Poesia – Se tu dovessi venire in autunno di Emily Dickinson

(0 commenti) | Commenta | Inserito il nov 28, 2010 in Blog, Poesie della domenica

Inauguriamo oggi, in questa domenica di fine novembre, una nuova categoria “Poesie della domenica” qui sul blog di Libera-mente dedicata alla poesia e a tutti quegli autori che con i loro versi ci fanno sognare.

Ogni domenica verrà inserita una poesia accompagnata da un breve commento o lasciata “sola” perchè con i suoi versi dice già tutto e aggiungere qualcosa non è necessario.

Come prima opera ritorniamo indietro nel tempo, a due secoli fa, e l’autrice scelta è Emily Dichinson (1830-1886).

Se tu dovessi venire in autunno

Se tu dovessi venire in autunno
mi leverei di torno l’estate
con un gesto stizzito ed un sorrisetto,
come fa la massaia con la mosca.

Se entro un anno potessi rivederti,
avvolgerei in gomitoli i mesi,
per poi metterli in cassetti separati -
per paura che i numeri si mescolino.

Se mancassero ancora alcuni secoli,
li conterei ad uno ad uno sulla mano -
sottraendo, finchè non mi cadessero
le dita nella terra della Tasmania.

Se fossi certa che, finita questa vita,
io e te vivremo ancora -
come una buccia la butterei lontano -
e accetterei l’eternità all’istante.

Ma ora, incerta della dimensione
di questa che sta in mezzo,
la soffro come l’ape-spiritello
che non preannuncia quando pungerà.
(dedicata a F.)

Scritto da Mac La Mente

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25 novembre 2010 – Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

(2 commenti) | Commenta | Inserito il nov 24, 2010 in Blog, Comoda-mente

L’uomo è un animale!

Chiedo scusa per questo inizio così forte ma è così.
E’ questo il mio pensiero ogni volta che ascolto, quotidianamente purtroppo, episodi di violenza perpetrati nei confronti di una donna: soprusi, omicidi, violenze domestiche, non fanno altro che togliere a mio giudizio quel poco di civiltà che nel corso dei secoli abbiamo raggiunto (forse).

La violenza domestica, ad esempio, è una delle principali cause di morte per le donne e chi la compie? Proprio quelle “persone” che dicono di amare la propria compagnia…
Mai termine fu usato così impropriamente, l’amore non è violenza, non si manifesta picchiando e opprimendo la libertà individuale, non si manifesta con sopprusi e con atteggiamenti simili, non è rispetto tutto questo anzi, è il contrario.

E’ per tutti questo motivi che domani, 25 novembre, è stata istituita La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Un giorno importantissimo che viene accompagnato da diverse iniziative in diverse città, un’occasione per dire basta a tutto questo, basta a tutti i maltrattamenti che le donne subiscono, basta all’essere animali prima che uomini!

Il simbolo adottato in questa Giornata è un nastro bianco da portare addosso, un simbolo dal sapore di speranza e se anche tu sei un uomo, ti invinto, personalmente, ad indossarlo come impegno personale a non commettere, non tollerare e non rimane in silenzio, indifferente, nei confronti di questa violenza assolutamente ingiustificata.

No alla violenze sulle donne.

Scritto da Andrea

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Film – Il cacciatore di aquiloni di Marc Forster

(1 commento) | Commenta | Inserito il nov 22, 2010 in Blog, Cinema

Tratto dall’omonimo romanzo, il primo, di Khaled Hosseini, solo dopo aver visto Il cacciatore di aquiloni si riesce a capire il perchè del successo che ha avuto: è bellissimo!
Il libro racconta sicuramente molti più particolari ma la trasposione cinematografica non è da meno: ben curata nella scenografica, nei dialoghi, nei costumi e nella ricostruzione della storia.

Il cacciatore di aquiloni racconta le vicende di due ragazzini che crescono insieme fino a quando la vita non costringe loro a separarsi, a diventare quasi estranei in un periodo storico caratterizzato da profondi cambiamenti, cambiamenti per alcuni versi in peggio: la situazione non è sicuramente delle migliori in Afghanistan, ora che allora.

Il film ha come anno di partenza il 2000 e il protagonista, Amir, che ormai vive in California e ha messo su famiglia sposando la figlia di un ex-generale del suo paese, è un giovane scrittore. Ha appena pubblicato il suo primo libro quando riceve una telefonata da un amico del padre di vecchia data che lo richiama nella sua città natale. Da questo momento in poi, si apre un lunghissimo flashback e Amir ricorda la sua infanzia.

Figlio di Baba, uomo facoltoso di etnia Pashtun, Amir ha come migliore amico il figlio del servitore di famiglia, Hassan, appartenente all’etnia inferiore degli Hazara. I due ragazzi fanno praticamente tutto insieme anche gareggiare con gli aquiloni sopra il cielo di Kabul.
Hassan è bravissimo a recuperare gli acquiloni e durante uno di questi inseguimenti viene viene fermato da tre teppistelli locali che, sotto gli occhi di Amir, lo seviziano.

Da quel momento in poi niente è come prima…

Amir vede in Hassan il simbolo della sua vigliaccheria perché non è riuscito ad aiutarlo e siccome non riesce a vivere con questo suo risentimento riesce a far cacciare dalla casa di Baba il servitore e suo figlio. Anno 1978.

Successivamente a causa dell’invasione russa Baba e suo figlio sono costretti a lasciare Kabul e a rifugiarsi in America.
Amir ha perso completamente le tracce del suo vecchio amico fraterno fino al momento di quella famosa telefonata…

Il protagonista così decide di ritornare in patria dove l’aspettano diverse avventure e una lettera scritta di proprio pugno dal sul vecchio amico Hassan nella quale gli viene chiesto di prendersi cura di suo figlio ora affidato a un orfanotrofio.
Viene a conoscenza della morte di Hassan e di un fatto tenuto nascosto per anni da suo padre: Hassan in realtà era suo fratello. Il figlio quindi è nipote di Amir.

Dopo varie peripezie e pericoli e con l’aiuto di poche persone fidate risiedenti ancora a Kabul, amir riesce a trovare il ragazzo e a portarlo con se in America dove finalmente potranno essere al sicuro.

Nel finale, in una scena che da sola vale la visione del film, Amir dice a suo nipote: “…per te un milione di volte, Sohrab!” (Sohrab è il nipote di Amir)

Il cacciatore di aquiloni,è un film che vale davvero la pena vedere, un film che grazie alla storia raccontata, all’ambientazione, all’evolversi dei fatti e delle azioni dei protagonisti, proietta in un mondo, in una terra, che adesso non c’è più.
Il sogno di Hassan era quello di rivedere volare gli aquiloni su Kabul, un sogno di pace per un paese ormai turbato da tutto quello che noi, oggi, sappiamo essere successo!

Dati del film

Regia: Marc Forster.
Nazione e Anno: USA – 2007
Genere: Drammatico
Interpreti: Khalid Abdalla, Homayoun Ershadi, Shaun Toub, Atossa Leoni, Saïd Taghmaoui, Zekiria Ebrahibi.

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Dizionario Informatico – quarta parte

(0 commenti) | Commenta | Inserito il nov 11, 2010 in Blog, Dizionario Informatico, Senza categoria

Dopo RAM, processore, scheda wi.fi e scheda madre, un altro componente che costituisce il nostro pc e che permette il salvataggio, la memorizzazione e l’accesso ai dati è l’hard disk.

L’hard disk (hard disk drive) o disco fisso è un dispositivo di memoria di massa costituito da una serie di dischi che ruotano ad alta velocità e vengono letti una testina. I dischi possono essere di diversi materiali ma il più comune tra questi è ferromagnetico e basa il suo principio di funzionamento sull’induzione magnetica.

Caratteristiche principali di un disco rigido:

  • Capacità
  • Tempo di accesso
  • Velocità di trasferimento

La capacità attualmente è espressa in gigabyte (GB): una grande quantità di dati quindi che vanno ad occupare, in maniera più o meno ordinata i vari settori del disco.

Il tempo di accesso è il tempo medio necessario per accedere a un dato. Questo comprende ed è formato da diversi valori: velocità di rotazione, tempo di spostamento della testina in un determinato settore, tempo di latenza.

La velocità di trasferimento è la quantità di dati fornita dall’hard disk: più veloce è la rotazione del disco e minore è il tempo di trasferimento.

I dati presenti su un hard disk vengono memorizzati secondo uno schema preciso che prende in considerazione tre valori: cilindro, traccia e settore. Con questo metodo è possibile, attraverso l’utilizzo di una semplice formula, spostare la testina nella posizione desiderata e cominciare l’operazione di lettura o di scrittura.

In questi ultimi anni, nonostante l’hard disk fisico, ovvero il componente costituito da diversi dischi sia ancora diffuso, sta prendendo piede un’altra tipologia di dispositivo che prende il nome di SSD (solid-state drive). Questo nuovo tipo di unità basa il suo principio di funzionamento su parti elettroniche quali transistor e circuiti integrati. Il prezzo è ancora molto alto ma viste le sue caratteristiche: più stabilità agli urti, maggiore velocità, minore usura e spazio più ridotto, presto si diffonderà ed entrerà a far parte di ogni computer.

Scritto da Mac La Mente

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Libri – Incipit di Quando cade l’acrobata, entrano i clown di Walter Veltroni

(0 commenti) | Commenta | Inserito il nov 4, 2010 in Blog, In Libreria, Incipit

Uscito pochi mesi fa e subito distribuito in libreria, Quando cade l’acrobata, entrano i clown. Heysel, l’ultima partita è l’ultimo libro di Walter Veltroni.
Un libro che in qualche modo racconta, attraverso l’esperienza vissuta dal protagonista, la tragedia e tutto quello che avvenne durante una partita di calcio ormai diventata storica e che tutti gli appassionati ricordano non per il risultato calcistico ma per la strage e le vittime che ci furono: l’episodio più triste della storia del calcio. Certo, altri ne sono accaduti, purtroppo, trasformando un momento di gioia in panico puro.

Veltroni racconta l’Heysel a modo suo, in prosa e nonostante ci siano passaggi che si possono apprezzare nel libro, altri li ho trovati quasi banali, in un certo senso scontati, quasi non idonei a raccontare l’accaduto e a minimizzarlo quando penso, invece, che quello che sia successo è davvero grave.

Ma questa è solo la mia piccola opinione, bisognerebbe leggere il lavoro per farsi un’idea più precisa. Il tentativo c’è e in ogni caso va apprezzato.

Qui di seguito riporto l’incipit del libro Quando cade l’acrobata, entrano i clown per farsi un’idea di quello che racconta.

Incipit:

“Qualcuno ascolta. Aspetta. Trattiene
Il fiato, proprio qui,
Accanto. E dice: quello lì che parla sono io.

Mai più, dice,
Sarà tutto così quieto,
Così asciutto e caldo com’è”.

Cominciava così quel libro, il libro con la copertina bianca.
Quella con gli uomini su una scialuppa che erano li’
A poca distanza da una nave che sembrava, morendo, alzarsi in piedi.
Ma le navi hanno il dovere di stare sdraiate e dormire e camminare sul letto dell’acqua.
Non come in quel disegno grigio, te lo ricordi?

Dati del libro:

Titolo: Quando cade l’acrobata, entrano i clown
Autore: Walter Veltroni
Casa Editrice: Einaudi
Pagine – anno: 70 – 2010

Scritto da Mac La Mente

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