Poesia – Tutti insieme dovremo lottare un poco di più per render questo mondo più migliore di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il lug 20, 2014 in Blog, Cristiano Torricella, Poesie della domenica

No, nessun errore nel titolo di questa poesia, Cristiano Torricella ha volutamente scritto “più migliore” per infrangere in un certo senso le regole e dare più enfasi al messaggio che vuole trasmettere. La sua (e anche mia) speranza è che l’errore desti dal “sonno della ragione” chi ancor oggi non s’è reso conto di quello che sta accadendo e in che direzione (quelli che io definisco sapientoni) ci stanno portando.

Danni immani e immensi a cui bisogna porre un freno, dire Basta!, e farlo tutti insieme uniti come Popolo.

 

Tutti insieme dovremo lottare un poco di più per render questo mondo più migliore
di Cristiano Torricella

E’ un italo popolo intero che, risvegliando, oggi, il suo cervello
da un profondo, antico, atavico, e lungo, sonno * popolare,
si alza nuovamente in piedi, oggi, ad alta voce, protestando,
avvolto di sporco fum, di promesse elettorali infrante, e fango,
e chiede, invan, all’infame mondo odierno,
pane e lavoro e giustizia e cultura vera e vita!

Non si può più aspettare, ancor, più oltre, le promesse!
Che noi stessi, già oggi, invecchiam e moriam, malati e stanchi!
Ed anche tu, o giovane Holden, anche tu, non tergiversar là, col telefonin, più oltre!
Che serve, come il pane, oggi, un cambiamento!
Oggi e non oltre oggi!
Che già – così Io scrissi, ier – oggi è già tardi!

Non dite, poi, che Io, vecchio poeta dissidente, non lo pre-dissi in tempo, al popol mio!
Tutti insieme dovremo lottare, un po’ per volta, un poco di più, pacificamente, tutti insieme,
per render questo sporco mondo più migliore!
No? – tu dici?
Vale ancor, il “divide et impera”, di partito e di fazione, oggi?
Oggi, ancor più d’una volta, stoltamente, vale e stravale, eccome!

Spezzando nostre, gravose, popolar, itale catene burocratiche,
di sotto all’apocalittico cielo atomico, futuro, pien di manipolate nuvole o.g.m,
che a balcon, qui, di sopra, a noi, oscur e feroce orco di Gran Debito, già fiata e morde,
a riverberar suoi accesi lampi atomici, sì belli, su di noi, qui, di sotto, itali parolai imbelli,
vane parol di fumo, che, più oltre, oggi, non le possiam esportar, di fuor, nel bel glocale mondo,
nostri politici, economici e partitici, lacci e lacciuol e ritardi, catene a vita intera, così belle!

Cambiando, poco a poco, per l’avvenir di lor, nipoti e figli e nonni,
corrotte, e sporche regole, del gioco, oppure lasciando tutto come pria,
se preferite Voi, ignari ed ignoranti cittadin del volgo,
d’esser fregati sempre, a poco a poco!

Vivremo ed invecchierem, allor, vi chiedo,
se non farem nulla di nulla, per cambiare,
nello straordinario paradosso culturale italico?
E ci ammaleremo, e morirem, di tante povertà brutte, d’ogni genere,
dopo aver vissuto invano, disperati,
in un bruto mondo, di Unni e di Vandali, alla carica,
estrema gabbia di rabbia e di declino assai evitabile,
che va a crear disastri atomici, disoccupazion di massa, Grande Paura?

Se anche a te, perciò, o pigro cittadin d’oggi, strarincoglionito di televisione,
tale mondo futur, che vien, non piace affatto e fa Paura,
cambia oggi te stesso, rinsavisci e riaccendi, per pochi minuti, il tuo cervello:
torna a pensar, autocentrico, di nuovo, agli ideali ed ai desideri tuoi, quelli più veri;
e inizia a ragionar su tua vita, già, e come trascorsa, obbediente e servile, fino adesso;
e prepara tua cultural, personal, dignitosa, guerra pacifica, e, mental, riscossa,
se vuoi, che poi, un doman, tra noi, nel nostro stival, sì disgraziato, regnino, infin,
addopo alla gravosa lotta, Pane, Onestà, Lavoro e Dignità Sociale e Pace!

* sonno = è il sonno della ragione e dell’intelletto, che tanto male ha fatto, per decenni, all’I-taglia

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