Felice Halloween 2009!

(2 commenti) | Commenta | Inserito il ott 31, 2009 in Blog, Comoda-mente

Un piccolo augurio personalizzato per festeggiare in allegria la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre. La notte più horror dell’anno, la notte di Halloween! Mhuahahaha…

La luna è ormai alta in cielo,
è scomparso l’arcobaleno,
il sole è andato a letto
ed è arrivata l’ora del dolcetto,
o dello scherzetto?
Beh, questo dipende dal bambino
se è stato buono o biricchino…

Per la strada c’è poca luce
e anche questo a loro piace
perchè fantasmi e streghe
con i loro vestiti pieni di pieghe
amano il buio fitto
e vi si gettano a capofitto.

Non spaventarti se ne incontri uno
giragli al largo, casomai,
altrimenti sono guai,
son dispettosi con tutti quanti
loro non lasciano impronte anche senza guanti!

Buon Halloween a tutti! :)

Tags : ,

 

Racconto – L'allucinazione di Staley Fleming di Ambrose Bierce

(4 commenti) | Commenta | Inserito il ott 30, 2009 in Blog, In Libreria

Uno dei modi per ricordare il Giorno dei Morti – celebrazione che, come ho cercato di mostrare in alcuni articoli scritti l’anno scorso sul blog qui, non è una festività statunitense artificialmente importata attraverso film e telefilm hollywoodiani ma una ritualità che affonda le radici nelle più antiche tradizioni europee e mediterranee – è leggere qualche bel racconto fantastico a sfondo macabro, qualcuno di quei racconti di cui abbondano le letterature di tutti i paesi (quella italiana, a dire il vero, un po’ meno: rispetto al resto del mondo i nostri scrittori, dopo il Medioevo e almeno fino alla fine dell’Ottocento, non hanno frequentato molto il genere).

Come blog vogliamo perciò proporre la lettura di un breve ma affascinante racconto fantastico di uno dei più noti autori statunitensi di racconti macabri, Ambrose Bierce (1842 – 1914).
Si tratta di Staley Fleming’s Hallucination, un breve testo scritto nel 1909 e pubblicato nella raccolta di racconti fantastici a sfondo horror Can Such Things Be? (Possono accadere queste cose?), pubblicata nel 1909.

Anche se la storia non si svolge la notte di Halloween il testo è perfetto per una lettura notturna, meglio se si è soli in casa, la notte tra il 31 ottobre e il Primo novembre. La notte in cui, secondo tutte le più antiche tradizioni, i morti tornano sulla Terra a trovare i vivi…

La traduzione del racconto è mia, chi volesse leggerlo in originale ne può trovare il testo a questo link.

L’allucinazione di Staley Fleming
di Ambrose Bierce

Dei due uomini che stavano parlando uno era medico.
- Dottore, l’ho mandata a chiamare – disse l’altro, – ma non penso possa essermi d’aiuto. Forse può consigliarmi uno specialista in psicopatia. Credo di essere un po’ svitato.
- Lei sembra a posto”, disse il medico
- Aspetti a giudicare… ho delle allucinazioni. Ogni notte mi sveglio e vedo nella mia stanza un grosso Terranova nero con una zampa anteriore bianca intento a fissarmi.
- Lei dice di svegliarsi; ne è sicuro? Le ‘allucinazioni’ a volte sono soltanto sogni.
- Oh, certo che mi sveglio! A volte me ne sto sdraiato a lungo, immobile, a guardare il cane con la stessa attenzione con cui lui guarda me… Lascio sempre la luce accesa. Quando non ne posso più mi sollevo a sedere… e non c’è più niente!
- Mmmm… com’è l’espressione dell’animale?
- A me sembra sinistra. Certo, so che, tranne che nell’arte, il muso di un animale a riposo ha sempre la stessa espressione. Ma questo non è un animale reale. I Terranova hanno un aspetto piuttosto mite, si sa; perché questo è diverso?
-Beh, la mia diagnosi non avrebbe importanza, non ho in cura il cane.

Il medico rise della sua stessa battuta, ma con la coda dell’occhio osservò attentamente il suo paziente. Subito dopo aggiunse:
- Fleming, la descrizione del suo animale corrisponde a quella del cane del defunto Atwell Barton.
Fleming fece per alzarsi dalla sedia, si sedette di nuovo e fece una sforzo palese per mostrarsi indifferente.
- Mi ricordo di Barton. – disse – Mi pare che sia stato… che si sia detto che… non c’era qualcosa di sospetto nella sua morte?
Fissando ora direttamente negli occhi il suo paziente, il medico disse:
- Tre anni fa il corpo del suo antico nemico Atwell Barton fu trovato nel bosco vicino alle vostre due case. Era stato accoltellato a morte. Non è stato arrestato nessuno, non c’erano indizi. Alcuni di noi hanno delle ‘ipotesi’. Io ne ho una. E lei?
- Io? Giusto cielo, perché? Cosa potrei saperne io? Ricorderà che sono partito per l’Europa quasi subito dopo… parecchio tempo dopo. Nelle poche settimane trascorse dal mio ritorno non può aspettarsi che mi sia formato un”ipotesi’. Di fatto non ci ho proprio pensato. Cosa mi diceva del suo cane?
- E’ stato il primo a trovare il corpo. Si è lasciato morire di fame sulla sua tomba.

Non conosciamo l’inesorabile legge che sta a base delle coincidenze. Staley Fleming non la conosceva, altrimenti forse non sarebbe scattato in piedi quando, attraverso la finestra aperta, il vento della notte portò nella stanza il lungo gemito lamentoso di un cane lontano. L’uomo attraversò più volte la stanza a grandi passi sotto lo sguardo attento del medico; poi, affrontandolo bruscamente, gli gridò quasi:
- Che cosa ha a che fare tutto questo con i miei problemi, Dottor Halderman? Si dimentica perché l’ho fatta chiamare.
Alzandosi in piedi, il medico appoggiò la mano sul braccio del suo paziente e disse con gentilezza:
- Mi scusi. Non sono in grado di diagnosticare il suo disturbo sui due piedi… domani, forse. Vada a letto, senza chiudere la porta a chiave. Io passerò la notte qui, tra i suoi libri. Può chiamarmi senza alzarsi?
- Sì, c’è un campanello elettrico.
- Bene. Se qualcosa la disturbasse prema il campanello senza alzarsi. Buona notte.

Seduto comodamente in una poltrona l’uomo di medicina fissò i tizzoni ardenti, immerso a lungo in profondi pensieri, ma all’apparenza con scarsi risultati, dato che si alzava spesso e, aprendo la porta che portava alle scale, ascoltava attentamente; poi tornava alla sua poltrona. Poco dopo, tuttavia, si addormentò e quando si svegliò era mezzanotte passata. Attizzò il fuoco che si stava spegnando, prese un libro dal tavolo accanto a lui e ne guardò il titolo. Erano le “Meditazioni” di Denneker. Lo aprì a caso e si mise a leggere:
“Poiché è stato stabilito da Dio che tutta la carne abbia spirito e in conseguenza di ciò acquisisca poteri spirituali, così, anche lo spirito ha poteri della carne, perfino quando è uscito dalla carne e vive come cosa separata, come mostrano le tante violenze commesse da spettri e lemuri. E c’è chi dice che l’uomo non sia il solo in ciò, ma che le bestie abbiano lo stesso stimolo malvagio, e…

La lettura fu interrotta da uno scossone che attraversò la casa, come se fosse caduto un oggetto pesante. Il lettore gettò via il libro, si precipitò fuori dalla stanza e salì le scale che portavano alla camera da letto di Fleming. Cercò di aprire la porta ma, contrariamente alle sue istruzioni, era chiusa a chiave. La prese a spallate con una tale forza da aprirla. Sul pavimento vicino al letto in disordine, in camicia da notte, giaceva Fleming in fin di vita.
Il medico sollevò la testa del morente dal pavimento e vide una ferita alla gola.
- Avrei dovuto immaginarlo – disse, ritenendo si trattasse di un suicidio.

Dopo la morte dell’uomo l’autopsia rivelò il segno inconfondibile della zanna di un animale profondamente affondata nella vena giugulare.
Ma non c’era nessun animale.

Scritto e tradotto da Vianne

Tags : , , , , ,

 

Hobby: Origami – come realizzare un fantasma

(3 commenti) | Commenta | Inserito il ott 28, 2009 in Blog, Tempo libero e Hobby

In occasione della festa di Halloween sarebbe troppo scontato spiegare come si svuotano le zucche, si intagliano e si preparano per decorare l’ambiente. Avrei potuto farlo benissimo e invece no! Son dispettoso :) e in questo articolo, riprendendo un discorso cominciato tempo fa, voglio segnalare un altro tipo di decorazione, più raffinata e realizzata attraverso gli origami.

Eh sì, perchè gli origami, oltre ad essere una tecnica e un’arte tra le più antiche e ricche di tradizioni, permettono anche di decorare l’ambiete in un modo diverso e, grazie alle varietà di forme che si possono realizzare, più adatto alle varie occasioni.

Durante la festa di Halloween si usa addobbare i negozi con ragnatele, scheletri, zucche e anche fantasmi.
Ognuna di queste figure caratteristiche può essere realizzata in modo più o meno horror, può far spaventare, essere animata e colorata in stile più giocoso oppure più realistico. E in casa? Sarebbe un po’ strano vedere teschi appesi o ragnatele sui muri, anche se sicuramente ci starebbero bene ;) , ma se ci si vuole divertire e si vogliono creare effetti adatti a stupire chi ci viene a trovare, l’origami è la forma migliore!

Un origami davvero simpatico e neanche troppo complicato da realizzare è il fantasma.

Tutto parte come sempre da un foglio di carta quadrata – forma base per la maggior parte degli origami – per poi proseguire con pieghe a monte, a valle, a fisarmonica o a libro (le quattro pieghe più utlizzate e descritte nel precedente articolo).

Per rendere la spiegazione ancora più chiara inserisco un video che, se seguito passo passo, permette di ottenere il nostro origami di Halloween.
E allora dai, pronti con un foglio di carta e il minuto di tempo necessario per guardare il video e realizzare il fantasma. Brrrrr…che paura! :)

Scritto da Mac La Mente

Tags : , , , , ,

 

Il disco del mese – Profondo rosso dei Goblin

(0 commenti) | Commenta | Inserito il ott 26, 2009 in Artisti, Blog, Il disco del mese

Ed eccoci giunti, con un po’ di anticipo rispetto al solito e per un motivo che spiegherò subito, all’appuntamento fisso con Il disco del mese. Perchè in anticipo? Semplice, in occasione dell’arrivo della festa di Halloween e del Giorno dei morti qui, su Libera-mente, verranno inseriti alcuni articoli un po’ più “macabri“, più horror e oscuri in attesa degli spiriti e del loro risveglio.

Dopo questa breve premessa, cominciamo proprio dalla musica e quale album rappresenta meglio l’orrore, l’oscurità e lo spettrale se non uno che accompagna un film horror tra i più conosciuti di tutti i tempi? Ma Profondo Rosso dei Goblin, naturalmente.

Questo album è la colonna sonora portante dell’omonimo film girato da Dario Argento nel 1975 e, nonostante siano passati più di trent’anni, ogni volta che lo si ascolta cresce la paura e non si può far a meno di guardarsi alle spalle per timore che arrivi qualcosa di inaspettato e sinistro.
Profondo Rosso è un capolavoro e regala, sia nella sua versione originale che nell’arricchimento e rimasterizzazione del 2005, un’ondata di musica di altissimo livello, curata sia nell’aspetto tecnico che nei suoni.
Realizzato pensando al film, ne rispecchia i vari momenti, gli stati d’animo dei protagonisti e tutto ciò che avviene nelle diverse scene: i Goblin hanno fatto un gran bel lavoro di fusione e di sperimentazione. Sì, sperimentazione perchè furono i primi in Italia ad utilizzare un sequenzer per registrare e mandare in loop, durante i brani, parti ripetute all’infinito che accompagnano le canzoni arricchendole di suspense.

Ma vediamo in dettaglio l’intero album che, ahimè, dura pochissimo, meno di mezz’ora. Una mezz’ora da brivido!

Profondo Rosso infatti è costituito da sette brani che variano in lunghezza da un paio di minuti a meno di sei, ma che riescono a creare quell’atmosfera d’incertezza, tipica dei film horror, esprimendola al massimo livello. E’ un album interamente strumentale e la bravura dei musicisti – ora certamente da considerare “musicisti storici italiani” – viene messa in risalto in un modo pazzesco.

La composizione d’apertura è sicuramente la più conosciuta e da’ il nome all’intero album: Profondo Rosso. L’intro è spettrale e realizzato da una tastiera e da un sintetizzatore, successivamente si aggiungono tutti gli altri strumenti e tra questi spicca il basso che con il suo riff apre le porte alla batteria e all’organo. Sono presenti diversi stacchi e momenti nella canzone, i crescendo rappresentano la paura, la materializzano sempre più, fino a scoppiare. I suoni sono bellissimi e il riff iniziale dopo un po’ di battute e per diverse volte si ripete: è come se si aprisse un’altra porta in una casa deserta senza sapere quello che c’è dietro…

Death Dies, a differenza della precedente, comincia con una grande botta, è potente. Si capisce subito a quale genere musicale appartiene: rock progressivo italiano. Caratteristica del brano sono gli inserimenti inaspettati e quasi sussurrati della tastiera, inserimenti che crescono d’effetto quando vengono abbinati alla chitarra. Molto bello l’ostinato ripetitivo di questa canzone, è “lui” il vero protagonista, fa smettere di respirare e trattenere il fiato. Continuando con l’ascolto, una piccola pausa, per poi riprendere con la musica fino al finale, finale lasciato al suono del battito del cuore.

Segue Mad Puppet, canzone che con i suoi cinque minuti e 49 secondi è la più lunga dell’album. L’intro è affidato al basso, sempre in primo piano, strumento al quale si abbinano e si sentono in sottofondo vari effetti di moog, sintetizzatore e di un tamburo da orchestra dal suono non amplificato e sporco. E mentre il riff di basso continua, ecco che arriva la chitarra con qualche nota da prima accennata, per poi affermare la sua presenza e aspettare l’organo. L’effetto di paura e suspense crescono.

La quarta composizione è intitolata Wild Session. Il brano ha un lungo intro di quasi due minuti, dove è davvero il vento a parlare, a intrufolarsi dappertutto, a creare vortici e spifferi che fanno rabbrividire. Ma non è solo questo a far paura, anche il suono dell’organo fa pensare a qualcosa di satanico, a un grido disperato d’aiuto finché non accade qualcosa: la musica cresce tutt’a un tratto. Il brano prosegue con riff di piano, batteria e chitarra e con un sintetizzatore che rafforza le parti progressive fino alla fine.

Deep Shadows è il quinto brano, un pugno nello stomaco perchè comincia davvero forte: stacchi all’unisono, chitarra potente e un basso martellante che anticipano e spianano la strada a tutti gli altri strumenti. Diversi sono i momenti presenti nella canzone: pause, cambiamenti di tempo e, finalmente, un solo di batteria del maestro Walter Martino che mette in luce tutta la sua bravura e la sua tecnica. Dopo questo solo il brano accompagna l’ascoltatore riprendendo la melodia iniziale.

L’album è arrivato quasi alla fine, restano soltanto due brani.
School at Night, diverso dai precedenti perchè è quasi un’aria lirica: si sentono tantissimo i fiati dell’orchestra con i loro sali e scendi di volume che accompagnano lo strumento principale, il moog. School at Night regala l’impressione di camminare all’interno di una scuola buia tra corridoi senza fine, con aule deserte e con un qualcuno che ci insegue: si sentono i passi!
Gianna è il brano di chiusura del disco, sembra un altro pianeta rispetto alle altre e forse lo è. E’ un intermezzo – dura poco più di un minuto – tranquillo e rilassante. E’ la fine di un incubo, fa sentire sollevati e quasi felici. La tromba e il pianoforte in questo caso fanno un ottimo lavoro, si fondono molto bene.

Non posso far altro che elogiare il lavoro dei Goblin, sono stati bravissimi nella composizione e nella creazione di tutte le atmosfere macabre, di attesa e di terrore, le stesse che ci sono nel film.
Profondo Rosso è una colonna sonora perfetta e i musicisti che l’hanno realizzata sono davvero bravi, la fusione dei suoni è impeccabile e il rock progressivo italiano vien fuori in tutto il suo splendore.

Musicisti:

- Massimo Morante: chitarre (in Profondo Rosso, Death dies, Mad puppet, Wild session, Deep shadows)
- Fabio Pignatelli: basso (in Profondo Rosso, Death dies, Mad puppet, Wild session, Deep shadows)
- Claudio Simonetti: tastiere (in Profondo Rosso, Death dies, Mad puppet, Wild session, Deep shadows)
- Walter Martino: batteria (in Profondo Rosso, Mad puppet, Wild session, Deep shadows)
- Agostino Marangolo: batteria (in Death dies)
- Antonio Marangolo: piano (in Death dies)
- Orchestra di Giorgio Gaslini: (in Mad puppet, Wild session, Deep shadows, School at night, Gianna)

Tutti i brani della tracklist sono ascoltabili da Youtube.

Tracklist del 1975:

1. Profondo Rosso – 3:45
2. Death Dies – 4:43
3. Mad Puppet – 5:49
4. Wild Session – 5:00
5. Deep Shadows – 5:48
6. School at Night – 2:09
7. Gianna – 1:52

Scritto da Mac La Mente

Tags : , , , , , ,

 

Sport – Formula 1, resoconto della stagione 2009

(1 commento) | Commenta | Inserito il ott 20, 2009 in Altri sport, Blog

Forse è prematuro, visto che manca ancora un Gran Premio da disputare – il primo novembre a Adu Dhabi –, parlare e scrivere in generale di come sia andata la stagione di Formula 1 di quest’anno ma credo che poco possa cambiare in una sola gara e che i giochi siano già fatti.
Già, perchè nella gara disputata il 18 ottobre in Brasile Jenson Button con la sua Brawn è diventato il nuovo Campione del Mondo in carica. E’ la seconda volta (la prima nel 2008) che il circuito brasiliano incorona campione un pilota inglese. L’anno scorso è toccato ad Hamilton e quest’anno a Button.

Complimenti allora al neo-campione che ha disputato sempre delle ottime gare di altissimo livello, e ha lottato con le grandi scuderie, per lo meno quelle con una storia più antica e con un nome da portare avanti, e che invece quest’anno sono state inferiori a causa di diversi problemi.

A chi mi riferisco in particolare? Beh, non è nel mio stile fare di tutta l’erba un fascio, infatti sto pensando alla Ferrari, a Raikkonen e a Massa.
Una stagione sicuramente da dimenticare quella delle rosse, tant’è che dopo appena un paio di gare sono comparsi articoli in cui si dichiarava che la Ferrari era al lavoro per il prossimo anno. Segno che qualcosa non andava bene: macchina? Piloti? Questo non si sa. A movimentare ulteriormente la stagione automobilistica del 2009 hanno contribuito anche la vicenda del nuovo regolamento e l’ipotesi di non iscriversi al campionato e di metterne su uno per proprio conto – grazie anche all’appoggio delle altre case automobilistiche. Tutto fumo negli occhi però, perchè alla fine non ci sarà nessun divorzio, cambierà qualcosa sì, ma ben poco.
Come al solito queste notizie lasciano il tempo che trovano, troppi sono gli interessi in ballo e l’importante è far parlare di uno sport che anno dopo anno diventa sempre più monotono e poco competitivo anche se, in verità, tutto si può dire di questa stagione tranne che non ci siano stati colpi di scena: il neo-campione ne è una prova.

Ma andiamo con ordine, da tifoso ferrarista stavo parlando della Ferrari. Ehh, la Ferrari! Non c’è stata in tutte queste gare, ogni tanto ha fatto capolino e regalato ai tifosi un sorriso ma niente di più. La scuderia di Maranello con molta probabilità chiuderà in terza posizione in classifica generale, segno che la stagione non è andata come ci si aspettava.
Ad aggravare questa “tristezza” anche l’incidente di Massa nel Gran Premio di Budapest. Per fortuna niente di grave – approfitto per fare i miei migliori auguri di pronta guarigione al pilota –, anche se all’inizio si è temuto il peggio. Ma anche questo è stato determinante per la scuderia che s’è ritrovata con un pilota in meno e con possibilità in meno di vittoria. Peccato!
Il secondo pilota della Ferrari, Raikkonen, ha fatto quello che ha potuto, sicuramente ha dato il massimo ma questo non è bastato contro le “piccole” scuderie sempre più agguerrite e che quest’anno non hanno niente da invidiare alle grandi.

In attesa dunque della nuova stagione rinnovo i miei complimenti a Jenson Button ma non posso fare a meno di concludere con un grandissimo in bocca al lupo alla “mia” Ferrari: forza ragazzi! Siete grandi e sono sicuro che il prossimo anno lo dimostrerete. :)

Scritto da Mac La Mente

Tags : , , , , ,