Frammenti di cinema: Into the Wild (Nelle terre selvagge) di Sean Penn

(0 commenti) | Commenta | Inserito il apr 27, 2013 in Blog, Cinema, Frammenti di cinema

into-the-wildA volte mi domando cosa renda grande un film e allora comincio a pensare alla storia, alla scenografia, alla fotografia, ai dialoghi e soprattutto alla capacità di lasciare qualcosa dentro una volta terminata la visione ma soprattutto alla voglia di rivederla una, due, tre e infinite volte perchè le grandi pellicole sono sempre tutte da scoprire e non si conoscono mai a fondo, è come se si rinnovassero ogni volta e aggiungessero piccoli frammenti che uniti agli altri creano emozioni sempre nuove.

Certo, i gusti personali sono diversi e ognuno prova sensazioni diverse durante la visione, contrastanti a volte, ma è proprio questo che un film deve fare: dare la possibilità di parlarne e di confrontarsi.

Tra i tanti film che mi vengono in mente, ho scelto uno citazione da Into the Wild – Nelle terre selvagge di Sean Penn. Un viaggio, una ricerca del proprio Io, un mettersi alla prova ogni giorno, vivere di giorno in giorno fondendosi con la natura, rispettarla e ringraziando per tutto quello che ha da offrire…

 

Christopher McCandless:

 

C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso… Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale…

 

Dati del film:
Titolo: Into the Wild – Nelle Terre Selvagge
Regia: Sean Penn
Nazionalità: USA
Anno e durata: 2007 – 148 minuti
Attori: Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, Jena Malone, Brian Dierker

Scritto da Mac La Mente

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Mostre – Bari Hi End 2013

(0 commenti) | Commenta | Inserito il apr 22, 2013 in Blog, Tempo libero e Hobby

Puntuale come ogni anno, per fortuna direi, torna a Bari la mostra di alta fedeltà e di cinema in casa conosciuta come Bari Hi End.

E’ un appuntamento a cui partecipo sempre perchè lo trovo davvero interessante non solo per conoscere le novità di un mercato che trovo affascinante e in continua evoluzione ma per ascoltare davvero musica a un livello superiore grazie agli impianti di alta fedeltà presenti. Alleno l’orecchio in questa occasione e dopo averlo fatto, vi posso assicurare che ci si sente meglio.

Quest’anno il Bari Hi End si terrà all’Hotel Sheraton di Bari nei giorni 27 e 28 aprile – sabato e domenica, ottimo! – a partire dalle ore 9:30 fino alle 21:00.

Il programma degli eventi è molto ricco così come sono tanti gli espositori che ne prenderanno parte, ognuno avrà una propria stanza in cui sarà presente l’impianto stereo (o video) scelto e messo a disposizione del pubblico che potrà testarlo, provarlo e soprattutto gustarlo.

Gli impianti presenti nella mostra sono studiati nei minimi dettagli per avvolgere l’ascoltatore e far elevare il livello di ascolto di uno, due, tre gradini e più rispetto allo standard.
Il suono che proviene da questi dispositivi è inimmaginabile, quasi irreale, perché puro, privo di rumori, interferenze, fruscii e di tutti i disturbi che compromettono e non permettono alle nostre orecchie di apprezzare i dettagli di una canzone o la visione di un video.

All’interno del Bari Hi End, oltre a una serie di concerti, ci sono seminari che vale la pena seguire con attenzione. Uno in particolare, secondo me, è il Convegno vibrazioni suoni emozioni, che comincia alle ore 17:00, in cui esperti del suono spiegano dettagliatamente tutto quello che è importante per imparare ad ascoltare e non semplicemente a sentire!

Invito tutti a partecipare e a visitare il sito ufficiale della mostra a questo indirizzo: http://www.barihiend.it/

Scritto da Mac La Mente

hiend

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Informatica – A cosa servono i tasti funzione

(2 commenti) | Commenta | Inserito il apr 15, 2013 in Blog, Informatica e Web

tastifunzioneLe tastiere dei pc, oltre alle normali lettere per poter scrivere, hanno tasti di cui spesso si ignorano le funzioni e che spesso si lasciano lì, inutilizzati, un po’ per “paura” e un po’ perché non sempre va di “sperimentare” cose nuove, anche se il motivo di fondo è che gli effetti che generano non si conoscono. Questi tasti, mi riferisco soprattutto a quelli presenti sopra la tastiera (tasti funzione: F1 – F2 – … F12), possono risultare utili per ottimizzare un po’ i tempi e sfruttare funzioni dormienti che in ogni caso sono attive a nostra insaputa.

I tasti funzione possono essere combinati anche con altri tasti – come Ctrl, Alt e Fn (se utilizziamo computer portali dove lo spazio è più ristretto).

Ma a cosa servono? In questo breve articolo analizzeremo gli effetti base di questi tasti e quello che generano se chiamati in causa.

F1: Supporto. Con quasi tutti i programmi questo tasto rimanda alla Guida e al supporto tecnico. Apre un’altra finestra con tutte le informazioni necessarie alla risoluzioni di dubbi e problemi che in quel momento possono assillarci. F1, se premuto insieme al tasto Windows, mostra la Guida e supporto tecnico di Windows.

F2: Rinomina. Se premuto in Esplora risorse di Windows permette di rinominare file o cartelle con il nome che noi abbiamo scelto di dare.
Funzione combinata: in Office, ad esempio, premendo Alt + Ctrl + F2 si apre la raccolta dei Documenti memorizzati sul pc.

F3: Ricerca. Se premuto quando siamo sul desktop permette la ricerca di file e cartelle. Se premuto quando è aperto un qualsiasi browser, apre la casella di ricerca per cercare pagine o parole.
Funzione combinata: Maiusc + F3 in Word trasforma il testo cambiando le lettere da maiuscole a minuscole e viceversa.

F4: Spegnimento. Generalmente è abbinato al tasto Alt, infatti Alt + F4 chiude il programma che stiamo utilizzando. Se Alt + F4 è premuto sul desktop fa comparire la finestra di spegnimento del computer. Se premuto singolarmente in una cartella o browser, evidenzia la barra degli indirizzi.

F5: Aggiornamento dei contenuti. Utile quando si è su internet, permette di aggiornare la pagine corrente, ricaricandola.
Funzione particolare: In Word apre la finestra di ricerca e sostituzione della parole.

F6: Evidenza. Se premuto all’interno di un browser permette di scrivere un indirizzo web.
Funzione particolare: In Word evidenza il menù orizzontale delle funzioni (File – Modifica – Visualizza…).
Sul desktop, seleziona le icone presenti nella barra delle applicazioni.

F7: Seleziona. E’ utilizzato dai browser, in Windows non ha alcuna funzione. Attiva la navigazione del testo e fa comparire un cursore per evidenziare il testo senza l’ausilio del mouse.

F8: Accesso al boot di sistema. Premuto all’accensione del computer permette l’accesso alle impostazioni base del computer Non solo, può avvivare, in caso di necessità, la modalità provvisoria di Windows.

F9: E’ un tasto la cui funzione principale ha senso se abbinato a Ctrl, infatti, esegue il codice scritto ma solo se si sta utilizzando un programma in ambiente di sviluppo (ad esempio, Visual C++).

F10: Nasconde. Serve a far comparire o scomparire la barra dei menu nei browser.
Funzione combinata: Maiusc + F10, apre il menù contestuale di Windows.

F11: Tutto schermo. Permette di passare alla vista a schermo intero nascondendo tutti i menu.

F12: Salvataggio. In Office o programmi simili Salva il file corrente.

Ed ecco qui, la panoramica su questi tasti è arrivata alla fine, spero possa essere utile come scorciatoia per risparmiare un po’ di tempo durante le normali attività che ogni giorno svolgiamo davanti al pc! ;)

Scritto da Mac La Mente

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Video – London Calling dei The Clash

(2 commenti) | Commenta | Inserito il apr 11, 2013 in Artisti, Blog, La musica del tempo

Non sono un grande estimatore del genere e del movimento Punk, non mi appartiene molto ma riconosco che è stato importante per diversi aspetti.
Rivoluzionario, lo definirei, soprattutto perché non politicamente corretto infatti se qualcosa non andava bene la si diceva senza mezzi termini, senza giri di parole, direttamente e urlandola ad alta voce.

Il Punk, così come il Rock e qualsiasi altro genere musicale che si rispetti, è portavoce di ciò che la gente realmente pensa, sente, prova e in alcuni casi subisce da chi cerca sempre di oscurare il libero pensiero, omologarlo e plasmarlo a proprio piacimento…se ciò accade, l’unica via è ribellarsi e farsi sentire.

Non starò qui a parlar bene o meno del Punk, è lì, è un dato di fatto, è passato-presente-futuro e in questi giorni mi è capitato di riascoltarlo attraverso un gruppo storico inglese The Clash a seguito della scomparsa di Margaret Thatcher perchè non sapevo che la famosissima e unica London Calling fosse “dedicata” a lei, devo dire che ora il testo ha molto più senso e il messaggio arriva forte e chiaro come non mai.

Approfitto così per segnalare il video dei The Clash e alzo il volume al massimo perchè di energia ne ha tanta, da vendere, la fiamma è ancora accesa, brucia più forte che mai!

 

The Clash – London Calling

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Poesia – Processo, poppolare, per arto tradimmento de lla Costituzzione (Processo, popolare, per alto tradimento della Costituzione) di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il apr 7, 2013 in Blog, Cristiano Torricella, Poesie della domenica

Prima domenica del mese. E’ il giorno della poesia!

Diversamente dal solito, in cui scrivo un breve commento, questa volta, prima di lasciare spazio ai versi del poeta Cristiano Torricella, gioco d’anticipo con una breve introduzione-recensione che gli stessi versi qui riportati hanno ispirato, una didascalia che racchiude brevemente il percorso fin qui intrapreso dall’autore che successivamente, andando oltre, analizzerà altri temi spaziando a trecentosessanta gradi tra vari mondi…

“Processo, poppolare, per arto tradimmento de lla Costituzzione” è una poesia civica di protesta, una delle ultime di tipo civico, dell’autore Cristiano Torricella, e viene pubblicata soltanto qui, sul blog di Libera-mente.net, per espressa volontà dell’autore. E’ la sua penultima poesia di tipo civico che abbiamo a disposizione. Dopodiché, con “Er ddivorzio dda lli libberi cittadini”, poesia anch’essa inedita, che pubblicheremo, ve lo promettiamo, nel prossimo mese di maggio 2013, il Torricella cambierà, definitivamente, e per sempre, il suo tragitto letterario e poetico, ed il suo percorso esistenziale, ritornando, Egli, di nuovo, a poesie più intimiste, più personali, più psicologiche, più metafisiche e più spirituali.
Si chiude, così, un periodo letterario, di forte protesta civica e di forte critica, personale e popolare, verso il Palazzo del Potere, e se ne apre un altro, invece, più proficuo e fantasioso, orientato alle scienze, all’ecologia, al territorio locale ed ai cibi tradizionali, al dialetto romanesco, e persino alla fantascienza, ed, in definitiva, al nostro, prossimo, comune, futuro, su questo nostro, così martoriato, pianeta Terra”. (Andrea)

 

   
“processo, poppolare, per arto tradimmento de lla Costituzzione” “Processo, popolare, per alto tradimento della Costituzione
   
Questo, lli llibberi cittadin, dder poppolin romano, mmio, Questo, i liberi cittadini, del popolino romano, mio,
mme cchiedeno, dda ddì, ar Potere, aqquà, mi chiedono, di dire, al potere, qui,
e, questo, Io, poeta, roman, e montician, dde’ ffin ‘900, e, questo, Io, poeta, romano, e monticiano, di fine ‘900,
llor portavvoce, qqui, libbera-mmente, argommento, ancor, ppè st’urtima vvorta: loro portavoce, qui, libera-mente, vado ad argomentare, ancora per questa, ultima, volta, e cioè:
“dder ppecchè, noantri, dde Parione e dde Monti, “del perchè, noi altri (del popolino), di Parione e di Monti,
de Voantri, dder Poter, se semo, verammente, rotti er cà!”. di Voi Altri, del Potere, ci siamo, veramente, stancati!”
Parla, qqui, dde seguito, llui, mmedessimo, er Poppolo, Ssovran, Rommano. Parla, qui, di seguito, lui, stesso, il Popolo, Sovrano, Romano.
Taci, addunque, e ascorta bben, o Palazzo dder Poter, quello, che ‘sti libberi cittadin, Taci, dunque, e ascolta bene, o Palazzo del Potere, quello, che questi liberi cittadini,
esausti, qqui, t’hanno, ancor, a tte, dda ditte esausti, qui, hanno, ancora, da dirti
(‘nvece, Io, poè, ttacerebbe, assai volontier, ssi, ssortanto, ppotessi!) : (invece, Io, poeta, tacerei, assai, volentieri, se, soltanto, potessi!) :
“Ppé trent’anni, llungammente, a nnoi, dder poppolino, c’avete prommesso n’Eurropa, “Per trent’anni, lungamente, a noi, del popolino, ci avete promesso una Europa,
bbona e llibbera, ssenza bbarrier, affratellata, co’ n’euro fforte, ffonte, de fatto, buona e libera, senza barriere (doganali e linguistiche), con i popoli, europei, resi fratelli,
dde svilluppo, dde llavoro e dde pprogresso, sì pprogettato! con un euro forte (moneta unica), fonte, di fatto, di sviluppo, di lavoro e di progresso, così progettato!
Invece, noantri, der poppolin, ppovera ggente, avemo ddovuto, e ssempre, stringe ‘a cinghia! Invece, noi altri, del popolino, povera gente, abbiamo dovuto, sempre, stringere la cinghia!
Da ssempre, ppé trent’anni, a nnoi, cittadin, vvoi, ffaccioni, da lli mannifesti, Da sempre, per trent’anni, a noi, cittadini, Voi, faccioni, dai manifesti (elettorali),
prommetteste, dde ffa, cco’ ‘r ttempo, nna Repubblica, ppiù ggiusta… ci prometteste, di fare, con il tempo, una “Repubblica più giusta”…
Ppoi, ‘nvece, avete fatto ‘n mare de taiji, e dd’engiustizzie, Poi, invece, avete fatto un “mare di tagli”, e d’ingiustizie,
e aritradito, ppuro sstavorta, a Costituzzione, nnostra e vvostra! e tradito, nuovamente, pure questa volta, la Costituzione, nostra e vostra!
Avete mmesso, ppé ttrent’anni, lli mmannifesti vvostri, ddappertutto, Avete messo, per trent’anni, i vostri manifesti, dappertutto,
cco’ lli faccioni vvostri, appiccati, ar muro, ccor soriso, con le vostre grosse facce, appese, al muro, sorridenti,
e noantri, libberi cittadin, ppaghevamo, “obtorto collo”, ‘sti ssorisi vvostri, e noi altri, liberi cittadin, pagavamo “obtorto collo”, questi vostri sorrisi,
ffalsi, come GGiuda, abbacia er Cristo! sorrisi falsi, come Giuda bacia il Cristo!
E ddaje ggiù, voissi, a pparlà, ssolo, e ssortanto, dda ttivvù e ggiornali, E dai, voi stessi, a parlare, solo e soltanto, da televisioni e giornali,
dde vvoi sstessi (e, dde nnoantri, dder poppolo rommano, ffreghetene!)! di Voi stessi (e, di noi altri, del romano popolo, chissenefrega!)
Così, oggi, nnoi, er popolo, se semo rotti, dde tuttto “‘sto ggran parlà, e “magna magna”, gennerale!” Così, oggi, noi, del popolo, ci siamo rotti, di tutto questo gran parlare, e “magna magna”, generale!
Aritornamo ‘ndietro, a qquanno, ppé nnoantri, vvecchi sdentati, Ritorniamo indietro, a quando, per noi altri, vecchi sdentati,
cce steva, ddavero, er posto, a llo spidale! c’era, davvero, un posto, all’ospedale!
Se ssemo fatti vecchi, e ‘n sopportamo, ppiù, ttutti ‘st’imbroiji e ‘sto, sschifoso, andazzo! Ci siamo fatti vecchi, e non sopportiamo, più, tutti questi imbrogli, e questo, schifoso, “andazzo”!
Sse er ppoter tte piace, ccosì ttanto, mmò, saccilo, hai dda addifennelo, cco’ ‘i denti, ttesta dde cz! Se il Potere ti piace, così tanto, adesso, sappilo, dovrai difenderlo con i denti, testa de cz!!
Semo settanta mijion, de cittadin, nner 2050, addentro a st’ Itaglia, Siamo settanta milioni, di cittadini, nel 2050, in questa Italia,
e ciò cche ffate, vvoi, lassù, ‘n cce stà, ppropio, pppiù bbene! e ciò che fate, Voi, lassù, (ar Palazzo), non ci va, proprio, più, bene!
Bari e spergiuri, ppé trent’anni, avete messo, a ssalute, sopra a tutto, Bari e spergiuri, per trent’anni, avete messo, la salute, sopra ad ogni cosa,
garantilla, a noantri, der poppolo, era n’dovere, costituzzionnale, garantirla, a noi altri, del popolo, era un dovere costituzionale,
ma te pare, che ciò ch’era scritto, in sulla Carta, poi, faceste, Voi, addavero, ppé davvero? ma si è mai visto, nella realtà dei fatti, che ciò ch’era scritto, sulla Carta (Costituzionale), poi, Voi faceste, davvero, per davvero?
S’arubbereno dde tutto, dda ‘e casse, ppuro lli cattetteri, e, all’ospedali, nnostri, ssoldi, zzero! Rubarono tutto, dalle casse, pure i cateteri, ed agli ospedali, nostri, zero soldi (rimasero)!
Ccosì, o mmaledetti, proprio vvoi, ffaceste, ‘sti cittadin, mmorti, e mmorti ignutili, Così, o maledetti, proprio voi, faceste tuti questi cittadini, morti, e morti inutili,
che nne lle tombe, llor, ancor’oggi, s’ariggireno, o porelli, che nelle tombe, loro, ancor’oggi, si girano, e rigirano, poveracci,
cchiedenno, e arichiedenno, a nnoi der poppolo, “vvendetta!”. chiedendo, e richiedendo, a noi del popolo, “vendetta!”.
Fu ppé trent’anni, che “scrivi ‘nna cosa, prommettila, ‘n campagna elettorale, Fu per trent’anni, che, Voi, “scriveste una cosa, la prometteste, in campagna elettorale,
e, poi, fanne n’antra, dder tutto, opposta, a commodaccio tio!”. (ai vostri elettori) e, poi, ne faceste, sempre, un’altra, del tutto opposta, a comodo vostro!”.
E’ proprio ccosì, che tte ffregorno, a te, ccittadin, llor vvotante, itagliano, E’ proprio così, che ti fregarono, a te, cittadino, loro votante, italiano,
zero ppensier, “dellega ttutto all’artri!”, commodammente, ttu, spaparacchiato, zero pensieri, “delega tutto agli altri!”, comodamente spaparacchiato, tu,
a vvede ‘a partita, ssur divano,! a vedere la partita, sul divano!
“panem et circenses” e, llor, accussì, tt’accomanneno! “panem et circenses” e, loro, così, ti comandano!
A fa l’opposto, esatto, dde ciò che steva scritto, llì, nn’a Costituzzione, A fare l’opposto, esatto, di ciò che stava scritto, lì, nella Costituzione,
quanto ffu bbravo, e scartro, dall’arto dde ‘a portrona, sia, er Gran Lardone! quanto fu bbravo, e scaltro, dall’alto della poltrona, sua, il Gran Lardone!
Prommesso ci aveva, er lavoro ppé tutti, e fece, ancor, dde più, ddisoccupazzione! Promesso ci aveva, il lavoro, per tutti, e fece, ancor, di più, disoccupazione!
Prommesso ci aveva, er merito, e sempre pijò, solo e sortanto, er raccomannato! Promesso ci aveva, il merito, e sempre assunse, solo e soltanto, i raccomandati!
Prommesso, ch’ebbe, a tutti,‘a salute, ppoi, te cchiudeva, a te, e ppropio, lo spedale! Promesso, ch’ebbe, a tutti, la salute, poi, ti chiudeva, a te, e proprio, l’ospedale!
Prommessa, ffu, istruzzion, e ccurtura, ar poppolo, e poi tt’aritrovi llui, er “finto artistico”, Promessa, ffu, l’istruzione, e la cultura, al popolo, e poi ti ritrovi lui, “finto artistico”,
addenovo, llà, ch’ arecita, puro, ppoooesie, commme Nnerone, di nuovo lui, là, che recita, puro, poooesie, come Nerone,
alloro ‘n testa, et cetra, a spese ttia, llui, addenovo, puro llì, tte sse ffa bello! alloro in testa, et cetra, a spese tue, lui, di nuovo, pure lì, che si fa bello!
Che ppozzin’ ammazzallo! Che lo possano ammazzare! (espressione popolare romanesca, non “ammazzarlo”, per davvero)
N’a ‘a vedi puro tu, o poppolino mmio, tutta ‘sta, mmal, grammigna? Non la vedi anche tu, o popolino mio, tutta questa, cattiva, infestazione di gramigna?
Ch’aspetti, o cittadin d’Itaglia, orsù, tu, a llevalla? Che aspetti, o cittadino d’Itaglia, orsù, a levarla (la gramigna)?
Er rimmeddio, ffinal, o voij sapé, tu, o ppoppolin mmio, ppè ‘sta canajia? Il rimedio, finale, vuoi conoscerlo (knowledge), tu, o popolino mio, per questa canaglia?
Acchiappeli, tu, tutti quanti, a questi qui, o glorrioso, poppolo mio, sovran, d’Itaglia! Acchiappali, tu, tutti quanti, a questi qui, o glorioso, popolo mio, sovran, d’Itaglia!
Libberate, mò’, dall’oppressori tia, o fformidabbillissima, mmia, ppiù sana, dde lor, Itaglia! Liberati, adesso, dei tuoi oppressori, o formidabilissima, mia, più sana, di loro, Itaglia!
E pprocesseli, a ttutti quanti, ner 2050, p’arto, e vvile, tradimmento, de lla Costituzzione! E processali, tutti quanti, nel 2050, per alto, e vile, tradimento, della Costituzione!
Nun ce pozzeno ppiù ffermà, a nnoi der poppolo, a tutti quanti! Non possono più fermarci, a noi del popolo, a tutti quanti!
Semo settanta mijioni, ttti ‘n piazza, oggi, e non ppiù bboni! Siamo settanta milioni (di cittadini), tutti in piazza, oggi, e non più buoni
E, dde Voantri, der poter, se semo, vverammente, proprio, rotti, li c..oni! E, di Voi altri, del Potere, ci siamo, veramente, proprio, rotti i c..oni!
Revolution!” Revolution!”
Accussì pparlò, er rroman poppolo, stanco a dda’esse vvessato, mmio, Così parlò il popolo, romano, mio, stanco d’esser vessato,
ed Io, vvate, dde mmio pugno, qqui, ttrascrissi, dde ppassaggio, ed Io, vate, di mio pugno, qui, trascrissi, di passaggio,
ssur bbianco fojio, ll’esatto llor voller, sul bianco foglio, il loro volere,
a lla ssolita, e sstanca, ccuriosa, e ppoppolare, rromanesca, mmia, mmanniera. alla solita, e stanca, curiosa, e popolare, romanesca, mia, maniera.
   
Rroma, rione Mmonti – Ccolle Oppio – vvicino ar Coliseo Roma, rione Monti – Colle Oppio – vicino al Colosseo
A.D. MMXIII A.D. MMXIII
   

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