Articoli recenti

In Libreria - Il simbolo perduto di Dan Brown Spero sia la prima di una lunga serie di recensione quella che propongo qui di seguito perchè scritta da una persona a me cara: mio padre. Affascinato dalla storia e anche dallo stile dello scrittore,...

Leggi tutto

Il disco del mese - Creedence Clearwater Revival dei... Anni '60 e Anni '70, non so voi ma il mio cuore anche se non ha la stessa età di tutti i gruppi che c'erano in quel periodo, mi riporta lì, agli anni d'oro della musica rock, della Musica scritta con...

Leggi tutto

Ambiente - No alle piattaforme petrolifere in Puglia. Stando alle ricerche effettuate da una societĂ  britannica, la Northern Petroleum, sembrerebbe esserci del petrolio nell'Adriatico e per questo motivo le coste pugliesi (soprattutto) rischiano di veder...

Leggi tutto

Tempo libero: Click - fotografie scattate da noi: Milano,... Sono trascorsi alcuni mesi dall’ultimo articolo dedicato all’hobby della fotografia e alle segnalazioni di foto scattate da persone che partecipano al forum. In questo articolo ho il piacere di esporre...

Leggi tutto

Informatica - Trucchi per il browser: Internet Explorer... Riprendo brevemente la premessa iniziale inserita nel precedente articolo: [...] Navigare con un browser efficiente, performante, veloce e sicuro è diventata una necessità ma non tutti conoscono...

Leggi tutto

Home > In Libreria > Racconto – L'allucinazione di Staley Fleming di Ambrose Bierce

Racconto – L'allucinazione di Staley Fleming di Ambrose Bierce


Uno dei modi per ricordare il Giorno dei Morti – celebrazione che, come ho cercato di mostrare in alcuni articoli scritti l’anno scorso sul blog qui, non è una festivitĂ  statunitense artificialmente importata attraverso film e telefilm hollywoodiani ma una ritualitĂ  che affonda le radici nelle piĂą antiche tradizioni europee e mediterranee – è leggere qualche bel racconto fantastico a sfondo macabro, qualcuno di quei racconti di cui abbondano le letterature di tutti i paesi (quella italiana, a dire il vero, un po’ meno: rispetto al resto del mondo i nostri scrittori, dopo il Medioevo e almeno fino alla fine dell’Ottocento, non hanno frequentato molto il genere).

Come blog vogliamo perciò proporre la lettura di un breve ma affascinante racconto fantastico di uno dei più noti autori statunitensi di racconti macabri, Ambrose Bierce (1842 – 1914).
Si tratta di Staley Fleming’s Hallucination, un breve testo scritto nel 1909 e pubblicato nella raccolta di racconti fantastici a sfondo horror Can Such Things Be? (Possono accadere queste cose?), pubblicata nel 1909.

Anche se la storia non si svolge la notte di Halloween il testo è perfetto per una lettura notturna, meglio se si è soli in casa, la notte tra il 31 ottobre e il Primo novembre. La notte in cui, secondo tutte le piĂą antiche tradizioni, i morti tornano sulla Terra a trovare i vivi…

La traduzione del racconto è mia, chi volesse leggerlo in originale ne può trovare il testo a questo link.

L’allucinazione di Staley Fleming
di Ambrose Bierce

Dei due uomini che stavano parlando uno era medico.
- Dottore, l’ho mandata a chiamare – disse l’altro, – ma non penso possa essermi d’aiuto. Forse può consigliarmi uno specialista in psicopatia. Credo di essere un po’ svitato.
- Lei sembra a posto”, disse il medico
- Aspetti a giudicare… ho delle allucinazioni. Ogni notte mi sveglio e vedo nella mia stanza un grosso Terranova nero con una zampa anteriore bianca intento a fissarmi.
- Lei dice di svegliarsi; ne è sicuro? Le ‘allucinazioni’ a volte sono soltanto sogni.
- Oh, certo che mi sveglio! A volte me ne sto sdraiato a lungo, immobile, a guardare il cane con la stessa attenzione con cui lui guarda me… Lascio sempre la luce accesa. Quando non ne posso piĂą mi sollevo a sedere… e non c’è piĂą niente!
- Mmmm… com’è l’espressione dell’animale?
- A me sembra sinistra. Certo, so che, tranne che nell’arte, il muso di un animale a riposo ha sempre la stessa espressione. Ma questo non è un animale reale. I Terranova hanno un aspetto piuttosto mite, si sa; perchĂ© questo è diverso?
-Beh, la mia diagnosi non avrebbe importanza, non ho in cura il cane.

Il medico rise della sua stessa battuta, ma con la coda dell’occhio osservò attentamente il suo paziente. Subito dopo aggiunse:
- Fleming, la descrizione del suo animale corrisponde a quella del cane del defunto Atwell Barton.
Fleming fece per alzarsi dalla sedia, si sedette di nuovo e fece una sforzo palese per mostrarsi indifferente.
- Mi ricordo di Barton. – disse – Mi pare che sia stato… che si sia detto che… non c’era qualcosa di sospetto nella sua morte?
Fissando ora direttamente negli occhi il suo paziente, il medico disse:
- Tre anni fa il corpo del suo antico nemico Atwell Barton fu trovato nel bosco vicino alle vostre due case. Era stato accoltellato a morte. Non è stato arrestato nessuno, non c’erano indizi. Alcuni di noi hanno delle ‘ipotesi’. Io ne ho una. E lei?
- Io? Giusto cielo, perchĂ©? Cosa potrei saperne io? RicorderĂ  che sono partito per l’Europa quasi subito dopo… parecchio tempo dopo. Nelle poche settimane trascorse dal mio ritorno non può aspettarsi che mi sia formato un”ipotesi’. Di fatto non ci ho proprio pensato. Cosa mi diceva del suo cane?
- E’ stato il primo a trovare il corpo. Si è lasciato morire di fame sulla sua tomba.

Non conosciamo l’inesorabile legge che sta a base delle coincidenze. Staley Fleming non la conosceva, altrimenti forse non sarebbe scattato in piedi quando, attraverso la finestra aperta, il vento della notte portò nella stanza il lungo gemito lamentoso di un cane lontano. L’uomo attraversò piĂą volte la stanza a grandi passi sotto lo sguardo attento del medico; poi, affrontandolo bruscamente, gli gridò quasi:
- Che cosa ha a che fare tutto questo con i miei problemi, Dottor Halderman? Si dimentica perchĂ© l’ho fatta chiamare.
Alzandosi in piedi, il medico appoggiò la mano sul braccio del suo paziente e disse con gentilezza:
- Mi scusi. Non sono in grado di diagnosticare il suo disturbo sui due piedi… domani, forse. Vada a letto, senza chiudere la porta a chiave. Io passerò la notte qui, tra i suoi libri. Può chiamarmi senza alzarsi?
- Sì, c’è un campanello elettrico.
- Bene. Se qualcosa la disturbasse prema il campanello senza alzarsi. Buona notte.

Seduto comodamente in una poltrona l’uomo di medicina fissò i tizzoni ardenti, immerso a lungo in profondi pensieri, ma all’apparenza con scarsi risultati, dato che si alzava spesso e, aprendo la porta che portava alle scale, ascoltava attentamente; poi tornava alla sua poltrona. Poco dopo, tuttavia, si addormentò e quando si svegliò era mezzanotte passata. Attizzò il fuoco che si stava spegnando, prese un libro dal tavolo accanto a lui e ne guardò il titolo. Erano le “Meditazioni” di Denneker. Lo aprì a caso e si mise a leggere:
“PoichĂ© è stato stabilito da Dio che tutta la carne abbia spirito e in conseguenza di ciò acquisisca poteri spirituali, così, anche lo spirito ha poteri della carne, perfino quando è uscito dalla carne e vive come cosa separata, come mostrano le tante violenze commesse da spettri e lemuri. E c’è chi dice che l’uomo non sia il solo in ciò, ma che le bestie abbiano lo stesso stimolo malvagio, e…

La lettura fu interrotta da uno scossone che attraversò la casa, come se fosse caduto un oggetto pesante. Il lettore gettò via il libro, si precipitò fuori dalla stanza e salì le scale che portavano alla camera da letto di Fleming. Cercò di aprire la porta ma, contrariamente alle sue istruzioni, era chiusa a chiave. La prese a spallate con una tale forza da aprirla. Sul pavimento vicino al letto in disordine, in camicia da notte, giaceva Fleming in fin di vita.
Il medico sollevò la testa del morente dal pavimento e vide una ferita alla gola.
- Avrei dovuto immaginarlo – disse, ritenendo si trattasse di un suicidio.

Dopo la morte dell’uomo l’autopsia rivelò il segno inconfondibile della zanna di un animale profondamente affondata nella vena giugulare.
Ma non c’era nessun animale.

Scritto e tradotto da Vianne

Condividi su:
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • MySpace
  • Technorati
  • Yahoo! Buzz
  • Yahoo! Bookmarks
  • Twitter
Articoli correlati
  1. bancarella
    30 ottobre 2009 a 14:20 | #1

    Bel racconto. Ottima scelta Vianne!

  2. Vianne
    30 ottobre 2009 a 15:47 | #2

    Grazie Bancarella, contenta che ti piaccia :)

  3. Shiny
    30 ottobre 2009 a 19:20 | #3

    Che paura!!!
    Bel racconto Vianne e complimenti per la traduzione!!!

  4. Vianne
    30 ottobre 2009 a 22:53 | #4

    Grazie Shiny! :)

  1. Nessun trackback ancora...