Hobby: Origami – realizzare un pipistrello

(1 commento) | Commenta | Inserito il ott 30, 2012 in Blog, Tempo libero e Hobby

In occasione della festa di Halloween sarebbe troppo scontato spiegare come si svuotano le zucche, si intagliano e si preparano per decorare l’ambiente. Avrei potuto farlo benissimo e invece no! Son dispettoso e in questo articolo, riprendendo un discorso cominciato tempo fa, voglio segnalare un altro tipo di decorazione, più raffinata e realizzata attraverso gli origami: un pipistrello!

Eh sì! Dopo un fantasma e una zucca, mi sembra giusto completare le nostre decorazioni con un bel pipistrello nero o colorato, a seconda dei gusti, che fa sicuramente effetto.

Ognuna di queste figure infitti può essere realizzata in modo più o meno horror, può far spaventare, essere animata e colorata in stile più giocoso oppure più realistico.

L’origami che qui presento è abbastanza semplice da realizzare, basta seguire le istruzioni contenute nel video e il risultato arriva da solo.

Come sempre tutto parte da un foglio di carta e dalle pieghe caratteristiche dell’origami: pieghe a monte, a valle, a fisarmonica o a libro – le quattro pieghe più utlizzate – ma ce ne sono altre di più complesse che si fondono perfettamente tra loro.

E allora dai, pronti con il foglio di carta a realizzare il nostro pipistrello. Brrrr…che paura!

 

Origami di un pipistrello

 

 

Scritto da Mac La Mente

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Filastrocca – Danza delle streghe di Bruno Tognolini

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 29, 2012 in Blog, In Libreria, Libri per bambini

Tra le notti più attese dell’anno, da un po’ di tempo a questa parte, c’è sicuramente la notte di Halloween, la notte delle streghe! E allora perchè non dedicare un po’ di articoli a questo evento? L’abbiamo già fatto in passato e con molto molto piacere, a modo nostro naturalmente, e così anche quest’anno si comincia.

La filastrocca che presentiamo è per bambini (e non solo) e scritta da Bruno Tognolini: Danza delle streghe, contenuta nel libri illustrato Melevisione – Il libro nero di Strega Salamandra. Le illustrazioni sono molto simpatiche e realizzate da Donatella Bazzucchi.

 

Danza delle streghe

 

Le streghe non si vedono, ma le streghe ci sono
Nel buio si radunano, in riva a fiumi e laghi
Corrono senza un frullo, volano senza un suono
Non le sentono gli uomini, non le vedono i maghi.

Le streghe sono magiche, le streghe sono donne
Incendiano le tenebre con le risa e la danza
Fanno ruotar mantelli, le favolose gonne
Finché dura la notte, finché ne hanno abbastanza.

E gli umani le cercano, le vogliono vedere
Curiosi delle favole, stupiti delle grida .
E furtivi si accostano, chini nelle ombre nere
Tremanti di paura, ubriachi di sfida

Ma le streghe li sentono, corrono sulle sponde
Sopra le acque fuggono, gioiose equilibriste
E per gli umani restano i cerchi delle onde
Come gonne che ridono: “Le hai viste? Non le hai viste?”

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Informatica – Prova di Sabayon X. Distro Linux italiana.

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 25, 2012 in Blog, Informatica e Web

Domani arriva Windows 8? Bene, è un evento che conoscono anche i sassi perchè se ne sta parlando tantissimo e qui su Libera-mente.net di cosa si parla? Beh, andiamo controcorrente e in questo articolo parliamo di una distribuzione linux sviluppata da un team italiano: Sabayon X.

Sabayon X è una distribuzione basata su Gentoo Linux che a differenza di altre distro non utilizza un’interfaccia grafica per la sua installazione ma solo testuale, Sabayon invece introduce questa opportunità – grazie ad Anaconda – e rende il tutto più semplice e intuitivo per chi volesse provare un sistema sicuramente stabile, libero e con un altissimo grado di personalizzazione proprio come qualunque altra distribuzione e in particolare quella natia (Gentoo).

Sabayon è una distro Linux basata su Gentoo creata con la filosofia “out-of-the-box” ovvero mettere a disposizione degli utenti una vasta gamma di applicazioni pronte all’utilizzo, auto-configuranti e di facile installazione.
Detta così sembra che non ci sia alcuna differenza tra Sabayon, Ubuntu, Fedora ecc… ma se avrete la pazienza di continuare a leggere, queste differenze verranno fuori!

I desktop disponibili per Sabayon sono i classici: KDE, GNOME (il mio preferito), XFCE e Mate – quest’ultimo introdotto proprio in Sabayaon X – e le architetture possono essere a 32 o 64 bit. Le Iso sono più grandi rispetto alle altre distribuzioni, infatti sono necessari dvd per la masterizzazione, ma contengono un numero di pacchetti completi per ogni esigenza.

Prima di partire con l’installazione del sistema è possibile provarlo in modalità Live grazie al Live-boot presente nel dvd in modo tale da avere un’idea generale e questo è un vantaggio rispetto a distro minori che non offrono questa opportunità.

Anaconda, il programma di installazione è stato migliorato e ora si presenta più semplice da usare e con una sezione dedicata a “domande e risposte” molto esaurienti per qualsiasi tipo di esigenza. Creato un acconut, il sistema fa tutto da solo, l’importante è avere un po’ di pazienza perchè ci vogliono circa 5-10 minuti per provare la versione Live e dai 25-30 minuti per installare tutto.

A differenza di Ubuntu, Fedora e affini Sabayon era nata principalmente per un’ottimizzazione in ambito interattivo dei giochi infatti richiedeva molta RAM e uno spazio su disco consistente (10-15 Gb), requisiti rimasti ma con i moderni computer direi standard e quindi poco onerosi in termini di risorse.

Nota: L’utilizzo di Sabayon X – Gnome richiede al massimo un 10% di CPU e solo 256 Mb di RAM! Ottimo! Il rischio di crash, stallo o di messaggi di errore è veramente basso.

Sabayon X utilizza Kernel Linux 3.5 in aggiornamento, Gnome 3.4.2 e KDE 4.9.

Il desktop Gnome 3 è ben strutturato, si può avere un’idea di come sia dall’immagine qui sotto.

 

 

L’unica pecca che potrei trovare è l’assenza di VLC player nella dotazione ma si può installare successivamente quindi tutto ok!

Tutte le impostazioni e le configurazioni si trovano in uno sportello unico denominato Gestione impostazioni e questo aiuta molto nella configurazione e personalizzazione dei sistema.

Come si aggiorna? Semplice. Rigo è il programma utilizzato e i repository (siti che mettono a disposizione i pacchetti aggiornati) vengono richiamati automaticamente e analizzano i pacchetti presenti nel pc per eventuali nuove versioni. Un click su Aggiorna e il sistema scarica e installa tutto.

Non c’è molto altro da dire e se non “provare per credere”! Eh già, perchè con linux è così ed è proprio questo il suo fascino.

Sabayon X offre tutto questo e molto di più, gli sviluppatori hanno fatto un ottimo lavoro secondo me e ogni volta migliorano.

Sabayon è scaricabile direttamente dal sito ufficiale o tramite torrent a questo indirizzo: Sabayon.org

Scritto da Mac La Mente

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Inchiostro digitale, una nota dal diario di un lettore

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 19, 2012 in Blog, In Libreria

Questo articolo nasce come trascrizione di note che ho scritto sul mio diario durante la lettura dell’ultimo libro che avevo sul mio comodino : Il rumore dei tuoi passi di Valentina D’Urbano.

Eviterò di raccontare la storia questa volta, magari di soffermarmi su alcuni passi e momenti descritti che ricordo di più, questo sì, lo faccio, ma senza scendere in particolari. Chi avrà voglia di leggerlo è liberissimo di farlo, chi l’ha già fatto e come me ha letto in precedenza Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi magari capirà e comprenderà meglio quello che spero di riuscire a trasmettere con queste mie parole.

Brizzi avrebbe definito, come ha già fatto nel libro a cui faccio riferimento, come tardo-adolescenziale gli eventi che si susseguono e che prendono vita nel lavoro di Valentina D’Urbano e personalmente non potrei essere più d’accordo perchè il tutto mi ha dato l’impressione di già sentito, vissuto in questi anni, di storia trita e ritrita riguardante la realtà di periferia di una grande città come Torino – in questo caso -, di quartieri in cui neanche la polizia mette piede, di gioventù lasciata a dover fare i conti con l’ambiente circostante e a dover crescere in fretta a causa delle difficili condizioni in cui immersa.

Nulla di originale, se vogliamo, già sentito, appunto, che ad un certo punto ha fatto nascere in me un “e allora?” “basta” “non vedo l’ora di finire”. Pensieri non molto belli da fare, me ne rendo conto, ma dal mio punto di vista ,o forse semplicemente a causa della maturazione che credo di aver raggiunto, e non solo per l’età ma per il percorso letterario che ho fatto, non possono più sopportare.

Il rumore dei tuoi passi è scritto bene, la storia scorre e non lo metto in dubbio, l’autrice ha fatto un buon lavoro ma, c’è sempre un “ma” con cui fare i conti e credo che in questo caso sia proprio questo: non se ne può più di “casi umani”, di parole che scorrono troppo in fretta e di immagini che si susseguono vorticosamente e che riempiono pagine e pagine.

Personalmente ho bisogno d’altro, ho bisogno di libri stimolanti e non piatti, in cui ogni parola abbia un peso, in cui la mente sia stimolata ad andare avanti per fame di conoscenza e non per inerzia. Personalmente ho bisogno di parole più ricercate che al tempo in cui lessi Jack Frusciante trovai, ora no. Prima avevano un senso, oggi meno.

Non è mia intenzione stroncare il libro della D’Urbano, anche se credo di averlo già fatto e mi dispiace perchè comunque è il suo primo lavoro e di strada ne farà sicuramente e glielo auguro con tutto il cuore, voglio solo dire che l’appiattimento che si vede in giro, che si sente in musica e in altre arti l’ho provato tantissimo, in questo caso e in altri, anche in letteratura. Ho trovato una matrice, un negativo – inteso come struttura base del racconto – utilizzati per costruire tutta la storia e non mi è piaciuto tanto. Alcune evoluzioni di vita dei personaggi le ho immaginate prima che arrivassi alla pagina in cui descritte: litigi, dialoghi, ambiente e altro…già visti e letti.

Con questo voglio solo dire che se scrivere è immaginare o raccontare qualcosa che veramente abbia un senso, forse è arrivato davvero il momento, come diceva anche Henry David Thoreau nella sua introduzione a Walden – ovvero la vita dei boschi – di narrarlo perché vissuto in prima persona e non per sentito dire. Thoreau ha vissuto davvero tutto ciò che ha descritto nel libro, Brizzi e la D’Urbano non lo so. Non è un crimine e neanche uno “sparare a zero” ma io sono stanco e ho bisogno, come già detto, di qualcosa di più.

Avrò sicuramente fatto arrabbiare qualcuno che magari adora il libro ma se c’è ancora libertà di esprimere quello che si pensa – principio su cui è fondato Libera-mente.net -, questo è quel che penso.

Scritto da Mac La Mente

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La canzone del mese – Sveglia ragazzi di Eugenio Finardi

(1 commento) | Commenta | Inserito il ott 16, 2012 in Artisti, Blog, La canzone del mese

Era il lontano ma sempre vicino 1996 quando il cantautore Eugenio Finardi cantava e urlava questo appello nel suo album Occhi e nonostante sia passato del tempo, le sue parole restano non solo all’interno della canzone ma risuonano con un’energia spaventosa ancora oggi in quanto la situazione non è cambiata, peggiorata.

In un periodo come questo, di crisi economica, di vuoto pneumatico del pensiero, di nefandezze e stupidaggini, di lavaggi del cervello e atti scellerati, l’unico modo per uscirne vivi e con i minor danni possibili – spero – è quello di svegliarci. E allora… Sveglia ragazzi!

Basta prendere per buono quello che viene passato per buono e fondamentale quando non lo è.
Basta affidare il nostro futuro a chi ha un futuro a breve termine e non conosce neanche il presente.
Basta col non dire le cose così come stanno ma mascherarle con atti di bontà, necessari e utili.
Basta!

La canzone Sveglia ragazzi per me esprime proprio questo e molto di più, vuol far capire che bisogna ribellarsi all’omologazione di massa, alle bugie dette a fin di bene e a qualsiasi altra cosa detta da chi non vive nella realtà…

 

Sveglia ragazzi di Eugenio Finardi

 

Se potessimo vedere quello che mai si vedrà
Che c’è dietro le persiane di queste nostre città
Le tristezze, le violenze, le crudeli falsità
Ricoperte da apparenze e da silenzi di complicità

Se riuscissimo a sentire quello che mai si dirà
I pensieri più segreti che mai si confesserà
Le paure e i desideri e le meschinità
Le miserie ed i rancori sotto una maschera di normalità

C’è una donna spaventata, ricattata ed abusata
Una moglie disperata senza più una via d’uscita
Noi teniamo gli occhi bassi, rifiutiamo di vedere
Ci facciamo i fatti nostri tanto chi ce lo fà fare

Ma Sveglia! Sveglia! Sveglia Ragazzi
Sveglia! Sveglia! Sono tutti pazzi

Dobbiamo avere più coraggio, più forza e volontà
Di guardarci dentro agli occhi e di dir la verità
Perché chi é stato derubato della propria dignità
E’ per sempre condannato a vivere a metà

E se ci riempiono la testa solo di parole vuote
Di miti da due soldi, di potere e di cazzate
Noi possiamo rifiutarci di giocare la partita
Perché la vita è nostra ed è appena cominciata

Un bambino abbandonato, rifiutato e non voluto
Sta nascosto sotto il letto per non essere picchiato
Perché il padre a cui vuol bene è tornato ed ha bevuto
Sta cercandosi un lavoro, ma non l’ha trovato

Dai Sveglia! Sveglia! Sveglia Ragazzi
Sveglia! Sveglia! Sono tutti pazzi!

 

 

Scritto da Mac La Mente

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