Artisti: Demetrio Stratos (1979 – 2018)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il giu 13, 2018 in 1 - Il Pentagramma, Artisti, Blog, Personal-mente

Ringrazio Oscar Marino – amico, musicista, amico musicista – per il bellissimo e sublime pensiero che ha dedicato a Demetrio Stratos e che mi ha permesso di condividere qui…

Oggi trentanove anni fa, se ne andava solo con il corpo, Demetrio Stratos l’uomo che trascese i confini della Voce e della vocalità come nessun altro nei tempi moderni.

Luminosissima stella che mai si spegnerà nel firmamento della vera Arte.

La Natura matrigna, scossa dal prodigio che aveva creato lo volle richiamare prematuramente a sé, accomunandolo al destino di altri portentosi spiriti.

Oggi più che mai in una fase di enorme stagnazione culturale, penosa crisi creativa e disconoscimento del significato più alto della parola arte, avvertiamo potente ed insopprimibile, il bisogno di abbeverarci all’opera di chi, come Demetrio Stratos, ha polverizzato tutte le certezze ed i confini, per spingersi al di là, nell’ignoto.

Immortale

Qui il messaggio su Facebook: A Demetrio Stratos di Oscar Marino

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2050 – L’invasione degli anziani nell’Italia futura di Cristiano Torricella (prima parte)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il apr 23, 2018 in 2050, Blog, Cristiano Torricella, Punti di vista

Gli anziani come “business del futuro” che sta per avverarsi a breve anche in Italia.
Come finora lo sono stati, per l’industria e per il commercio, i bimbi dell’italo passato di fine ‘900, fonte di reddito, di lavoro e di intense campagne pubblicitarie.
Di fatto, i futuri anziani del 2050 ed oltre, a partire da oggi, nel 2018, vogliono e vorranno far sentire sempre di più, in futuro, anche ai “piani alti del Potere e delle Istituzioni” i propri ancora vitali bisogni e le proprie sacrosante esigenze medico-assistenziali, economiche, abitative, lavorative, politico-sociali ed anche… culturali.
E’ in arrivo la “rivoluzione gerontologico-lobbistica dei seniors” anche in Italia?
Di fatto, oggi gli anziani già contano e contano parecchio, anche statisticamente.
Penso a mio padre, che naviga in Internet alla veneranda età di oltre 82 anni suonati.
Penso al decesso di un mio lontanissimo parente e conoscente (spentosi alla veneranda età di 97 anni, in Liguria) come comunicatomi proprio ieri per telefono.
Penso a me stesso “futuro anziano di domani”, proiettato nel futuro prossimo venturo del 2050 ed oltre (come autore, non a caso ho scritto dato alle stampe un visionario romanzo di fantascienza, umorismo nero e thriller, ambientato proprio nel 2050 ).
Penso poi a tutta questa “mia” generazione di nati in Italia nel decennio degli anni ‘60 che, nel 2050, a Dio piacendo, avrà tra gli ottanta ed i novant’anni di età, giacché è inesorabile destino dell’uomo anche invecchiare e, poi, infine, morire (prima o poi).
Perciò penso, non senza qualche legittima preoccupazione etica o morale, alle innovative soluzioni che stanno per “arrivarci addosso” anche qui da noi, in Italia, tra cui: le cellule staminali, il “taglia e cuci” del DNA, gli O.G.M., gli “animali da trapianto”, il “sangue artificiale” e, forse, in taluni futuri casi, anche l’eutanasia a scopo terapeutico, consentita, in futuro, in limitati casi disperati e sotto stretto controllo medico, come già fanno tuttora all’estero (in Italia non è finora ammessa).
Penso anche ai possibili futuri abusi ed anche agli enormi interessi politico-economici in gioco, ove l’esponenziale aumento dell’età della popolazione altererà i conti ed i delicati equilibri nazionali, ma nutro anche qualche speranza di miglioramento futuro.

Con le nuove scoperte medico-tecnologiche e con le nuove terapie di ricombinazione genetica e/o meristematica, molti di noi (generazione di fine ‘900 nata negli anni ‘60 ed oltre) potrebbero probabilmente raggiungere (anche) la quintà età, con tutti i gravi problemi sociali, economico-sanitari ed abitativi che ciò comporta per tutti.
Come futurologo italiano, avrei pertanto molte cose da dire e/o da suggerire (dal punto di vista sociale, anche ai futuri amministratori di questo anarchico paese, oggi in declino a causa di ultratrentennali scelte sbagliate di politica economica non lungimirante) in merito a questa futura transizione gerontologica già “in fieri” in Italia, da oggi al 2050 ed oltre.
Tutto ciò necessita però, prima, di un necessario preambolo (o premessa culturale).

Necessita, in particolare (i nostri avi latini dicevano, se non erro, “oportet”, cioè… è opportuno…) di un “flashback generalista” su tutto ciò che, finora, hanno detto e scritto altri miei colleghi futurologi così tanto “esperti di 2050 e di futuro”: da alcuni scienziati (secondo me, troppo innamorati dell’Illuminismo e del Razionalismo risolutore di ogni male esistente sulla Terra) o, au contraire, ai “Cattivi Maestri del Nulla” (fanatici facenti parte di sette religiose “tifose” della fine del mondo a tutti i costi, “tuttologi”, opinionisti prezzolati, “parrucconi reazionari” e/o “attori alla moda” presenti anche in televisione – e soprattutto online – per fare “audience”).
I quali, spesso intervistati dal presentatore di turno, pontificano su questo argomento futuro o su quell’altro senza essersene mai occupati prima, spesso interpretando in scena battute scritte appositamente per loro da vari autori, sbagliando le previsioni e/o ritrattando successivamente ciò che hanno detto prima, com’è ormai malcostume oggi fare (compresi “tuttologi” – a me incomprensibili – e “maghi” e “veggenti” vari…).

Oso inoltrarmi in un terreno minato, lo so, ma come futurologo italiano e libero intellettuale apartitico mi è necessario premettere quanto segue, a garanzia del mio lettore e della serietà di ciò che scrivo, non frutto di fantasie né d’interessi lobbistici di parte, né d’interessi economici di sorta.
Pertanto non potrò essere esaustivo in questo articolo e di ciò me scuso con i lettori, invitandoli a leggere altri miei futuri articoli esclusivi, ospitati in futuro in questa apposita rubrica “2050” del blog www.libera-mente.net (che ringrazio qui per l’ospitalità accordatami), per approfondire meglio gli argomenti fin qui trattati.
Forse potrei mal-ricordare, visto i miei cinquant’anni suonati, ma mi sembra proprio che ci avessero pre-detto, a noi giovani di fine ‘900, i “troppo ottimisti futurologi di ieri”, che saremmo ben presto tutti quanti andati sulla Luna o su Marte (anche noi “giovani di ieri”) e che avremmo ben presto avuto (anche noi…) macchine volanti.
Promettevano che sarebbe arrivato per tutti un nuovo millennio di pace, di prosperità e di abbondanza piena, ebbra di speranze, che, unito al costante progresso scientifico-tecnologico merito dell’uomo moderno, ci avrebbe probabilmente portato in una nuova e futura Era o pacifica “Età dell’oro”, a beneficio dell’Uomo e della Natura.

Rammentate la promessa (mancata) di una Europa Unita (UE), fonte di unione civica e di benessere per l’ambiente, di lavoro, di prosperità e di ricchezza per tutti i cittadini europei, dopo l’abbattimento dei confini nazionali?
Invece, il cambio lira-euro e la crisi economica che abbiamo avuto noi in Italia hanno finora dimostrato il contrario, accrescendo la disoccupazione e la povertà di massa.
Il disastro nucleare giapponese di Fukushima, poi, ha riportato rapidamente indietro le “migliori menti pensanti“ della mia generazione degli anni ‘60 ed oltre al precedente disastro nucleare ucraino di Chernobyl di fine ‘900, che noi tutti vivemmo – ahimè – emozionalmente e direttamente sulla nostra pelle, “suonando” da allarme.
Che dire, poi, di quell’enorme “disastro ambientale-culturale” dell’ILVA di Taranto?
Così come gli spaventosi attentati terroristici di questi anni in tutta Europa (“strage di Parigi” in primis) ci hanno riportato indietro al terribile, inatteso e purtroppo celebre attentato (aviatorio) alle Torri Gemelle, negli USA, ad inizio “Nuovo Millennio”.

Eterno ritorno del passato? Niente di nuovo sotto al Sole, dunque? Sì ma anche… no!

Di fatto, secondo me autore, la cattiveria umana intrinseca, che produce guerre ed odio ovunque nel mondo esiste ed esisterà sempre, nel corso del secolare e storico passato, presente e futuro cammino dell’uomo, visto che finora non è possibile cancellarla dalla sua “mente malata di materialismo” (forse, in futuro, sarà possibile cancellarla e cancellare “il peccato originale” dalla mente dell’uomo moderno super-tecnologico, con i problemi etici che ne conseguiranno, cioè rischi di manipolazione mentale e plagi di massa e via dicendo, come già la fantascienza pare pre-vedere?).
Questo mio “bilancio storico-statistico”, però, non è mai del tutto negativo: via via, anche le scienze e la telematica sono progredite alquanto e, negli ultimi cinquant’anni, fortunatamente per noi italiani, noi “civili” non siamo andati a combattere “guerre di trincea” in Italia, in Russia, in Grecia o altrove, grazie a Dio, La tanto paventata “Terza Guerra Mondiale” non è finora scoppiata, per fortuna nostra, forse anche per merito dei tanti pacifisti italiani ed europei che l’hanno contestata in pubblico in anticipo, esprimendo forte dissenso al riarmo atomico mondiale, influenzando così, in tal senso pacifista, l’opinione pubblica mondiale.

Non morendo più così tragicamente – noi italiani – sui campi di battaglia (come avvenuto storicamente anche ai nostri nonni durante la prima e la seconda guerra mondiale del secolo scorso) ed essendo anche aumentata di molto la prevenzione sanitaria delle malattie e delle epidemie (allora) ciclico-ricorrenti (tifo, malaria, tubercolosi, “spagnola”, eccetera) ne consegue che l’itala popolazione – oggi – invecchia e muore molto più tardivamente, dando origine al “nuovo fenomeno di costume dei vecchi-giovani (o vecchi giovanili)” che hanno più tempo di vita “ (e soldi) da spendere rispetto al passato, anche grazie a quel sussidio detto “pensione”.
L’età della vecchiaia si è così spostata in avanti di parecchi anni e la metà della vita umana “standard” (che circa cento anni fa si attestava sui 35 anni di età) è già ora, nel momento in cui scrivo, aumentata a circa 40 anni di media e ben presto salirà ancora di più, cioè a 45 anni di età, regalando a noi italiani, di media, ben un decennio di vita in più (uno tra i primi popoli, nel 2018, quello italiano, tra i più vecchi al mondo).
Di contro, la quarta e la quintà età di massa, in Italia, pongono ai legislatori ed alla politica militante enormi problemi relativi alla futura qualità della vita dell’anziano, posto il dato di fatto che ne aumenta statisticamente la futura presenza sociale: problemi di salute, di assistenza, economico-pensionistici, sociali, etici e culturali.
La società italiana di oggi e del 2050 è pronta alla futura invasione degli anziani?
Come dare assistenza sanitaria protetta, reddito, residenza e cure adeguate a tutti?
Se nel primo mio articolo contenuto in questa benemerita rubrica “2050” ho narrato dell’urgente “problema Alzheimer del futuro”, nei prossimi articoli, invece, cercherò di analizzare altre importanti problematiche relative al “futuro anziano del 2050 (ed oltre) in Italia”, con allarmanti dati e cifre che ci aiuteranno a rispondere meglio a nostri eventuali “dubbi e domande di senso” ed a capire meglio la futura direzione (secondo me sbagliata…) verso cui ci stanno portando, di fatto e non da oggi, in Italia.

Infine, se leggete questo articolo come investitori interessati all’estero e/o come traders internazionali, capitati su questa pagina del blog perchè attratti dalla data del 2050 ed in cerca di dati, informazioni o previsioni su possibili scenari futuri relativi ad altri paesi esteri diversi dall’Italia del futuro, probabilmente non troverete quanto da Voi cercato, in quanto scrivo e scriverò in seguito, visto che, come riportato di seguito in calce alla mia stessa firma, mi piace orgogliosamente definirmi “un futurologo italiano”, differenziandomi così dagli altri futurologi.
Pertanto tratterò la globalizzazione ed il “villaggio globale” (imperanti in Italia già oggi) solo e soltanto dove tali argomenti siano strettamente funzionali al “discorso futuristico nazionale” che porto avanti, parlando esclusivamente di situazioni italiane (che conosco e vivo quotidianamente come italiano), accennando all’estero soltanto dove occorra, a scopo di confronto tecnico-didattico.

Sempre viva il “made in Italy”!
Sempre viva l’Italia! :-)
Arrivederci allora nella seconda parte di questo “articolo futurista”, che spero seguirà a breve… :-)
Ad maiora sempre!

Cristiano Torricella futurologo italiano icona piccola da allegare ad articoloCristiano Torricella, futurologo italiano

(prima parte dell’articolo – continua nella seconda parte dell’ articolo, di prossima pubblicazione)

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25° anniversario di Get A Grip degli Aerosmith

(0 commenti) | Commenta | Inserito il apr 21, 2018 in 1 - Il Pentagramma, Artisti, Blog, La canzone del mese

Avevo quattordici anni e loro c’erano già da venti (primo album nel 1973).
Avevo quattordici anni e li ascoltavo già da due anni (me lo ricordo bene, anche se non con la canzone che sto per citare, arrivata dopo…)
Avevo quattordici anni e mi rispuntano i capelli se ci penso…
Avevo quattordici anni, li ascoltavo, c’erano, li ascolto ancora oggi, e ci sono…

Get A Grip degli Aerosmith, undicesimo album in studio, ultimo con l’etichetta Geffen (la stessa dei Guns N’ Roses, Nirvana, Peter Gabriel – giusto per citare qualche altro nome), compie 25 anni!

Uscito nel 1993, fresco ancora come una rosa, l’album contiene una delle canzoni che ho più ascoltando in assoluto e che non mi stanco mai di riascoltare, gustare e cantare – anche se son stonato…Cryin’!

Ed è proprio Cryin’ la canzone del video qui in basso scelta per festeggiare questo anniversario…e…alzate il volume dello stereo, delle cuffie, fatela sentire anche ai vicini, ne vale la pena! ;)

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Auguri di Buona Pasqua 2018!

(4 commenti) | Commenta | Inserito il apr 1, 2018 in Blog, Comoda-mente

Lo riconosco questo suono,
è della carta che avvolge l’uovo!
E’ inconfondibile, familiare,
mi preparo a scartare…
Sono pronto, “allenato”,
al Giorno di Pasqua che è arrivato!

Una colomba vola in cielo,
nel suo becco dell’ulivo, uno stelo,
e un’altra è qui sul tavolo,
ha dei canditi nel cioccolato,
“Ciao ciao, cara dieta!”
oggi non ci sei, oggi sono un atleta…
Faccio ginnastica con la mascella,
per gustar una fetta di dolce, troppo bella!

Oggi è Pasqua! Evviva! Evviva! :)

Ogni angolo è illunimato,
è esplosa la bellezza del Creato!

Il tempo può esser come vuole,
neve, pioggia, grandine e sole…
l’importante è quel che porti nel cuore!

Spero tanto tu sia sereno,
Amico mio è un augurio sincero!

Che ci sia pace e allegria,
e salute e gioia
e tristezza che va via!

Un augurio sereno a tutti quanti,
piccoli, grandi e “giganti”
per una Pasqua di gioia e amore,
da portare nel cuore!

Buona Pasqua a tutti! Auguri! :)

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27 gennaio 2018 – Il Giorno della Memoria

(0 commenti) | Commenta | Inserito il gen 27, 2018 in Blog, In Libreria, Punti di vista

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Ho scritto diversi pensieri, impressioni, opinioni ecc… e lasciato parlare persone che l’orrore dell’Olocausto l’hanno vissuto in prima persona, sopravvivendo per miracolo, e persone che hanno immaginato cosa possa essere stato, immedesimandosi in uomini e donne la cui unica diversità era la razza (e per razza intendo la religione, il colore della pelle, usi e costumi, le origini e tanto altro…) e rileggendo tutte queste testimonianze e non solo (basta il sol pensiero) continuo a rabbrividire per il buio improvviso davanti agli occhi.

Ho scritto diversi pensieri in occasione della Giornata della Memoria per non dimenticare e per far sì, nel mio piccolo sicuramente, che non si dimentichi la Storia e l’atrocità di quegli anni.
Non so se ci sono riuscito, non mi importa, ho sempre scritto qualcosa oggi e continuerò a farlo, così come continuerò a pensarci, non solo oggi, sempre.

In maniera diversa e in modo diverso, con altre facce e altri mezzi l’orrore è ancor presente nel 2018 e dovrebbe bastar questo per fermarsi un attimo a pensare e guardarsi intorno.

Chi è sopravvissuto, per miracolo, ripeto, è riuscito a varcare in senso contrario i cancelli dei diversi campi di stermino (tantissimi e ovunque) e porta sulla propria pelle i segni indelebili di quello che ha vissuto e tra loro c’è Trudi Birger. A lei e al suo libro Ho sognato la cioccolata per anni lascio la parola in questo 27 gennaio 2018, a 73 anni di distanza, affinché non si dimentichi…

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Quasi tutte tenevano gli occhi bassi, fissi sulla terra battuta che, prima di loro, era stata calpestata da anonime schiere, vite umane ridotte a grumi di paura e di rassegnazione. Aspettavamo che ci annunciassero la nostra sorte, una sorte definitiva: o la vita o la morte. La guerra durava già da anni e tutte noi avevamo imparato a conoscere i nazisti.

[...]

Non mi sono mai vergognata di portare la stella ebraica. I nazisti non sono mai riusciti ad inculcarmi l’idea che essere ebreo è un peccato.

[...]

Ovunque girassi lo sguardo c’erano emaciati corpi nudi, così raggrinziti dalla prolungata denutrizione da non sembrare più nemmeno donne. Quegli esseri che una volta avevano fatto l’amore, partorito e nutrito figli erano adesso ridotti a una parodia di umanità. Solo gli occhi che chiedevano pietà, che esprimevano il desiderio muto di poter morire in pace.

Da Ho sognato la cioccolata per anni di Trudi Birger, pagine sparse, edizioni Piemme, anno 2008

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Alzheimer futura epidemia italiana del 2050? – articolo (inedito) di Cristiano Torricella, futurologo italiano

(0 commenti) | Commenta | Inserito il gen 19, 2018 in 2050, Blog, Cristiano Torricella, Punti di vista

I articolo

Alzheimer futura epidemia italiana del 2050?

Dovremo preoccuparci che la patologia dell’Alzheimer sarà la futura epidemia italiana del 2050?

La situazione medico socio-sanitaria italiana attuale narra che sono già presenti oggi, in Italia, oltre un milione di malati (in rapporto a circa sessanta milioni di cittadini) ed un altro milione (circa) diverranno, invecchiando, ben presto, malati di Alzheimer (itala popolazione anziana soggetta, in futuro, anche al raddoppio degli “ictus” cerebrali, degli infarti, dei tumori, del diabete, eccetera).

Come mantenere il nostro cervello costantemente acceso ed attivo, allora, in modo da prevenire, per quanto possibile, questa drammatica e progressivamente invalidante patologia cronica che, con l’avvicinarsi al 2050, è destinata a crescere drammaticamente in modo esponenziale nell’itala senile popolazione (più anziana, più sola e più “smarrita”, complici il crollo delle nascite, la disgregazione della famiglia, le pensioni sociali, la povertà, l’emigrazione giovanile e via dicendo)?

Allora il suonare individualmente uno strumento musicale, lo scrivere creativamente, la lettura quotidiana degli “antiquati” libri cartacei, l’uso intelligente di internet e del computer ma anche e soprattutto la voglia di imparare cose nuove, stimolando quotidianamente il proprio cervello e la propria curiosità intellettuale mediante lo studio e/o la ricerca (anche online) di argomenti inerenti materie ed articoli di proprio interesse e/o gradimento, potranno agire in modo preventivo anche contro l’Alzheimer, divenuto – speriamo di no – “itala emergenza sociale del 2050”, se non si farà nulla per prevenire il “disastro annunciato” che colpirà trasversalmente vaste fasce di futuri anziani.

Per le cure farmacologiche mediche, probabilmente, sarà in futuro usato un mix di farmaci sperimentali, che dovrebbe essere disponibile come cura (così come molti altri nuovi farmaci futuri) dal 2020 in poi (gli attuali farmaci contro l’Alzheimer di oggi agiscono, infatti, solo sui sintomi della malattia, limitandosi a curare solo i sintomi e non la malattia stessa, dunque… non curano…).

Per quanto attiene poi alla diagnostica strumentale e all’anamnesi del paziente affetto da demenza senile o Alzheimer (che non sono la stessa cosa…), esiste l’ipotesi medica futura di usare l’elettroencefalogramma (e.c.g.) (attualmente non ancora usato, a livello di massa, per scopi diagnostici o predittivi di tale patologia) allo scopo di rivelare precocemente ed a basso costo eventuali alterazioni del segnale cerebrale dell’anziano (magari fosse usato così, da noi, l’e.c.g. …)

L’uso di massa dell’elettroencefalogramma, usato per diagnosticare l’Alzheimer, avrebbe infatti dei vantaggi enormi: in primis, il basso costo; poi, sostituirebbe le tecniche usate oggi (ad esempio: la puntura lombare); inoltre sarebbe disponibile su tutto il territorio nazionale, semplificando di molto la diagnosi dell’Alzheimer e rendendola rapida ed economica per tutta l’itala popolazione anziana.

Sperando, nel frattempo, che l’Alzheimer non diventi in futuro, nel 2050 ed oltre, una patologia degenerativa gerontologica a carattere epidemico a livello nazionale (vista l’età avanzata della popolazione), diventerà importante prevenirla, anche e soprattutto a livello sociale, formando i futuri malati cronici: formazione e prevenzione che dovranno essere attuate (anche) dai malati stessi, anche mediante tecniche di autoconsapevolezza e di arte-terapia catartica atte a “risvegliare la mente” nonché mediante campagne di informazione e/o corsi di formazione “ad hoc”, relativi ai corretti stili di vita da adottare “prima del disastro cognitivo”, atti a rallentare ed a contrastare tale invalidante patologia dei futuri anziani del 2050 (noi stessi?) anziché curarla quando è troppo tardi.

Cristiano Torricella, futurologo italiano

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