Il disco del mese – Devils & Dust di Bruce Springsteen

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 30, 2010 in Artisti, Blog, Il disco del mese

Finalmente è arrivato il momento di parlare di questo fantastico disco!

Avevo annunciato la sua recensione anticipandola il mese scorso con il brano (articolo e video) che non solo dà il titolo all’album ma che apre la tracklist delle dodici canzoni.
Il disco è Devils & Dust (Diavoli e polvere) de The Boss, Bruce Springsteen.

L’album è il ventunesimo pubblicato, il tredicesimo registrato in studio e il terzo, in ordine di arrivo, acustico dopo Nebraska e The Ghost of Tom Joad.

Le dodici canzoni che lo compongono hanno un filo conduttore: narrare e raccontare le sensazioni di un soldato impegnato nella guerra in Iraq, questo perché Springsteen negli anni s’è sempre schierato dalla parte opposta alla politica di George W. Bush e con questo lavoro ha voluto ricordare quello che i soldati americani hanno visto e vissuto sulla propria pelle.

Ebbene, dopo questa piccola introduzione, passiamo all’analisi dei singoli brani…
A differenza delle altre volte però non mi soffermerò su tutte le canzoni, saltello di qua e di là per mettere in evidenza determinati aspetti che colpiscono e rendono il lavoro del Boss unico.

Per i primi tre brani mi sembra giusto spendere qualche parola in più perché rappresentano un’introduzione all’album, i successivi continuano a raccontare la storia e lo fanno nel miglior modo possibile.

Devils & Dust. Un uomo solo che si chiede, domanda cosa c’è da fare e perché si è arrivati a questo punto. Voce e chitarra, come nella migliore tradizione acustica sono i componenti principali, successivamente la canzone si apre e questo avviene dopo qualche minuto, non appena arriva il primo solo eseguito con l’armonica.
Tutto però rimane in sottofondo tranne gli accordi di chitarra e le parole. Musicalmente perfetta e con suoni davvero curati non poteva che essere il brano d’apertura. Energica al punto giusto e molto significativa.

Un po’ più movimentata ma allo stesso tempo spoglia e priva di fronzoli è All the Way Home dove non ci sono altri strumenti se non quelli principali che contrassegnano un album acustico che per alcuni può risultare poco curato mentre per altri bellissimo.
E si continua così, su questa strada che si sta percorrendo, anche nella canzone Reno dove la chitarra risulta più corposa e piena di armoniche ma anche di note alte che al contrario di quello che generalmente ci si aspetta, rimangono sempre in sottofondo e si fanno sentire solo durante il breve ritornello; questa raffinatezza è possibile grazie ad un gioco di volumi davvero bene fatto.

Seguono in ordine di scaletta Long Time Comin, Black Cowboys e Maria’s Bed ma è con l’arrivo di Silver Palomino che avviene un cambiamento messo in evidenza lasciando il cantautore solo e senza musicisti intorno, solo con la sua chitarra e fra i suoi pensieri…
Un altro cambiamento, è presente  in Jesus Was an Only Son dove questa volta Bruce lascia la sua fedele amica di viaggio (la chitarra) e si sposta al pianoforte. La musica è molto dolce in questo brano e gli accordi riescono a creare un’atmosfera interiore che solo con un ascolto attento si può notare e vivere. Dura troppo poco, peccato, questa traccia, è un vero piacere ascoltarla.

Dopo questo momento, arriva il tempo di riprendersi un po’, di “combattere” e infatti Leah rappresenta proprio questo, più movimentata dei brani precedenti, fa da intro e annuncia la quasi chiusura dell’album che arriverà di lì a poco con le canzoni The Hitter, All I’m Thinkin’ About e Matamoros Banks.

Il disco è ascoltabilissimo e fa riposare l’orecchio, il suono è avvolgente e caldo ed è questo che piace.
E’ un lavoro di gran livello e di gran cuore: caratteristiche che accomunano tutti i dischi di Bruce Springsteen.

Tracklist:

1. Devils & Dust - 4:58
2. All the Way Home - 3:38
3. Reno - 4:08
4. Long Time Comin - 4:17
5. Black Cowboys - 4:08
6. Maria’s Bed - 5:35
7. Silver Palomino - 3:22
8. Jesus Was an Only Son - 2:55
9. Leah - 3:32
10. The Hitter - 5:53
11. All I’m Thinkin’ About - 4:22
12. Matamoros Banks - 4:20

Musicisti dell’album:

Bruce Springsteen - Voce, armonica, chitarra, tastiere (tracce 1-12); percussioni (tracce 2,5,7,9,10); batteria (tracce 8,11); tamburello (traccia 3); basso (traccia 8 )
Brendan O’Brien - basso (tracce 1,2,4,5,6,11); sitar (traccia 2); sarangi elettrificato (traccia 2); tambora (tracce 2,6); hurdy-gurdy (traccia 6)
Danny Federici - tastiere (traccia 4)
Soozie Tyrell - violino (tracce 4,6); background vocals (tracce 4,6,8,11)
Patti Scialfa - background vocals (tracce 4,6,8,11)

Scritto da Mac La Mente

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Film – Caramel di Nadine Labaki

(1 commento) | Commenta | Inserito il set 22, 2010 in Blog, Cinema, Televisione

Ogni tanto in tv trasmettono qualcosa di interessante e anche se questa volta il film che vado a segnalare è sul digitale terrestre, devo dire di essere contento perchè a me è piacituo e spero piaccia a tutti coloro che avranno la possibilità di vederlo!

Il film è Caramel della regista Nadine Labaki e verrà trasmesso questa sera alle ore 21:00 su Rai Movie.

E’ un film che non dura tantissimo, circa un’ora e mezza, e risulta talmente leggero che si arriva alla fine senza pesantezza e senza accorgersene!

La storia è ambientata a Beirut. Le protagoniste sono quattro ragazze (una di loro è proprio la regista) che lavorano insieme e trascorrono la maggior parte del loro tempo facendosi compagnia a vicenda all’interno di un istituto di bellezza abbastanza frequentato. In questo istituto, tra l’alternarsi delle clienti, sistemate ai capelli e cerette al caramello (è da questo che deriva il nome del film), le protagoniste affrontano temi d’attualità che mettono in evidenza la situazione in cui vivono o possono trovarsi le donne.

Ognuno dei personaggi, con l’aggiunta di un quinto, zia Rose, vive situazioni particolari e diverse da quelle delle sue amiche. Lavale è innamorata di un uomo sposato, Nisrine è alle prese con il suo matrimonio e non sa come confessare al futuro marito la sua non-verginità, Rima non accetta la sua attrazione per le donne e Jamale è ossessionata dal fisico e dall’età: tenta di diventare una star e di realizzare degli spot televisivi, ma non riesce a superare i provini.

Questi problemi vanno indubbiamente risolti. E’ Lavale la prima a dover affrontare una situazione difficile che si verifica quando, in occasione dell’anniversario con il suo amante, prepara tutta una stanza per “festeggiare” e Lui non arriva perché non può lasciare la moglie e la bambina. Lavale è in crisi. E’ proprio in questa occasione che decide di conoscere la sua “rivale”.

Lavale frequenta per un po’ la donna ma alla fine apre gli occhi e sceglie un altro uomo che le gira intorno da parecchio tempo senza dichiarsi.

Parallelamente alla storia di Lavale, Nisrina affronta un intervento per riacquistare la verginità e Rima è sempre più coinvolta in una relazione platonica. Anche zia Rose trova l’amore, è corrisposto da un anziano inglese ma alla fine questo non sfocia come dovrebbe.

La situazioni diverse si intrecciano e naturalmente seguono il loro corso naturale, c’è chi è soddisfatta e chi rimane delusa.

L’amore e la vita non si sa mai come vanno a finire e dove portano…

Le scene del film, gli ambienti e tutto il contorno stanno molto bene insieme e si amalgano nel miglior modo possibile. E’ un film che risulta curato e che proietta in un altro mondo poco conosciuto da noi occidentali.

Anche la fotografia è curata e la colonna sonora, realizzata da Khaled Mouzanar, è perfetta!

Informazioni sul film:

Regia: Nadine Labaki
Musiche: Khaled Mouzannar
Nazione e Anno: Libano/Francia, 2007
Elenco delle protagoniste: Nadine Labaki (Lavale); Sihame Haddad (Rose); Joanna Mkarzel (Rima); Yasmine Elmasri (Nisrine)

Scritto da Mac La Mente

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Dizionario Informatico – seconda parte

(1 commento) | Commenta | Inserito il set 15, 2010 in Blog, Dizionario Informatico

Proseguendo e continuando ad ampliare la nostra nuova rubrica – Dizionario Informatico –, con la speranza che possa essere utile, dopo aver descritto brevemente i due componenti più importanti di un pc andiamo oltre, perchè all’interno di un computer non ci sono solo il processore e la RAM ma tante tante altre parti che messe insieme costituiscono l’anima dell’ “elettrodomestico” più usato ogni giorno.

Prima di proseguire, una domanda: il processore e la RAM dove vengono alloggiate? La risposta porta a definire un’altra parte molto importante della macchina ovvero la scheda madre.

Scheda Madre: chiamata anche Motherboard o brevemente MB, essa è un circuito stampato costituito da diversi componenti elettronici (transistor, diodi ecc…) che collegano le varie parti e le fanno interagire tra loro.
E’ molto importante la scelta di una scheda madre perchè è lei che alloggerà la maggior parte dei componenti ed è proprio per questa caratteristica che si comincia a parlare di compatibilità. Infatti, non tutti i processori vanno bene e funzionano con una scheda madre, non tutte le RAM vanno bene, bisogna scegliere questi in funzione della MB. Certo, vale anche il viceversa, ci mancherebbe, ma per una corretta costruzione (e composizione) del pc si parte dalle fondamenta e non dal primo piano…la similitudine tra pc e un palazzo credo renda bene l’idea!

La scheda madre è composta in definitiva da slot di alloggiamento per il processore e la RAM ma ce ne sono anche altri: la scheda video e quella audio, ad esempio, sono collocati e sistemati su di essa; le ventole interne, quelle che hanno la funzione di raffreddare il circuito, sono sistemate in modo opportuno per far sì che l’aria circoli; l’alimentazione del pc va direttamente – o quasi – collegata alla scheda madre per poterla alimentare; le porte USB ecc…

Insomma, senza MB il computer non funzionerebbe perchè qualsiasi parte non riuscirebbe a dialogare con l’altra e alla fine risulterebbe solo un ammasso di componenti.

Scritto da Mac La Mente

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A Tavola – Dolmàdes (foglie di vite ripiene)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il set 11, 2010 in A tavola!, Blog

Settembre è il mese dell’uva e abbiamo pensato di inserire una ricetta che permetta di utilizzare una parte diversa di questa pianta: le foglie invece del frutto.

Vi proponiamo un gustosissimo piatto unico tipico della cucina greca: i Dolmàdes, che hanno come ingrediente principale le foglie di vite.

 

Dolmàdes (foglie di vite ripiene)

Ingredienti

- foglie di vite (almeno 20)
- riso (50 gr. a persona)
- 1 cipolla tritata finemente
- prezzemolo, menta e alloro tritati (1 o 2 cucchiaini di ogni erba)
- peperoncino
- uvetta secca
- pinoli
- 1 limone
- olio d’oliva
- sale
- brodo vegetale

Procedimento

Lavare le foglie di vite, scottatarle in acqua, scolarle e adagiarle su un vassoio inclinato ben stese.
Far cuocere il riso e aromatizzarlo a fine cottura con la cipolla soffritta nell’olio, il peperoncino, le erbe e il succo di limone.
Aggiungere i pinoli e l’uvetta e col composto farcire le foglie di vite, avvolgendone bene alle estremità, così da formare degli involtini.
Disporre gli involtini in una pirofila uno accanto all’altro, aggiungere un bicchiere di brodo vegetale e far cuocere in forno moderato per circa 90 minuti.

Scritto da Vianne

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