Il disco del mese – Back In Black degli AC/DC

(0 commenti) | Commenta | Inserito il apr 30, 2010 in Artisti, Blog, Il disco del mese

Con qualche mese d’anticipo e approfittando del nostro appuntamento fisso con la rubrica de Il disco del mese, comincio a festeggiare il trentesimo compleanno di un album che rientra a pieno titolo tra le pietre miliari della musica: Back In Black degli AC/DC.

Pubblicato il 31 Luglio del 1980 e composto da dieci tracce, l’album simbolo degli AC/DC arriva ai giorni nostri con tutta la carica e la forza che lo caratterizzano. Non risente affatto dell’età anzi, sembra essere ringiovanito e non invecchiato. Quarantuno minuti di musica di grandissimo livello con un gruppo molto rodato che si intende con un solo sguardo. Tutti componenti della band infatti si trovano bene a suonare tra loro e dedicano Back In Black al scomparso e mai dimenticato Bon Scott.

E’ il primo album infatti che vede una nuova formazione e l’entrata di Brian Johnson alla voce. Un omaggio sicuramente ben riuscito e studiato nei minimi particolari.

Ma veniamo all’analisi delle canzoni e a tutto quello che esse generano in chi ha la fortuna di poterle ascoltare…

La canzone d’apertura è Hell’s bells e comincia in modo quasi sacro, l’inizio infatti è affidato a dei rintocchi di campana ai quali segue successivamente la chitarra con il suo riff sempre più pronunciato e sottolineato dal suono dei piatti e della grancassa. Un intro che rimane a lungo nella memoria e che rende spettacolare la canzone con i suoi stacchi e con i suoi suoni sporchi, duri, “on the road”. La voce è graffiante e caratterizzata da acuti e bassi, un brivido. E tutto questo fino al primo ritornello, immaginate come continua! Uno spettacolo. Hard rock puro. Grande brano d’apertura per un disco memorabile; il solo di chitarra non è da meno, arriva dopo due strofe e due ritornelli, Angus da’ il meglio di se. Suona solo come lui sa fare.

Ma la musica deve continuare e abbandonate le campane, tocca a Shoot to Thrill. Ritmo, ritmo e potenza. La voce è accompagnata dalla chitarra, i due fanno stacchi all’unisono e i riff che si ripetono sono sempre più forti, talmente forti che entrano dentro e scuotono, fan muovere. E’ inevitabile che la testa cominci a fare su e giù seguendo il ritmo, è questo il punto di forza della canzone: energia.
What Do You Do For Money fa proseguire il viaggio lungo la strada intrapresa, la via vincente: hard rock australiano. La chitarra va e viene, è questa la scelta fatta: un’alternanza, una presenza che comunque è continua. Il ritornello è in coro, tutto il gruppo canta e accompagna la voce solista. E poi si riprende fino alla fine.

Che cassa, ragazzi! Suona di brutto la batteria in Givin The Dog A Bone! E la chitarra, per non essere da meno, si esalta. La voce di Johnson sembra ancora più grezza del solito e poco definita ma in realtà è pulitissima e la canzone è perfettamente nelle sue corde: prevale durante i cori, sembra sforzarsi ma solo perchè tutto è tirato al massimo e nei limiti della velocità che caratterizza il genere.
Let Me Put My Love Into You potrebbe sembrare la prima ballad perchè comincia lenta e distorta, ma è solo l’impressione, non appena il brano si apre, tutto appare chiaro e gli AC/DC ritornano nel loro stile, a quello che riesce loro meglio: suonare. Bello il cambio ritmico presente prima del ritornello, è una specie di segnale che indica l’inizio di qualcosa.

E siamo arrivati alla vera perla del disco, alla canzone più famosa, a quella che conoscono anche i sassi perchè il suo ritmo è inconfondibile, la si indovinata alla prima nota. Stupenda, non mi vengono in mente altri aggettivi, insuperabile sia nelle parti cantate che nel ritornello che negli stacchi, in tutto. Gli AC/DC hanno fatto un super lavoro. Potrei commentarla all’infinito e trovare tanto tanti altri aggettivi e modi per descriverla che non mi basterebbero le parole e le pagine di un foglio: Back in Black è un simbolo. Il solo di chitarra rientra a pieno titolo nella lista dei soli del secolo, quelli che hanno segnato la musica. Angus ci mette l’anima. Fantastico.

You Shook Me All Night Long: un inizio blues, una chitarra distorta che continua anche quando la canzone comincia a prendere aria e a volare. Ritmica perfetta tra basso e batteria e la voce risulta essere insuperabile. La parte più bella a mio giudizio è il ritornello che rimane anche quando finisce e che lo si vorrebbe cantare all’infinito: “You Shook Me All Night Long”. Assolo di chitarra blues a richiamare l’inizio per poi procedere e arrivare al rock.
Have A Drink On Me. Un accordo, un accordo e uno stacco di batteria; comincia così questa canzone fino a crescere sempre più con la chitarra e con i suoni in generale. Anche questo brano è un hard rock duro e caratterizzato da un suono più pulito rispetto alle precedenti tracce. Dura troppo poco per poterlo apprezzare in pieno ma è anche vero che se durasse di più potrebbe rovinarsi. Va bene così. Angus esegue un bel solo di chitarra senza mai strafare o uscire dai binari del rock che solo lui sa percorrere così.

Shake A Leg. Batteria e chitarra sembrano il binomio preferito dagli ACDC. Dopo questi due strumenti comincia la voce che nel brano rimane anche da sola per la prima volta durante i diversi stracchi musicali. La musica aumenta in velocità, diventa più tirata e il piede batte a tempo e la testa anche. Stupenda canzone per fare un po’ di moto e per caricarsi di energia, energia che gli AC/DC in tutti gli album precedenti e successivi sono riusciti a conservare.
Peccato il disco è finito.
Rock And Roll Ain’t Noise Pollution è l’ultima canzone. Inizia dolce, il suono ricorda le vaste praterie e la calma nelle giornate assolate in campagna. Poi comincia. Piatti, piatti a non finire sul secondo e quarto movimento, prima che la voce prenda le redini di questa carovana. Una degna chiusura per un album unico.

Back in Black potrebbe sembrare monotono ma non è così. Le canzoni sono tutte diverse tra loro e la scaletta scelta riesce ad amalgamarle alla perfezione e a far percorrere una lunga strada, un’autostrada direi, magari la stessa di Highway to Hell – canzone uscita solo un anno prima con l’omonimo album.

Musicisti:

Brian Johnson – voce
Angus Young – chitarra solista
Malcolm Young – chitarra ritmica
Cliff Williams – basso
Phil Rudd – batteria

Tracklist:

1. Hells Bells – 5:13
2. Shoot to Thrill – 5:18
3. What do you Do For Money Honey? – 3:36
4. Giving the Dog a Bone – 3:32
5. .Let me Put my Love Into You – 4:15
6. Back In Black – 4:16
7. You Shook Me All Night Long – 3:30
8. Have a Drink on Me – 3:59
9. Shake a Leg – 4:06
10. Rock and Roll Ain’t Noise Pollution – 4:15

Tutti i brani sono di Malcolm Young, Angus Young e Brian Johnson.

Scritto da Mac La Mente

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A tavola! – Gratin dauphinois

(0 commenti) | Commenta | Inserito il apr 25, 2010 in A tavola!, Blog

Una ricetta della cucina tradizionale francese molto semplice da realizzare e molto gustosa!

Gratin dauphinois

Ingredienti

- 1 Kg di patate
- 250 g di panna da cucina
- 250 g di latte
- 100 g di emmenthal
- 1 spicchio d’aglio
- Sale, pepe
- Burro per ungere la teglia

Preparazione

- Pelare, lavare e asciugare bene le patate e poi tagliarle a fettine sottili.
- Imburrare la teglia e strofinarla con lo spicchio d’aglio. Disporvi le fettine di patata e salarle e peparle.
- Mischiare il latte e la panna e versare il composto sulle patate.
- Grattugiare l’emmenthal e spargerlo sull’insieme.
- Mettere in forno preriscaldato a 190° per 60 minuti.
- Va servito caldo e, come ho già detto, è buonissimo!

Questa e altre ricette si trovano nel topic Spadellando…dagli antipasti ai contorni.

Scritto da Vianne

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22 aprile 2010 – Giornata Mondiale della Terra

(1 commento) | Commenta | Inserito il apr 22, 2010 in Blog, Dalla terra alla luna

Ritorna anche quest’anno, il 22 aprile, la Giornata Mondiale della Terra.
Sono trascorsi quarant’anni da quando fu celebrata per la prima volta, era il lontano 1970.

Earth Day – la Giornata mondiale della Terra – venne istituita dalle Nazioni Unite e dai gruppi ecologisti con il fine di far prendere coscienza, informare e preservare quanto di più bello il nostro pianeta ha da offire.
Dal 1970 ad oggi sono 172 gli Stati che hanno sottoscritto e partecipano a questo giorno e nel corso degli anni sempre più iniziative vengono realizzare per sensibilizzare i cittadini a non inquinare aria, fiumi, laghi e la terra in generale.

Dopo la Giornata Mondiale dell’ambientequi l’articolo pubblicato sul blog – è la Terra ad essere protagonista e ad aver bisogno di noi. Possiamo non rispondere a questo appello, a questa chiamata d’aiuto? Credo proprio di no perchè anche il più scettico o menefreghista (scusate il termine) vive su questo pianeta e deve averne cura, rispettarlo affinché anche le generazioni futura possano godersi le meraviglie naturali: fiumi, laghi, montagne, senza inquinamento, senza nubi scure all’orizzonte e senza aver paura di respirare.

La Giornata Mondiale della Terra viene celebrata in tanti e diversi modi così da raggiungere quante più persone possibile: conferenze, manifestazioni in strada, concerti, proiezioni di documentari, parate in bicicletta, mostre fotografiche ecc. Lo scopo primario naturalmente è sensibilizzare e ricordare che ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare qualcosa per salvare il pianeta.

In Italia l’evento più grande è senza ombra di dubbio il maxi-concerto che si terrà al Circo Massimo di Roma e che verrà trasmesso sul canale 710 a partire dalle ore 18:00.
L’intero concerto è ad “impatto zero”: i 544.000 Kg di anidride carbonica che genererà saranno compensati dalla creazione di una nuova area verde di 10 mila metri quadrati nel parco di Aguzzano, a Roma e da oltre 202 mila metri quadrati di nuove foreste in Madagascar.

Prima di concludere, segnalo il sito ufficiale della Giornata Mondiale della Terra dove è possibile prendere visione di tutte le iniziative e dei progressi fatti. E anche la discussione dedicata sul forum: Giornata Mondiale della Terra.

Scritto da Mac La Mente

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Televisione – Rai Due, Crimini 2: serie di telefilm

(0 commenti) | Commenta | Inserito il apr 9, 2010 in Blog, Televisione

A quasi quattro anni di distanza, era il lontano 2006 quando venne trasmessa la prima serie, ritorna in prima serata su Rai Due alle ore 21:00 una serie molto interessante chiamata Crimini.

Costituita otto episodi a sé stanti ognuno dei quali è scritto da uno scrittore italiano di noir.
Il primo episodio è affidato a Gianrico Carofoglio, seguirà Carlo Lucarelli, Giorgio Faletti, Giancarlo De Cataldo e tanti altri.

Ogni puntata è all’insegna del giallo e ha la particolarità di essere ambientata nei dintorni o proprio nella città natale dello scrittore: da Bari a Bologna, dall’Umbria alle Marche, in un viaggio per tutta l’Italia dove il filo conduttore è il noir: omicidi, storie tragiche, luoghi cupi e tutte quelle caratteristiche rendono unico e affascinante questo genere.

Mentre la prima serie ha dato vita ad una raccolta intitolata Crimini, questa nuova avventura è pubblicata con il titolo Crimini italiani e ancora edita dalla casa editrice Stile Libero.

Attualmente il sito ufficiale della serie, Rai Fiction, risulta non aggiornato e ancora fermo alla prima serie ma sicuramente nel corso di queste settimane sarà possibile reperire i giorni, i nomi degli episodi e le informazioni più importanti su ciascuna puntata.

Per dare un assaggio di cosa ci aspetta, riporto qui di seguito una breve trama della prima puntata, affidata alla penna di Carofiglio, e l’elenco degli episodi e degli attori che animeranno questi venerdì (salvo variazioni dell’ultim’ora) all’insegna del giallo.

 

Trama del primo episodio – “La doppia vita di Natalia Blum” -

Marco Blasetti (Emilio Solfrizzi) è uno scrittore di grande successo. La sua vita cambia quando una ragazza Natalia (Anita Caprioli) gli dà il suo primo manoscritto. In particolar modo Natalia da marco i primi capitoli del suo romanzo. Leggendo la storia di questa ragazza lo scrittore si rende conto che lei ha molti segreti, alcuni anche inquietanti.. Marco si troverà coinvolto proprio in alcuni fatti inquietanti, con tanto d’ingresso in scena di un serial Killer…

 

Elenco delle puntate, degli scrittori e dei protagonisti principali:

1. La doppia vita di Natalia Blum (di Gianrico Carofiglio. Protagonisti: Emilio Solfrizzi, Anita Caprioli)
2. Niente di personale (di Carlo Lucarelli. Protagonisti: Rolando Ravello, Donatella Finocchiaro)
3. Little Dream (di Massimo Carlotto. Protagonisti: Rodolfo Corsato, Claudia Zanella, Guido Caprino, Marco Giallini e Antonio Catania)
4. Cane nero (di Giorgio Faletti. Protagonisti: Enzo Decaro, Vittoria Belvedere)
5. Neve sporca (di Giancarlo De Cataldo. Protagonisti: Lavinia Longhi, Therry Toscan, Alessandro Roja, Marcello Mazzarella, Thomas Trabacchi)
6. Mork e Mindy (di Piergiorgio Di Cara. Protagonisti: Marco Foschi, Francesca Inaudi)
7. Bestie (di Sandrone Dazieri. Protagonisti: Pietro Taricone, Christiane Filangieri)
8. Luce del Nord (di Gianpaolo Simi. Protagonisti: Paolo Briguglia, Vinicio Marchioni e Nicole Grimaudo)

Scritto da Mac La Mente

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Buona Pasqua 2010!

(4 commenti) | Commenta | Inserito il apr 3, 2010 in Blog, Comoda-mente

Quanta gente indaffarata
per la Pasqua che è arrivata
tutti a correr su e giù
per comprare un uovo in più…

Tra coniglietti e pulcini
di cioccolato decorato
quanta gioia han i bambini
e (forse) il mal di pancia assicurato!

Non esser quindi tanto goloso
Ma sii piuttosto generoso
Perchè la Pasqua significa
il ritorno di Gesù in vita.

Mangia l’uovo ma non dimenticare
che la gioia più grande il saper donare
a tutti quanti un sorriso
a bocca aperta e col sole sul viso!

Buona Pasqua e pasquetta a Tutti! :)

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