27 gennaio 2018 – Il Giorno della Memoria

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Ho scritto diversi pensieri, impressioni, opinioni ecc… e lasciato parlare persone che l’orrore dell’Olocausto l’hanno vissuto in prima persona, sopravvivendo per miracolo, e persone che hanno immaginato cosa possa essere stato, immedesimandosi in uomini e donne la cui unica diversità era la razza (e per razza intendo la religione, il colore della pelle, usi e costumi, le origini e tanto altro…) e rileggendo tutte queste testimonianze e non solo (basta il sol pensiero) continuo a rabbrividire per il buio improvviso davanti agli occhi.

Ho scritto diversi pensieri in occasione della Giornata della Memoria per non dimenticare e per far sì, nel mio piccolo sicuramente, che non si dimentichi la Storia e l’atrocità di quegli anni.
Non so se ci sono riuscito, non mi importa, ho sempre scritto qualcosa oggi e continuerò a farlo, così come continuerò a pensarci, non solo oggi, sempre.

In maniera diversa e in modo diverso, con altre facce e altri mezzi l’orrore è ancor presente nel 2018 e dovrebbe bastar questo per fermarsi un attimo a pensare e guardarsi intorno.

Chi è sopravvissuto, per miracolo, ripeto, è riuscito a varcare in senso contrario i cancelli dei diversi campi di stermino (tantissimi e ovunque) e porta sulla propria pelle i segni indelebili di quello che ha vissuto e tra loro c’è Trudi Birger. A lei e al suo libro Ho sognato la cioccolata per anni lascio la parola in questo 27 gennaio 2018, a 73 anni di distanza, affinché non si dimentichi…

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Quasi tutte tenevano gli occhi bassi, fissi sulla terra battuta che, prima di loro, era stata calpestata da anonime schiere, vite umane ridotte a grumi di paura e di rassegnazione. Aspettavamo che ci annunciassero la nostra sorte, una sorte definitiva: o la vita o la morte. La guerra durava già da anni e tutte noi avevamo imparato a conoscere i nazisti.

[...]

Non mi sono mai vergognata di portare la stella ebraica. I nazisti non sono mai riusciti ad inculcarmi l’idea che essere ebreo è un peccato.

[...]

Ovunque girassi lo sguardo c’erano emaciati corpi nudi, così raggrinziti dalla prolungata denutrizione da non sembrare più nemmeno donne. Quegli esseri che una volta avevano fatto l’amore, partorito e nutrito figli erano adesso ridotti a una parodia di umanità. Solo gli occhi che chiedevano pietà, che esprimevano il desiderio muto di poter morire in pace.

Da Ho sognato la cioccolata per anni di Trudi Birger, pagine sparse, edizioni Piemme, anno 2008

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Alzheimer futura epidemia italiana del 2050? – articolo (inedito) di Cristiano Torricella, futurologo italiano

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I articolo

Alzheimer futura epidemia italiana del 2050?

Dovremo preoccuparci che la patologia dell’Alzheimer sarà la futura epidemia italiana del 2050?

La situazione medico socio-sanitaria italiana attuale narra che sono già presenti oggi, in Italia, oltre un milione di malati (in rapporto a circa sessanta milioni di cittadini) ed un altro milione (circa) diverranno, invecchiando, ben presto, malati di Alzheimer (itala popolazione anziana soggetta, in futuro, anche al raddoppio degli “ictus” cerebrali, degli infarti, dei tumori, del diabete, eccetera).

Come mantenere il nostro cervello costantemente acceso ed attivo, allora, in modo da prevenire, per quanto possibile, questa drammatica e progressivamente invalidante patologia cronica che, con l’avvicinarsi al 2050, è destinata a crescere drammaticamente in modo esponenziale nell’itala senile popolazione (più anziana, più sola e più “smarrita”, complici il crollo delle nascite, la disgregazione della famiglia, le pensioni sociali, la povertà, l’emigrazione giovanile e via dicendo)?

Allora il suonare individualmente uno strumento musicale, lo scrivere creativamente, la lettura quotidiana degli “antiquati” libri cartacei, l’uso intelligente di internet e del computer ma anche e soprattutto la voglia di imparare cose nuove, stimolando quotidianamente il proprio cervello e la propria curiosità intellettuale mediante lo studio e/o la ricerca (anche online) di argomenti inerenti materie ed articoli di proprio interesse e/o gradimento, potranno agire in modo preventivo anche contro l’Alzheimer, divenuto – speriamo di no – “itala emergenza sociale del 2050”, se non si farà nulla per prevenire il “disastro annunciato” che colpirà trasversalmente vaste fasce di futuri anziani.

Per le cure farmacologiche mediche, probabilmente, sarà in futuro usato un mix di farmaci sperimentali, che dovrebbe essere disponibile come cura (così come molti altri nuovi farmaci futuri) dal 2020 in poi (gli attuali farmaci contro l’Alzheimer di oggi agiscono, infatti, solo sui sintomi della malattia, limitandosi a curare solo i sintomi e non la malattia stessa, dunque… non curano…).

Per quanto attiene poi alla diagnostica strumentale e all’anamnesi del paziente affetto da demenza senile o Alzheimer (che non sono la stessa cosa…), esiste l’ipotesi medica futura di usare l’elettroencefalogramma (e.c.g.) (attualmente non ancora usato, a livello di massa, per scopi diagnostici o predittivi di tale patologia) allo scopo di rivelare precocemente ed a basso costo eventuali alterazioni del segnale cerebrale dell’anziano (magari fosse usato così, da noi, l’e.c.g. …)

L’uso di massa dell’elettroencefalogramma, usato per diagnosticare l’Alzheimer, avrebbe infatti dei vantaggi enormi: in primis, il basso costo; poi, sostituirebbe le tecniche usate oggi (ad esempio: la puntura lombare); inoltre sarebbe disponibile su tutto il territorio nazionale, semplificando di molto la diagnosi dell’Alzheimer e rendendola rapida ed economica per tutta l’itala popolazione anziana.

Sperando, nel frattempo, che l’Alzheimer non diventi in futuro, nel 2050 ed oltre, una patologia degenerativa gerontologica a carattere epidemico a livello nazionale (vista l’età avanzata della popolazione), diventerà importante prevenirla, anche e soprattutto a livello sociale, formando i futuri malati cronici: formazione e prevenzione che dovranno essere attuate (anche) dai malati stessi, anche mediante tecniche di autoconsapevolezza e di arte-terapia catartica atte a “risvegliare la mente” nonché mediante campagne di informazione e/o corsi di formazione “ad hoc”, relativi ai corretti stili di vita da adottare “prima del disastro cognitivo”, atti a rallentare ed a contrastare tale invalidante patologia dei futuri anziani del 2050 (noi stessi?) anziché curarla quando è troppo tardi.

Cristiano Torricella, futurologo italiano

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Presentazione di una nuova categoria sul blog: “2050”

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C’è voluto del tempo ma come tutte le belle cose, l’attesa non fa altro che accresce il desiderio, desiderio e tempo giusto sono arrivati, ora.

2050 è una nuova rubrica che sarà presente d’ora in avanti, con cadenza da definire, magari settimanale ma non è escluso qualcosa di più, che tratterà temi di vari natura, previsioni, trattati scientifici e di divulgazione del pensiero con la speranza che faccia aprire ulteriormente gli occhi di tutto coloro che si soffermeranno a leggere – e spero siano tanti!

E’ qualcosa di diverso “2050”, potrebbe (quasi) far paura perchè tutti i rischi ci sono e se ci proietta avanti negli anni, non facile prevedere e neanche tanto semplice parlarne ma a noi le sfide piacciono e in questo viaggio saremo accompagnati da una nostra “vecchia” conoscenza: Cristiano Torricella, che per l’occasione esordisce con un articolo su un’eventuale epidemia di Alzheimer…impossibile? Non date per scontato questo, il tempo potrà darci ragione o meno ma va anticipato come è giusto che sia…

Buona lettura di “2050” e di Cristiano. Ad Majora! ;)

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Una frase, un rigo appena – Una specie di solitudine – I diari di John Cheever

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9788807886218_0_0_1543_75Un piccolo passaggio, una pagina di diario in questo caso, da Una specie di solitudine – I diari di John Cheever che oltre a saper raccontare, sa raccontarsi…

Frammenti di una vita sicuramente vissuta, turbolenta a tratti, segnata dall’alcool e da tutto quello che questa dipendenza porta con sé, segnata da dubbi (tanti) e certezze (a volte troppo poche) sull’amore, sulla famiglia e sulla carriera.

Un libro che riporta e trasporta in pieno ai suoi anni dove ogni pagina, nonostante l’arrivo di nuove ristampe ed edizioni, sembra ingiallirsi per assecondare il tempo che fu. Davvero intenso. Da gustare.

Il passaggio parla di Hemingway e in poche parole, a volte più che sufficienti, rende omaggio all’uomo e all’artista-scrittore come solo Cheever avrebbe potuto fare…


Si è sparato Hemingway, ieri mattina. Era un grande uomo. Mi ricordo che camminavo per una strada di Boston dopo aver letto un suo libro, e il colore del cielo, il viso degli sconosciuti e gli odori della città mi sembravano come più vivi e drammatici. La cosa più importante che ha fatto per me è stato legittimare il coraggio virile, una qualità che prima di arrivare ai suoi libri avevo sentito esaltare solo dai capiscout e da altri che la facevano sembrare una cosa fasulla. Ci ha dato una visione immensa dell’amore e dell’amicizia, delle rondini e del rumore della pioggia. Non c’è mai stato, nella mia epoca, nessuno alla sua altezza.

(Una specie di solitudine – I diari – John Cheever – pagina 196 – Edito da Feltrinelli – Anno 2015)

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Buon Anno Nuovo! Buon 2018!

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E’ arrivato con un bel botto
quest’Anno Nuovo, il 2018!

Che sia bello e colorato,
ricco, prospero e incantato,
pieno di allegria e serenità,
da donare a tutti in gran quantità!

Primo giorno dell’Anno Nuovo
che sia l’inizio del rinnovo…

Rinnovo di cosa?! Forse ti chiedi…
ma di tutto quanto, alzati in piedi!
Gira intorno, fa un saltello
perchè da oggi sarà tutto più bello!

Io son pronto, ci riprovo…
e nel frattempo, sai che ti dico…

Tanti auguri di Buon Anno Nuovo!

Buon 2018 Amico!

E lancio un grido di gioia avvolgente,

Augurissimi di Buon Anno da Libera-mente!

:)

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