Ambiente – Dalla parte degli animali e degli asini

(1 commento) | Commenta | Inserito il ago 26, 2012 in Blog, Dalla terra alla luna

Un po’ di tempo fa, per chi non ricorda segnalo l’articolo: Gli asini danno una mano, ho parlato di una iniziativa che nel comune in cui vivo – Monopoli, Bari – è in atto per rivalorizzare il territorio a impatto ambientale zero e senza spendere cifre folli. Già, perchè con l’aiuto dei nostri amici animali questo non solo è possibile ma anche realizzabile.

Diventati delle vere e proprie mascotte, gli asini “comunali” devo dire che hanno fatto davvero un bel lavoro e fatto risplendere un’area verde che ora è visitabile, vivibile e bella!

Ma poteva andare tutto liscio? Assolutamente no, perchè gli asinelli – in questo caso, ma anche tutti gli altri animali – purtroppo non hanno fatto i conti con il loro più temibile nemico: l’uomo.

Certo, per fortuna non tutti sono così e fare di tutta l’erba un fascio non sarebbe giusto, io per primo ho molta più fiducia degli animali che delle persone, e non mi viene da chiamarle “persone” perchè chi cerca di fare del male agli animali non merita niente né tanto meno questa definizione. Ladri! – questo va bene.

Dei ladri infatti hanno tentato un paio di giorni fa di rapire i nove asini caricandoli su un furgone.
Per fortuna gli abitanti del posto sono intervenuti chiamando immediatamente le forze dell’ordine e il tentativo è stato sventato.

Ma come si fa a fare una cosa del genere? Non lo concepisco. Bisognerebbe vergognarsi e far pagare pesantemente l’azione compiuta…ed io, di fronte a queste cose vedo rosso e mi arrabbio tantissimo…

Qui di seguito riporto un articolo che parla dell’accaduto.

Tentano di rubare gli asini di Lama Belvedere
Il tentativo di furto sventato dall’intervento delle forze dell’ordine

 

Ora, i nostri lettori temono che gli asini vengano spostati da Lama Belvedere per portarli in un luogo più sicuro

 

Non c’è pace neanche per gli asini. Qualcuno nella notte ha tentato di rubare gli asini della Lama Belvedere di Monopoli. A fornirci la segnalazione sono stati direttamente i nostri lettori, alcuni dei quali testimoni oculari dell’accaduto.

 

Si chiamava “Asini nel verde” il progetto avviato dall’Amministrazione Comunale con la delibera di giunta n.10 del 27 gennaio 2012. Si trattava di un programma organico di gestione del territorio per la sistemazione e la manutenzione delle aree pubbliche, di salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, di cura e mantenimento dell’assetto idrogeologico attraverso l’utilizzo di animali e, in particolare, asini.
Il progetto, partito su iniziativa del consigliere comunale Alberto Minoia e condiviso dal Comitato per il Parco della Lama Belvedere, vedeva l’impiego di alcuni asini nell’area della Lama Belvedere dove insiste il “Sentiero Beato Pier Giorgio Frassati”.

 

Stanotte hanno cercato di rubare questi splendidi animali. I nove asini di Lama Belvedere erano stati stipati all’interno di un furgone per essere trasferiti altrove. Ci auguriamo che gli animali non fossero diretti verso qualche macello clandestino della zona. Per fortuna, il rapido intervento delle forze dell’ordine, probabilmente allertate dai vicini, ha permesso di sventare il furto e cogliere i ladri sul fatto.

 

Singolare il commento del nostro lettore, presente all’accaduto.

 

“Assurdo salvati 9 asini; roba da guinness dei primati vedere uscire da un furgone 9 asini. Sembrava di assistere ad un parto…cose che non penseresti mai di vedere.…”.

 

Già, purtroppo a Monopoli ci siamo abituati sin troppo a vederne e sentirne di tutti i colori!

 

fonte: Monopolilive.com

Lasciate stare gli asinelli! Amate gli animali, fa bene al cuore e regala vera gioia!

Scritto da Mac La Mente

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Cinema – Lorax, il guardiano della foresta di Chris Renaud, Kyle Balda

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ago 20, 2012 in Blog, Cinema

Sono andato al cinema. Non mi capitava da tempo per diversi motivi e uno tra questi è che i film, per lo meno gli ultimi realizzati e proiettati non mi attirano più di tanto. Uscito, ho discusso con un amico su due frasi: “E’ per mantenermi giovane” e lui: “E’ per tornare bambino”. Il fine ultimo credo sia molto simile e in ogni caso non cambia il mio pensiero su quello che ho visto: un cartone animato.

Guardare un cartone animato con occhi da adulto fa notare cose differenti rispetto a un bambino e magari l’analisi, piccola, che sto per fare sul film potrebbe risultare un po’ pesante o campata in aria ma ho notato queste cose, le ho pensate e ora le riporto su “carta” e le condivido volentieri.

Il film? Non ho ancora detto il titolo: Lorax, il guardiano della foresta di Chris Renaud, Kyle Balda, adattamento cinematografico di un libro per bambini scritto da Theodor Seuss GeiselDr. Seuss.
Uscito a giugno 2012 e della durata di 86 minuti, il cartone animato – non in 3d, per fortuna – ha dei bei colori, molto accesi e lucenti e tutti i personaggi sono realizzati proprio per un piccolo pubblico che sta attento durante la visione, si diverte, ride e spero capisca, o per lo meno intuisca, il significato che il film di animazione vuole lanciare: l’amore verso la natura e in particolare verso gli alberi, nostri importanti amici.

Eh sì! Nella città di Thneedville infatti alberi non ce sono, tutto è di plastica, l’aria pulita va comprata dall’azienda del cattivo Aloysius O’Hare: uomo d’affari senza scrupoli che all’insaputa di tutti controlla tutto con telecamere sparse per la città e al minimo segno di iniziativa personale si presenta di persona per scoraggiare e far cambiare idea al cittadino volenteroso di cambiamenti, illustrando conseguenze assurde che quella determinata azione potrebbe avere sulla vita di tutti.

Fortunatamente c’è chi non cambia idea: il piccolo Ted. Spinto dal desiderio di conquistare una ragazza e indirizzato dalla nonna su come fare e con chi parlare, esce fuori dalla città e incontra Once-ler – ex-cittadino, ora eremita a seguito di quello che ha fatto in passato.

Once-ler è stato il primo ad abbattere un albero e a incontrare Lorax il guardano della foresta, aveva fatto un patto con lui: rispettare la natura, ma l’ambizione è difficile da contrastare e all’abbattimento dell’ultimo albero Lorax va via, tutti vanno via e Once-ler si ritrova solo in un mondo ormai inquinato dalle fabbriche, grigio, cupo, un postaccio in cui vivere.

Once-ler racconta e alla fine regala a Ted l’ultimo seme dal quale nascerà un albero. Ted, dopo una serie di intoppi riesce a far cambiare idea agli abitanti del suo paese i quali, per fortuna, capiscono l’importanza degli alberi, il rispetto che questi meritano e, una volta cacciato il cattivo Aloysius O’Hare, tutto ritorna a splendere.

Lorax si ripresenta ed è soddisfatto di Once-ler anche se ha impiegato molto tempo per capire le conseguenze delle sue azioni. Ora, vivono tutti meglio grazie agli alberi.

Il film di animazione è davvero simpatico, Lorax ha un buffo accento inglese, a volte impacciato nei movimenti ma buono e saggio. E’ una guida da seguire e imitare per vivere meglio e per imparare il rispetto verso qualcosa di indifeso ma fondamentale.
Bisogna aprire gli occhi e ragionare con la propria testa, sempre, e non prendere per buono quello che ci propinano perchè un rovescio della medaglia c’è sempre!

 

 

Informazioni sul film:
Titolo: Lorax, il guardiano della foresta
Regia: Chris Renaud, Kyle Balda
Genere: Animazione
Anno e nazionalità: giugno 2012, USA
Durata: 86 minuti

Scritto da Mac La Mente

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Buon Ferragosto 2012! Vacanza!

(3 commenti) | Commenta | Inserito il ago 15, 2012 in Blog, Comoda-mente

Trenta gradi notte e dì,
ed è già mercoledì,
il solleone è alle porte
batte il piede forte forte,
è lì fermo ad aspettare
che tutti sian pronti a festeggiare!

Pronti, via! C’è chi parte e chi resta
in questa giornata serena, è festa!

Via i problemi e i pensieri
non è tempo di esser seri,
svagarsi e divertirsi,
è il momento di rilassarsi!

Libera-mente.net è in vacanza
oltre le mura di questa stanza,
lancia un grido a distanza:
“E’ 15 agosto, vai con la danza!”

Non ci resta che salutare
e raggiunger gli altri che sono già al mare!

Ciaooooo!

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Poesia – A li ggiardini de’ Frascati! (Ai giardini di Frascati) di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ago 12, 2012 in Blog, Cristiano Torricella, Poesie della domenica

Tratta dall’ultimo libro pubblicato di Cristiano Torricella e intitolato “Poesie e testi di canzoni in dialetto romanesco dai Castelli Romani“, questa poesia è un po’ diversa dalle altre che abbiamo pubblicato in questi mesi all’interno della nostra rubrica Poesie della domenica perchè in realtà si tratta di una poesia-prosa tragico-umoristica in cui l’autore narra una vicenda realmente accaduta.

 

A li ggiardini de’ Frascati!

di Cristiano Torricella

 

Sò ito, a Frascati,
ieri l’artro, er due de ggiugno,
a ffà er mio primo “reading letterario”
spenzierato, dda local ppoeta,
a le ffamose Scuderie Ardobbrandini,
e mme faceva ride, a penzacce, oggi,
er fatto, vero!, che nell’anni ’90,
qqui, proprio su ‘sta storica piazza,
n’dò se fermeno li pullmanns der COTRAL,
coll’artri operai, proprio llì,
a mettece, c’ero anch’io, li ffiorellini,
proprio in quell’aiola, che ttu vvedi,
oggi, n’ fiore,
annando, poi, cor decespujatore,
a decespujà, ‘n tuta, mezza Frascati!

“a giardiniè!” – m’addomannò uno der luogo,
assai ccurioso, “ma ‘sti fiori chi li paga,
noi o er Commune?”

“scusi, ma che ne so?!” – j’arisponnevo io,
giardinier precario – “io nun sò fisso qqui,
magari ‘o fossi!, io sò pagato a orario!”.

“ah, ho ccapito!
Tu nun lavori fisso, qqui,
tu sii “munello”!”
(regazzetto de bbottega)
- m’arisponneva, soridenno, quello –
“che ppeccato, pperò!”
- aggiungeva – “er verde de Frascati,
ce ‘o sai, è ccosì bbello!”

“pijateme a llavorà qqui, allora”
– j’arisponnevo io –
“questo, de fà li ggiardinetti,
‘o sa? è “er mmestiere mmio!” “.

Ma lassù, dar terzo ciel, ereno, me sa, de parer
ccontrario, e, s’una bbianca nuvoletta, appollaiato,
er Bon Padre Cosmico predisponneva,
pe’ mmè, n’ guaio, e chiamanno, seco,
er fedele servo suo, Zan Pietro, accussì Ej ddecideva,
esprimenosse, ‘n rrional, dialetto, rromanesco:
“e nno, nun ze ppiù annà avanti, qqui,
n’ Paradiso, a ‘sta maniera!
Er poeta manca, er poeta c’è, er poeta nun c’era!
Ce vò ‘n poeta fisso, qqui, mma cche mmaniere!
Ma a cchi, mmò, m’arivorgo?
Eh, guardà dabbasso, Zan Piè, uno der volgo!
quello vva bbè? Ama ‘e rose? Ffuma? E’ ttranquillo?
Forza, ppijamolo, è ora dde finilla!
Qqui, ddovemo, da fà, stavorta, assai, ddiverzamente!
Scaduto er contratto suo, basta faje decespujà, a qquesto,
che nun è ccerto er destino suo,
quello de decespujà, de brutto, proprio pe’ gnente!
Artro che ggiardinà, dentro ar communal cimmitero,
ad aiutà er becchino, a scaricà e’ casse da
mmorto, er giardiniero!
Questo qqui, a Zan Piè,
mò, nnoi due, o’ famo addiventà,
addirittura, ppoeta eccelzo!
Questo, a mme me par, è er destino ssuo,
e mmò, daje, a Zan Piè,
damoce dentro!”.

“Va bhe! – disse l’arrennevole
Zan Pietro – come vvoi volete, Ssiggnoria!
damoje, mò, ‘n pò de piaghe e de gguai, a llui,
così, ppoi, ddopo,
a Vvoi, sicuramente,
isso, s’araccomanneria!”.

E ffu ccosì che m’ammalai,
de bbrutto, e che me venne, pure, fforte!, l’alergia,
e che nun potetti lavorà ppiù,
pè tanti anni,
che dentro ar ggiardinetto mio,
e, ccome tu vvedi, qqui, in breve, o lettor mio,
su ‘sta tera, de lacrime e dde ssangue:
“nun se move foja, o ggiardiniè mmio,
che nun lo voja Iddio!”.

 

Ai giardini di Frascati!

(traduzione in italiano, a cura dell’autore)

 

Sono andato a Frascati,
ieri l’altro, il due di giugno,
a fare il mio primo “reading letterario”
spensierato, da poeta locale,
alle famose Scuderie Aldobrandini,
e mi faceva ridere, a pensarci, oggi,
il fatto, vero!, che negli anni ’90,
qui, proprio su questa storica piazza,
dove si fermano i pullmann del COTRAL,
con gli altri operai, proprio lì,
a trapiantare, c’ero anch’io, i fiorellini,
proprio in quell’aiuola, che tu vedi,
oggi, in fiore,
andando, poi, con il decespugliatore,
a decespugliare, in tuta, mezza Frascati!

“giardiniere!” – mi chiese uno del luogo,
assai curioso, “ma questi fiori chi li paga,
noi o il Comune?”

“scusi, non lo so !” – gli rispondevo io,
giardinier precario – “io non lavoro, fisso, qui!
magari lo fossi, sono pagato ad orario!”.

“ah, ho capito!
Tu non lavori fisso, qui,
tu sei “munello”!” (ragazzo di bottega)
- mi rispondeva, sorridendo, quello –
“che peccato, però!” – aggiungeva -
“il verde de Frascati,
tu, sicuramente, lo sai, è così bello!”

“prendetemi a lavorare qui, allora”
– gli rispondevo io –
“questo, di far giardini, lo sa?
è “il mestiere mio!” “.

Ma lassù, dal terzo cielo, erano, mi sa,
di parer contrario, e, s’una bianca nuvoletta,
appollaiato, il Buon Padre Cosmico predisponeva,
per me, un guaio, e chiamando, con sé,
il fedele servo suo, Zan Pietro,
così Egli decideva, esprimendosi, in rionale dialetto,
romanesco: “e no! non si può più andare
avanti, qui, in Paradiso, in questa maniera!
Il poeta manca, il poeta c’è, il poeta non c’era!
Ci vuole un poeta fisso, qui, ma che maniere!
Ma a chi, adesso, mi rivolgo?
Eh, guardà in basso, Zan Piè, c’è uno del volgo!
Quello va bene? Ama le rose? Fuma? E’ tranquillo?
Forza, pigliamolo, è ora di farla finita!
Qui dobbiamo fare, stavolta, assai diversamente!
Scaduto il suo contratto, basta fargli decespugliare,
a questo, che non è certo il destino suo,
quello di decespugliare tanto, proprio per niente!
Altro che fare il giardiniere, dentro al cimitero
comunale, ad aiutare il becchino,
a scaricare le casse da morto, il giardiniere!
Questo qui, Zan Piè, adesso, noi due, lo facciamo diventare,
addirittura, un poeta eccelso!
Questo, a me pare, è il suo destino,
ed adesso, dai, Zan Piè, diamoci da fare!”.

“Va beh! – disse l’arrendevole Zan Pietro – come voi volete, Signoria!
Diamogli, adesso, un pò di piaghe e di guai, a lui,
così, poi, dopo, a Voi, sicuramente, si raccomanderà!”.

E fu così che m’ammalai,
seriamente, e che mi venne, pure, forte!,
l’allergia, e che non potetti lavorare più,
per tanti anni, che dentro al giardinetto mio,
e, come tu vedi, qui, in breve, o lettor mio,
su questa grassa terra, di lacrime e di sangue,
sulla quale viviamo: “non si muove foglia,
o giardiniere mio, che non lo voglia Iddio!”.

 

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Concerto dal vivo di Fabrizio Bosso e Javier Girotto Latin Mood

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ago 11, 2012 in Artisti, Blog, Il disco del mese

Ore 22:00 comincia lo spettacolo e nessuno si sarebbe aspettato che durasse così tanto, due ore di concerto dal vivo, di musica con la “m” maiuscola, di applausi e di forti sensazioni, sublimi sensazioni, non è da tutti i giorni e invece…è stato così.

Fabrizio Bosso e Javier Girotto Latin Mood hanno regalato ieri sera, in Piazza Palmieri – Monopoli (Ba), uno spettacolo unico e irripetibile o ripetibile ma sicuramente in maniera diversa perchè ogni concerto dal vivo ha caratteristiche uniche e non è mai uguale a se stesso. E’ proprio questo il bello della musica.

Che dire, pubblico entusiasta e scroscio di applausi ad ogni assolo non solo di Bosso e Girotto – maestri dei propri strumenti – ma anche di tutta il gruppo che li ha accompagnati.

Credo si sia capito, già da queste poche righe del resoconto, quanto abbia apprezzato le loro esibizioni. Tanto. Infinitamente. E consiglio a tutti, agli amanti della Musica, quella vera e suonata – proprio come piace a me – di andarli ad ascoltare almeno una volta perché catturare così l’attenzione e far provare tutta una serie di sensazioni, deliziare l’orecchio (anche il meno allenato a questo genere) non è facile e se ci si riesce, ecco, nasce la magia.

C’è chi apprezza tanto e chi meno, questo è normale ma è anche il “rischio” che si corre se si sceglie di percorrere una certa strada e Bosso e Girotto sono già avviati e molto molto avanti in questa via.

Durante il concerto hanno presentato canzoni a trecentosessanta gradi dal loro repertorio, il progetto portato sul palco esiste già da un po’ di tempo, e di album registrati ce ne sono in giro ben due. Non pochi se si pensa che il jazz, il latin-jazz in particolare, anche se non ne comprendo il motivo, è per pochi ma non per tutti e bisogna andarselo a cercare, non è musica dozzinale ma raffinata. Musica di anima fatta di assoli, momenti forti e leggeri, silenzi, pause e dialoghi tra gli strumenti…fantastico.

E se aggiungessi che hanno interpretato anche classici del jazz? Ragazzi, non ci sono parole per esprimere il livello raggiunto ieri sera: stellare.

L’ultimo lavoro che han registrato si chiama Vamos, 11 canzoni, tutte strumentali a parte una, Algo Contigo che all’interno del disco (ovviamente l’ho acquistato) è la ciliegina sulla torta. Il brano è cantato dal pianista Natalio Mangalavite e accompagnato, naturalmente da tutti gli altri componenti: Luca Bulgarelli – basso -, Lorenzo Tucci – batteria – e Bruno Marcozzi – percussioni.

Un sestetto latin-jazz la cui fusione è totale e completa, l’esperienza e lo stare sul palco fanno il resto. Non si può dire assolutamente niente. Ascoltare, ascoltare con le orecchie puntate e il cuore aperto a un genere musicale vicino e lontano allo stesso tempo, profondo come il mare ed esteso come il cielo.

Ok, è un giudizio a caldo ma sto scrivendo questo con in cuffia il cd e le parole vengono davvero da sole…

Grazie a tutti per lo splendido regalo che mi avete fatto ieri sera!

Scritto da Mac La Mente

 

Durante il sound-check

 

Durante il concerto

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