Tempo libero: Il mare d’inverno, Monopoli (Bari)

(4 commenti) | Commenta | Inserito il feb 28, 2012 in 6 - Tempo libero, Blog, Tempo libero e Hobby

Abito al mare, in Puglia, basso Adriatico, e anche se a volte non faccio caso all’enorme massa d’acqua che ho proprio vicino vicino, ci sono momenti in cui non posso fare a meno di ammirarla e fermarmi qualche istante a osservare lo scenario che si presenta davanti ai miei occhi e che mi lascia senza fiato quando non me l’aspetto, quando si presenta in maniera unica e particolare soprattutto in periodi dell’anno – come questo inverno – in cui non capita spesso.

Ho fotografato il mare, mi hanno colpito i suoi colori, la luce riflessa sull’acqua e la calma, quasi surreale, di questo elemento che per l’occasione s’è messo in posa.

Non sono un fotografo ma di fronte a tanta bellzza sono rimasto senza fiato e così dedico questo piccolo articolo a una bellezza naturale in continuo movimento, sembrava riposare…

 

Mare e uno squarcio del centro storico
Monopoli

 

Mare e canoe in acqua
Monopoli

 

Mare e riva
Monopoli

 

(Ogni immagine viene ingrandita se ci si clicca su!)

Questa e altre immagini si trovano anche nel topic: Click – fotografie scattate da noi!!!

Scritto da Mac La Mente

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Fiaba – Il vaso rotto di Joseph Jacobs

(0 commenti) | Commenta | Inserito il feb 26, 2012 in Blog, Fiabe, In Libreria

Una piccola ma significativa fiaba dal titolo Il vaso rotto di Joseph Jacobs (1854 – 1916) ho scelto per questa domenica a rappresentare che i progetti che si fanno, i sogni, sono tanti ma che alla fine bisogna stare attenti e fare sempre i conti con la realtà.

Tratta dalla raccolta «Indian Fairy Tales, 1912», Il vaso rotto è una fiaba popolare che dà vita anche ad un detto usato nel paese d’origine dell’autore.

 

Il vaso rotto

 

C’era una volta in un certo paese un Bramano di nome Svabhavakripana, che significa «taccagno nato». Aveva accumulato grandi quantità di riso chiedendo l’elemosina, e dopo averselo mangiato tutto a cena, riempì un vaso con quel poco che ne restava. Appese il recipiente al muro, si sdraiò sul divano sottostante guardando intensamente verso il vaso e cominciò a pensare:

‘Ecco, il vaso è pieno di riso; se dovesse esserci una carestia, ne ricaverei almeno un centinaio di rupie vendendolo. Con quei soldi comprerò due capre, che mi faranno i capretti ogni sei mesi, così in poco tempo avrò un intero gregge. Poi, vendendo qualche capra, comprerò anche delle vacche, così mi faranno i vitelli. Venderò i vitelli, e con il ricavato mi comprerò i bufali, e con i bufali, comprerò anche le giumente, le quali partoriranno tanti cavalli. E quando li avrò venduti, farò un sacco di oro, e con l’oro potrò comprarmi una grande casa a quattro ali. E così un bravo Bramano verrà a casa mia, e mi darà in sposa la sua bella figlia, con la sua ricca dote. Essa mi darà un figlio, e lo chiameremo Somasarman. Quando sarà grande abbastanza per saltellare sulle ginocchia di suo padre, siederemo insieme con un libro sul retro della scuderia, mentre io leggerò, il ragazzo mi vedrà, salterà dalle ginocchia della mamma e verrà sulle mie. Se si avvicinerà troppo agli zoccoli del cavallo, mi farà arrabbiare e chiamerò sua madre di prendere il bambino. Ma già immagino che naturalmente non mi ascolterà perché sarà troppo presa da qualche mestiere domestico: allora mi alzerò e le darò un tale calcione nel sedere che..’

E nel dire fra sé e sé così, diede un tale calcio con il piede al vaso, che si ruppe in mille pezzi, e tutto il riso gli si rovesciò addosso, riempiendolo di bianco. Perciò da quel momento è nato il detto:

«Essere come il padre di Somasarman: quello sciocco che faceva sciocchi programmi per il futuro, che diventò tutto bianco.»

Testo e traduzione tratti dal sito Parole d’autore

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Sanremo, un commento dopo il Festival

(1 commento) | Commenta | Inserito il feb 19, 2012 in Blog, Televisione

E’ finito, finalmente! Questo è il primo commento che a caldo o a freddo, visto che sono passate alcune ore, mi viene da fare. Sono drastico? Sì, un po’ e me ne vanto (non mi capita spesso).
In questa settimana c’è stato di tutto: scandali, contestazioni, fiumi di parole e di carta stampata e tanto tanto altro… così tanto che a volte la cosa più importante, ovvero la musica, è passata in secondo piano, peccato.

Facile, sicuramente, sparare a zero sul Festival, sta di fatto che è arrivato a 62 edizioni – la prima nel 1951 – e che altre ne seguiranno con tutto il contorno che siamo abituati a vedere e sentire, vedere e sentire, attenzione, perché da ascoltare c’è veramente poco.

Non entrerò nel dettaglio su quello che ho visto, in questo articolo non parlerò della canzone (mi viene da ridere a chiamarla così) vincitrice ma cercherò di commentare solo alcune canzoni che mi sono piaciute e che nell’immenso mare di critiche, pronostici ecc. secondo me sono riuscite ad emergere pur non essendo perfette, diverse di sicuro, piccole sorprese che val la pena ricordare.

I gusti musicali come qualsiasi altri sono personali così come lo è l’opinione, condivisibile o meno, ma anche questo fa parte del “gioco”.

Non mi dilungherò più tanto, parlo da ascoltare di un determinato genere musicale a cui sono legato e che, visti i risultati, mi tengo stretto stretto e non mi lascio scappare per niente al mondo.

Premessa necessaria la mia, forse, ma finita. Ora il commentino può iniziare!

Delle quattordici canzoni presentate dagli artisti affermati al Festival ne salvo solo tre mentre nelle otto dei giovani artisti solo due. Così poche? Purtroppo sì, e ogni anno diventano sempre meno.

Artisti affermati: Arisa, Samuele Bersani e Eugenio Finardi.
Giovani proposte: Erica Mou e Marco Guazzone.

Questi cinque secondo me hanno fatto bene e presentato testi e musiche diverse da quelli che siamo abituati ad ascoltare.

Arisa è cresciuta tantissimo dalla prima volta che l’ho vista al festival con i suoi occhialoni alla Harry Potter. Ha tirato fuori ancor di più la voce e si sente molto lo studio che ha fatto per cantare sempre meglio. La notte – canzone portata a Sanremo – pensavo fosse quella che avrebbe vinto. Ben interpretata, buon testo e con passaggi musicali, crescendo, silenzi, aperture e chiusure posti al posto giusto.

Samuele Bersani è rimasto fedele al suo stile, riesce sempre a stupire la bravura di questo cantautore nel raccontare temi diversi con immagini diverse. L’arrangiamento di Un pallone è ottimo, curato nei minimi dettagli e il Premio della critica meritato. Musicalmente la canzone è particolare, il ritornello rimane in testa fin da subito, bastano giusto un paio di ascolti ed è fatta. Colpisce.

Eugenio Finardi. Non ho parole per esprimere la bravura di questo artista. Le sue interpretazioni sono sempre di altissimo livello e anche in questo caso non ha smentito le aspettative. Forse E tu lo chiami Dio è un po’ alta per le sue corde ma questo alla fine non conta, l’emozione che trasmette è eccezionale. Questa è musica!

Bene, credo di aver finito. Non commenterò le due canzoni dei giovani che mi son piaciute, lascio al tempo questo compito ma sono sicuro che sentiremo ancora parlare di loro, promettono bene e faranno grandi cose. Di sicuro non sono meteore e non avranno successo con data di scadenza – come siamo ormai abituati a vedere.

Scritto da Mac La Mente

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Televisione – 62/ma edizione del Festival di Sanremo

(3 commenti) | Commenta | Inserito il feb 13, 2012 in Blog, Televisione

Sta arrivando! Manca davvero poco all’inizio di uno degli appuntamenti fissi televisivi e radiofonici da sessantadue anni a questa parte: il Festival della Canzone Italiana, il Festival dei Fiori o meglio ancora il Festival di Sanremo.

Articolato in cinque serate, da martedì 14 febbraio a sabato 18, anche per quest’anno il Festival avrà i suoi 14 big (cantanti affermati) in gara e 8 nuove proposte che han dovuto superare lunghe e lunghe selezioni.

E’ tornato il Festival e con lui il nostro classico sondaggio, perchè siamo curiosi e perchè non ci facciamo mancare mai niente ( ;) ) su “Chi vincerà il Festival di Sanremo?”.

Bando alla ciance, ecco qui i sondaggi! Votate! Votate! Votate!

Quale Client FTP preferisci e perchè?

View Results

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N.b. Il sondaggio rimarrà aperto fino a lunedì 20 febbraio 2012.

Di Sanremo e del festival parliamo anche sul forum nel topic Sanremo 2012.

Scritto da Mac La Mente

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Poesia – Inquinato per sempre di Cristiano Torricella

(0 commenti) | Commenta | Inserito il feb 12, 2012 in Blog, Cristiano Torricella, Poesie della domenica

Vent’anni, ha vent’anni questa poesia che è anche una canzone teatrale dedicata dall’autore Cristiano Torricella all’inquinamento e alle nuove generazioni – quelle future – con la speranza di non dimenticare e di avere più cura per l’ambiente che ci cirdonda.

Nella nostra rubrica dedicata alla Poesia della domenica oggi ospitiamo i versi di Inquinato per sempre.

 

Inquinato per sempre (poesia-canzone teatrale)

di Cristiano Torricella

 

Quando ero giovane,
Dio solo lo sa,
io, mutante K13,
quando monossido di carbonio ho respirato.
A Roma caput mundi,
polveri sospese di traffico
e di impianti di riscaldamento
mi hanno quasi tolto il respiro.
Poi furono le polveri di fughe nucleari russe
sparse nell’aria a farci male, nel 1986,
quando si moriva per l’atomo.
Pometina polvere di magazzino
e venefici diesel gas di scarico
gli autocarri in partenza
immisero per lunghi anni
nel mio sangue rosso di pendolare.
Andavo la’, dalla Pontina verso l’Eur,
a regalarmi soffi di ciminiere velenose
che bruciavano carniccio e mucche pazze,
per farne dentifrici e saponi,
con grande irritazione dei miei polmoni.
Un satellite cosmico pubblicitario
tossiva in alto sulle geodetiche
le solite menzogne delle televisioni:
“non c’è assolutamente pericolo,
l’inquinamento fa bene,
fumate questa morte col sorriso”
e mentre dalla radio Frank Zappa
scandiva con i suoi lancinanti assoli
il baldanzoso ingresso nelle giovani menti
delle elettriche pagine di cultura
di Fromm e Popper e Castaneda
voi uccidevate senza tregua
i polmoni del mondo,
per creare profitto e nuovi allergici
e vendere i vostri vaccini ad oltranza.
Giovani d’oggi, non dimenticate!

 

La maggior parte dei suoi testi teatrali ed ogni altra utile informazione sull’autore Cristiano Torricella le trovate qui: Cristiano Torricella.

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