio decennio, saluto da lontano lo zero, l’uno, il due e il tre – ahimé – e aggiorno la cifra più significativa della mia età e ricomincio a contare…

Inizio questa nuova avventura con un buon bagaglio alle spalle ma senza sentire la necessità di cambiare, anche se devo ammettere di essere un po’ cambiato sotto qualche aspetto: fisico? Sicuramente, ma frega niente…

Non so quando abbia acquisito il “diritto” di poter dire “non me ne frega un caxxo”, è accaduto prima dei quaranta e oggi non posso far altro che confermare e sottoscrivere.

Questa espressione colorita, neanche più di tanto, non implica o presuppone che le “cose” passino sotto al mio naso o vengano prese per “oro colato”, non l’ho mai fatto, ho sempre messo in discussione tutto, forse troppe volte, e non comincerò certo ora a cambiare atteggiamento.

Ho quarant’anni, faccio parte di quella generazione nata senza telefonino, quasi senza internet – Youtube non c’era, il modem 56k una Ferrari – e nonostante ora, per “deformazione professionale”, direi, ci sia dentro fino al collo, sono uno di quelli che ne farebbe volentieri a meno perché trovare tutto, essere perennemente connesso, reperibile, rintracciabile e via dicendo, lo considero più uno svantaggio che un vantaggio.
La connettività non è trovarsi, è solo un mezzo – a basso costo, forse – per abbattere le distanze e le barriere ma a volte è necessario distaccarsi (distanza) e isolarsi (barriera) per ritrovare il giusto equilibrio tra-e-con noi stessi: questo per me è importante.

Sai, vincerei facilmente in quella “gara-esperimento” letta poco tempo fa: centomila dollari in palio per rimanere due mesi senza telefonino…
Lo dimentico in macchina, il telefono, a casa, in altre stanze, non ne sentirei per niente la mancanza…e allora: dove si ritira il primo premio?

Faccio parte di quella generazione che ha visto cadere un muro (anche se ero piccolo, 1989) e innalzarne tanti altri, non in cemento o mattoni ma talmente robusti da far diventare qualcuno “matto-mattone”, incapace di ragionare, ubriaco – non di alcool, purtroppo, avrebbe fatto meno male…

Faccio parte di quella generazione, lo spero, io lo sono, è certo, che preferisce pensare con la propria testa, senza farsi mettere in testa falsi “miti”, anche se a volte ci son cascato, lo ammetto, ora non più.

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi… (Blade Runner)
e continuo a vederle giorno dopo giorno e pensando ad alcune di esse, accidenti, sono talmente assurde da non sembrar vere, figuriamoci immaginarle, neanche negli incubi più cupi, eppur son realtà…

Quale è il mio auguro per questo passaggio di “versione”? Arriva tra un po’ l’augurio, prima però vorrei ringraziare…

Innanzitutto ringraziare un’amica (poco più avanti di me con gli anni, ehehehe) per il suggerimento dato: “non sono quaranta ma quattro”…ed io da buon smanettone-ottimizzatore ho colto la palla al balzo ed inserito un punto-zero, proprio come si fa con un programma o con un sistema operativo…e trasformato il tutto nel titolo di questo articolo…eh, la “deformazione professionale” si fa sentire…
La ringrazio con tutto il cuore per esserci ancora, qui, nel mio presente, occupa un posto importante e spero abbia la pazienza di esserci ancora tra dieci, venti, trenta e infiniti anni…e…mi fermo qui, ha capito cosa voglio dire già dall’inizio di questo breve periodo, lei è troppo forte! Credetemi! ;)

I miei genitori, certo, ci mancherebbe, li ringrazio con tre parole troppo spesso taciute o date per scontate: Vi Voglio Bene! …e potrei scrivere un libro a riguardo, sono quello che sono Grazie a loro…
Passione per la matematica, musica, rebus, enigmi, per i libri e le parole, il rumore e il silenzio…ho imparato talmente tante cose che quarant’anni non sono sufficienti per metterle in pratica, ci vuole tempo, eh sì!

E ringraziare le persone che ci sono ancora, che ci sono state e che arriveranno e incrocerò nella vita se ne avrò tempo…

Ecco, sicuramente avere tempo è un auguro che posso farmi, tempo da dedicare a tutto quello che mi interessa, tempo per leggere, scrivere, parlare, ricordare ogni singolo istante – bello o brutto che sia -, non mi importa, la vita è imprevedibile e voglio viverla giorno dopo giorno.
Vorrei accumulare esperienze e trasmetterle a chi ha voglia di ascoltare, senza insegnare a stare al mondo, ognuno ha un proprio percorso da seguire e matura in maniera differente, e se quello che ho trasmesso è un buon “input”, bene, allora sono contento…

“Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno. “ (The Big Kahuna)

In passato ho fatto parte della prima categoria, ora sono nella seconda…vado avanti.

Ricordo i dieci anni, i venti (che spettacolo, il mondo era mio), i trenta (e l’arrivo dell’ansia e degli attacchi di panico, pazienza, ma anche l’arrivo nella mia vita di Grease, la mia gatta, tra i due avvenimenti, il secondo è da ricordare e portare sempre nel cuore, l’adoro alla follia, impazzisco per lei! – cuoricino -) e i quaranta? Beh, se ci sarò tra dieci anni lo scriverò di sicuro, ora non so, non posso dirlo e prevedere non rientra nelle mie facoltà…

E vorrei augurarmi di continuare a pensare (immaginatelo scritto in stampatello maiuscolo con tanti tanti spazi – aria – tra le lettere…), di avere ancor più fantasia – unico limite –, di non essere mai e di non apparire mai ma di dare, dare tutto in tutto quello che faccio e che farò, e se non hai dato tutto non hai dato ancor… (Vinicio Capossela)

Io sono uno di quelli che crede fermamente nelle persone, che al supermercato con il carrello pieno se chi sta dietro ha un paio di prodotti lo fa passare avanti, che se incontra una signora con buste piene e ingombranti si offre di darle una mano e ricevere in cambio un sorriso è la cosa più bella che ci sia…che se incontra un bambino si mette a giocare, se incontra un amico a quattro zampe non può fare a meno di accarezzarlo e giocarci…son fatto così, prendere o lasciare…

E rivendico sempre quel “diritto” acquisito modificandolo a seconda dei momenti, delle circostanze e situazioni perchè credo non esista una verità assoluta sulle cose, è tutto mutevole proprio come il vento…

Un amico mi chiama “tristone” – per gioco – perchè magari non rido mai, sembro imbronciato, raggrinzito ecc… ma non c’è bisogno di esternare in ogni momento la propria felicità per essere felici, alla felicità preferisco la serenità, lo star bene: bene seduto, in piedi, solo o in compagnia, è questo quello che mi piace…

E mi fermo qui, la prolissità è un altro aspetto che non ho mai imparato, forse per “colpa” dei cinque meno meno nei compiti di italiano, chissà, magari miglioro da questo momento in poi in fondo…c’è sempre tempo! ;)

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