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Franco Battiato (1945 – 2021)

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2050 Blog Cristiano Torricella Punti di vista

Persone e personaggi – Intervista a T.C. V.S.D.I. 2050 del 2050 ed oltre

Persone e personaggi – Intervista a T.C. V.S.D.I. 2050 del 2050 ed oltre

(a cura del Gatto Atom di “2050-D.N.A. Milano”)

Gatto Atom: “Iniziamo l’intervista. Quali i suoi futuri progetti “in fieri” all’età di ottant’anni già suonati?”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Moltissimi progetti artistici e culturali da portare avanti. Vorrei girare l’Europa in treno. Visitare nazioni che non ho mai visto come il Portogallo e l’Austria. Vorrei fare una tournée per gli italiani all’estero in Germania, Svizzera e Francia. Ove portare il meglio della mia creatività letteraria-musical-teatrale (cioè il mio “Esagerato Show”). Rinnovare il contatto con il pubblico da vecchio e vedere che effetto fa. Se potessi, mi prenderei anche del tempo per me stesso. In cui rileggere e scrivere tutto ciò che mi sta a cuore. Ed anche suonare la chitarra elettrica, cosa che non faccio più da troppo tempo ormai…”.

Gatto Atom: “In che modo terminerebbe “in bellezza” la sua lunga carriera di futur-artista del 2050?”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Una carriera artistica come la mia non dovrebbe terminare mai. Ciò purtroppo non è possibile. Giacché ogni cosa sulla Terra ha una data di scadenza. Il tempo è ciò che ci frega a tutti. Dando troppa importanza agli altri o accontentandoci troppo, crediamo ingenuamente di avere infinito tempo a disposizione nella vita per cambiare rotta in seguito. Troppo tardi scopriamo invece che non è affatto così.”.

Gatto Atom: “Potrebbe gentilmente rispondere alla mia domanda precedente? Grazie mille…”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Tante cose. Ora non saprei. Non mi viene in mente niente di preciso, al momento”.

Gatto Atom: “Un suo nuovo progetto letterario da realizzare a breve, ad esempio entro l’anno prossimo?”

T.C. V.S.D.I. 2050: “sicuramente un mio nuovo libro di memorie di fin ‘900. Una sorta di autobiografia-tributo romanzata. Che narri non solo di me stesso ma anche di tutti Coloro – i Giganti di fin ‘900” – che mi hanno preceduto ed influenzato artisticamente ed umanamente. E – mi creda- sono veramente tanti e validi. Affinchè poi non si dica che – di Loro – non avevo detto o scritto nulla (sa come sono gli umani…).”.

Gatto Atom: “Quanto Le piace scrivere libri, articoli e saggi?”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Finchè ci vedo e riesco a trovare tempo per scrivere, scrivere mi piace moltissimo”.

Gatto Atom: “Quali sono gli argomenti dello scrivere che predilige ultimamente?”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Dopo aver trattato per lungo tempo ogni sorta di argomento (dalla letteratura alla storia ed alla storia dell’arte; da argomenti scientifici e tecnologici ad argomenti ecologico-ambientali) ora mi piace invece a ricordare i “Vecchi Tempi” e la mia-nostra cara Roma Sparita di fin ‘900. Rallentare e fermarmi a ricordare i luoghi, gli aneddoti ed i Personaggi Illustri o particolari che ho incontrato durante i miei primi cinquant’anni a Roma, ai Castelli Romani o nel Nord Italia. Con qualche viaggio all’estero ogni tanto (in Costa Azzurra, Regno Unito, Francia, Principato di Monaco e Grecia), di cui non trovo più in archivio – purtroppo – le mie vecchie memorie di viaggio scritte da giovane…”.

Gatto Atom: “Che peso ha il Rimpianto per il Romano Passato di fine ‘900 – se ne ha – nella sua vita?”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Nessuno. Essendo “cittadino del mondo”, storicizzo e traduco in Arte Scenica ogni cosa. Compreso il Rimpianto per il Romano Passato di fine ‘900 di cui Lei parla. E’ Teatro Arte-terapico-Catartico della Mente Libera insomma. Un mio modo artistico di sopravvivere al Passato. Scrivere e comporre musiche di scena e creare computergrafica e video d’autore mi aiuta molto. Finchè potrò, continuerò ad oltranza a creare. E’ il mio peculiare modo di fuggire la noia, la tristezza, l’isolamento sociale, la solitudine ed i guai. L’Arte-terapia catartica fa evadere dalla realtà, ricrea, mi resuscita alla Vita, mi motiva e mi rende più vivo di molti altri personaggi ben più giovani di me…”.

Gatto Atom: “Cosa le manca oggi – se c’è qualcosa d’importante che Le manca – per essere più felice?”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Credo niente. Il Passato è passato. Anzi no. Forse vorrei avere ulteriore tempo da vivere in futuro. Qualche anno in più. Per suonare, creare illustrazioni, dipingere, scrivere saggi, recitare e visitare il mondo. Ma so benissimo che ciò non è possibile, Allora mi accontento dei cento anni da raggiungere come fatidico traguardo. Più di così credo che non si possa fare. Né desiderare.”.

Gatto Atom: “Complimenti! Un bel traguardo – i cento anni da raggiungere – il Suo!”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Che possiamo farci? Prima o poi bisogna rassegnarsi anche noi altri uomini di spettacolo a morire. Come Cristiano (“nomen omen”) non posso che essere riconoscente a Colei che – da lassù – mi ha sempre protetto e mantenuto in vita ovunque andassi. Nei frequenti viaggi in Italia e all’estero. Così come nei perigliosi lavori fatti da giovane e dopo. Raggiunta una certa età – la mia – ringraziare per ciò che si ha avuto è doveroso. Visto che altri miei compagni di viaggio di fine ‘900 non sono stati affatto così fortunati. Essere riconoscenti ed apprezzare ciò che si ha avuto e si ha è importantissimo ed evita di perdersi nel “nostalgico brontolio barbogio della vecchiaia”. Continuando invece imperterriti a creare. Lo sapeva?”.

Gatto Atom: “C’è qualcuno al mondo che vorrebbe incontrare e che non è mai riuscito ad incontrare?”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Sì. Gli Antichi Papi di Roma. Papa Giovanni “il Papa Buono”. Papa Giovanni Paolo I°. Il Grandissimo Papa Francesco presente nei miei versi poetici. L’ultimo Papa attuale. Ma non si può. Alcuni non li posso più incontrare a Roma Megalopoli Selvaggia. L’ultimo Papa del Millennio, quello “di colore”, quello nuovo, è occupatissimo a viaggiare e non me lo fanno incontrare. Anni fa volevo andare in metropolitana a San PietroCittà del Vaticano, ove venni battezzato, per incontrare Papa Francesco. Tagliandomi la barba, i baffi ed i capelli pensavo che non mi avrebbero mai riconosciuto. Ma poi i turisti ti fermano, ti riconoscono e ti chiedono l’autografo. Niente da fare. Il Passato torna sempre a galla. Niente udienza privata con il Nuovo Papa. Speriamo che prima o poi me la concedano. Ci terrei moltissimo ad incontrare il Papa. Ma mi basterebbe anche soltanto una sua telefonata privata…”.

Gatto Atom: “A conclusione di questa intervista, c’è qualcosa che vorrebbe dire ai giovani italiani?”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Sì. Rispettate l’ambiente e tutelatelo dal superuomo supertecnologico moderno del 2050 ed oltre. Che inquina e distrugge l’ambiente in cui vive e lavora. Dimenticandosi che anche lui è figlio (degenere ed ingrato) di Madre Natura. Non lasciate che distruggano la Natura in nome del Falso Progresso! Presto o tardi noi non ci saremo più a proteggere Voi, l’ambiente ed il Creato! Non lasciate in eredità ai vostri figli ed ai vostri discenti scorie radioattive e rifiuti tossici fumanti! Il Testimone passa a Voi Giovani Studenti. Non dimenticatelo! Ricordatevi di Seveso, di Chernobyl e di Fukushima!”.

Gatto Atom: “Grazie per averci concesso questa sua intervista a pagamento. Arrivederci alla prossima!”

T.C. V.S.D.I. 2050: “Grazie a Lei e buon rientro nel romanzo “2050 – D.N.A. Milano” di Torricella.

 

Marino Laziale (RM) – 26/03/2021 – di mio pugno scritto e firmato: Cristiano Torricella autore – tutti i diritti riservati

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Auguri di Buona Pasqua 2021!

Auguri di Buona Pasqua a tutti! 🙂

Auguri di gioia e felicità!

Auguri di pace e serenità!

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De le volgari origini (latine) de la ultrabella lingua i-tagliana del 2050 (2)

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2050 Blog Cristiano Torricella Punti di vista

De le volgari origini (latine) de la ultrabella lingua i-tagliana del 2050

“Historia magistra vitae” (“la Storia è maestra di vita”)

(Cicerone, oratore e scrittore latino – citazione citabile)

“Vita supermagistrae historiae” (“la Vita è “supermaestra” di storia”)

T.C. V.S.D.I del 2050 ed oltre – citazione citabile

Dopo aver – il nostro ultraottantenne futur-artista T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre – in quella breve e frenetica ma proficua giornata bolognese:

1) inforcato i suoi vecchi occhiali da miope-presbite-astigmatico che gli consentivano di vedere il mondo del duemilacinquanta ed oltre così com’era realmente e non come magari pensava che invece fosse;

2) combattuto inutilmente contro i suoi vecchi ed inesorabili acciacchi dell’età che spietatamente avanzavano giorno dopo giorno, facendo rallentare – anche di molto – la sua indefessa giornata lavorativa senza orari;

3) urlato un pò di vecchie parolacce nel “suo” vecchio ed amatissimo vernacolo romanesco monticiano di fine ‘900 ad un vecchio fastidioso reumatismo sciatico che lo affliggeva da decenni addietro;

4) fatto la sua “nobile colazione” con un maritozzo caldo e due mostaccioli così buoni, che gli ricordavano tanto la “sua” Vecchia Roma Sparita di fin ‘900, che purtroppo non sarebbe mai più riapparsa in futuro;

5) risciacquato la propria vecchia dentiera di “vecchio babbione” sotto “l’acqua coria” (l’acqua corrente che – come dice il vecchio proverbio popolare scevro da pregiudizi generazionali – tutti i mali (li) porta via);

6) compiuto la propria ultra-laboriosa e lenta “nobile vestizione mattutina”, autonoma ed autosufficiente (compreso il faticoso taglio mattutino delle unghie dei piedi e la superlativa doccia con l’acqua calda dell’albergo, togliendosi così di dosso il “rudo” accumulatosi, ovvero le vecchie particelle di pelle morta…);

7) rimirato, fuori dalla finestra dell’albergo a quattro stelle, l’iracondo spazzino carico di bile scaricare rumorosamente un miliardo di bottiglie provenienti dal bar-gelateria all’angolo della strada sotto ai portici, all’interno del suo lercio furgoncino “monnezzaro” apposito, proprio dianzi a quel famoso “Gran Teatro Bolognese” in cui proprio Lui in persona, il “Grande Maestro delle Arti e delle Lettere d’Italia” (ovvero T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre) aveva, un dì, recitato a braccio di fronte al felicissimo pubblico plaudente;

8) riletto tutto d’un fiato e notevolmente apprezzato il sempre prezioso vecchio libro di Danilo Colangeli autore, intitolato “Tramonti in fiamme“, così da ricordarsi – ad imperituro monito dei “Letterari Sapientoni” di ogni parte del mondo e d’ogni tempo – come si “scrive con adeguata competenza lessicale”;

9) letto anche quell’altro libro – più datato e meno importante di quello del Colangeli ma pur sempre “libro” anch’esso – intitolato “Ettore Fieramosca ossia la disfida di Barletta” di un certo Angelo Poliziano, a cui è intitolata tra l’altro anche quella centralissima via del Primo Rione Monti di Roma, in cui aveva abitato, a fin ‘900 ed oltre, presso la celeberrima via Merulana (dal latino “merula”, i merli), la sua nonna paterna;

10) visitato, nel pomeriggio, dopo una pantagruelica dormita post-prandiana della durata d’un paio d’ore, niente-poco-di-meno che la celebre ed antica Pinacoteca Nazionale di Bologna del 2050 ed oltre, più che altro per vedere cosa avessero artisticamente combinato i “suoi” promettenti allievi pittorici Dommenichino (quello di via Dommenichino, alla fine della quale v’era la celebre hostaria di San Martino ai Monti a Roma?), Annibbale Caracci, Er Peruggino, Er Parmiggianino, Giudo Reni, Rafaello ed un tale Giottu.

11) essersi vestito con impegno e di tutto punto da Antico Romano o da Gladiatore o da Demone Dantesco o da Nerone imper’attore – più non lo ricordo, Io narratore – per le urgenti prove di scena del suo evento spettacolo “Esagerato Show“, rappresentato l’indomani sera proprio lì a Bologna centro storico;

12) aver sussurrato a se stesso, rimirandosi nello specchio della camera d’albergo, così agghindato addentro al suo “carnacialesco” (carnevalesco) costume di scena: “Sò er mejo der bigoncio!” (inconsueta automotivazione psicologico-attoriale pre-serale, probabilmente per “caricarsi” prima dello storico evento);

13) aver trascritto venti striminzite righe di codice javascript che, a malapena, si ricordava (flebili reminiscenze di quando era stato un giovane programmatore romano) per modificare al volo il suo sito web;

14) aver ascoltato dal proprio lettore tascabile portatile da viaggio “La marcia di Radetzki” del compositore Strauss, nonché alcune proprie musiche di scena inedite niente male, ancora da inventariare…

T.C. v.s.d.i. del 2050 ed oltre si sedette infine, stanco in verità, allo scrittoio di quel lussuoso albergo di Bologna, in cui avrebbe albergato in quella fredda ed umida notte padana d’autunno del 2051, a vergare questa sua personalissima missiva indirizzata ad un certo Cristiano Torricella, autore che non sentiva più da tempi – a dir poco – biblici, scrivendo quanto da me – “Io narrante” – ivi ed integralmente sotto riportato:

Bologna, 31/11/2051

(* nota d’autore per i “Soliti Sapientoni” che avranno, come al solito, da ridire: il presente errore di data futura è espressamente voluta e teatralmente ricercata “ad arte scenica” dall’autore del presente sollazzo…)

Caro autore, tanto tempo passò ed Io non mi feci più vivo con Lei.

E’ tutto vero ma, come certo immaginerà, avevo eventi-spettacolo da fare e convegni, mostre di pittura, interviste alla radio, libri da autografare, la Galleria d’Arte Torricella da gestire (la mia), archivi letterari (i miei) da sistemare ed anche (ma non solo) un minimo di cento musiche di scena da me create l’anno scorso.

Sperando pertanto che Lei voglia perdonarmi per la mia lunga ma giustificabile assenza epistolare, passo adunque a ciò che più mi preme assai, per cui oggi Le scrivo: la bozza del mio testo che quivi invio.

Gradirei infatti senza indugi un suo valente ed indipendente parere su quanto troverà scritto qui di seguito.

Tutta farina del mio sacco.

Niente di scopiazzato in giro, com’è assai di moda fare oggi, copiando di tutto di qua e di là su Internet.

Il sopradetto mio testo inedito, in forma di succinta bozza come mio solito, ma anche ricco d’estrema dovizia di storici particolari, narra la “Vera Historia Segreta delle Origini della Lingua Italiana”.

De le volgari origini (latine) de la ultrabella lingua i-tagliana del 2050 (così s’intitola per l’appunto…).

Partendo ovviamente dal latino volgare fino a spaziare storicamente al Duecento ed al Trecento compresi.

Anche l’italiano, lingua romanza o neolatina che dir si voglia, fa infatti parte delle nuove lingue latine derivate dal latino volgare allora parlato nei territori facenti parte (secoli fa) del Mitico Impero Romano.

Andiamo pertanto ad iniziare!

(continua)

TC vsdi del 2050 ed oltre