Buon Anno 2012!

(4 commenti) | Commenta | Inserito il dic 31, 2011 in Blog, Comoda-mente

Lo spumante è già in fresco
e le lenticchie son sul fuoco,
quasi quasi stasera esco
e porto le carte per fare un gioco,
il 2011 sta andando via
e l’anno nuovo è per la via,
tutti pronti al “Benvenuto!”
tra applausi, risa e nessun starnuto,
tra brindisi, auguri e stelle filanti
che sia un buon anno per tutti quanti!

2012 è bisestile,
un giorno in più per festeggiare!

Il vecchio (anno) torna bambino
a segnare un nuovo inizio e che sia sereno!
Tanta gioia e cose belle
a grandi, piccoli, fanciulli e fanciulle!

Sarà l’ultimo secondo i Maya,
e del Drago secondo la Cina,
comunque lo si chiami, spero sia,
un anno ricco di magia!

Libera-mente.net augura a tutti
di trascorrer un anno sereno
che possa dare buoni frutti
in ogni istante…a tempo pieno!

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Auguri di Buon Natale!

(1 commento) | Commenta | Inserito il dic 25, 2011 in Blog, Comoda-mente

Il Natale è arrivato! Buon Natale 2011! :)

…per festeggiarlo insieme a voi, un piccolo video di auguri a tutta la piccola grande comunità di libera-mente.net!

Auguri di Buon Natale!

…che possa essere un Natale di gioia, felicità, serenità e di infinita pace!

Ringrazio il blog Celinemeisser per le immagini utilizzate nel video.

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Buon Natale 2011!

(3 commenti) | Commenta | Inserito il dic 25, 2011 in Blog, Comoda-mente

Quanto freddo che fa fuori
eppur c’è un uomo che lavora
che vola in slitta e distrubuisce doni,
arriva in casa e tutto si colora!

Scende dal camino,
abbraccia ogni bambino,
di rosso vestito e in uniforme,
no, non è un pompiere
e non lascia impronte,
ma doni da aprire
che fanno gioire!

Babbo Natale è il suo nome,
sapete che non so quale sia il cognome?
Ha mille nomi e appellattivi,
tanti aggettivi e sostantivi!

Paffuto e organizzato
gira il mondo senza prender fiato,
tutto in una notte,
senza sosta,
la sua slitta è piena come una botte
di pacchi, pacchettini e tanta posta…

Augura a tutti felicità e serenità,
grande, vasta e in quantità!
Non dispensa tristezza
ma eterna e infinita dolcezza!

“oooh oooh oooh!”
è il suo canto di battaglia
che sventola a destra e a manca
ogni volta che ne ha occasione, ogni volta che può!

E’ anche qui da noi,
su libera-mente.net,
a dispensar doni
a tutti voi bimbi e grandi che siete stati buoni!

Insieme a lui, la nostra comunità,
augura i migliori auguri
per un Natale pieno di bontà,
gioia, allegria e felicità!

Tanti tanti auguri di Buon Natale! :)

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Racconto – Sogno di Natale di Luigi Pirandello

(1 commento) | Commenta | Inserito il dic 23, 2011 in Blog, Racconti

Con l’avvicinarsi del giorno più atteso dell’anno, il giorno di festa per eccellenza, il Natale, pubblico in questo articolo un breve racconto del grande Luigi Pirandello che racconta un sogno triste e allegro, una serie di domande e dubbi, aspetti di vita contrastanti tra loro che fanno parte di questo giorno di festa.

Sogno di Natale fa parte di una raccolta di racconti intitolata Sogno di Natale e altri racconti dove Pirandello dedica un’attenzione particolare all’insieme del rapporto con la Divinità. Il racconto infatti è in parte un dialogo, una ricerca, che Gesù e il protagonista fanno girando per case e osservando situazioni diverse in esse presenti.

 

Sogno di Natale di Luigi Pirandello

 

Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l’impressione d’una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l’anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che provavo di rivivere, fors’anche per un minuto, la vita come immaginavo si dovesse in quel punto svolgere in essi.

Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori… E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo:

- Buon Natale – e sparivo…

Ero già entrato così, inavvertitamente, nel sonno e sognavo. E nel sogno, per quelle vie deserte, mi parve a un tratto d’incontrar Gesù errante in quella stessa notte, in cui il mondo per uso festeggia ancora il suo natale. Egli andava quasi furtivo, pallido, raccolto in sé, con una mano chiusa sul mento e gli occhi profondi e chiari intenti nel vuoto: pareva pieno d’un cordoglio intenso, in preda a una tristezza infinita.

Mi misi per la stessa via; ma a poco a poco l’immagine di lui m’attrasse così, da assorbirmi in sé; e allora mi parve di far con lui una persona sola. A un certo punto però ebbi sgomento della leggerezza con cui erravo per quelle vie, quasi sorvolando, e istintivamente m’arrestai. Subito allora Gesù si sdoppiò da me, e proseguì da solo anche più leggero di prima, quasi una piuma spinta da un soffio; ed io, rimasto per terra come una macchia nera, divenni la sua ombra e lo seguii.

Sparirono a un tratto le vie della città: Gesù, come un fantasma bianco splendente d’una luce interiore, sorvolava su un’alta siepe di rovi, che s’allungava dritta infinitamente, in mezzo a una nera, sterminata pianura. E dietro, su la siepe, egli si portava agevolmente me disteso per lungo quant’egli era alto, via via tra le spine che mi trapungevano tutto, pur senza darmi uno strappo.
Dall’irta siepe saltai alla fine per poco su la morbida sabbia d’una stretta spiaggia: innanzi era il mare; e, su le nere acque palpitanti, una via luminosa, che correva restringendosi fino a un punto nell’immenso arco dell’orizzonte. Si mise Gesù per quella via tracciata dal riflesso lunare, e io dietro a lui, come un barchetto nero tra i guizzi di luce su le acque gelide.
A un tratto, la luce interiore di Gesù si spense: traversavamo di nuovo le vie deserte d’una grande città. Egli adesso a quando a quando sostava a origliare alle porte delle case più umili, ove il Natale, non per sincera divozione, ma per manco di denari non dava pretesto a gozzoviglie.

- Non dormono… – mormorava Gesù, e sorprendendo alcune rauche parole d’odio e d’invidia pronunziate nell’interno, si stringeva in sé come per acuto spasimo, e mentre l’impronta delle unghie restavagli sul dorso delle pure mani intrecciate, gemeva: – Anche per costoro io son morto…

Andammo così, fermandoci di tanto in tanto, per un lungo tratto, finché Gesù innanzi a una chiesa, rivolto a me, ch’ero la sua ombra per terra, non mi disse:

- Alzati, e accoglimi in te. Voglio entrare in questa chiesa e vedere.

Era una chiesa magnifica, un’immensa basilica a tre navate, ricca di splendidi marmi e d’oro alla volta, piena d’una turba di fedeli intenti alla funzione, che si rappresentava su l’altar maggiore pomposamente parato, con gli officianti tra una nuvola d’incenso. Al caldo lume dei cento candelieri d’argento splendevano a ogni gesto le brusche d’oro delle pianete tra la spuma dei preziosi merletti del mensale.

- E per costoro – disse Gesù entro di me – sarei contento, se per la prima volta io nascessi veramente questa notte.

Uscimmo dalla chiesa, e Gesù, ritornato innanzi a me come prima posandomi una mano sul petto riprese:

- Cerco un’anima, in cui rivivere. Tu vedi ch’ìo son morto per questo mondo, che pure ha il coraggio di festeggiare ancora la notte della mia nascita. Non sarebbe forse troppo angusta per me l’anima tua, se non fosse ingombra di tante cose, che dovresti buttar via. Otterresti da me cento volte quel che perderai, seguendomi e abbandonando quel che falsamente stimi necessario a te e ai tuoi: questa città, i tuoi sogni, i comodi con cui invano cerchi allettare il tuo stolto soffrire per il mondo… Cerco un’anima, in cui rivivere: potrebbe esser la tua come quella d’ogn’altro di buona volontà.

- La città, Gesù? – io risposi sgomento. – E la casa e i miei cari e i miei sogni?
- Otterresti da me cento volte quel che perderai – ripeté Egli levando la mano dal mio petto e guardandomi fisso con quegli occhi profondi e chiari.
- Ah! io non posso, Gesù… – feci, dopo un momento di perplessità, vergognoso e avvilito, lasciandomi cader le braccia sulla persona.

Come se la mano, di cui sentivo in principio del sogno l’impressione sul mio capo inchinato, m’avesse dato una forte spinta contro il duro legno del tavolino, mi destai in quella di balzo, stropicciandomi la fronte indolenzita. E qui, è qui, Gesù, il mio tormento! Qui, senza requie e senza posa, debbo da mane a sera rompermi la testa.

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Giochi – Rudolph scalcia e Babbo Natale vola

(0 commenti) | Commenta | Inserito il dic 18, 2011 in Blog, Giochi Online

La vita ti stressa? Il periodo di Natale ancora di più? La corsa ai regali è frenetica? Non c’è problema, il gioco che vado a segnalare in questo articolo è un buon antistress, serve a sfogarsi, anche se poco, e se la prende con Babbo Natale…poverino!

Eh già, i protagonisti che giochino sono infatti natalizi: la renna Rudolph e il buon vecchio Babbo Natale.

Naturalmente non sono soltanto loro, ci sono folletti, cristalli di ghiaccio, caramelle, lpalline di natale e tante altre figure caratteristiche ma il protagonista è uno solo, il vecchietto vestito di rosso che per l’occasione si prende un calcio dalla sua renna, comincia a volare e durante il volo afferra quello che può e lo porta via.

Il titolo originale del gioco è Rudolph Kick ‘N Fly, se non sbaglio significa Rudolph scalcia e vola, anche se in realtà è Babbo Natale che finisce per aria!

Il gioco consiste nel far recuperare all’uomo paffuto più oggetti possibile, ogni oggetto ha dei punti, e se arriva con la giusta velocità alla fine del suo percorso torna indietro e continua a racimolare punti.
I lanci possibili sono tre, il conteggio è affidato ai folletti che via via diventano di meno ma se si è fortunati tornano proprio come dovrebbe (o si dovrebbe cercare di fare) tornare al punto di partenza Babbo Natale.

Attenzione i pozzi e ai pupazzi di neve sono una specie di “cattivi” infatti fermano la corsa e fanno perdere una vita, invece i funghi rossi e i vari ripiani di neve “amici” perchè consentono di prolungare il volo.

Sembra complicato spiegato così, ma in realtà è semplicissimo giocare, basta il mouse e imprimere la giusta forza al calcio grazie al segnalatore di potenza in alto a sinistra che si colora di rosso e di verde.

Il gioco è semplicissimo e lo si può trovare a questo link: Flashgames.it

Che altro dire…forza! Tutti a dar calci, in modo amichevole si intende! :)

Scritto da Mac La Mente

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