Pentagramma – Light My Fire dei Doors (2/2)

(0 commenti) | Commenta | Inserito il nov 11, 2008 in Artisti, Blog, La musica del tempo

Pentagramma – Light My Fire dei Doors (1/2)

Light My Fire, com’è noto, è un inno alla passione sensuale.
Il testo, apparentemente semplice, è costituito da due strofe e un ritornello. Nella seconda parte del brano le due strofe vengono invertite – prima la seconda e poi la prima – a creare una struttura a specchio e circolare, ben fusa a quella della musica, che sottolinea a sua volta tale struttura con la ripetizione dell’intro di organo all’inizio del brano, all’inizio della seconda parte e alla fine, subito prima della chiusura.

A livello lessicale è basato sulla ripetizione del termine “fire”, fuoco, nel ritornello (non si dimentichi che la canzone nasce dedicata all’elemento naturale fuoco) e sulla rima del suono di “fire” nelle strofe: liar, higher, mire, pyre.

Un discorso a parte va fatto per la seconda strofa, non a caso scritta da Jim Morrison. Questa strofa si differenzia dal resto del testo per la presenza di immagini e termini più pregnanti e di ascendenza letteraria e religiosa: “wallow in the mire”, rotolarsi nel fango, è un’espressione proverbiale e biblica per indicare coloro che cadono nel peccato; e “funeral pyre”, pira funebre, rimanda alle tradizioni funebri indiane e di altre religioni.

Il testo è quindi molto meno semplice di quanto possa apparire ed è perfettamente funzionale all’alchimia del brano. I suoi trasparenti doppi sensi che rimandano in modo esplicito alla sessualità (con un possibile triplo senso implicito riferito alla droga), le ripetizioni di parole, le rime si fondono con la musica per creare insieme un vero e proprio incendio sonoro che esprime sinesteticamente l’inesprimibile, a parole, incendio dei sensi.
Incendio dei sensi che peraltro rimanda, per i riferimenti della seconda strofa, a qualcosa di oscuro e primordiale, all’antico legame Amore e Morte, Eros e Thanatos.

Light My Fire è così una canzone incendiaria e spettrale, oscura e illuminata da vampe di fuoco, parla di sesso e di esperienze estreme, di amore e morte.
E’ un brano che con la sua alchemica fusione di elementi musicali provenienti da tradizioni e scuole diverse e con il suo iconoclastico accostamento di riferimenti religiosi e funebri alla più viscerale esaltazione della sessualità e dell’eccesso, si colloca in primissimo piano tra le canzoni che hanno rivoluzionato il mondo della musica e hanno cambiato il modo di fare rock.

Di Light My Fure esistono 3 versioni ufficiali, diverse per la durata della sezione centrale strumentale: la versione album, così come creata dai Doors, lunga 7:06.
La versione radio, lunga 4:40, priva di metà della parte strumentale.
E la versione singolo, lunga solo 3:07 e priva di gran parte della sezione centrale, pubblicata dalla casa discografica qualche mese dopo l’uscita dell’album e mai amata dai Doors

La versione suonata nei concerti era invece molto più lunga, durava in media una decina di minuti e in alcuni live arrivò anche a 15 e 20 minuti. Quella del video che propongo dura 9:59

Prima di inserire il testo due parole sull’ultimo verso della prima strofa, quello che contiene l’esplicito doppio senso.
In inglese “get high” significa “diventare euforico” e, nello slang, assume il senso di “eccitarsi” con palese riferimento alla sessualità, ma è anche usato in relazione all’uso di droga. “Get much higher” significa quindi “eccitarsi (sessualmente) molto di più”, ma può rimandare anche all’idea di sovreccitazione a seguito dell’assunzione di droga.
Non stupisce quindi che per l’esecuzione del brano in uno spettacolo televisivo nel settembre 1967, l’Ed Sullivan Show, ai Doors sia stato chiesto di cambiare quel verso e di sostituirlo col più innocente “get much better”, “andare molto meglio”. Cosa che loro non fecero e Jim Morrison cantò in diretta live l’invito all’eccitazione dei sensi. Suscitando l’ira del conduttore Ed Sullivan che troncò gli accordi per ogni loro possibile futura apparizione nel suo show.

Light My Fire
 
You know that it would be untrue
You know that I would be a liar
If I was to say to you
Girl, we couldn’t get much higher.
 
 
Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire.
 
The time to hesitate is through
No time to wallow in the mire.
Try now we can only lose
And our love become a funeral pyre.
 
 
Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire, yeah.
 
[solos]
 
The time to hesitate is through
No time to wallow in the mire.
Try now we can only lose
And our love become a funeral pyre.
 
 
Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire.
 
You know that it would be untrue
You know that I would be a liar
If I was to say to you
Girl we couldn’t get much higher.
 
 
Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire.
 
Try to set the night on fire.
Try to set the night on fire
Try to set the night on fire
Try to set the night on fire.
Accendi il mio fuoco
 
Sai che sarebbe falso
Sai che sarei un bugiardo
Se ti dicessi,
Ragazza, che non possiamo eccitarci
molto di più
 
Forza piccola, accendi il mio fuoco
Forza piccola, accendi il mio fuoco
Prova a dar fuoco alla notte
 
Il tempo dell’esitazione è finito
Non è tempo di rotolarsi nel fango
Prova, ora possiamo solo perdere
E il nostro amore diventare una
pira funebre
 
Forza piccola, accendi il mio fuoco
Forza piccola, accendi il mio fuoco
Prova a dar fuoco alla notte, yeah
 
[strumentale]
 
Il tempo dell’esitazione è finito
Non è tempo di rotolarsi nel fango
Prova, ora possiamo solo perdere
E il nostro amore diventare una
pira funebre
 
Forza piccola, accendi il mio fuoco
Forza piccola, accendi il mio fuoco
Prova a dar fuoco alla notte
 
Sai che sarebbe falso
Sai che sarei un bugiardo
Se ti dicessi,
Ragazza, che non possiamo eccitarci
molto di più
 
Forza piccola, accendi il mio fuoco
Forza piccola, accendi il mio fuoco
Prova a dar fuoco alla notte
 
Prova a dar fuoco alla notte
Prova a dar fuoco alla notte
Prova a dar fuoco alla notte
Prova a dar fuoco alla notte

Cover
Il successo e la portata rivoluzionaria del brano sono evidenziati anche dalla gran quantità di cover che ne sono state ininterrottamente fatte.

La prima, e probabilmente più famosa e meglio riuscita cover è quella acustica realizzata da Josè Feliciano nel 1968, solo un anno dopo l’uscita dell’originale. Da allora tantissimi altri artisti e gruppi si sono cimentati nelle più diverse letture e interpretazioni del brano, da quella soul di Stevie Wonder, all’omaggio rock dei Led Zeppelin, a quella reggae-pop degli UB40, alla versione disco di Amii Stewart, fino a quella metal degli Amorphis. Tra le tante altre cover ricordo ancora quelle di Nancy Sinatra, Shirley Bassey, le Baccara, i Beastie Boys, i Massive Attack. Fino alla più recente e commercialmente famosa – e a mio giudizio una delle meno riuscite –, quella di Will Young nel 2002.

Ne sono stata fatte anche due versioni in italiano, una nel 1968 dal gruppo Gli innominati, intitolata “Prendi un fiammifero”. E una, a mio parere veramente brutta!, nel 1970 da Nicola di Bari col titolo “Dammi fuoco”.
Tutte le versioni citate sono ascoltabili su Youtube.

Scritto e tradotto da Vianne

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