A Tavola! – Risotto con la zucca

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 31, 2011 in A tavola!, Blog

Dopo esserci rilassati un po’ con un giochetto a tema per Halloween e aver letto una breve filastrocca, sarà venuta fame, no? E allora ecco qui una gustosissima ricetta che ha per ingrediente principale la zucca!

E’ un ottimo primo piatto, equilibrato e leggero, si prepara in poco tempo, giusto il tempo di cuorere il tutto, da servire caldo è davvero una goduria!

Ingredienti per 3 persone:

- 300gr di riso
- 300gr circa di polpa di zucca
- Una cipolla
- Brodo vegetale
- Latte
- Mezzo bicchiere di vino bianco secco
- Parmigiano grattugiato
- Burro
- Olio
- Salvia

Preparazione:

- Tritare la cipolla finemente, tagliare la zucca in piccoli dadi e mettere a soffriggere il tutto in olio d’oliva
- Aggiungere il riso e farlo tostare, bagnare con vino bianco e lasciare evaporare.
- Aggiungere brodo bollente poco alla volta e successivamente unire il latte.
- Quando il riso è cotto, aggiungere il parmigiano, una noce di burro e lasciarlo riposare coperto per due minuti.
- Nello stesso tempo dorare le foglie di salvia con del burro.
- Decorare il riso con la salvia.

Una buona presentazione può essere quella di servire il risotto nella zucca svuotata come se fosse un piatto e utilizzare la polpa estratta per realizzare altri tipi di contorni da servire successivamente.

Scritto da Mac La Mente

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Filastrocca per Halloween

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 30, 2011 in Blog, Comoda-mente

La notte tra il 31 ottobre e il Primo novembre sta arrivando, è la notte di Ognissanti, la notte di Halloween, e anch’io ho voluto dare il mio piccolo contributo, spero originale, scrivendo una filastrocca, una breve rima, a tema!

Filastrocca per Halloween

Guarda là, c’è un gatto nero,
con il pelo tutto in tiro
e lo sguardo un po’ annebbiato
perchè ha visto uno scheletro un po’ impacciato.

Si nasconde dietro al muro
per sentirsi più sicuro,
sente gli sguardi di tutti quanti,
vivi e morti, è Ognissanti!

La notte di Halloween è arrivata
e la strega esce di casa,
prende la scopa e il suo cappello
e si alza in volo come un pipistrello.

Fa un giro di ricognizione
e trova Jack (La lanterna) appoggiato a un lampione,
“Ciao strega! Come va?”
“Tutto bene, un po’ di acciacchi per l’età!”
“Son normali, resta su!
Dov’è il tuo gatto Belzebù?”
“L’ho perso di vista, non saprei,
quando torna sarà nei guai!
Se lo vedi tienilo tu,
vengo a prenderlo alle 6:00 su per giù!”
“Continua pure il tuo giro,
ho giusto visto un bambino
che chiede dolci e caramelle
e che fa scherzi, ne combina delle belle!”

La strega in volo si rialzò
con un balzo e un oibò!

La notte è buia e scura scura,
chi va in giro ha paura,
ci son zombie e fantasmi
per le vie ectoplasmi,,
tutti in festa, tutti quanti,
è la notte di Ognissanti!

Una zucca illuminata
porta a una casa infestata,
angusta, tetra e desolata,
ma che paura! In questa notte è abitata!

Scritto da Mac La Mente

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Giochi: Frozen Bubble in versione Halloween

(3 commenti) | Commenta | Inserito il ott 28, 2011 in Blog, Giochi Online

Cominciamo con la segnalazione di un gioco, ovviamente, questa nostra nuova rubrica dedicata allo svago e al divertimento perché non è detto che con il computer bisogni sempre e solo lavorare, è possibile anche divertirsi, giocare, trascorrere un po’ di tempo cimentandosi in piccoli ma simpatici giochi – moderni o un po’ più “antichi” – grazie ai quali si ritorna bambini con sfide avvincenti, da soli o in compagnia, superando e cercando di superare di volta in volta il traguardo raggiunto, il famoso record!

Chi ha frequentato sale giochi da bambino, o le frequenta ancora, ricorderà sicuramente un gioco tanto tanto simpatico quanto complicato e divertente: Frozen Bubble, i pinguini più conosciuti delle console il cui scopo era quello di abbattere sfere dello stesso colore mettendone in riga tre, quattro e più in modo tale che il muro non crescesse più di tanto e non si venisse schiacciati.

La schermata classica del gioco è la seguente:

Ma qui, in occasione dell’arrivo del giorno di Halloween e per entrare in tema proponiamo una versione alternativa dove al posto delle classiche sfere ci sono zucche, teschi, vampiri, zombi e creature mostruose che bisogna eliminare prima che sia troppo tardi.

Il gioco è semplicissimo e lo si può trovare a questo link: Giochi Gratis Online

Una volta caricato, basta premere su Continua e successivamente su Play (in basso a destra sulla schermata) per cominciare a giocare…

La schermata apparirà in questo modo:

Per giocare basta il mouse e un click sul tasto sinistro, oltre che indirizzare la freccia, per lanciare il mostriciattolo di turno e cercare di fare tris con figure uguali.

Unica variante rispetto al gioco originale è che se si abbattono personaggi che a loro volta sono legati ad altri, questi ultimi non vengono eliminati, per farlo bisogna fare accoppiamenti appositi. Lo so, sembra poco chiaro ma se cominciate a giocare capirete quello che intendo dire!

Buona fortuna! :)

Scritto da Mac La Mente

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Fiaba – I tre anelli di Luigi Capuana

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 23, 2011 in Blog, Fiabe

E ritorniamo dopo un po’ di tempo a segnalare e arricchiere la nostra rubrica dedicata alla fiabe e alle favole!

Questa volta segnaliamo una fiaba di uno scrittore italiano, Luigi Capuana (1839 – 1915), contenuta nella raccolta C’era una volta…fiabe del 1882.

I tre anelli, un componimento davvero bello che rispecchia un periodo antico, il modo di vivere e pensare dell’epoca.

 

 

I tre anelli di Luigi Capuana

 

C’era una volta un sarto, che aveva tre figliuole, una più bella dell’altra. Sua moglie era morta da un pezzo, e lui si stillava il cervello per riuscire a maritarle. Le ragazze non avevano dote, e senza dote un marito è un po’ difficile a trovarsi.
Un giorno questo povero padre pensò d’andarsene in una pianura e chiamare la Sorte:
- Sorte, o Sorte!
Gli apparve una vecchia, colla conocchia e col fuso:
- Perché mi hai tu chiamata?
- Ti ho chiamata per le mie figliuole.
- Menale qui ad una ad una; si sceglieranno la sorte colle loro mani.
Il buon uomo, tornato a casa tutto contento, disse alle figliuole:
- La vostra fortuna è trovata!
E raccontò ogni cosa. Allora la maggiore si fece avanti, ringalluzzita:
- La prima scelta tocca a me. Sceglierò il meglio!

Il giorno dopo, padre e figliuola si avviarono per quella pianura:
- Sorte, o Sorte!
Gli apparve una vecchia, colla conocchia e col fuso:
- Perché m’hai tu chiamata?
- Ecco la mia figliuola maggiore.
La vecchia cavò di tasca tre anelli, uno d’oro, uno d’argento, uno di ferro e li mise sulla palma della mano:
- Scegli, e Dio t’aiuti!
- Questo qui.
Naturalmente prese l’anello d’oro.
- Maestà, vi saluto!
La vecchia le fece un inchino e sparì.
Tornati a casa, la sorella maggiore, pavoneggiandosi, disse alle altre due:
- Diventerò Regina! E voi reggerete lo strascico del manto reale!

Il giorno dopo andò col padre l’altra figlia.
Comparve la vecchia colla conocchia e col fuso, e cavò di tasca due anelli, uno d’argento ed uno di ferro:
- Scegli, e Dio t’aiuti!
- Questo qui.
E, s’intende, prese quello d’argento.
- Principessa vi saluto!
La vecchia le fece un inchino e sparì.
Tornata a casa, quella disse alla maggiore:
- Se tu sarai Regina, io sarò Principessa!
E tutt’e due si diedero a canzonare la sorella minore:
- Che volete? Chi tardi arriva male alloggia. Dovea venire al mondo prima.
Lei zitta.

Il giorno dopo andò col padre la figliuola minore.
Comparve la vecchia colla conocchia e col fuso e cavò di tasca, come la prima volta, tre anelli, uno d’oro, uno d’argento e uno di ferro:
- Scegli, e Dio t’aiuti!
- Questo qui.
Con gran rabbia di suo padre, avea preso quello di ferro.
La vecchia non le disse nulla, e sparì.
Per la strada il sarto continuò a brontolare:
- Perché non quello d’oro?
- Il Signore m’ispirò così.
Le due sorelle, curiose, vennero ad incontrarla per le scale.
- Facci vedere! Facci vedere!
Come videro l’anello di ferro, si contorcevano dalle risa e la canzonavano. Saputo poi che lo avea scelto fra uno d’oro e uno d’argento, per grulla la presero e per grulla la lasciarono.
E lei, zitta.

Intanto si sparse la voce che le tre belle figliuole del sarto avevano gli anelli della buona sorte. Il Re del Portogallo dovea prender moglie e venne a vederle. Rimase ammaliato dalla maggiore:
- Siate Regina del Portogallo!
La sposò con grandi feste e la menò via.
Poco dopo venne un Principe. Rimase ammaliato dalla seconda.
- Siate Principessa!
La sposò con grandi feste e la menò via.
Restava l’ultima. Non la chiedeva nessuno.
Un giorno, finalmente, si presentò un pecoraio:
- Volete darmi questa figliuola?
Il sarto, che ne aveva una Regina ed una Principessa, era montato in superbia e rispose:
- Il pecoraio, scusate, noi per ora ce l’abbiamo.
Stava per passare un altr’anno. La minore restava sempre in casa, e il padre non faceva altro che brontolare giorno e notte:
- Le stava bene, stupidona! Sarebbe rimasta in un canto, con quel suo anello di ferro.
E all’anno appunto, tornò a presentarsi il pecoraio:
- Volete darmi quella figliuola?
- Prendila – rispose il sarto. – Non si merita altro!
Si sposarono, senza feste e senza nulla, e la menò via.

Allora il sarto disse:
- Voglio andar a visitare la mia figliuola Regina.
La trovò che piangeva.
- Che cos’hai, figliuola mia?
- Sono disgraziata! Il Re vorrebbe un figliuolo, ed io non posso farne. I figliuoli li dà Dio.
- Ma l’anello della buona fortuna non giova a nulla?
- Non giova a nulla. Il Re mi ha detto: « Se fra un anno non avrò un figliuolo, guai a te! ». Son certa, babbo mio, che mi farà tagliar la testa.
Quel povero padre, come potea rimediare? E partì per far visita alla figliuola Principessa. La trovò che piangeva.
- Che cos’hai, figliuola mia?
- Sono disgraziata! Tutti i figliuoli che faccio mi muoiono dopo due giorni.
- E l’anello della buona fortuna non giova a nulla?
- Non giova a nulla. Il Principe mi ha detto: « Se questo che hai nel seno morrà anche lui, guai a te! ». Son certa, babbo mio, che mi farà scacciar di casa!
Quel povero padre che potea farci? E partì.

Per via gli nacque il pensiero d’andar a vedere l’altra figliuola, quella del pecoraio. Ma aveva vergogna di presentarsi. Si travestì da mercante, prese con sé quattro ninnoli da vendere e, cammina, cammina, arrivò finalmente in quelle contrade lontane.
Vide un magnifico palazzo stralucente, e domandò a chi appartenesse.
- È il palazzo del re Sole.
Mentre stava lì a guardare, stupito, sentì chiamarsi da una finestra:
- Mercante, se portate bella roba, montate su. La Regina vuol comprare.
Montò su, e chi era mai la Regina? La sua figliuola minore, la moglie del pecoraio. Quello rimase di sasso; non potea neppure aprir le cassette degli oggetti da vendere.
- Vi sentite male, poverino? – gli disse la Regina.
- Figliuola mia, sono tuo padre! E ti chiedo perdono!
Lei, che l’aveva riconosciuto, non permise che le si gettasse ai piedi, e lo ricevé tra le braccia:
- Siate il ben venuto! Ho dimenticato ogni cosa. Mangiate e bevete, ma prima di sera andate via. Se re Sole vi trovasse, rimarreste incenerito.
Dopo che quello ebbe mangiato e bevuto, la figliuola gli disse:
- Questi doni son per voi. Questa nocciuola è per la sorella maggiore: questa boccettina di acqua per l’altra. La nocciuola, dee inghiottirsela col guscio; l’acqua, dee berne una stilla al giorno, non più. E che badino, babbo!

Quando le due sorelle intesero la bella fortuna toccata alla minore e videro quella sorta di regali che loro inviava, arsero d’invidia e di dispetto:
- Si beffava di loro con quella nocciuola e con quell’acqua!
La maggiore buttò la nocciuola in terra, e la pestò col calcagno. La nocciuola schizzò sangue. C’era dentro un bambino piccino piccino: lei gli aveva schiacciata la testa!
Il Re, visto quell’atto di superbia e il bambino schiacciato:
- Olà! – gridò – levatemela d’innanzi; mozzatele il capo!
E, senza pietà né misericordia, la fece mettere a morte.
L’altra, nello stesso tempo, avea cavato il turacciolo alla boccetta e, affacciatasi a una finestra, n’avea versata tutta l’acqua.
Sotto la finestra passavano dei ragazzi che trascinavano un gatto morto. L’acqua cadde su questo, e il gatto risuscitò.
- Ah, scellerata! – urlò il Principe. – Hai tolto la sorte ai nostri figliuoli!
E in quel momento di furore, la strangolò colle sue mani.

Il babbo tornò dalla figliuola minore, e raccontò, piangendo, quelle disgrazie.
- Babbo mio, mangiate e bevete, e prima di sera andate via. Se re Sole vi trovasse, rimarreste incenerito. Appena avrò buone notizie, vi manderò a chiamare.
La sera tornò re Sole, e lei gli domandò:
- Maestà, che cosa avete visto nel vostro viaggio?
- Ho visto tagliar la testa a una Regina e strangolare una Principessa. Se lo meritavano.
- Ah, Maestà, eran le mie sorelle! Ma voi potete risuscitarle; non mi negate questa grazia!
- Vedremo! – rispose re Sole.

Il giorno dopo, appena fu giunto nel luogo dov’era seppellita la Regina, picchiò sulla fossa e disse:
- Tu che stai sotto terra,
Mi manda la tua sorella;
Se dal buio volessi uscire,
Del mal fatto ti déi pentire.
- Rispondo a mia sorella:
Sto bene sotto terra.
Dio gli dia male e malanno!
Vo’ la nuova avanti l’anno!
- Resta lì, donnaccia infame!

E il re Sole continuò il suo viaggio. Arrivato dov’era stata sepolta la Principessa, picchiò sulla fossa e disse:
- Tu che stai sotto terra,
Mi manda la tua sorella;
Se vuoi tornare da morte a vita,
Del mal fatto sii pentita!
- Rispondo a mia sorella:
Sto bene sotto terra.
Male occulto o mal palese,
Vo’ la nuova avanti un mese!
Resta lì, donnaccia infame!

Re Sole continuò il suo viaggio, e quelle due sorelle se le mangiarono i vermi.

Stretta è la foglia, larga è la via.
Dite la vostra, ché ho detto la mia.

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Ambiente – Ottobre è il mese del riciclo

(1 commento) | Commenta | Inserito il ott 20, 2011 in Blog, Dalla terra alla luna

Nonostante il leggero ritardo con il quale scrivo questo articolo, spero che l’iniziativa si stia diffondendo e stia avendo successo perché davvero importante!

Ottobre è il mese del riciclo!

La campagna, promossa dal sito Raccolta10piu.it e da Conai (Consorzio Nazionale per il Recupero degli Imballaggi) prevede di informare tutti i cittadini su come sia possibile riciclare quello che ogni giorno produciamo e che spesso chiamiamo con un unico termine: spazzatura.

Non tutti i rifiuti sono uguali e con un po’ di consapevolezza, sia da parte dei cittadini che degli enti che gestiscono questo aspetto, si può fare davvero tanto.

Ecco perché è giusto riciclare plastica, carta, vetro – giusto per fare qualche materiale – per prendersi cura dell’ambiente e di quello che abbiamo intorno, per non inquinare ancor di più il nostro pianeta e mantenerlo sano. E’ per noi stessi che lo facciamo, in fondo, viviamo sulla Terra! E allora perché non mantenerla pulita? Perché non svolgere quelle piccole ma grandi azioni che non costano niente ma che se fatte tutti insieme sono significative?

Il riciclo è importante e può essere anche divertente, non deve essere considerato un peso ma un qualcosa che arricchisce il nostro modo di essere, un qualcosa per prendere consapevolezza e senso del viver comune.

Dati – Grazie alla diffusione sempre maggiore della raccolta differenziata, i Comuni serviti sono oltre 7 mila con il coinvolgimento di 56 milioni di cittadini, il 96% della popolazione. Nel 2010 i risultati di recupero complessivo dei rifiuti di imballaggio di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro hanno raggiunto il 74,9% equivalente a 8,5 milioni di tonnellate recuperate su 11,4 milioni di tonnellate immesse al consumo. Il riciclo complessivo è stato del 64,6% dell’immesso al consumo e il ricorso alla discarica è ormai inferiore al 25%.

 

tratto dall’articolo pubblicato sul Corriere della sera

Le regole che il sito Raccolta10più.it promuove e cerca di diffondere sono semplicissime, raccolte in un decalogo che potete trovare sul sito Raccolta10piu.it – Decalogo e che riporto qui di seguito.

Decalogo del riciclo:

1. Separa correttamente gli imballaggi in base al materiare di cui sono fatti e mettili nell’apposito contenitore per la raccolta differenziate. Grazie a te che separi gli imballaggi o al Comune che li raccoglie, Conai fa rinascere l’acciaio, l’alluminio, la carta, il legno, la plastica e il vetro.
2. Riduci sempre, se possibile, il volume degli imballaggi: schiaccia le lattine e le bottiglie di plastica richiudendole poi con il tappo, comprimi carta e cartone. Se fai questo renderai più efficace il servizio di raccolta differenziata.
3. Dividi, quando è possibile gli imballaggi composti da più materiali, ad esempio i contenitori di plastica delle merendine dalla vaschetta di cartone oppure i barattoli di vetro dal tappo di metallo. Se fai questo, limiterai le impurità e permetterai di riciclare più materiale.
4. Togli gli scarti e i residui di cibo dagli imballaggi prima di metterli nei contenitori per la raccolta differenziata. Se fai questo, ridurrai le quantità di materiali che vengono scartate.
5. Sappi che la carta sporca di cibo (come i cartoni della pizza), di terra, di sostanze velenose come solventi o vernici, ecc… i fazzoletti usati e gli scontrini non vanno nel contenitore della carta: il loro conferimento peggiora la qualità della raccolta differenziata di carta e cartone.
6. Fai attenzione a non mettere nel contenitore del vetro oggetti in ceramica, porcellana, specchi e lampadine. Inserire tali materiali può vanificare i tuoi sforzi perché rovina la raccolta del vetro.
7. Riconosci e conferisci correttamente gli imballaggi in alluminio. Oltre alle più note lattine per bevande, separa anche vaschette e scatolette per il cibo, tubetti, bombolette spray e il foglio sottile per alimenti.
8. Riconosci e conferisci correttamente gli imballaggi in acciaio, solitamente riportano le sigle FE e ACC. Le trovi su barattoli per conserve, scatolette di tonno, lattine e bombolette, frustini e secchielli, tappi corona e chiusure di vario tipo per bottiglie e vasetti.
9. Introduci nel contenitore per la raccolta differenziata della plastica tutte le tipologie di imballaggi. Fai attenzione a non introdurre altri oggetti, anche se di plastica, come giocattoli, vasi, piccoli elettrodomestici, articoli di cancelleria e da ufficio.
10. Ricorda che se hai imballaggi in legno li puoi portare alle isole ecologiche attrezzate. Cassette per la frutta e per il vino, piccole cassette per i formaggi, sono tutti imballaggi che possono essere riciclati.

Il calendario delle città e dei luoghi interessati a questa iniziativa è possibile reperirlo sul sito Raccolta10piu.it a questo link: Calendario, il documento è un pdf da scaricare o conservare.

E allora avanti con il riciclo! E’ bello, funzionale, utile e rispettoso.

Scritto da Mac La Mente

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