2050 – I-taglia del futuro: “Grande Speranza” o “Grande Paura” del domani? (prima parte) di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mag 1, 2019 in 2050, Blog, Cristiano Torricella, Punti di vista

“Solo questione di soldi, per un futuro migliore.
C’è chi preferisce rovinare il futuro ai propri figli, che rinunciare a qualche spicciolo.
Esiste una frase che dice: “pago quattro monete oggi, per poterne pagare una domani”.
All’uomo non interessa.”
(Luana Pessina – prefazione al romanzo “2050 – disastro nucleare a Milano
di Cristiano Torricella – Edizioni Simple – prima edizione: 2012 – pagina 5)

Ciò scrive argutamente Luana Pessina, giovane scrittrice lombarda, nella sua prefazione al mio romanzo edito nel 2012, censurato dal “potere della casta” perché troppo “pro itali liberi cittadini”.

Ho voluto iniziare citando l’autrice Pessina, che, secondo me, ha colto nel segno, centrando appieno il problema (italo problema tragico e paradossale, riguardo alla visione del proprio futuro…).

“Solo questione di soldi, per un futuro migliore”: tutto qui e nulla da eccepire a livello pragmatico.

Solo una ”questione di soldi” ci separa da un futuro migliore per noi e per i nostri figli e parenti.

E’ dunque etico inquinare drasticamente il mondo, al solo scopo di guadagnare di più?

Si può dunque corrompere e/o delinquere, per guadagnare moltissimo?

Quanto costa la medicina “X” o quanto si percepisce di pensione: la vita è riducibile a … soldi?

Cosa saresti pronto – anche di disonesto, o cittadino del futuro 2050 ed oltre – a fare per i soldi?

Emarginare e calpestare gli altri? Già lo fanno… e lo faranno ancora nel prossimo futuro!

Mentire e spergiurare? Già lo fanno… e lo faranno ancora nel prossimo futuro!

Rubare (corruzione, peculato, usura, tangenti, eccetera)? Già lo fanno… e…

Truffare il prossimo e falsificare? Già lo fanno… e lo faranno ancora nel prossimo futuro!

Ciò che è etico e morale quanto importa, nella “Summa Decadentia Immorale” del 2050 ed oltre?

Solo una ”questione di soldi”, al cui cospetto (“del Dio Denaro”) tutto si svaluta e si svilisce?

“Fare soldi”: pensiero corrente ed assillante, al cui cospetto tutto passa in secondo (o terzo) piano?

Pensiero diffuso in tutti gli strati sociali, che vorrebbe condizionare e/o “comprare” gli… umani?

Ambiente, cultura, energia, educazione scolastica e sanità diventeranno “soldi” e non più servizi?

Venderanno medicinali costosi inutili (ma lo scopo primigenio non era quello di guarire il malato)?

Si guarderà alla politica come ad un “facile modo” per guadagnare tantissimi soldi senza lavorare?

E’ possibile svolgere il lavoro di medico solo per guadagnare, disinteressandosi di curare la gente?

E’ possibile, per un informatico di lungo corso, non curarsi dei sistemi operativi ma solo dei soldi?

E’ possibile essere dei contadini a cui non interessano né i campi coltivati né le le piante orticole?

Cercando solo di fare soldi – chiedetevelo ora – non si va dritti, forse, verso il baratro annunciato?

Con il sacrificio, la pazienza, lo studio e l’intelligenza – cose che non si comprano – ci si salverà?
Il “bivio di scelta” sembra essere, dunque, questo: soldi o no … avere o essere… possedere (o no)?

Solo una “maledetta questione di spiccioli” che mi porta a chiedermi (questa domenica alle ore 05:30 del mattino, in quel di Marino (RM) – Castelli Romani, ove ormai risiedo da quasi vent’anni…): 2050 – I-taglia del futuro: “Grande Speranza” o “Grande Paura” del domani?

Cosa aspettarci – di bene o di male – dall’ “invecchiata I-taglietta” tricolore del 2050 ed oltre?

“Grande Speranza” o, au contraire…. “Grande Paura” (a causa di una nazione “poco lungimirante”)?

Riecheggia forse, in queste (mio) dissidente dubbio di libero intellettuale culturalmente estraneo alla politica militante (per questo mai finanziato da partiti politici e lobbies) il disperato grido (dell’oggi anziano) italo cittadino onesto e laborioso, oggi ormai invecchiato e stanco di decenni di lotte e di sconfitte sociali, ormai sconfitto, tacitato, mortificato ed emarginato dal potere (che mercifica e corrompe l’individuo debole, magari – forse – anche più intelligente della massa, ma economicamente e socialmente più debole “di fatto” e, dunque, teoricamente, da tutelare)?

Vecchia I-taglia nemmeno più tanto opulenta come nel passato, visto che sta tagliando servizi essenziali (come ad esempio, la sanità pubblica) per continuare a foraggiare la “casta del potere”?

Vecchie istituzioni meno credibili, meno democratiche e meno rappresentative rispetto al recente passato di metà ‘900 (come mi dicono alcuni anziani del ‘60, di cui qui trascrivo i “loro” pensieri)?

Quanto noi stessi siamo, oggi, ancora veramente liberi di scrivere e/o pensare ciò che ci pare, come privati cittadini, visto che, a quasi ogni mia frase o periodo, segue un prudenziale punto interrogativo? (come diventerebbe questo mio articolo “futurista”, se, ad esso, togliessimo tutti i punti interrogativi? Provateci Voi, o lettori, se ciò v’incuriosisce e se volete…)

Oligocrazia o, invece, vera democrazia, quella italiana d’oggi ed i-tagliana del futuro 2050 ed oltre?

Peggioramento in atto, dovuto alla reale pochezza ed alla reale povertà culturale dei partiti politici, dei managers e della casta, che sicuramente genererà reale povertà futura nel 2050 ed oltre… o no?

Cosa aspettarci, allora, dalla vecchia I-taglia tricolore del futuro prossimo venturo in rapido arrivo?

“Grande Speranza” o, invece, au contraire…. legittima, motivata e prevedibile… “Grande Paura“?

Vogliamo tentare, allora ed ora, qualche plausibile futura previsione, premesso tutto ciò già detto?

L’I-taglia del futuro 2050 (I-taglia che tutto taglia, anche il necessario, al “popolino”… e scusate il grottesco ed umoristico gioco di parole…) sarà molto probabilmente l’I-taglia delle prostate ingrossate, degli oculisti e degli occhiali, delle ernie del disco, delle pasticche contro l’ipertensione, dei “vecchi rimbambiti”, dei diabetici, dei cardiopatici, dei malati cronici e degli operati negli ospedali, nonché l’I-taglia degli “ospizi in cui ti picchiano se non obbedisci” (ma ciò non era facilmente prevedibile – sia a livello sociale che statistico – e non lo si sapeva già da lungo tempo?)?

Nel 2050 ed oltre l’uomo sarà già sbarcato sul “pianeta rosso” Marte e ritornato nuovamente sulla Luna a fare nuovi esperimenti scientifico-spaziali, “coltivazioni lunari” e…“business astronautico”?

Avremo (finalmente) le auto elettriche nelle strade delle principali città italiane e dei veicoli senza conducente (i primi veicoli a motore programmabili, guidati da un computer di bordo “assistivo”?)?

La genetica, la medicina e le scienze applicate del futuro avranno fatto i “passi da gigante” promessi, in modo da fornirci nuovi farmaci “miracolosi” e nuove soluzioni iper-tecnologiche personalizzate, inaugurando, di fatto, la “grande stagione della medicina rigenerativa individuale dei super-vecchi”, a base di cellule staminali, chirurgia mini-invasiva ed integratori dietetici per senior?

Internet “delle macchine” sarà diventata così insostituibile (magari non si chiamerà più nemmeno Internet…) e le donne del 2050 ed oltre (che avranno preso il potere assai prima del nel 2050) governeranno – proprio loro – questo (nostro) povero paese ridotto alla povertà ed ormai in sfacelo?

I cambiamenti climatici colpiranno – ormai sempre più drasticamente – tutta la penisola italiana e si correrà – tardivamente – a chiudere la porta del recinto quando quasi tutti i buoi sono già scappati?

Il “nucleare pulito” – sorpresa! – avrà già messo i suoi “impianti sperimentali” ovunque nelle principali città i-tagliane, nonostante le (inutili) proteste locali di parte dell’itala popolazione, venendo altresì spacciato, tale “nucleare pulito”, come – udite, udite! – “energia rinnovabile”?

Il Potere – “Grande Paura a Voi!” – ci “attenzionerà” e ci spierà anche online (dovremmo crederci)?

Ci toccherà, in questa “I-taliaccia” del 2050, proprio a noi “liberi autori”, di mascherarci per poter narrare, recitando per il popolo, più per arte-terapia catartica (personale e sociale) che per… soldi?

Un sordido futuro a fosche tinte apocalittiche, con “commedianti girovaghi del 2050” tutti presi ad auto-rappresentarsi catarticamente sul bieco “palc’oscenico del 2050 ed oltre”, attorniati da un pubblico ignorante e rozzo, che “non legge libri ma li scrive, riconoscendo anche le figure colorate” come voluto e pianificato, a tavolino, dal sordido e potente potere di casta che sovrasta il popolino?

Non recitano già, forse quotidianamente, i (nostri?) politici, nel “teatrino della politica”, la…parte?

Non recitano, forse, i superpagati manager aziendali (messi apposta per fallire banche ed aziende)?

Produce speranza, tutto ciò o, invece ed inesorabilmente “Grande Paura e Futura Ignorantia”?
Rifletteteci su, di grazia, o miei (4) intelligenti lettori e….. buon pro Vi faccia!
(continuerà nella seconda parte dell’articolo…)

Cristiano Torricella, futurologo ed autore

 

Cristiano Torricella futurologo italiano icona piccola da allegare ad articoloCristiano Torricella, futurologo italiano del 2050 ed oltre

Tags : , , , ,

 

Buona Pasqua 2019! Auguri! :)

(4 commenti) | Commenta | Inserito il apr 21, 2019 in 9 - Per tutto il resto..., Blog, Comoda-mente

Il passerotto qui su un ramo
canta allegro e spensierato:
“Accorrete tutti, festeggiamo!
Il Giorno di Pasqua è arrivato!”

Le campane suonan a festa,
la loro melodia entra in testa,
e fa esplodere immediatamente
tutta la gioia che abbiam dentro, avvolgente!

Luce calda e rigenerante,
infonde energia, è così rilassante!

Lasciamoci travolgere da tutto questo,
è il Giorno di Pasqua del resto…

Che sia un giorno spensierato e contento,
che splenda il sole…anche se c’è vento!

Augurissimi di Buona Pasqua! :)
Auguri! Auguri! Auguri!

buona-pasqua

Tags : , , , ,

 

2050 – Italia: energie “pulite” e scoperte tecnico-scientifiche ignorate, insabbiate o non usate per “non dar troppo fastidio” di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il feb 23, 2019 in 2050, Blog, Cristiano Torricella, Punti di vista

(articolo inedito di Cristiano Torricella, futurologo italiano – Marino Laziale (RM)- 28/01/2019)

Le scoperte tecnico-scientifiche odierne possedute dall’Europa (alla data in cui scrivo, 28 gennaio 2019) sono tantissime e rendono ormai ingiustificabile l’attuale “gap energetico” italiano.

Perché si continua, di fatto ed indefessamente, a bruciare carbone e/o combustibili fossili per produrre energia, inquinando sempre più l’aria “bene comune” delle maggiori città italiane, Roma e Milano in primis, come già si faceva nel passato (cioè nel secolo scorso, a fine ‘900)?

Smog cittadino, PM 10 ed I.P.A. (Idrocarburi Policiclici Aromatici) che si respirano anche a Roma megalopoli non hanno però confini geografici ed ancora non esistono (ad oggi) vigili urbani che dirigano il traffico delle nuvole (a meno che la famigerata, U.E. non li inventi in futuro. :) ).

L’aria inquinata che opprime, come una cappa venefica, le principali metropoli italiane (da Roma a Milano, da Bologna a Torino), di fatto, si disperde inevitabilmente e lentamente in atmosfera e ci “ritorna indietro” nei polmoni e nel cibo, anche piovendo giù dal cielo come venefica pioggia acida e/o riproponendosi nuovamente come smog cittadino visibile anche a diversi chilometri di distanza.

Da Marino Laziale e dai Castelli Romani, nel caso della “Capitale d’Italia”, cos’è quella “cappa marrone” che vediamo sospesa su Roma, se non venefico smog che “uccide” mezza Roma?

Non sarebbe opportuno (anche a vantaggio delle future generazioni) passare a tecnologie di produzione e/o di consumo di energia “pulite”, più eco-sostenibili ed eco-compatibili degli attuali idrocarburi (i soliti, usati dalla fine del ‘900 fino ad oggi), dimenticando per un attimo le pressioni politico-economiche delle lobbies del carbone, del petrolio e dell’energia nucleare (nucleare che ci riproporranno nei prossimi decenni – detto tra noi – molto prima del fatidico 2050 di cui scrissi)?

In questi decenni di povertà culturale di fine ‘900 ho visto e ripetutamente sentito in televisione, strombazzate come un’adeguata panacea per i mali energetici del nostro paese, varie minacce di “regresso energetico” (anziché di futuro progresso tecnico-scientifico a livello energetico) che, di fatto, ci rendono (ancora nel 2019) dipendenti dai combustibili fossili esteri (petrolio e gas in primis), facendo leva sull’ignoranza, sulla paura e sull’insabbiamento del progresso tecnologico.

Importanti personaggi politici che proponevano di costruire nuove centrali nucleari in una nazione – la nostra – altamente sismica ed in perenne stato di disastro idro-geologico: ha un senso logico, ciò?

Lobbies di tipo “operaistico-sindacale” che difendevano l’indifendibile (cioè l’acronistica estrazione del carbon fossile) per non far perdere centinaia di posti di lavoro, anziché aiutare le aziende ad investire sul futuro, creando nuovi posti di lavoro nei futuri settori eolico e/o solare.

Colpevole non finanziamento e non sviluppo produttivo di promettenti nuove tecnologie “di punta” che avrebbero permesso – da decenni ed anche in Italia – di produrre e/o di consumare energia in modo meno inquinante e meno costoso, con indubbi vantaggi economici e sociali (ed anche di salute…) per “noi del popolino” (ed allora… spaventiamo il popolo con “visioni drammatiche”).

Atavico rifiuto a-culturale (di massa) del telelavoro, delle scienze applicate e del presente progresso tecnologico, che rallentano ed indeboliscono ancor di più un paese, ormai lontano temporalmente dal passato secolo del ‘900, ma di cui non si vede un rapido scatto verso il futuro prossimo venturo.

Un paese, il nostro, con innumerevoli problematiche arretrate, ereditate dal passato e dalla mal-politica di fine ‘900: dal ritardo scientifico-tecnologico alla burocrazia, alle tasse elevate, all’emigrazione, ai mille problemi del Sud Italia, alla disoccupazione di massa, agli sprechi di denaro pubblico, al debito pubblico, al dissesto idro-geologico in atto sul territorio ed alla mancata prevenzione dei disastri (annunciati), alla corruzione, alla criminalità dilagante, all’inverno demografico”, al progressivo invecchiamento della popolazione, eccetera).

Così ho purtroppo dovuto vedere, crescendo di età e mille volte, ridursi progressivamente, in Italia, le opportunità e le possibilità di un futuro migliore e più equo per tutti, a vantaggio dei soliti noti.

Meno trasporto merci e/o passeggeri (sia ferroviario che marittimo) a tutto vantaggio dell’inquinante (dipendente dai carburanti esteri) trasporto stradale su gomma, con la conseguente creazione dei gravi problemi di traffico ed inquinamento che abitualmente subiamo in metropoli grandi come Roma (tra cui l’esponenziale aumento delle malattie cardiovascolari e respiratorie, allergie comprese, dovute principalmente all’inquinamento dell’aria causato, guarda caso, dal massiccio consumo (e respirazione) di idrocarburi nocivi ed altamente inquinanti per l’uomo).

Ed allora, che cosa aspettarci di migliore e/o di positivo, per il fatidico anno 2050 ed oltre?

Allora sorge spontanea la domanda dell’uomo della strada: “il futuro prossimo venturo sarà ancora una volta, in Italia, la ripetizione e la stantia riedizione del miope passato energetico di fine ‘900, già da noi vissuto in prima persona per decenni nonché sentito e già visto replicarsi mille volte in televisione e sui giornali, con i problemi di smog e di traffico che ormai conosciamo a menadito?”.

Oltretutto, il parziale e ritardato passaggio alle energie rinnovabili “pulite” ha distrutto sul nascere, fino ad oggi, migliaia di ulteriori nuovi posti di lavoro che si sarebbero potuti creare in Italia (evitando così, al contempo, l’emigrazione all’estero di migliaia di persone disoccupate, giovani ed anziani, come accade quando mancano adeguati incentivi alla riconversione energetico-produttiva).

Creando, di fatto ed invece (già accaduto nelle grandi città d’Italia) migliaia di malati cronici cardiovascolari e respiratori, che già affollano i padiglioni ospedalieri di cardiologia e pneumologia.

L’uomo tecnologico moderno di oggi e del 2050 è così avido, immorale e folle? Possibile?

A meno che il vero obiettivo non fosse questo, cioè di farli ammalare, per poi vendere… le cure?

Qualche disinformato (o malevolo?) potrebbe obiettare che finora non esistono, nei paesi occidentali, soluzioni alternative all’uso del petrolio, della benzina e del gas naturale per far viaggiare gli autoveicoli, per produrre energia e per far lavorare le fabbriche, per riscaldare ed illuminare case e ministeri, per far funzionare computer ed uffici e tutto quanto occorre per far marciare spedita l’opulenta, complessa e burocratica società occidentale (che a me non piace così com’è).

E che, per giunta, se smettessimo di colpo d’inquinare, tutto il mondo produttivo si fermerebbe di botto, gettando tutti quanti, noi compresi – udite, udite! – nella disoccupazione produttiva, nella povertà morale e materiale e, per giunta, relegando tutti noi in una sorta di preistoria delle palafitte primitive, della clava e delle frecce di ossidiana!

Grande Paura a Voi! Non volete consumare più petrolio e gas naturale per non inquinare?

Ed ecco, allora, a Voi servita, la peggiore soluzione alternativa che esiste: l’energia nucleare!

Che non inquina l’aria con il piombo né con il benzene né con il PM 10, però… uccide uguale!

Peccato, però, che alcune informazioni odierne (che fornirò in chiusura del mio articolo) smentiscono categoricamente questo regresso tecnologico imminente dovuto alla mancanza del petrolio e del gas naturale.

Regresso “teatrale” con il quale alcuni “esperti” sembrerebbe volerci quasi spaventare, per riportarci indietro al passato novecentesco, anziché verso il futuro 2050 ed oltre, probabilmente per i soliti interessi economici oligarchici di lobby e di parte che, opulentemente, li finanziano.

Sicché, forse, vogliamo parlare qui, invece, di “auto ad acqua” (maggiori notizie in merito a tale auto-prototipo si trovano in un interessante articolo, firmato da Roberto Graziosi, pubblicato su “Focus” a gennaio 2017, da pag. 39 in poi).

Auto elettrica che già esiste, il cui nome è “Quantino”.

Costruita sperimentalmente in Europa dalla società Nanoflowcell del Liechtenstein ed alimentata da una “batteria a flusso” che produce energia elettrica tramite una miscela di liquidi e di sali, emettendo, alla fine del processo – sembrerebbe – solo vapore acqueo o acqua, senza inquinare l’aria ed il cielo delle itale metropoli.

Però il costo di esercizio (dell’auto), a livello di carburante, sarebbe così spaventosamente basso da far accapponare la pelle a qualsiasi venditore di carburanti del mondo, in quanto il prezzo dei liquidi ionici che tale “batteria a flusso” usa sarebbe – udite… udite! – di soli 10 centesimi di euro al litro (dieci litri di liquidi costerebbero, dunque, un euro? – troppo poco per qualsiasi venditore…).

Che fine farebbero le odierne e petrolifere tangenti? Che fine farebbero le accise sui carburanti?

Che fine farebbero le onerose percentuali?

Dato uno scenario del genere, chi avrebbe veramente interesse ad…innovare?

E se, in questo modo, con l’auto ad acqua, si risolvessero definitivamente sia il problema dell’inquinamento dell’aria nelle città italiane che quello dei costi di alimentazione e di funzionamento delle macchine elettriche (furgoni, carrelli elevatori, trilaterali e ad altre macchine)?

Non sarebbe – economicamente parlando – ancora peggio?

Chi avrà il coraggio di utilizzare questo modo di produrre energia elettrica a basso costo, inventato dallo svizzero La Vecchia, ricercatore chimico, inventore e brillante imprenditore del futuro?

Chi garantisce che gli amministratori pubblici – in special modo quelli romani – vogliano davvero risolvere i problemi di viabilità urbana e di smog in modo così ecologico, anziché obbligare i cittadini romani (e non) all’ennesimo “blocco del traffico-paralisi viaria-domenica ecologica” di turno, che tanto piace ad alcuni, come avviene ormai quasi mensilmente a Roma anche nel 2019?

Veramente vorremmo che le scoperte tecnico-scientifiche attuali siano davvero applicate alla vita quotidiana di migliaia di persone abitanti nelle maggiori città italiane, Roma e Milano in primis?

Ci siamo chiesti cosa comporterebbe veramente una rivoluzione “etica e morale” del genere?

Ci posti la domanda se coloro che hanno vissuto – fino ad oggi – di rendita e di sprechi lo permetterebbero o se invece sarebbero – come già fecero in passato – pronti a reagire in malo modo?

 

Cristiano Torricella futurologo italiano icona piccola da allegare ad articoloCristiano Torricella, futurologo italiano del 2050 ed oltre

Tags : , , , ,

 

Caro Diario: aggiornamento 4.0!

(0 commenti) | Commenta | Inserito il feb 17, 2019 in 8 - Liberi Pensieri, Blog, Personal-mente

L’auto-celebrazione, l’egocentrismo e il narcisismo non fanno assolutamente parte del mio carattere e non sono aspetti che mi interessano più di tanto anche se in questo momento, per te che stai leggendo o sei semplicemente capitato per caso su questo testo, tramite combinazione di parole sul motore di ricerca – troppo spesso influente e invasivo, depistante per quanto riguarda i contenuti e discriminatorio tra il vero e il falso -, può sembrare il contrario visto che sto parlando di me.

17 02 1979 o semplicemente 17 02 79. Comunque li si consideri questi tre numeri sono miei (e di chi è nato in questo giorno, ovviamente), miei non in senso stretto del termine (vedi possedere), ma come punto di partenza di un conteggio sicuramente cominciato prima…
Numeri legati al calendario, alla vita e alla morte, a un matrimonio o un incidente, a un furto o a una vittoria, vari sono gli eventi che in questo momento ignoro, vari sono gli aspetti, mattina, sera, pioggia o sole e semplicemente un giorno come tanti altri, tutto va bene…

I tre numeri citati sono numeri primi, io per primo (sembra quasi un gioco di parole) non ci avevo mai fatto caso fino a questo momento, numeri primi che oggi “compiono” per me quarant’anni.

Cambio decennio, saluto da lontano lo zero, l’uno, il due e il tre – ahimé – e aggiorno la cifra più significativa della mia età e ricomincio a contare…

Inizio questa nuova avventura con un buon bagaglio alle spalle ma senza sentire la necessità di cambiare, anche se devo ammettere di essere un po’ cambiato sotto qualche aspetto: fisico? Sicuramente, ma frega niente…

Non so quando abbia acquisito il “diritto” di poter dire “non me ne frega un caxxo”, è accaduto prima dei quaranta e oggi non posso far altro che confermare e sottoscrivere.

Questa espressione colorita, neanche più di tanto, non implica o presuppone che le “cose” passino sotto al mio naso o vengano prese per “oro colato”, non l’ho mai fatto, ho sempre messo in discussione tutto, forse troppe volte, e non comincerò certo ora a cambiare atteggiamento.

Ho quarant’anni, faccio parte di quella generazione nata senza telefonino, quasi senza internet – Youtube non c’era, il modem 56k una Ferrari – e nonostante ora, per “deformazione professionale”, direi, ci sia dentro fino al collo, sono uno di quelli che ne farebbe volentieri a meno perché trovare tutto, essere perennemente connesso, reperibile, rintracciabile e via dicendo, lo considero più uno svantaggio che un vantaggio.
La connettività non è trovarsi, è solo un mezzo – a basso costo, forse – per abbattere le distanze e le barriere ma a volte è necessario distaccarsi (distanza) e isolarsi (barriera) per ritrovare il giusto equilibrio tra-e-con noi stessi: questo per me è importante.

Sai, vincerei facilmente in quella “gara-esperimento” letta poco tempo fa: centomila dollari in palio per rimanere due mesi senza telefonino…
Lo dimentico in macchina, il telefono, a casa, in altre stanze, non ne sentirei per niente la mancanza…e allora: dove si ritira il primo premio?

Faccio parte di quella generazione che ha visto cadere un muro (anche se ero piccolo, 1989) e innalzarne tanti altri, non in cemento o mattoni ma talmente robusti da far diventare qualcuno “matto-mattone”, incapace di ragionare, ubriaco – non di alcool, purtroppo, avrebbe fatto meno male…

Faccio parte di quella generazione, lo spero, io lo sono, è certo, che preferisce pensare con la propria testa, senza farsi mettere in testa falsi “miti”, anche se a volte ci son cascato, lo ammetto, ora non più.

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi… (Blade Runner)
e continuo a vederle giorno dopo giorno e pensando ad alcune di esse, accidenti, sono talmente assurde da non sembrar vere, figuriamoci immaginarle, neanche negli incubi più cupi, eppur son realtà…

Quale è il mio auguro per questo passaggio di “versione”? Arriva tra un po’ l’augurio, prima però vorrei ringraziare…

Innanzitutto ringraziare un’amica (poco più avanti di me con gli anni, ehehehe) per il suggerimento dato: “non sono quaranta ma quattro”…ed io da buon smanettone-ottimizzatore ho colto la palla al balzo ed inserito un punto-zero, proprio come si fa con un programma o con un sistema operativo…e trasformato il tutto nel titolo di questo articolo…eh, la “deformazione professionale” si fa sentire…
La ringrazio con tutto il cuore per esserci ancora, qui, nel mio presente, occupa un posto importante e spero abbia la pazienza di esserci ancora tra dieci, venti, trenta e infiniti anni…e…mi fermo qui, ha capito cosa voglio dire già dall’inizio di questo breve periodo, lei è troppo forte! Credetemi! ;)

I miei genitori, certo, ci mancherebbe, li ringrazio con tre parole troppo spesso taciute o date per scontate: Vi Voglio Bene! …e potrei scrivere un libro a riguardo, sono quello che sono Grazie a loro…
Passione per la matematica, musica, rebus, enigmi, per i libri e le parole, il rumore e il silenzio…ho imparato talmente tante cose che quarant’anni non sono sufficienti per metterle in pratica, ci vuole tempo, eh sì!

E ringraziare le persone che ci sono ancora, che ci sono state e che arriveranno e incrocerò nella vita se ne avrò tempo…

Ecco, sicuramente avere tempo è un auguro che posso farmi, tempo da dedicare a tutto quello che mi interessa, tempo per leggere, scrivere, parlare, ricordare ogni singolo istante – bello o brutto che sia -, non mi importa, la vita è imprevedibile e voglio viverla giorno dopo giorno.
Vorrei accumulare esperienze e trasmetterle a chi ha voglia di ascoltare, senza insegnare a stare al mondo, ognuno ha un proprio percorso da seguire e matura in maniera differente, e se quello che ho trasmesso è un buon “input”, bene, allora sono contento…

“Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno. “ (The Big Kahuna)

In passato ho fatto parte della prima categoria, ora sono nella seconda…vado avanti.

Ricordo i dieci anni, i venti (che spettacolo, il mondo era mio), i trenta (e l’arrivo dell’ansia e degli attacchi di panico, pazienza, ma anche l’arrivo nella mia vita di Grease, la mia gatta, tra i due avvenimenti, il secondo è da ricordare e portare sempre nel cuore, l’adoro alla follia, impazzisco per lei! – cuoricino -) e i quaranta? Beh, se ci sarò tra dieci anni lo scriverò di sicuro, ora non so, non posso dirlo e prevedere non rientra nelle mie facoltà…

E vorrei augurarmi di continuare a pensare (immaginatelo scritto in stampatello maiuscolo con tanti tanti spazi – aria – tra le lettere…), di avere ancor più fantasia – unico limite –, di non essere mai e di non apparire mai ma di dare, dare tutto in tutto quello che faccio e che farò, e se non hai dato tutto non hai dato ancor… (Vinicio Capossela)

Io sono uno di quelli che crede fermamente nelle persone, che al supermercato con il carrello pieno se chi sta dietro ha un paio di prodotti lo fa passare avanti, che se incontra una signora con buste piene e ingombranti si offre di darle una mano e ricevere in cambio un sorriso è la cosa più bella che ci sia…che se incontra un bambino si mette a giocare, se incontra un amico a quattro zampe non può fare a meno di accarezzarlo e giocarci…son fatto così, prendere o lasciare…

E rivendico sempre quel “diritto” acquisito modificandolo a seconda dei momenti, delle circostanze e situazioni perchè credo non esista una verità assoluta sulle cose, è tutto mutevole proprio come il vento…

Un amico mi chiama “tristone” – per gioco – perchè magari non rido mai, sembro imbronciato, raggrinzito ecc… ma non c’è bisogno di esternare in ogni momento la propria felicità per essere felici, alla felicità preferisco la serenità, lo star bene: bene seduto, in piedi, solo o in compagnia, è questo quello che mi piace…

E mi fermo qui, la prolissità è un altro aspetto che non ho mai imparato, forse per “colpa” dei cinque meno meno nei compiti di italiano, chissà, magari miglioro da questo momento in poi in fondo…c’è sempre tempo! ;)

Tags : , , , ,

 

Pollice verde – “Clara-bella” la mia pianta d’aria

(0 commenti) | Commenta | Inserito il feb 2, 2019 in 6 - Tempo libero, Blog, Mondo naturale

Ed è arrivata lei, così, all’improvviso e mi sono affezionato!
Gironzolando in rete ho cominciato a leggere diversi articoli, a documentarmi sulle diverse specie esistenti, sulle caratteristiche (tantissime!) e su come curare e mantenere in vita questo tipo di pianta perchè una pianta è un organismo vivente e richiede attenzione come tutti noi!

Ed è arrivata Clara-bella, l’ho chiamata così, giocando con le parole, e adesso siamo inseparabili, ogni volta che giro la testa quando sono al computer la vedo e mi piace sempre di più.
E’ una pianta d’aria, splendida, senza radici e senza terreno, uno spettacolo sorprendente, una specie particolare di “amica vegetale”.

Clara-bella appartiene alla famiglia delle Bromeliacee e la sua particolarità è di vivere senza terreno. Il nutrimento arriva direttamente dall’atmosfera, dall’aria appunto, attraverso le foglie che assorbono rugiada, pioggia e umidità – se tenuta all’aperto – o da acqua con piccolo bagnetto ogni due-tre settimane, a testa in giù, senza lasciar goccioline tra le foglie – se tenuta in casa, come nel mio caso.

E’ una pianta perenne e onestamente per me è l’ideale visto che non ho tanto il “pollice verde” (ahi ahi!) ma ci provo e da un alcuni mesi a questa parte ci sto riuscendo! E’ un inizio, poi, chissà…

E’ una piantina piccola piccola, Clara-bella, grande più o meno 5 cm – è più grande il supporto su cui è poggiata che lei stessa, ehehehe…

Sarà piccola ma di sicuro in parte purifica l’aria della mia camera; le piante d’aria oltre ad essere utilizzate come decorazione-ornamento hanno proprio questa funzione, loro respirano e lo faccio anch’io ;)

Il vero nome sarebbe Tillandsia, preferisco Clara-bella.

Alla sua famiglia appartengono ben 500 specie, alcune con fiori, altre con foglie molto più colorate che cambiano tonalità a seconda della presenza o meno di luce.
Attenzione! Il sole le fa bene ma non direttamente altrimenti corre il rischio di seccarsi troppo in fretta anche se perenne.

Tra qualche mese credo di concimarla con una soluzione diluita in acqua, la stessa soluzione che si usa per mantenere belle e profumate le orchidee, una soluzione antiparassitaria.

Lei è una pianta “grigia”, ce ne sono altre “verdi”, appunto, con foglie colorate e colori che vanno dal giallo al violetto passando per il rosso.

Sono piante che per loro natura sono estremamente frugali e si adattano ai diversi ambienti, in alcuni casi vengono chiamate “parassite” perchè crescono sui tronchi-rami di altre piante e da ottobre ad aprile son quasi in letargo per poi ritornare in fiore – nei limiti, naturalmente…

E…niente, tutto qui, avevo voglia di presentarla…ci sono cuginetti in giro? Con una foto nei commenti possiamo fare una bella riunione di famiglia! Che ne dite? ;)

20190226_132843
20190221_120632

Tags : , , , , , ,