“Tre cervelli… e finalmente esce il libro!” di Colangeli, Macchia, Torricella (II parte)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 11, 2017 in 3 - La penna e la tela, Blog, Cristiano Torricella, In Libreria, Incipit

trecervelli1E come annunciato nel precedente articolo: “Tre cervelli… e finalmente esce il libro!” di Colangeli, Macchia, Torricella (I parte) in cui ho affermato di andare al contrario, continuo a salire e a presentazione l’antologia “Tre cervelli… e finalmente esce il libro!”.

Certo, ho saltato parecchio perchè c’è molta roba in queste duecento e più pagine e non vorrei mettere troppa carne sul fuoco come si suol dire ma un pezzettino preso qua e uno preso là spero abbiano l’effetto di incuriosire sul contenuto e su quello che tre cervelli, sei mani, hanno da dire…non nascondo niente, questo è certo, il libro c’è, è tutto nero su bianco e noi autori siamo qui, lì, tra Roma e Bari e oltre…

E allora cosa riportare ancora? Beh, prima di fare un bel salto in avanti vorrei segnalare la pagina dedicata sul sito dell’editore – Edizioni Simple – a questo link:

Edizioni Simple – “Tre cervelli… e finalmente esce il libro!” di Colangeli, Macchia, Torricella

è il minimo che possa fare, oltre che la presenza su IBS, Libreria Universitaria e Amazon:

insomma, come ho detto prima, il libro c’è e non è niente male, eh? ;)

Ma ritorniamo e facciamolo questo salto…

Verso le prime pagine e con tanta emozione, c’è la dedica che ho scritto, è la prima che leggerete e in tutta onestà ci tengo tantissimo, è qualcosa che sento e in cui credo veramente…dai, forza, seguitemi! ;)

Dedica, a cura di Andrea Macchia (“Andrea Z Mac”)

Ed eccomi qua, nell’auto-produzione di questo libro scritto a sei mani, quelle di Cristiano Torricella e di Danilo Colangeli – ai quali mi rivolgo con il “tu” perché li sento molto vicini, anche se non ci siamo mai incontrati – oltre alle mie, naturalmente…

Abbiamo deciso di ritagliarci un piccolo spazio per dediche, prefazioni e molto altro che, per la prima volta nelle pagine che seguono, prendono vita e si affacciano, facendo capolino, come un gatto affacciato al balcone verso il mondo esterno, quello che vediamo ogni giorno e che qui raccontiamo, ognuno con il suo stile, tenendo presente il passato e imparando da esso…come è giusto che sia.

Credo sia pensiero comune, tra noi tre coautori, quello di non voler peccare in presunzione e di non aspettarsi vendite altissime… non lo facciamo per questo… non lo faccio per questo… ma, invece, collaboro all’auto-produzione editoriale per proteggere uno dei beni più preziosi che il pensiero produce e la mano realizza, mettendo nero su bianco: la scrittura, la bella scrittura in Lingua Italiana!

Nel caos, che ormai predomina nelle nostre giornate, ritagliarsi spazio per scrivere lo considero un valore aggiunto a questo lungo percorso, che va dal cammino a quattro zampe (un bambino con una matita colorata e un foglio) alle due zampe (uomo adulto) ed ai pensieri che dovrebbero essere più complessi, articolati, pensati e sentiti (potrebbe sembrare un gioco di parole (pensiero-pensato) ma non lo è).

Dedico alla scrittura senza fronzoli, naturale e spontanea, poetica, romanzesca e critica, il libro che avete a portata di mano e che Tu Lettore ti accingi a leggere.

Solo per essere arrivato a questo punto, ti dico Grazie!

E ti invito ad andare avanti, non te ne pentirai! ;)

Personalmente non sono nessuno, sono uno dei tanti, ma non per questo meno importante di altri.

Unico sicuramente sì e, come Muzio Scevola, potrei metterci la mano sul fuoco, non perché ritenga di sbagliare o perché troppo sicuro, ma per esprimere la certezza che provo, in questo momento, ripensando a quello che ho scritto: pensieri precedenti a questa dedica, che non fanno altro che rafforzarsi in questa dedica, diventando un tutt’uno inscindibile ed inseparabile, proprio come le frasi, i periodi ed i capitoli di un libro.

È l’unione che fa la forza: in questo lavoro, “tre volte forza”, perché tre sono le persone del “N.L.C. 2050 d’Italia” in questo libro.

Danilo Colangeli ho avuto modo di “conoscerlo” con “Legame indissolubile” … e mai titolo di romanzo è risultato più azzeccato, come apertura a questa raccolta… sarà stato il caso?

Non so… so solo che una volta cominciato a leggerlo, sono arrivato alla fine e che, nei primi periodi di “Legame indissolubile”, ho pensato che avesse voluto descrivere me, Andrea, abbastanza simile, (ma non uguale) al protagonista, che si ritrova a guardare la Juventus, a buttare carte delicate ed a fare confusione con la raccolta differenziata (io lo faccio sempre… non si dovrebbe dire, ma siamo umani e sbagliare è una delle doti naturali che abbiamo, così come il rispetto, il pensiero e tanto altro…).

E Cristiano?

Beh, Cristiano Torricella lo “conosco” da un po’ – “ne è passato di tempo dalla prima volta, vero, Cristia’?” – ma siamo ancora qui, andiamo avanti e fino a quando ci saremo le diremo – le cose come erano e come stanno – cavolo!

Se qualcuno sbaglia è giusto farglielo notare ed alzare la voce, a volte come suggerimento, a volte come rimprovero, perché noi su questa terra ci viviamo e perciò abbiamo tutti il diritto di ricordarla e renderle omaggio; bella come la Roma degli anni precedenti, e ricca come Roma ed i suoi abitanti dei rioni prima, e dei quartieri poi…

Sono dieci anni che su Libera-mente.net inserisco testi di varia natura e non intendo smettere per nessun motivo, fino a quando qualcuno continuerà a leggerli, ed anche solo una visita al sito è, per me, già una vittoria!

Ora, parte di questi testi sono messi nero su bianco e contribuiscono a difendere la scrittura, con meno errori grammaticali possibili ed in una lingua che è nostra e che è la più bella al mondo: l’italiano, quello che una volta – sapientemente – si imparava e si insegnava a scuola e che adesso viene maltrattato anche dove dovrebbe essere rispettato e fatto crescere, inculcato nelle giovani generazioni…

Dedico allora a Cristiano Torricella, Danilo Colangeli e Libera-mente.net questo libro, che per noi rappresenta una piccola fetta di un grande e storico monumento, quale è la scrittura.

Siamo la dimostrazione di un cammino – percorso tutti insieme – partendo dal largo, fino ad arrivare alla riva, di un’onda in moto perpetuo, che non si ferma mai…

Dedico dunque questo libro ai liberi pensatori e proprio come ho in firma nel mio profilo su Libera-mente.net, ribadisco qui che “pensare non è reato!” o (in alternativa) “pensa, è gratis!”.

Grazie!

Con affetto…

Andrea Macchia

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Pensierino su “Tre cervelli… e finalmente esce il libro!” di Colangeli, Macchia, Torricella (I parte)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 8, 2017 in 3 - La penna e la tela, Blog, Cristiano Torricella, In Libreria

A volte è più facile partire al contrario, a volte capita, questo volta è successo a me, è una rara occasione: quando conosco un argomento, un teorema matematico utile alla soluzione di un’equazione o di un esercizio, un linguaggio di programmazione oppure ogni singola parola contenuta nel libro che vorrei segnalare.

Ogni singola parola? E quante volte l’hai letto? Come fai? Queste domande sarebbero più che giustificate in certe situazioni ma ora è diverso perchè uno dei “tre cervelli” sono proprio io…o per lo meno spero sia così! ;)

Già, è vero, avrei dovuto scrivere tanto tempo fa il pensierino, poco prima dell’arrivo dell’estate ma è come se fossi andato in una specie di “letargo estivo”, chiedo scusa, sono veramente una lumaca – la prima da destra nella copertina, quella più in basso – ma credo che ogni cosa debba arrivare a suo tempo, ed è questo il tempo giusto, tre mesi dalla pubblicazione di “Tre cervelli… e finalmente esce il libro!”.

Pubblicato tre mesi fa, pensato ancor prima (si parla del 2016) da Cristiano Torricella – motore coautore del libro – il quale mi propose un libro a sei, mai fatto in vita mia!
Cosa fare? Rimandare? E perchè? E’ un’esperienza che mi ha visto protagonista o comparsa, a seconda dei punti di vista – e per come son fatto – personalmente parlando – sono sempre pronto a mettermi in gioco ed ecco il libro: “Tre cervelli… e finalmente esce il libro!”.

Mai conosciuti dal vivo Cristiano e Danilo, pardon, Cristiano Torricella e Danilo Colangeli, a volte mi dimentico questo ma è come se li avessi sempre conosciuti e altrettanto stimati per lo loro poesie e racconti e romanzi…c’è dell’alchimia in questo progetto e sono fiero di farne parte anch’io e spero tanto la provino anche loro nei miei confronti. L’antologia è descritta alla perfezione già nelle prime righe della quarta di copertina che estrapolo, non trascurando il resto del testo, ma celandolo volutamente affinchè cresca ancor di più la curiosità e la voglia di “sapere come va a finire” ;)

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Quarta di copertina dice:

Questo libro di carattere antologico-sperimentale, collettivamente creato da alcuni autori del “N.L.C 2050 d’Italia”, raccoglie in queste pagine, in comune unità d’intenti, per la prima volta in assoluto, testi di autori molto diversi tra loro per genere, stile e contenuto letterario, che si “aiutano” a vicenda.


Niente di più vero, ve l’assicuro! Siamo riusciti a metter insieme stili diversi, totalmente, non sono uno scrittore di professione, con caratteristiche ed esperienze diverse ma punti in comune tra i più importanti per quanto mi riguarda: rispetto per la nostra lingua, l’italiano, voglia di comunicare e di condividere nel vero senso della parola e liberi pensieri in Libera-mente…noi ci guardiamo intorno, elaboriamo ma alla fine decidiamo con la nostra testa, con il nostro cervello…e nessuno mai riuscirà a cambiarci.

E visto che qualche riga sopra ho detto che cominciavo al contrario, continuo inserendo in questo primo breve articolo, la prima appendice del libro a cura di Danilo Colangeli – romanziere.
In seguito arriverà altro ma non preannuncio cosa…non mi resta che dire: “state con noi, ad maiora! Sempre!”

DANILO COLANGELI Biografia dell’autore

Danilo Colangeli nasce a Genzano di Roma (RM).
 
Dopo aver conseguito la maturità scientifica con un alto punteggio, s’iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza (studi che tuttavia non porterà mai a termine), dedicandosi nel frattempo a corsi supplementari (inglese, tedesco, informatica…) nonché a saltuari lavori.
 
Si trasferisce a Pescara per frequentare un corso biennale in Lingua dei Segni Italiana (L.i.s.), acquisendo la qualifica di interprete generico.
 
Finalista premio “Farnesi – città di Prato”, anno 2012.
Finalista premio “Terni Horror Fest – città di Terni“, anno 2016. Dal  2014  in  poi  ha  collaborato alle  iniziative  del  “Libero Centro 2050” di Marino e dei Castelli Romani, fondato da Cristiano Torricella autore, e, dal 2015 in poi, a quelle del “N.L.C. 2050 d’Italia”
  
Bibliografia dell’autore
 
“Tramonti in fiamme”, AltroMondo Editore, 2011, 456 pag.
 
“L’angelo e la maschera”, AltroMondo Editore, 2012, 399 pag.
 
Altri testi dell’autore si possono trovare nei seguenti libri:
 
“Roma  sparita  di  fine  ‘900  da  Marino  a  Pechino”  di
Cristiano Torricella, Edizioni Simple, 2013, pag. 261-262
 
- Collana “Quaderni – Castelli di Scrittori” n. 4 e n. 5 del B.A.S.C. di Frascati (RM), 2012, 2014 (relativamente alla propria partecipazione a “Castelli di Scrittori”) 
 

Dice l’autore Danilo Colangeli:
  
“Se durante gli anni trascorsi al liceo scientifico qualcuno mi avesse detto che avrei scritto un libro, probabilmente gli avrei riso in faccia. Solo dopo la maturità nacque in me la passione per la scrittura. Da quei tempi ho scritto moltissimo, soprattutto racconti brevi che spaziano tra fantasy, thriller, surreale e fantascienza. Nonostante ciò, la maggior parte dei lavori da me cominciati sono tutt’ora da ultimare. La scrittura per me è un gioco divertente attraverso cui si plasma un mondo che altrimenti non esisterebbe ed è utilissima quando ci si vuole distrarre per un po’ dai problemi della vita di tutti i giorni.”

Bravo Danilo!

(…seguirà una seconda parte…)

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Incipit – Martin il romanziere di Marcel Aymé

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mag 21, 2017 in Blog, In Libreria, Incipit

Bello! Bello! Bello!
E potrei continuare all’infinito a scriverlo e mi verrebbe facile farlo pensando e ricordando le storie, i racconti, contenuti in una antologia di uno scrittore fino a qualche tempo fa sconosciuto e che ora invece è tra i miei preferiti: Marcel Aymé.

Il libro Martin il romanziere pubblicato dalla casa editrice L’orma Editore è tra le scoperte più gradite di questo ultimo periodo, un libro che letteralmente mi ha stupito non solo per lo stile e la capacità di raccontare dello scrittore – superlativa – ma per le storie, il loro evolversi e concludersi in maniera del tutto inaspettata, storie che fanno sorridere, a volte, e pensare “ma come gli è venuto in mente” (mi riferisco ad Aymé) di immaginare un’ambentazione e una serie di personaggi così fuori dal comune: geniale!

Senza dilungarmi troppo, giusto incuriosire, lascio le parole al Romanziere e al racconto d’apertura del libro: La carta del tempo.

 

martinLa carta del tempo di Marcel Aymé

Estratti dal diario di Jules Flegmon

10 febbraio. Nel quartiere corrono voci assurde a proposito di nuove restrizioni. Per far fronte alla carestia e ottimizzare il rendimento degli elementi industriosi della popolazione, si starebbe procedendo all’eliminazione fisica dei consumatori improduttivi: vecchi, pensionati, ereditieri, disoccupati e altre bocche inutili. Tutto sommato mi sembra che potrebbe essere una misura abbastanza giusta. Incontrato poco fa davanti casa il mio vicino Roquenton, quel focoso settuagenario che ha sposato, l’anno scorso, una giovane di ventiquattro anni. Era soffocato dall’indignazione: “che importanza ha l’età” esclamava “se posso ancora rendere felice la mia bambolina”!. Con parole elevate, gli ho suggerito di accettare con gioia e orgoglio il sacrificio della propria persona a favore della comunità.

12 febbraio. Non c’è fumo senza arrosto. [...]

 

Dati del libro:
Titolo: Martin il romanziere
Autore: Marcel Aymé
Traduzione e cura: Carlo Mazza Galanti
Casa editrice: L’orma editore
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 205

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Racconto per ragazzi – Paura del buio di Ray Bradbury

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 31, 2016 in 3 - La penna e la tela, Blog, Fiabe, In Libreria

Non sarà spaventoso, dell’orrore, “Halloween-iano” ma poco importa, un racconto è un racconto e se la Notte è la protagonista, basta immaginazione, fantasia, e può anche trasformarsi in un racconto dell’orrore in questa notte di Halloween! ;)

Paura del buio fa parte di una antologia per ragazzi – Accendi la notte (Switch on the Night) – scritta da Ray Bradbury.

 

Accendi la notte di Ray Bradbury

Accendi la notte di Ray Bradbury

 

Paura del buio di Ray Bradbury

C’era una volta un ragazzo cui non piaceva il buio.
Amava lanterne e lampade, torce e candele, fiammate e fasci di luce.
Ma non amava il buio, cioè la Notte. Non amava per niente gli interruttori della luce, perché gli interruttori spegnevano le luci gialle, quelle verdi e quelle bianche, le luci dell’ingresso, le luci di tutta la casa. Non avrebbe voluto per nessuna ragione toccare l’interruttore. E non sarebbe mai andato a giocare fuori, al buio.
Una notte, il ragazzo si aggirava tutto solo per la casa.
Mio Dio, che splendore di luci! Sembrava che la casa fosse in fiamme!
Tutto a un tratto sentì un tocco alla finestra.
Una ragazza stava là in piedi in mezzo alle luci bianche, le luci brillanti, le luci dell’ingresso, le luci piccole, le luci gialle, le luci calde.

Il mio nome è Oscuro – disse. Aveva i capelli scuri, gli occhi scuri, e indossava un vestito scuro e scarpe scure.
Ma il suo viso era bianco come la luna.
Tu sei triste e solo -disse. -Ti presenterò alla Notte e diventerete amici.
E spense una luce del portico.
Lo vedi – gli disse. – Non si è spenta la luce.
No! Semplicemente si è accesa la Notte. Tu puoi accendere e spegnere la Notte, proprio come puoi accendere e spegnere la luce.
E con Io stesso interruttore! Quando tu accendi la Notte, accendi anche i grilli!
E accendi le rane. E accendi le stelle! Chi può sentire i grilli e le rane con le luci accese? Nessuno. Chi può vedere le stelle e la luna con le luci accese?
Nessuno. Capisci che cosa stavi perdendo? Hai mai pensato di accendere i grilli e le rane? Hai mai pensato di accendere le stelle e l’immensa luna?
No – disse il ragazzo.
Bene, prova! – disse Oscuro.
E così fecero. Andarono su e giù per le scale per accendere la Notte.
Per accendere l’oscurità. Per far vivere la Notte in ogni stanza.
In quel momento il ragazzo fu davvero felice.

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Prefazione di Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mag 21, 2016 in 3 - La penna e la tela, Blog, In Libreria, Incipit

Su suggerimento di una cara amica ho cominciato a leggere poco tempo fa, un paio di giorni, un libro di un autore che avevo già sentito, era un nome noto, e adesso so il perchè: Douglas Adams ha curato il Doctor Who, fantastico! Confermo di essere un disastro con i nomi…eheheheh!

Ritornando al libro, dicevo, ho cominciato a leggerlo e non posso far altro che dirle Grazie! perchè è fantastico, surreale, comico e immensamente trascinante.

E’ Guida galattica per autostoppisti – il ciclo completo che inizia con una prefazione scritta dall’autore e che riporto in parte qui di seguito e continua in maniera superlativa.

 

guidagalattica

 

Prefazione:

Guida alla Guida
ovvero, qualche inutile nota dell’autore

La storia della Guida galattica per autostoppisti è orma così complicata che ogni volta che la ripercorro mi contraddico da solo e quando riesco a imbroccarla vengo citato a sproposito. L’uscita di questo volume è quindi parla l’occasione ideale per chiarire tutto o almeno per distorcerlo in via definitiva. Qualunque osservazione errata sarà fatta qui, io la considererò errata uno volta per sempre.
L’idea del tutolo era germogliata nel 1971, mentre me ne stavo ubriaco a pancia in su in un prato a Innsbruck, in Austria. Non ero ubriaco fradicio: avevo solo il tipo di sbronza che può prendersi un autostoppista squattrinato che, dopo due giorni di digiuno, decida di tracannare due belle Gossel forti. Si trattava, insomma, di una lieve incapacità di reggersi sulle gambe.
Viaggiavo con una copia molto logora della Hitch Hiker’s Guide to Europe (Guida all’Europa per gli autostoppisti) di Ken Walsh, che avevo preso a prestito da qualcuno. Anzi, visto che è in mio possesso dal 1971 il libro è ormai da considerarsi rubato. Non avevo invece Europe on Five Dollars a Day (come si intitolava allora), perché cinque dollari erano roba da capitalisti.
La notte prese a calare sul prato, che mi girava intorno lentamente. Mi chiesi dove andare, quale posto costasse e vorticasse meno di Innsbruck e non mi trattasse come mi aveva trattato Innsbruck quel pomeriggio. Avevo camminato per la città alla ricerca di un particolare indirizzo, e poiché mi ero completamente perso mi ero fermato a chiedere informazioni a un passante. Sapevo che, data la mia ignoranza del tedesco, poteva essere un’impresa ardua, ma non mi sarei amai aspettato una tale difficoltà di comunicazione. Mentre lo sconosciuto e o tentavamo di capirci, mi ero reso conto che di tutti gli abitanti di Innsbruck cui avrei potuto chiedere informazioni avevo scelto proprio quello che, oltre a non parlare né inglese né francese, era anche sordomuto. Esprimendo a gesti le mie sincere scusa, mi era congedato da lui e pochi minuti dopo,. Su un’altra stra, avevo fermato un altro passante domandandogli le stesse cose. Ma anche lui era risultato sordomuto, ed era stato a quel punto che avevo comprato le birre.

da Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams – pag 7 e 8

 

Dati del libro:

Titolo: Guida galattica per autostoppisti – il ciclo completo
Autore: Douglas Adams
Casa Editrice: Mondadori
Anno pubblicazione: 2012
Pagine: 844

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27 gennaio 2016 – Il Giorno della Memoria

(0 commenti) | Commenta | Inserito il gen 27, 2016 in Blog, Dal mondo, In Libreria

A volte il destino riserve strane sorprese, coincidenze inaspettate che arrivano e aprono la mente a 360 gradi, fanno nascere paragoni tra il passato e il presente, l’avvenuto e l’avvenire.

Sto leggendo da qualche settimana I sommersi e i salvati di Primo Levi e oggi ricade Il Giorno della Memoria.

Ho già citato Primo Levi e la sua testimonianza sull’Olocausto riportando frammenti da Se questo è un uomo e per ricordare quanto è avvenuto perchè, come dice lo stesso autore, la nostra memoria è labile e influenzata dall’alto, riporto un breve passaggio di una delle due prefazioni contenute nel libro – I sommersi e i salvati – per poi lasciare la parola a chi il campo di concentramento di Auschwitz l’ha vissuto…

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Prefazione del libro:

Non è dunque necessario che siano presenti tutte le caratteristiche tipiche della Stato totalitario perchè ricompaiano alcune delle sue pratiche. Levi lo sa bene: la violenza illegittima (se non “inutile”) non è prerogativa solo dei regimi nazisti e comunisti, si incontra anche negli Stati autoritario del Terzo mondo e anche nelle democrazie parlamentari. Basta soltanto che le voci dei capi politici la presentino come necessaria, perfino come urgente: subito sarà rilanciata da media onnipresenti e poco dopo sostenuta dalla corte di autori e intellettuali che sanno bene come trovare giustificazioni razionali alle scelte del potere:tali scelte sono sempre fatte in nome della “difesa della democrazia” o del “male minore”. Per il lettore odierno, testimone della guerra intrapresa dagli Stati Uniti in Iraq, la messa in guardia di Levi acquista una nuova pertinenza, dalla condanna della “violenza preventiva” fino a quella del trattamento dei prigionieri nemici che ha lo scopo di “far crollare subito la capacità di resistere” iniziando con una “denudazione totale”, per finire con altre pratiche di umiliazione come a Guantanamo e a Abu Ghraib. Cosa che non permette affatto di stabilire un’equivalenza “US = SS”, ma mostra che il male, anche se attenuato, si può ritrovare sull’intera superficie terrestre – un male a volte anche compiuto in nome di un glorioso passato di opposizione al fascismo e di resistenza al comunismo.

Da I sommersi e i salvati di Primo Levi
Parte della prefazione scritta da Tzvetan Todorov

I sommersi e i salvati di Primo Levi

Verso il maggio 1944 il nostro quasi innocuo Kapo fu sostituito, e il nuovo arrivato si dimostrò un individuo temibile.
Tutti i Kapos picchiavano: questo faceva parte ovvia delle loro mansioni, ero il loro linguaggio, più o meno accettato; era del resto l’unico linguaggio che in quella perpetua Babele potesse veramente essere inteso da tutti. Nelle sue vari sfumatura, veniva inteso come incitamento al lavoro, come ammonizione o punizione, e nella gerarchia delle sofferenze stava agli ultimo posti.
Ora, il nuovo Kapo picchiava in modo diverso, in modo convulso, maligno, perverso: sul naso, sugli stinchi, sui genitali. Picchiava per far male, per produrre sofferenza e umiliazione. Neppure, come molto altri, per cieco odio razziale, ma con la volontà aperta di infliggere dolore, indiscriminatamente, e senza un pretesto, a tutti i suoi soggetti. È probabile che fosse un malato mentale, ma è chiaro che, in quelle condizioni, l’indulgenza che verso questi malati sentiamo oggi come doverosa laggiù sarebbe stata fuori luogo.

Capitolo La vergogna – Pagina 55

…aggiungo solo una piccola cosa, che per quanto banale possa essere, sento di doverla dire: Mai più.

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