A tavola! – Fave dei morti

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 30, 2010 in A tavola!, Blog

Due anni fa ho inserito nel blog alcuni articoli per ricordare come Halloween non sia una festa inventata negli Stati Uniti e importata da noi grazie al cinema e alla tv. Al contrario, Halloween affonda le radici nei più antichi rituali mediterranei ed europei legati alle celebrazioni per i defunti.
Uno dei tanti e più diffusi esempi di queste tradizioni è quello che troviamo tuttora in uso in tutte le cucine tradizionali del nostro paese: non c’è praticamente regione italiana che non abbia un piatto tipico legato alle antichissime feste dei Morti.
Una di queste tante ricette è quella che propongo qui di seguito, la Fave dei Morti, un dolce tipico della cucina lombarda ma assai diffuso, con piccole varianti negli ingredienti, anche in altre regioni.

Fave dei morti

Ingredienti
300 gr. di mandorle già sgusciate
150 gr. di farina bianca
150 gr. di zucchero
50 gr. di pinoli (facoltativi)
2 uova
1/2 limone
1 cucchiaio di grappa
1 cucchiaino di cannella in polvere

Procedimento
Scottare le mandorle in acqua bollente, pelarle e tritarle in modo grossolano.
Grattugiare la scorza del mezzo limone.
Unire al trito di mandorle la farina, lo zucchero, i pinoli (facoltativi), la scorza di limone grattugiata, il cucchiaio di grappa e il cucchiaino di cannella.
Mescolare bene gli ingredienti e formare un rotolo di pasta dello spessore di circa un dito.
Tagliare il rotolo in pezzetti di pasta lunghi come una fava.
Schiacciare leggermente col pollice il centro di ognuna di queste “fave”.
Sbattere leggermente l’albume dell’uovo e spennellarne le fave.
Foderare una teglia con carta forno (o imburrarla e infarinarla leggermente) e disporvi le fave.
Mettere la teglia in forno alla temperatura di circa 160° e lasciare cuocere per circa 25/30 minuti.

Scritto da Vianne

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Hobby: Origami – come realizzare una zucca

(1 commento) | Commenta | Inserito il ott 26, 2010 in Blog, Tempo libero e Hobby

E’ trascorso già un anno dalla segnalazione del fantasma fatto ad origami e in occasione dell’arrivo della festa di Halloween eccomi qui nuovamente a presentare un altro tipo di decorazione che può rendere più simpatica la nostra casa, un abbellimento particolare perchè non il solito striscione, palloncino ecc… bensì un semplice origami che rappresenta una zucca.

Esistono diversi tipi di realizzazioni, più o meno complesse, per semplicità in questo articolo segnalo il video dell’origami più facile da costruire che grazie a poche pieghe e un pennarello permette di ottiene un risultato ottimo (vedi immagine dell’articolo).

Il foglio base è di colore arancione e le pieghe che vengono utilizzate fanno parte della tradizione degli origami: a monte, a valle, a libro ecc… proprio come spiegato all’interno di questo articolo.

L’arte dell’origami quindi si rinnova sempre e si arricchisce di figure che van bene per i diversi periodi dell’anno, cosa che fa sempre piacere e che diverte, basta avere solo un po’ di pazienza! ;)

Ecco qui il video per realizzare la zucca più semplice:

E per non farci mancare niente, segnalo anche le istruzioni per realizzare una zucca più complessa che a differenza della precedente non necessita dell’utilizzo di un pennarello per disegnare il volto in quanto gli occhi, il naso e la bocca sono inclusi nell’origami stesso.
Quest’ultimo esempio consente di prendere ancor più confidenza con la carta e con questo fantastico mondo.

Realizzare una zucca (istruzioni)

Scritto da Mac La Mente

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Dizionario informatico – terza parte

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 20, 2010 in Blog, Dizionario Informatico

C’è ancora tanto da scoprire per quanto riguarda la componentistica interna di un pc e questa volta analizziamo brevemente un’altra scheda integrata che prende il nome di Wi-Fi.

Il Wi-Fi, abbreviazione di Wireless Fidelity, è un componente di rete che permette il collegamento senza fili sia tra diversi dispositivi dotati dello stesso protocollo di comunicazione che l’accesso, una volta installata una rete, a internet.

La scheda Wi-Fi si trova in diversi formati, può essere integrata all’interno dei pc – e i computer di ultima generazione ce l’hanno – che esterna. In questo ultimo caso il suo utilizzo occupa una presa USB del computer.
La dimensioni attuali per una scheda esterna sono quelle di una chiavetta USB per la memorizzazione dei dati, abbastanza ridotte, direi.

Tutte le schede si basano e rispondono alle regole stabilite da un protocollo chiamato IEEE 802.11.

Il Wi-Fi è praticamente un’antenna e una volta installato non fa altro che scansionare l’etere alla ricerca di punti di accesso (se lo utilizziamo per connetterci alla rete) e di altre reti simili. Nel caso in cui, ad esempio, una rete non risulti protetta è possibile usufruirne per navigare.

Scritto da Mac La Mente

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Film/Documentario – L’Orchestra di Piazza Vittorio di Agostino Ferrante

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 13, 2010 in Blog, Cinema

Uscito nel 2006 e della durata di 93 minuti, L’Orchestra di Piazza Vittorio è un film-documentario-diario di Agostino Ferrante e racconta la nascita dell’omonimo gruppo multietnico di musicisti ormai diventato famoso e con alle spalle un bel po’ di concerti, di esibizioni dal vivo e di album.

Tutto nasce da un’idea del tastierista degli Avion Travel, Mario Tronco, il quale decide di mettere insieme gente proveniente da diversi paesi per creare e dare vita a un progetto musicale le cui sonorità sono ricercate e per niente scontate.

Il documentario mostra e racconta quindi l’origine del gruppo, come si è formato e tutte tutte le difficoltà che si sono incontrate per farlo nascere.

E’ interessantissimo perchè oltre alla storia del gruppo lancia un messaggio di fratellanza e convivenza tra diverse persone di diverse nazioni.
L’Orchestra di Piazza Vittorio è un gruppo multietnico ed ogni componente che vi fa parte, porta al suo interno usanze, modi di pensare, costumi del proprio paese e grazie all’interazione con gli altri elementi, si arricchisce sempre più e cresce umanamente.

Tante sono le difficoltà da affrontare e legate alla nascita del gruppo: prima fra tutte quella di venire accettato da chi, purtroppo, al giorno d’oggi ha ancora i paraocchi e vede gli immigrati non come persone ma come “scarti” della società.

Mario Tronco, tastierista napoletano trasferitosi a Roma in un quartiere dove la popolazione è quasi tutta extracomunitaria è affascinato da suoni che non gli appartengono, ha questa idea ed insieme ad altre persone (alcune incontrate girando per i locali, altre appartenenti agli Avion Travel), da vita a questo progetto.
Ad incentivare Mario inoltre c’è Agostino, un documentarista, che risiede nello stesso quartiere e che cerca di salvare un cinema storico della città dalla demolizione e futura trasformazione in una sala Bingo, nasce così una complicità tra i due che porta alla fondazione di Apollo, un’associazione culturale.
L’Orchestra sfrutterà questa occasione per esibirsi dal vivo all’interno del cinema e fare così il suo debutto ufficiale dopo mesi e mesi di prove.

L’Orchestra di Piazza Vittorio è un documentario reale, niente è preparato, nemmemo le battute e gli scambi di opinioni. E’ tutto vero e genuino come i personaggi che l’interpretano. E’ un diario da vedere con curiosità per conoscere anche terre lontane e tradizioni che non ci appartengo ma che arricchiscono.

L’Orchestra di Piazza Vittorio oggi è una realtà, una bellissima realtà, con radici molto solide e che difficilmente svanirà o cambierà!

Dati del film:

Regia: Agostino Ferrente
Attori: Mario Tronco, Agostino Ferrente, Dina Capozio, Mohammed Bilal, Houcine Ataa, Carlos Paz, Rahis Bharti, Ziad Trabelsi, Omar Lopez Valle, Raul Schebba, Pap Yeri Samb, John Maida, Pino Pecorelli, Peppe D’Argenzio, Marian Serban, Amrit Hussain, Eszter Nagypal, Awalys Ernesto Lopez, Giuseppe Smaldino, Evandro Dos Reis
Nazionalità e durata: Italia 2006, 93′
Genere: Documentario, Musical

Sito ufficiale del gruppo: Orchestra di Piazza Vittorio

Scritto da Mac La Mente

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Libri – Incipit di Sola andata (righe che vanno troppo spesso a capo) di Erri De Luca

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 6, 2010 in Blog, In Libreria, Incipit

Forse sono monotematico, forse no, non lo so ma sono stato rapito da questo scrittore e per la terza volta, dopo aver inserito nei mesi precedenti due incipit dei suoi libri (Montedidio e Il peso della farfalla), ritorno per questa occasione a parlare di lui, Erri De Luca, con Sola andata (righe che vanno troppo spesso a capo).

E’ un libro di poesie, non molto lungo ma d’effetto. Ogni riga, ogni verso colpisce per la sua profondità.
Se lo si legge in fretta forse non rimane niente ma se ci si sofferma, vi posso assicurare, si provano sensazioni ed emozioni davvero belle perchè ci si immedesima nelle parole…è questa la forza della poesia!

Ecco qui l’incipit di Sola andata (riche che vanno spesso a capo) di Erri De Luca:

Sei voci

Non fu il mare a raccogliersi,
noi raccogliemmo il mare a braccia aperte.

Calati da altopiani incendiati da guerre e non dal sole,
traversammo i deserti del Tropico del Cancro.

Quando fu in vista il mare da un’altura
era linea d’arrivo, abbraccio di onde ai piedi.

Era finita l’Africa suola di formiche,
le carovane imparano da loro a calpestare.

Sotto sferza di polvere in colonna
solo il primo ha l’obbligo di sollevare gli occhi.

Gli altri seguono il tallone che precede,
il viaggio a piedi è una pista di schiene.

Dati del libro:

Titolo: Sola andata (righe che vanno troppo spesso a capo)
Autore: Erri De Luca
Pagine: 92
Casa Editrice: Feltrinelli

Scritto da Mac La Mente

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