Informatica: Sondaggio e breve panoramica sul protocollo FTP

(0 commenti) | Commenta | Inserito il giu 6, 2015 in 4 - E = m·c², Blog, Informatica e Web

ftpDall’ultima volta che ho scritto un articolo di informatica e segnalato un po’ di programmi è passato del tempo ma non mi son fermato, ho gironzolato abbastanza e scoperto alternative interessanti – per curiosità, per esigenze e per lavoro – per quanto riguarda i client FTP.

Non sono qui a parlare di questi software, lo farò in un altro momento, però mi sembra opportuno spiegare a cosa servono, a quando risalgono e il perchè della loro esistenza…

Ebbene, i client FTP sono dei programmi che, come dice il nome stesso, utilizzano e sfruttano le risorse messe a disposizione dal protocollo FTPFile Transfer ProtocolProtocollo di trasferimento file – e principalmente aprono una porta all’interno del server per consentire il caricamento, la cancellazione, la modifica ecc… dei file che, ad esempio, formano un sito web.

Solo questo? No, il protocollo – risale al 1971, tanto tempo fa – è nato con diversi obiettivi tra cui:

- Promuovere la condivisione di file (programmi o dati);
- Incoraggiare l’uso indiretto o implicito di computer remoti;
- Risolvere in maniera trasparente l’incompatibilità tra differenti sistemi;
- Trasferire dati in maniera affidabile ed efficiente.

Attualmente il protocollo è ancora utilizzato e risulta sicuramente più efficiente di un normale link di download in quanto ottimizza la velocità di trasferimento richiedendo meno risorse da parte del server che altrimenti andrebbe in sovraccarico in caso di download multipli. Non fraintendente, un numero elevato di download in ogni caso fa diminuire la velocità di trasferimento ma attraverso il protocollo FTP quest’ultima viene gestita meglio.

Ok, questo è il protocollo ma quali sono i software? Beh, ce ne sono molti al giorno d’oggi, alcuni sviluppati per Windows, altri per Linux e altri per Apple. La scelta è “quasi personale” ma tra i primi nomi che mi vengono in mente citerei FileZilla, CoreFTP, SmartFTP, WinSCP…li ho tutti installati e provati e dire quale sia quello che preferisco è un po’ difficile ma sono curioso e allora…sondaggio! ;)

Quale Client FTP preferisci e perchè?

View Results

Loading ... Loading ...

P.s. Nell’elenco sono segnalati programmi che funzionano sui diversi sistemi operativi, questo potrebbe essere un motivo di preferenza che anticipo volutamente perchè vorrei conoscerne altri! ;)

Scritto da Mac La Mente

Tags : , , , ,

 

Programmi utili: CloneSpy – cancellare file doppi dall’hard disk

(0 commenti) | Commenta | Inserito il nov 7, 2014 in 4 - E = m·c², Blog, Informatica e Web

Quasi ogni giorno utilizziamo il pc e a volte capita di salvare un’immagine, un file, di scrivere documenti, di modificarli salvando di volta in volta una copia sia come sicurezza che per altro. E così il disordine sull’hard disk aumenta sempre più e alla fine può capitare di dimenticarsi di avere una, due, tre cartelle (o file) con lo stesso nome in directory differenti.

Cancellare i doppioni? Sì, sicuramente è un’operazione utile per liberare spazio ma farlo manualmente richiede tempo, soprattutto se si parla di centinaia di file duplicati.

Come fare? Un aiuto ci viene offerto da CloneSpy.

CloneSpy è un programmino di analisi che ricerca su qualsiasi dispositivo di archiviazione documenti, file, immagini ecc… con proprietà simili tra loro: dimensione, data creazione, ultima modifica, nome ecc…

Una volta mandato in esecuzione, l’interfaccia del programma è davvero semplice (vedi foto), e terminata la scansione, CloneSpy crea un file di testo (log) con tutto l’elenco, la posizione e la data dei soli file con caratteristiche simili agevolando così la pulizia del disco.

Ciascun file di questo elenco può essere cancellato, ignorato o rinominato (se proprio si vuole conservare una copia) in modo tale da riordinare l’hard disk o recuperare spazio.

E’ possibile anche impostare una cancellazione automatica se si è sicuri di quello che si fa, e in questo caso il tempo impiegato diminuisce ancor di più.

Gli algoritmi di ricerca incorporati in CloneSpy permettono di elaborare e cercare:

- duplicati
- duplicati che hanno lo stesso nome
- file diversi ma con stesso nome
- file con stesso nome e (circa) stessa dimensione
- file vuoti (dimensione zero byte)

CloneSpy funziona in modo veloce (una ricerca completa difficilmente supererà il minuto) e i suoi risultati sono precisi e facili da usare.

Il programma CloneSpy è disponibile per il download dal sito ufficiale a questo indirizzo: Sito di CloneSpy – link

Scritto da Mac La Mente

clonespy-9

Tags : , , ,

 

Informatica: Rimuovere il “Virus della Guardia di Finanza”

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 6, 2014 in 4 - E = m·c², Blog, Informatica e Web

A volte ritornano e purtroppo lo fanno in grande stile, migliorando e rendendo ancor più difficile la loro rimozione e generando ansia nelle persone che del computer fanno un uso quotidiano, tranquillo e rispettoso di chi si trova dall’altra parte dello schermo – siano esse persone, siti o altro…

A volte ritornano, dicevo, e questa volta è tornato il virus conosciuto come “Virus della Guardia di Finanza” o “Virus della Polizia Postale“. Tranquilli, i due Corpi non hanno niente a che fare con questa minaccia informatica, anzi, sono i primi che in passato hanno segnalato questa anomalia e cercato di eliminarla segnalando immediatamente metodi per la protezione del proprio computer.

Il virus in questione purtroppo è cresciuto, migliorato e aggiornato ai tempi e alla tecnologia odierna infatti, se prima colpiva ed era studiato per sistemi operativi come XP, ora anche Windows 7, Windows8 e 8.1 non sono più al sicuro.
Non solo, migliorato perchè oltre a svolgere l’azione per cui è conosciuto – quella di prendere possesso del pc del povero malcapitato -, è addirittura più difficile da rimuovere e non basta una scansione approfondita con l’antivirus, servono e sono necessari più software che cooperino insieme per debellare la minaccia.

La schermata principale, quella che compare una volta infetti, è la seguente:

download (1)

…da panico, vero? Niente paura. Non bisogna pagare i 100,00 euro che chiedono alla scadenza delle 72 ore ma attivarsi diversamente, ovvero disinfettando il sistema il prima possibile.

Come fare? Qui di seguito ci sono le istruzioni e i programmi necessari per eliminare il “Virus della Guardia di Finanza“.

Procedura per Windows 7:

1 – Avviare il sistema per ripristinare il computer. Per far questo all’avvio del pc tenere premuto F8 e selezionare, nella schermata nera che appare, la voce Ripristina computer.
2 – Avviare la procedura selezionando un punto di ripristino precedente all’infezione e in ogni caso il più recente per data in modo tale da mantenere gli ultimi programmi installati (se ce ne sono).
3 – Ultimato il ripristino e avviato il pc normalmente fare una scansione approfondita del sistema con il proprio antivirus.
4 – Non è finita. Procurarsi programmi con Combofix, ADWcleaner e Ccleaner e mandarli in esecuzione uno per volta ma solo dopo aver disattivato momentaneamente il proprio antivirus per evitare conflitti.
5 – L’infezione non c’è più.

Procedura per Windows 8 e 8.1:

1 – Acceso il computer bisogna posizionarsi sulla Charm bar – basta andare con il mouse in alto a destra – e selezionare Impostazioni
2 – Tenere premuto il tasto SHIFT – quello di sinistra – e cliccare su Arresta selezionando però la voce Riavvia sistema.
3 – Alla comparsa della schermata con il menù di ripristino, scegliere Risoluzione dei problemi → Opzioni avanzate e avviare la routine di Ripristino del sistema.
4 – Selezioniamo l’account da ripristinare (potrebbe occorrere la password utente)
5 – Scegliere il Punto di ripristino desiderato avendo l’accortezza di selezionarle uno precedente all’infezione.
6 – L’infezione non c’è più.

Programmi utili:

Download di ComboFix – sito ufficiale

Download di ADWCleaner – sito ufficiale

Download di CCleaner – sito ufficiale

I metodi descritti sono generali, in alcuni casi potrebbero non funzionare ed è per questo che vi chiedo, in caso di problemi, di contattarci senza problemi,…cercheremo di darvi una mano! ;)

Scritto da Mac La Mente

Tags : , , , ,

 

Informatica: Il DOS

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ago 1, 2014 in 4 - E = m·c², Blog, Informatica e Web

Non sono un buon maestro, non copiatemi, magari leggete quello che scrivo con più o meno attenzione e sempre se vi interessa, ma permettetemi di darvi un consiglio – generalmente dispenso dal farlo -: conoscere la storia, la radice e l’origine delle cose (siano esse fatti o avvenimenti o altro) credo sia importante per capire a che punto siamo, perché siamo arrivati a questo, perché si verifica un cambiamento e dove soprattutto possiamo arrivare percorrendo questa strada.

Il discorso vale in generale e per tutte le materie ma quando si parla in informatica, computer, telefonini, rete internet e chi più ne ha più ne metta, ancora di più in quanto spesso e volentieri (purtroppo) ci si dimentica o si prende per scontato quando scontato proprio non lo è.

Il computer non è nato da un giorno dall’altro, ci sono voluti anni, decine di anni, per farlo funzionare, renderlo utilizzabile da tutti e semplice – cioè, quasi semplice, non sempre è così.

Linguaggi di programmazione, software, schede madri, hard disk, applicativi, “famose app” – tanto di moda in questi ultimi anni – hanno un’origine lontana e basano il loro funzionamento sulla codifica interna delle informazioni in linguaggio macchina.

Tra i primi “linguaggi” a dialogare con i vari componenti c’è sicuramente il DOS.

Il DOS, acronimo di Disk Operating System, Sistema operativo su disco, è ancora presente sui nostri computer, anche se non lo vediamo, anche se chi progetta cerca di tenerlo nascosto perché potente, fondamentale e al momento insostituibile secondo me.

Il DOS ha una storia lunghissima dal punto di vista del suo sviluppo e non starò qui a dilungarmi su date, obiettivi e cambiamenti raggiunti e superati, migliorie e peggioramenti. Altro è quello di cui vorrei parlare ovvero una breve panoramica sui comandi in esso contenuti e su come accedere alla parte bassa (radice) del proprio sistema operativo e del proprio computer.

Molti sono i comandi presenti nella libreria del DOS e se ne possono aggiungere di nuovi a proprio piacimento; certo, non è un’operazione facile ma così come non c’è limite alla fantasia, così si possono far svolgere al computer funzioni tra le più disparate, semplici o complesse che siano.

Una lista di comandi che è bene conoscere e ricordare (sempre secondo me) riguardano la gestione delle cartelle e dei file, lo spazio su disco, la memoria, l’installazione o disinstallazione di software.

E’ vero, sembrano cose banali, vi starete chiedono perché eseguirle da riga di comando quando basta andare sul Pannello di Controllo in Windows – ad esempio – e cancellare da lì quello che non si vuole più.

Sì, questa è la strada più facile ma se non riesce? Chiamare un tecnico, ok, è una soluzione, ma a me piace risolvere i problemi da solo, è gratificante e allo stesso tempo si impara.

Una lista di comandi da conoscere è la seguente:

chkdsk – analizza il contenuto del disco e visualizza una relazione sul suo stato
defrag – riorganizza i file in un disco rigido per ottimizzarne l’uso
del – cancella uno o più file
deltree – elimina una directory e tutti i file e le sottodirectory in essa contenute.
dir – visualizza il contenuto di una directory
exit – provoca l’uscita da un interprete di comandi secondario per ritornare a un interprete di comandi o ad un programma precedenti
format – formatta un disco per l’utilizzo di MS-DOS.
help – visualizza la guida
ipconfig – visualizza l’IP attuale del computer. Con il comando ipconfig/all si ha una panoramica più dettagliata
path – visualizza o imposta un percorso di ricerca per file eseguibili.
print – stampa un file di testo.
prompt – cambia il prompt dei comandi di MS-DOS
rd – cancella una directory
rmdir – rimuove una sottodirectory vuota

e tanti altri…

Quelli elencati svolgono diverse azioni sia di alto che di basso livello e vanno in esecuzione anche quando si manifestano malfunzionamenti o anomalie.

Già, dimenticavo, come accedere al DOS o meglio al Prompt dei comandi?

Semplice: Start –> Tutti i programmi –> Accessori –> Prompt dei comandi.

Anche se più delicato perchè se si commettono errori diventa difficile tornare indietro, è meglio aprire l’interfaccia testuale con permessi di amministrazione (selezionabili con il tasto destro) in quanto non sono preimpostati; il pc è tuo, vero, ma non sei amministrazione vero del sistema…altro dettaglio spesso ignorato e di cui parlerò in seguito. ;)

Scritto da Mac La Mente

Interfaccia del prompt dei comandi:

Immagine

Tags : , , , ,

 

Informatica – Gestire i punti di ripristino di Windows

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mag 7, 2014 in Blog, Informatica e Web

Prima di presentare il programma di cui vorrei parlare, mi sembra giusto spiegare brevemente cosa siano i “famosi” Punti di ripristino del sistema, come crearli, perché sono importanti e quando utilizzarli.

Ebbene, un punto di ripristino non è altro che un programma – già incluso in Windows, in questo caso – che contiene una serie di informazioni utili sullo stato del nostro pc, cosa funziona e cosa non funziona, quali programmi sono installati sul computer e le ultime operazioni svolte. Potrebbe sembrare una specie di file di log (elenco delle azioni svolte, detto sinteticamente) ma è molto di più ed è più importante in quanto, a seguito di mal funzionamenti, errori e via dicendo, permette di ripristinare il sistema ad uno stato precedente senza perdere alcun dato o programma installato.

Generalmente Windows crea automaticamente dei punti di ripristino ogni qualvolta siano disponibili degli aggiornamenti del sistema da installare ma non solo. Questa operazione automatica se positiva sotto certi aspetti, è negativa in altri. Tra le note negative c’è sicuramente l’accumulo di questi punti di ripristino che a lungo andare non fanno altro che occupare spazio nel disco rigido con conseguente diminuzione delle dimensioni da dedicare, magari, ai propri file. Ciò avviene perché se non impostata l’opzione di sovrascrittura del punto di ripristino, si crea una lista sempre più grande di file con dimensione sicuramente non trascurabile.

Per creare un punto di ripristino manualmente è necessario seguire il seguente percorso:

Pannello di controllo → Protezione del sistema → Crea

Nella voce immediatamente sopra (Configura) è possibile settare lo spazio sul disco rigido riservato ai punti di ripristino (aumentarlo o diminuirlo, a seconda delle proprie esigenze) ed eliminare tutti i punti creati in automatico.

Attenzione! Cancellare tutti i punti di ripristino è un’operazione da ponderare con molta attenzione perchè in caso di mal funzionamento del sistema non sarà più possibile il recupero. E allora come fare a cancellare solo i più vecchi?

Tra i tanti programmi aggiuntivi che gestiscono i punti di ripristino, oggi voglio presentarvi QRM Manager Plus – software gratuito e di facile utilizzo (link per il download del programma da Softpedia – enciclopedia dei software)

QRM Manager Plus è un gestore manuale – ci tengo a sottolinearlo – dei punti di ripristino del sistema, permette di creali e cancellarli in maniera selettiva, di cancellare magari i più vecchi per dare spazio ai più recenti, in questo modo si libera spazio sull’hard disk senza alcun rischio.

QRM Manager Plus è un programma di piccole dimensioni che una volta installato aggiunge una voce al menù contestuale (menù che compare con il tasto destro del mouse e di cui ho parlato in questo articolo) e può essere richiamato solo quando necessario. Inoltre, se il Ripristino configurazione di sistema fosse disattivato, quando si tenta di creare un punto di ripristino, il programma visualizza un messaggio che chiede l’attivazione della funzione.

Concludendo:
1. Il punto di ripristino è un componente molto importante per aumentare, in parte, la tranquillità e la sicurezza di riuscire a rimediare a errori che a volte si manifestano e generano all’interno del pc.
2. Eliminare tutti i punti di ripristino è un’opzione da prendere in considerazione ma con ponderazione.
3. Conservare i punti di ripristino più recenti (ad esempio gli ultimi due) è sicuramente meglio perché così facendo si recupera un po’ di spazio sul disco rigido che vi ringrazierà di sicuro. ;)

Scritto da Mac La Mente

QRM-Plus-Manager_2

Tags : , , , , ,

 

Programmi: Ripristinare una chiavetta USB con HP USB Disk Storage Format Tool

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mar 12, 2014 in Blog, Informatica e Web, Scientifica-mente

In passato capitava più spesso e non si sapeva cosa e come fare. Ora invece è più facile.
In passato ho buttato così tante chiavette USB da riempire un bidone.
Ho perso file e documenti che non copiavo su altri dispositivi – cosa che ho imparato a fare – perchè mi fidavo della chiavetta USB e di Windows. Errore, mai fidarsi, meglio avere due file identici, doppioni e copie su copie che non averne affatto.

Tutti i dispositivi sono imprevedibili e collegarne uno al computer e non riuscire ad accedere ai contenuti è qualcosa che fa andare fuori di testa. Meglio un backup, meglio due backup in alcuni casi e non crearsi tanti problemi.
Cosa fare dell’USB? Beh, non pensare subito di buttarla via perché può essere ripristinata, recuperata e riutilizzata…sono pur sempre soldi spesi!

Il contenuto può essere recuperato in diversi modi ma non è di questo che voglio parlare, lo farò successivamente.

In questo articolo considero il “caso migliore”: ho una copia dei file presenti sulla chiavetta altrove e voglio semplicemente recuperare il dispositivo.

Come fare? In aiuto arriva un piccolo tool (programmino) sviluppato dalla HP che permette di formattare il dispositivo più in profondità rispetto al tool di Windows.

Il programma si chiama HP USB Disk Storage Format Tool e una volta scaricato, installato e avviato, è in grado di leggere tutte le porte USB del computer e di rendere accessibili quelle a cui sono collegate le chiavette mediante selezione dell’unità.

Il programma permette di formattare nelle due modalità conosciute FAT32 e NTFS (consigliata) e di attribuire un nome all’unità.
Non solo, è in grado di rendere avviabile il dispositivo (crea una sezione di boot) e di eliminare eventuali infezioni che la chiavetta USB ha contratto in precedenza.

HP USB Disk Storage Format Tool esegue una formattazione a basso livello con cancellazione definitiva di tutti i contenuti precedentemente presenti in modo tale da ridare nuova vita alla USB proprio come se fosse appena stata comprata!

HP USB Disk Storage Format Tool è molto semplice da utilizzare ed è di piccole dimensioni, della sua presenza non ci sia accorge nemmeno, funziona quando ne abbiamo bisogno e non a nostra insaputa come è giusto che sia.

Personalmente l’ho provato e mi trovo abbastanza bene, ho formattato due chiavette che Windows non leggeva più e ora vanno alla grande, sono nuove e non ho speso niente! Ottimo risultato!

Il programma è scaricabile direttamente da Softpedia (enciclopedia di software) a questo link: HP USB Disk Storage Format Tool

HP

Tags : , , , ,