Musica: Genesi Akt degli ElektroJezus

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mar 31, 2014 in 1 - Il Pentagramma, Blog, La musica del tempo

Una promessa è una promessa e una segnalazione, in questo caso, arriva gradita perché è proprio il senso di Segnala!: una possibilità in più per scoprire quello che di solito passa sottobanco e che invece vale la pena conoscere…

Ora conosco un gruppo in più. Sono contento. Contento per questa scoperta, perché è di scoperta che si tratta nel mio caso. Ma veniamo a noi…

 

elektrojezusElektroJezus è un progetto musicale – costituito da un duo in questo caso – di esperimenti sonico-scientifici che utilizza la musica elettronica per comunicare…e con la musica elettronica ci sa fare.
Arrivano arrivano dal Pianeta Oregon Odisseo per studiare noi umani e allo stesso tempo regalarci sensazioni positive che spesso e volentieri, ahimè, vengono trattenute e incatenate da movimenti rigidi, quasi comandati e legati, come se fossimo burattini. E’ tempo di muoverci e ballare!

Sono distanti dal genere che ascolto, questo devo dirlo, ma non per questo cambio canale, anzi, mi soffermo (come ho fatto in questi giorni) perché incuriosito.

Genesi Akt è l’ultimo disco-demo degli ElektroJezus. Otto tracce per poco più di una mezz’ora: tempo ben speso.

Il disco scorre, la navicella scelta per il viaggio scalda i motori, decolla e trasporta il viaggiatore in giro per l’universo…o semplicemente in locali con luci che abbagliano, con gente che si muove – magari con un bicchiere in mano – e che alza le mani al cielo in cerca di un contatto.

La sequenza dei brani (spero sia la stessa che ho ascoltato io dal loro canale su Soundcloud) è azzeccata. Le tracce sono un’onda sinusoidale che fa variare il suono in ampiezza e frequenza – scusate qui esce fuori l’ingegnere che è in me – e l’alterna a pause messe al posto giusto.

Tra le tracce spiccano sicuramente Odisseo, Mixture e Beginning And Ending, o per lo meno queste sono quelle che mi han colpito di più – de gustibus!

Per quel poco che conosco ritrovo in parte di Daft Punk e mi scuso se cito solo questo gruppo un po’ più conosciuto, è il primo che mi è venuto in mente…un bel paragone, direi, avanti così.

Il link al demo che mi accingo a segnalare è finito tra i miei preferiti e credetemi, non ho molti preferiti nella cartella Musica ;)

Su Soundcloud il demo ascoltabile a questo indirizzo: Genesi Akt degli ElektroJezus mentre questa è loro pagina su facebook: ElektroJezus

 

Tracklist:

1. Odisseo
2. Errore Logico
3. Mixture
4. Soul Dance Part 1
5. Soul Dance Part 2
6. My Head
7. Shut Up
8. Beginning And Ending

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Incipit – Tretrecinque di Ivano Fossati

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mar 27, 2014 in Blog, In Libreria, Incipit

downloadEppure suono la batteria. Eppure non lo sapevo. Eh sì, è un mondo diverso quello del chitarrista anche se entra in contatto con diversi musicisti che suonano altri strumenti.

Tretrecinque è un modello di chitarra Gibson, una chitarra elettrica che il protagonista dal romanzo – Vittorio Vicenti o Vic o Vincent, come lo chiamano in America – usa nel suo lavoro.

La storia raccontata da Ivano Fossati nel suo primo romanzo ripercorre la vita di Vittorio, è proprio lui che la racconta in prima persona, gli amori, le difficoltà, il dover fare i conti con la famiglia (con il padre soprattutto) e con una piccola realtà della provincia negli Anni ’60.

Non ho ancora terminato la lettura ma l’incipit lo riporto più che volentieri…

 

Incipit:

2010

Le feste si surriscaldano solo dopo mezzanotte, è così dappertutto. E accidenti se è vero. Io li osservavo quegli assatanati e non potevo credere ai miei occhi per come ci davano dentro a bere e a ballare. Zompavano come matti, si urlavano nelle orecchie, sudavano e si strusciavano fra loro. Diosanto, dovevate vederli anche quando erano già le due passate. Ma che gli fregava a quelli, la maggior parte di loro al mattino mica si alzava dal letto. Che avessero soldi in tasca, che fossero spiantati, oppure papponi, ladri, giornalisti, mignotte, cocainomani o attori, li trovavi lì, perché a quell’ora gira di tutto. E lo volete sapere? Sembravano felici.
Noi li facevamo ballare, scuotere il culo a nostro piacimento. “Shake it, baby shake it”. Potete credermi che i piedi non li tenevano più nelle scarpe. Gli facevamo sciogliere i sentimenti e anche il portafoglio. Più si agitavano più bevevano, e gli affari andavano benone per tutti. Qualcuno dovevano anche sbatterlo fuori di forza ma era così che doveva girare, il mestiere di un’orchestra è questo. Quando sei sul palco è come se avessi i mano l’acceleratore e il freno di tutta quella gente, puoi farli salire e scendere come sulle montagne. Puoi mandarli a casa esausti e ubriachi oppure raffreddare la serata e farla finire un’ora prima se il padrone te lo chiede. E qualche volte te lo chiede eccome

da Tretrecinque di Ivano Fossati – pagina 5 – Casa editrice Einaudi

 

Dati del libro:

Titolo: Tretrecinque
Autore: Ivano Fossati
Casa Editrice: Einaudi
Pagine e anno: 416 – 2014

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Umorismo – Barzellette informatiche

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mar 24, 2014 in 9 - Per tutto il resto..., Blog, Umorismo

Ehm, siamo sicuri siano barzellette? Alcune son talmente possibili che sembrano reali!

Ah già, dimenticavo, gli informatici son capaci di questo e di altro! :D

 

1-
C’era un tizio il quale, in gioventù, desiderava più di ogni altra cosa diventare un grande scrittore.
Quando qualcuno gli chiedeva di definire il termine “grande” rispondeva:
“Voglio scrivere roba che il mondo intero legga, roba che faccia reagire la gente a livello emotivo, roba che li faccia urlare, piangere, tremare di rabbia e di dolore”.

Pare abbia raggiunto il suo scopo.
Attualmente lavora per Microsoft, è il redattore dei messaggi di errore.

2 -
Tra tecnici informatici:
- “ieri sera mi è venuta a trovare barbara dell’ufficio acquisti”
- “uellaaaa” replicano gli altri due
- “si, siamo andati a mangiare qualcosina..e poi e poi…”
- “e poi???”
- “poi siamo andati a bere una biretta….e poi e poi…”
- “e poi?!”
- “poi siamo saliti su da me perchè voleva che gli spiegassi come funzionava il programma nuooovo e poi e poi….”
- “e poiii?!”
- “poi lei si è tolta la giacca perchè in casa faceva caaaaldo…”
- “ueeeeellaaaa! e poi?? e poi?? e poi?!…”
- “poi l’ho presa in braccio e l’ho messa a sedere vicino al computer nuooovo e..”
- “cooosa?!…ti sei comprato il computer nuovo??? che processore ha?!”

3 -
Un programmatore prega Dio:
- Oh, Dio, che devo fare della mia vita?
Cosa ti aspetti da me?
Cosa c’è dopo la morte?
Qual è il senso della vita?

Attimo di silenzio, poi una voce tuona dal cielo:
- per prima cosa LEGGI LE FAQ!!!

4 -
Ci sono un meccanico, un elettricista ed un informatico in un auto che all’improvviso rimane ferma. L’elettricista dice: “Credo che ci sia un problema nei circuiti della macchina…” al che il meccanico prontamente risponde: “No, no, credo piuttosto che ci sia un problema al motore!”. L’informatico li guarda e dice: “E se zitti, zitti provassimo a scendere, chiudere, risalire e si provasse a mettere in moto nuovamente?”…

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Opera: Ferragosto duemilacinquanta – colpo di stato a Roma di Cristiano Torricella (traduzione in italiano – seconda parte)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mar 16, 2014 in Blog, Cristiano Torricella, Poesie della domenica

Siamo lieti di pubblicare la seconda parte dell’opera di Cristiano TorricellaFerragosto duemilacinquanta – colpo di stato a Roma.

L’avevamo annunciato nel precedente articolo e ci sarebbe piaciuto avere il testo originale in dialetto romanesco ma è andato perduto (forse, durante un trasloco) e così, qui di seguito, direttamente la traduzione in italiano che l’autore ha recuperato dal suo archivio cartaceo e che noi ringraziamo per avercela recapitata.

La prima parte in dialetto romanesco è qui: Feragosto dumilaecinquanta – colpo de stato a Roma , qui invece la traduzione Ferragosto duemilacinquanta – colpo di stato a Roma.

 

Ferragosto duemilacinquanta colpo di stato a Roma
(argute rimostranze di un macellaio di Roma), di Cristiano Torricella

- Seconda parte -

 

Ma tu, o roman cittadin, del centro storico di Roma,
ormai tanto “scafato” (esperto, vaccinato)
tu che ne hai viste tante e tante, da Romoletto nostro, fino ad ora,
mi rispondi che la politica faccenda, a te, proprio non interessa,
e che per te, o dittator, o Papa, o Re o Imperatore, son tutti uguali;
e che conta, alla fin dei conti, a pancia piena, a nostra bella Roma,
solo girar, e rigirar, con il cucchiaio grande e grosso,
nel pentolon tuo, la stessa, tua solita, minestra;
e che si mangi, tutti insiem, infine, a Carnasciale,
carne, noi del popolo, a far festa!

E che insana filosofia, servile e stolta,
è mai questa, che vien su, lemme, su dal volgo,
che mette avanti, a tutto e ovunque, la paiata,
la coda alla vaccinara e il buon girello nostro,
primo taglio, tutt’assieme,
con carciofi alla giudia, pollo al girarrosto e, poi, frittata?

A me, che son macellaio,
certo che il consumo, della carne, è ovvio, m’interessa…
ma non v’interessa, neanche un poco, a voi altri fessi, la nazione?
Il triste e misero futuro, di questi giovinastri,
nemmeno più a sposarsi, ed a far figli, buoni ?
La povertà e la crisi nera, che uccidon i meritevoli e i migliori?
I continui suicidi, per debiti, degli onesti nostri imprenditori ?
La fuga dei cervelli all’estero, la maggior parte via, scappati?
La disoccupazione e questa laida corruzione mascherata,
che, qualsiasi cosa tu faccia oggi, nel duemilaecinquanta,
a qualunque livello, sempre chiede e chiede: “voi che ci date?”

Mi risponde, assai serafico, Mario il guercio, solito avventor dell’osteria,
a nome d’altri, che non si sa mai ben chi altri sia,
assai rubizzo e rubicondo, già ebbro di vino,
già alle ore sette e mezza del mattino:
“non ci pensar più, a tutte queste “fregnacce” (stupidaggini),
e mangia e bevi, o macellaio, anche tu, a più non posso, finchè tu puoi,
che a raccontarle, a te, essi, i politicanti e i giornalisti,
dal lor tubo catodico, son scaltri!

Quante vane ed alte parole, urlate al vento,
di sommi ed eccelsi valori, quasi veri!
Luride menzogne, per ingannare il popolo!
Loro lo sanno, tutti, ed assai bene, di mentire!

Ed una volta, poi, eletti, loro stessi, alla poltrona,
subito tradite, le promesse fatte al nostro popolino,
i loro politicanti campioni, mutata subito bandiera,
divenner essi stessi, per lor bieco interesse, e fulgida carriera,
parassiti nostri, bari, spergiuri e farisaici traditori!

Così è la nostra romana, amara, classe dirigente,
da secoli e secoli e dai secoli più neri:
un gran brutto, e sporco, pasticciaccio,
tra loro opposto, d’interessi,
altro che la fiera eccelsa,
e tanto declamata, scala dei valori!

Meglio mangiarsi, dunque,
qui, soli e in pace, senza più inganni, all’osteria,
questi due nostri, oriundi, saltimbocca alla romana,
che mangiarsi il fegato,
da cittadin beffati e vinti, con gran rabbia,
da sempre prigionier, paganti, in questa gabbia,
che la nostra zozza società,
si sa, lo sanno tutti, mai migliora!”.

Così disse, e, pagato, con tre soldi, il conto suo,
Mario uscì, mezzo ubriaco, nel Sole, a Roma, lì, di fuori:
e, lì, c’era tutta Roma sua, deserta, con la fontanella e coi turisti,
che lì, nel Sole d’agosto, a lui, Lei l’aspettava!

Era Ferragosto e nostra romana gente, invece, tutti al mare,
non pensava, proprio, al suo ritorno a casa,
su Via Cristoforo Colombo, in auto, in lunghe file, di affrontare,
un nuovo colpo di stato (da chi mai organizzato? E chi lo sa?)
tra gelati e grattacheccari (chioschetti di “grattachecca” o di granita)
e grassocci extracomunitari, venditor d’angurie, sul lungomare,
tra materassini e moto d’acqua e gavettoni,
così, assai sorpresi dall’evento strano,
restaron, i cittadini al mare, buoni buoni,
ed alcuni, persin, congratulossi con, della rivolta, i capi,
così dicendo, ad alta voce, in spiaggia o in mezzo al mare:
“e bravo… e bravo… e non potevi farlo anche prima, questo colpo di stato, o no?”
e, chissà perchè, pacche sulle spalle e bottiglie di spumante, chi l’aveva…

Così l’han fregati, nuovamente, il popolino ed i lavoratori nostri,
facendogli questa bella “sorpresa dell’Estate”, a Ferragosto:
e viva, e sempre viva, il nuovo dittator, che ora piace,
tanto, poi, come va a finir tutto, già lo sappiamo!

E come andrà a finir, anche nel duemilacinquanta,
la strana faccenda del colpo di stato,
di questo strano Ferragosto, proprio a Roma?

Ma come vuoi che vada a finir?
Pure tu, o Bruto… tu, che chiedi?

Ma come sempre finisce qui da noi:
in una commedia teatrale da burletta!

Passati gli iniziali strilli, i petardi, gli entusiasmi, i canti e i balli,
le inutil feste, le parate e le bandiere al vento,
i cortei, i nuovi tesserati e le piazze in visibilio,
e prese e date, con quattro, di Carnasciale, plastici manganelli,
due mazzate, a chi contesta il Supremo Capo,
per argomentar, loro ragioni, meglio,
con nuove tasse, e assai gabelle adatte al popolino,
con esemplar sanzioni, e tanti inutili, e burocratici, divieti,
da far accapponar, a tutti noi, la pelle,
il nostro caro amato popolo Arlecchino,
come da copione, come al solito,
sempre le prese tutte,
e mai le diede, imbelle!

E benone!
E adesso, chi ce lo toglie più, a noi del popolino,
questo degenere dittator ribelle,
che, fattosi, da pecora, leone,
cambiò, lesto e tosto, viso e pelle,
ed or ci spreme, a noi, di sì tante tasse, e di gabelle,
com’agro limon, a cui han tolto, per farci limoncello, la sua pelle,
questo grandissimo figlio, della tomba, di Nerone?
File – Salva con nome….

(la poesia continua, forse, se il regime non mi censura questo testo)

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Programmi: Ripristinare una chiavetta USB con HP USB Disk Storage Format Tool

(0 commenti) | Commenta | Inserito il mar 12, 2014 in Blog, Informatica e Web, Scientifica-mente

In passato capitava più spesso e non si sapeva cosa e come fare. Ora invece è più facile.
In passato ho buttato così tante chiavette USB da riempire un bidone.
Ho perso file e documenti che non copiavo su altri dispositivi – cosa che ho imparato a fare – perchè mi fidavo della chiavetta USB e di Windows. Errore, mai fidarsi, meglio avere due file identici, doppioni e copie su copie che non averne affatto.

Tutti i dispositivi sono imprevedibili e collegarne uno al computer e non riuscire ad accedere ai contenuti è qualcosa che fa andare fuori di testa. Meglio un backup, meglio due backup in alcuni casi e non crearsi tanti problemi.
Cosa fare dell’USB? Beh, non pensare subito di buttarla via perché può essere ripristinata, recuperata e riutilizzata…sono pur sempre soldi spesi!

Il contenuto può essere recuperato in diversi modi ma non è di questo che voglio parlare, lo farò successivamente.

In questo articolo considero il “caso migliore”: ho una copia dei file presenti sulla chiavetta altrove e voglio semplicemente recuperare il dispositivo.

Come fare? In aiuto arriva un piccolo tool (programmino) sviluppato dalla HP che permette di formattare il dispositivo più in profondità rispetto al tool di Windows.

Il programma si chiama HP USB Disk Storage Format Tool e una volta scaricato, installato e avviato, è in grado di leggere tutte le porte USB del computer e di rendere accessibili quelle a cui sono collegate le chiavette mediante selezione dell’unità.

Il programma permette di formattare nelle due modalità conosciute FAT32 e NTFS (consigliata) e di attribuire un nome all’unità.
Non solo, è in grado di rendere avviabile il dispositivo (crea una sezione di boot) e di eliminare eventuali infezioni che la chiavetta USB ha contratto in precedenza.

HP USB Disk Storage Format Tool esegue una formattazione a basso livello con cancellazione definitiva di tutti i contenuti precedentemente presenti in modo tale da ridare nuova vita alla USB proprio come se fosse appena stata comprata!

HP USB Disk Storage Format Tool è molto semplice da utilizzare ed è di piccole dimensioni, della sua presenza non ci sia accorge nemmeno, funziona quando ne abbiamo bisogno e non a nostra insaputa come è giusto che sia.

Personalmente l’ho provato e mi trovo abbastanza bene, ho formattato due chiavette che Windows non leggeva più e ora vanno alla grande, sono nuove e non ho speso niente! Ottimo risultato!

Il programma è scaricabile direttamente da Softpedia (enciclopedia di software) a questo link: HP USB Disk Storage Format Tool

HP

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